7 days in Sweden #02

La mattinata del mio secondo giorno in Svezia è iniziata con un #fail di quelli potenti. Sono andato a dormire appena alle due di notte, nonostante fossi fuso già almeno 5 ore prima, perchè per aggiornare il sito ci ho messo una quantità di tempo improponibile per colpa della lentissima wireless dell’albergo. Di conseguenza il risveglio è stato difficoltoso, ciononostante alle 9:40 mi sono presentato per fare colazione, incrociando giusto la cameriera che col carrellino se ne andava dopo aver sparecchiato tutto. Non che io fossi presto eh, ma in teoria potevo colazionare fino alle 10. Boh.

In mattinata ho rilasciato un’intervista in inglese ad un giornale svedese. Sono in grado di rilasciare un’intervista in inglese? No, assolutamente no. Peró sembravano aver capito quindi forse si.
A pranzo sono riusciti nella non facile impresa di placare la mia fame boia con un solo toast. Era tipo fritto nel burro. O qualcosa di simile. Fattostà che mi ha steccato violentemente e nell’ora successiva non riuscivo a tirare una riga diritta causa mega abbiocco.
Ho notato che qui un sacco di tipe, mentre aspettano il pranzo, si sparano una serie di pezzi di pane spalmati di burro con una certa tranquilità. Io ci son rimasto abbastanza di sasso, calcolando che pane burro e ragazze, in Italia, non sembrano compatibili. L’unica scena che aveva provocato in me un #respect simile fu quando la mia morosa prese il suo panino gia di suo untissimo e lo inzuppó nella salsa rosa delle patatine come fosse la cosa piú naturale del mondo. Non rendendosi conto di aver fatto qualcosa di mitologico nel mondo femminile.
Tra le cose a caso di cui parlare, volevo fare un appunto sui cantieri edilizi.
In Svezia un cantiere è piú pulito del mio ufficio. E non dite che ho tutto un casino perchè non è vero. Gli operai dsono tutti in divisa, hanno la pettorina giallo fosforescente e parlano in inglese. Da noi ciao. Quello piú sporco sono io che ho la mia cacchio di tuta che uso da 15 anni e oramai non ci sarà neanche più tessuto ma solo vernice. Quando torno prometto che mi faccio la divisa personalizzata da graffiti.
Ho finito il primo graffito intanto. È venuto bene, o almeno sembra, vedremo domani.
Tornato in hotel mi son fatto la doccia e sono sprofondato nell’ipersonno. Mi son svegliato ora, che per cenare è anche un poco tardi. Mangio un paio di biscotti e mi vedo un film.
Ah l’ipad naviga, il portatile no. Che balle.

stailuan

Andrea "Style1" Antoni è un grafico freelance ed un graffiti writer, ambassador di GoPro e Roberto Ricci Designs. Scrive post a tempo perso e perde tempo scrivendo post, ma vive di grafica. Nel febbraio del 2015 è uscito il suo primo libro "Trova la tua identità su Instagram e condividi foto uniche", pubblicato da Dario Flaccovio Editore. Nel 2017 è diventato per tutti "il grafico che gira il mondo fotografando le mazzette pantone" grazie all'improvvisa viralizzazione del suo progetto Instagram #STAILtone. More info

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