artandcoffee

Giovedì 24 ottobre ho avuto l’onore di partecipare al Blogger Day #artandcoffee nel quale siamo stati invitati a vedere in anteprima la splendida mostra “Verso Monet” che verrà inaugurata ufficialmente nella giornata di domani (sabato 26 ottobre) e sarà visitabile fino al 9 febbraio 2014 a Verona, presso la Gran Guardia.
Poi non so: a noi hanno detto che fosse in anteprima, in realtà se andate a cercare su google, il sito MostraLouvreVerona dice che hanno inaugurato il 26 febbraio (nel sito è scritto giusto eh, ma sull’anteprima di Google no, tanto per rompere a gratis).

Il mio viaggio inizia in stazione dei treni che, come sempre, è alcova di mille emozioni e culla di grandi novità.
Al mio arrivo al binario scopro che il mio treno forse non è diretto a Verona bensì a Zion (vd Matrix)
Fortuna, o sfortuna, ha voluto che meta del frecciabianca fosse poi effettivamente la fatal Verona e di conseguenza non ho dovuto lottare contro le seppie o ingerire strane pillole, bensì visitare questa fantasmagorica mostra.

Non è una marchetta ma, come ho twittato ieri, la mostra merita un sacco, sarebbe stato un peccato non vederla.

Entriamo nel vivo del mio resoconto ignorante, che so state bramando con una famelicità incredibile.

  • Oltre ad essere in pieno centro storico, il mio albergo era sopra un Mc Donald.
    Punti stima più 100mila.
    Siamo a livello di un sogno erotico.
    Fosse stato per me, la mia ricerca del cibo si sarebbe fermata li, ma essendo in compagnia di solo blogger femminili è stato da subito chiaro che avremmo mangiato altrove: il mio fisico ringrazia.
  • Le cameriere dell’albergo erano vestite come le vere cameriere.
    Con il vestitino nero con il grembiule bianco (non tutte, ma alcune si).
    Come i film porno, solo un sacco più coperte.
    Però ad ogni modo la cosa non può che rimandare a un film porno, quindi anche qua punti su punti di stima.
  • Il mio iPhone ha fatto il record di crash consecutivi nel lancio della fotocamera, ed io stavo per fare il record nel lancio in lungo dell’iPhone.
  • In mostra ci sono 90 dipinti (di autori diversi) e 10 disegni con l’ultima sezione dedicata a Monet.
    Se girerete da soli in mezz’ora avrete visto tutto e non avrete capito una fava, se prendete la guida ci metterete due ore e ne uscirete arricchiti spiritualmente e culturalmente.
    Noi abbiamo avuto la fortuna di esser stati accompagnati dal curatore, di conseguenza è stata un’esperienza ultraterrena, ma anche una “umile” guida può fare la differenza in visite di questo tipo.
    Poi magari sapete tutto di storia dell’arte e ciao, a posto così. Io sono messo male, quindi da solo sarei stato più disperso della nota particella di sodio.
  • Ci sono un sacco di spiegoni alle pareti, però c’è scritto tantissimo testo.
    Da un lato va bene, nel senso che evidentemente sono molto completi, dall’altro c’è così tanto testo che non vi invoglieranno a leggerli: io ad esempio ho letto solo i titoli.
    Ma io sono pessimo, non faccio testo (per il testo).
    Personalmente non li ho amati particolarmente:

    molti di questi erano posti praticamente a filo tra un quadro e l’altro, utilizzando un allineamento giustificato, utilizzando sillabazione delle parole e ed una bruttissima indentazione per i nuovi paragrafi.
    Son cretinate stilistiche, chiaro, ad ogni modo vuole il caso che proprio in quelle ore stesse andando online un mio post che parlava di allineamenti del testo: se l’argomento vi interessa potete andare a leggerlo.
  • Tra le cose di spicco è emerso che i pittori olandesi erano dei mega bulli perchè facevano i quadri già in formato quadrato e quindi ottimizzati per la condivisione via instagram.
    Io la scorsa settimana avevo teorizzato di mettermi a dipingere solo graffiti quadrati per lo stesso motivo e di conseguenza capiamo ancora una volta che il teorema secondo il quale non c’è più nulla da inventare perchè qualsiasi cosa tu faccia, più o meno, l’ha già fatta qualcun altro, continua a funzionare.
  • Ci hanno piazzato un cameraman a filmare tutto l’evento: il problema è che si poneva continuamente alle spalle del curatore sparandoci in faccia un lampione laser accecante.
    Ho perso metà dei coni e dei bastoncelli e non son riuscito a fare un sacco di foto.
  • Monet, oltre che un pittore con i contro era anche un gran giardiniere: dopo 110 anni le sue ninfee non sono ancora appassite.
  • Il motivo principale per cui è stata invitata anche la bella Tegamini, è che i suoi capelli facevano iper pandan con le cornici delle opere esposte.
  • A mio avviso a Van Gogh regalavano i colori ad olio, perchè con quello che costano dovendoseli comperare da solo non avrebbe mai concepito dei materici simili ma si sarebbe dato agli acquerelli.
  • Il percorso della mostra è un crescendo di emozioni che si conclude con l’opera finale, della quale vi spoilero solo lontanamente l’impatto geniale che la va a mettere in risalto, ma per capire esattamente di cosa parli, dovete assolutamente andare a Verona e vedere con i vostri occhi il tutto.

Concludo mostrandovi che se andate a Verona e non fate la foto dentro il loro nuovo e modernissimo StarGate siete out (ringrazio l’amico instagrammatore Orazio Spoto che ha immortalato il momento).

Lo avrei utilizzato volentierissimo al posto di trenitalia: il viaggio di ritorno è stato tranquillo e veloce tranne il fatto che stavo per uccidere un vecchiominkia (vedi definizione di) di 45 anni che prima ascoltava scherzi telefonici in veneto a tutto volume con il sui iPad e poi batteva sul tavolino il tempo di canzonette astruse.
Ma questa è un’ altra storia, è una tediosa storia di problemi con e sui treni, di cui ne abbiamo tutti piene le rotaie.

Grazie Segafredo per avermi invitato: mi dispiace non essere stato all’altezza, ma lascio i resoconti colti ed intelligenti a chi ha più knowledge in materia.
Se invece volete sponsorizzarmi una nuova Macchinetta del Caffè, io detengo una “Lavazza a Modo Mio” verde acido di cui non sono particolarmente soddisfatto, se ve ne avanza una da fornirmi (che stia bene nel mio ufficio bianco-nero-verde) vi ringrazio.
Alla prossima 😉

stailuan

Andrea "Style1" Antoni è un grafico freelance ed un graffiti writer, ambassador di GoPro e Roberto Ricci Designs. Scrive post a tempo perso e perde tempo scrivendo post, ma vive di grafica. Nel febbraio del 2015 è uscito il suo primo libro "Trova la tua identità su Instagram e condividi foto uniche", pubblicato da Dario Flaccovio Editore. Nel 2017 è diventato per tutti "il grafico che gira il mondo fotografando le mazzette pantone" grazie all'improvvisa viralizzazione del suo progetto Instagram #STAILtone. More info

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Commenti dal faccialibro


1 Response

  1. 2 Luglio 2014

    […] ArtAndCoffee […]

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