Appunti sparsi sulla mia dieta

Domenica è il mio giorno di pausa dalla dieta.
Alle 00:08 ho trebbiato un sacchetto di patatine.
La precisione, innanzitutto.

Con questo status ho reso noto al mondo il mio primo “sgarro” da quando sono entrato in regime alimentare fortemente controllato (aka nazismo), cioè da oltre quattro mesi.
Non ridere.
Cioè si, puoi farlo, perché la butto sull’ironia, però è stata la prima volta. Fino ad ora sono stato più preciso di un orologio svizzero e più rigido dell’educazione in un convento di suore. Poi oh, la prima volta c’è sempre, e non si scorda mai.
So benissimo che aver mangiato 8 minuti entro la domenica non lava le mie colpe e mi sento in colpissima: più che se avessi dato una pedata forte forte, con gli scarpini da calcio (che ormai sai che si chiamano TRETTER) sporchi di fango, ad un coniglietto bianco bianco e battufoloso mentre mangiava felice la sua arancionissima carota.

Oh va così: mi ha preso la mega carogna.
Un mix tra fame e gola che ciaoproprio.

graffiti-torviscosa-21

Dicono che la dieta sia uno stile di vita.
Ok.
È uno stile di vita abbastanza demmerda: siatene consapevoli.
E chi dice che in dieta mangia più di prima mente, mente tantissimo.
Non che mangiare polpette al sugo, cotolette impanate e patate fritte ogni giorno sia un bene eh, però dal punto di vista del gusto si. Poi che sudi olio e il fegato balli la rumba, è un discorso a parte.

In quattro mesi ho mangiato praticamente un feudo di melanzane, un regno di peperoni, otto banchi frutta di funghi-zucchine-cetrioli, il raccolto di pomodori di mezza Puglia e di insalata neanche non ne parliamo.
E ho perso 11 kg.
Mica spicci.

baccanali

A 36 anni, per la prima volta nella mia vita, mi sono messo a dieta.
In realtà, quando l’ho iniziata, ne avevo ancora 35: ho compiuto gli anni durante il regime controllato, e la festa l’ho fatta di domenica, che è il mio giorno di pausa.
La quantità di cibo servita ha ricordato fortemente i giorni di festa in cui gli antichi romani offrivano al popolo giochi di gladiatori e cibo a volontà.
Ma sono un poco dispersivo, torniamo a noi. Cioè a me.

standuppaddle

Non c’erano alternative: in passato ho perso kg solo facendo sport, ultimamente più uscivo con il SUP e più diventavo un cubo, perché mettevo su massa grassa e muscolare assieme. D’altro canto prova a pensare a quanta fame ti venga quando vai in spiaggia a prendere il sole, pensa a quella che avevo io dopo aver pagaiato in mare per due ore.
In pratica, una volta tornato a casa, assumevo il triplo delle calorie bruciate, e buona notte.

Ma non eri mica grasso!
(cit. chiunque mi conosca e legga che sia a dieta)

No, per nulla proprio: anche la dietologa, dopo aver chiacchierato circa le mie usanze alimentari, sembrava piuttosto tranquilla. Poi mi ha detto “Prego, salga sulla bilancia” con fare sicuro e accomodante.
Avresti dovuto vedere la sua faccia.
Avrei dovuto riprenderla.
Penso che se davanti a lei, avessi dato la famosa pedata forte forte, con gli scarpini da calcio (tretter) sporchi sporchi, al coniglio tenerello bianco bianco, mentre mangiava la sua famosa carota arancionissima, ecco: ci sarebbe rimasta meno di merda.
Evidentemente l’adipe su di me si distribuisce bene.
O ha un peso specifico differente.
Fatto sta che ero grasso come la famosa merda e dovevo calare.
E l’ho fatto.

furgoncino-gelati

È stato tutto sommato anche piuttosto semplice.
Non mi ero mai messo a dieta temendo morsi della fame, mega scleri, ipotizzandomi correre a quattro zampe sul soffitto e assaltare il noto furgoncino dei gelati che arriva suonando come un carillon e che nel mio rione non ho mai visto, ma nei film c’è sempre.
Invece no. Tutto sommato è stato piuttosto semplice, perché alla fin fine ho continuato a mangiare più o meno quello che mangiavo prima.

taj_mahal

Quello che magiavo prima: spiegazione.
Fa conto che il Taj Mahal sia il tuo piano alimentare, lo spogli da tutti i suoi marmi, le cupole, le statue e qualsiasi ornamento, ne lasci esclusivamente i muri portanti e un paio di colonne finché ne ottieni una stazione dei treni di architettura fascista.
Ecco, qui uguale.
Mangio un decimo del pane di prima, uso un centesimo dell’olio, il fritto lo vedo all’orizzonte (l’orizzonte è sempre diritto, altrimenti diventa STORTIZZONTE), dell’impanato ho un vago ricordo tramite i racconti degli anziani attorno al fuoco, il giorno alla settimana in cui mangio una mozzarella da 120 grammi è come se fosse “il sabato del villaggio”, ho iniziato (tristissimamente) a bere (e quasi a farmi piacere) la Coca Cola Zero quando sono stufo dell’acqua, uso lo zucchero di canna, bevo latte scremato e mangio frutta a merenda.
È tutto abbastanza fattibile, bisogna capire per quanto tempo. Non è tanto un problema di fame, quanto di 36 anni di allenamento a mangiare (buonissima) merda.

Intanto l’autunno è arrivato puntuale come un orologio svizzerissimo, facendo calare la temperatura. Dopo 4 mesi ho indossato nuovamente i pantaloni lunghi, scoprendo che non mi va più bene alcun paio. Alcuni sono da stringere, altri sono proprio da buttare (o regalare insomma) perché non lavorabili. Mia madre mi ha detto di tenerli per quando sarò di nuovo ingrassato.
Puoi immaginare quanto le abbia voluto bene, perché la mamma è sempre la mamma e spesso – anche se sta sulle palle – ha comunque ragione.

 

Enjoy!

stailuan

Andrea "Style1" Antoni è un grafico freelance ed un graffiti writer, ambassador di GoPro e Roberto Ricci Designs. Scrive post a tempo perso e perde tempo scrivendo post, ma vive di grafica. Nel febbraio del 2015 è uscito il suo primo libro "Trova la tua identità su Instagram e condividi foto uniche", pubblicato da Dario Flaccovio Editore. Nel 2017 è diventato per tutti "il grafico che gira il mondo fotografando le mazzette pantone" grazie all'improvvisa viralizzazione del suo progetto Instagram #STAILtone. More info

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Commenti dal faccialibro


3 Responses

  1. 1 ottobre 2016

    […] sai, non sono un personaggio particolarmente tecnico: vado giù abbastanza duro di pane e salame (ora un poco meno perché sono a dieta). Ad ogni modo ti scriverò le novità presentateci: se questo post sarà insoddisfacente, hai […]

  2. 3 ottobre 2016

    […] e non avendo ancora pranzato, mi sono diretto verso il self service per mangiare qualcosa. Essendo a dieta da mesi, sognavo già di imbastirmi un’insalatona spaziale, #einvece. Due mega banconi si estendevano […]

  3. 26 novembre 2016

    […] ti ho già detto (e non voglio alienarti, ma serve a contestualizzare), da 5 mesi vivo in un regime di dieta dittatoriale che mi impone di non mangiare il 95% delle schifezze che assumevo prima prima e che (ovviamente) […]

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