Balloons Festival: volare in mongolfiera

In occasione del Ballons Festival di Ferrara sono stato invitato dagli amici di Instagramers Ferrara a salire su una mongolfiera e volare sopra alla loro città.
Rifiutare un’offerta simile? Impossibile.

Balloons Festival

L’evento, che si tiene appunto a Ferrara, è il più importante Festival delle mongolfiere d’Italia nonché uno dei più noti in tutta Europa. Potresti non averne mai sentito parlare, però calcola che nel 2016 oltre 120.000 visitatori sono stati calamitati da tutta Italia a vedere i “giganti dell’aria” e partecipare alle varie attività programmate al parco urbano G.Bassani.

Volare


Volare su una mongolfiera non è ovvio o banale: non sto parlando a livello poetico, ma proprio pratico. Conobbi l’esistenza di questo festival circa sette anni fa, erano i tempi in cui gli influencer non erano ancora chiamati tali e si iniziavano a fare delle attività social per dare visibilità on-line a determinati eventi. Venni invitato in quel di Ferrara in qualità di “twittero” (Instagram non era nemmeno nei miei sogni ancora) e conobbi dal vivo per la prima volta quelli che poi divennero amici di lunga data come Davide Licordari, Matteo Bianconi, Claudio Gagliardini e i locals Rudy Bandiera e Riccardo Scandellari.

Tutto questo per dire cosa: in primis che sono legatissimo a questo festival, ma anche per dirvi che scoprii che le mongolfiere NON VOLANO SEMPRE.
Anzi.
È più facile che non volino.
Quel giorno fece un caldo devastante, talmente caldo che la macchina delle granite a metà pomeriggio faceva uscire acqua al limone dato il caldo e data la continua richiesta da parte del pubblico di ghiaccio. La ricordo come una delle giornate più sudate della mia vita, spesa in una spianata arida e desertica di polvere e sole, d’altro canto anche quest’anno Ferrara si è distinta tra le città più calde d’Italia.
Insomma.
La mongolfiera la riempi di aria calda e quindi sale.
Tutto molto facile.
Ma se la collochi in un contesto in cui attorno fa troppo caldo, non riesci ad ottenere una differenza tale di temperatura in modo che questa salga. Aspettammo e aspettammo, ma la mongolfiera non salì mai in aria.
È tutto molto ovvio a pensarci, ma devi pensarci, cosa che io generalmente non faccio e quindi ho bisogno di esempi pratici per assimilare concetti.

Tipi di volo


Se decidi di volare sappi che puoi scegliere tra due possibilità: il volo vincolato verticale e il volo libero.

  • Volo vincolato.
    Vai tipo su con l’ascensore, solo che sei su una mongolfiera che, ancorata a terra in sicurezza con delle funi, si alza di una trentina di metri offrendoti un punto di vista “insolito” sui dintorni. Il prezzo è modico: si parla di 9 euro per gli adulti e 7 per i bambini (più eventuali sconti famiglia che puoi vedere qui).
  • Volo libero.
    Come da nome, vai dove ti porta il cuore, o meglio dove ti porta il vento.
    La mongolfiera sale e va e (se hai fortuna) passa sopra la città, altrimenti vai verso la campagna. Non che la seconda opzione sia scrausa, ma chiaro che se vai a Ferrara è piacevole sorvolarla.
    La durata del volo è di circa un’ora e dopodichè atterri in un campo e vengono a recuperarti con un furgone di supporto.
    Quanto costa? Costa oggettivamente un botto, ma anche qui a pensarci è ovvio che non possano tirartelo in schiena, come si dice dalle mie parti. Si parla di 150 euro durante la settimana e 190 euro nel week end.

Come funziona

I voli partono all’alba e al tramonto, quando le condizioni meteo sono migliori e (non ti farà schifo) quando il panorama offrirà i suoi colori più romantici.
Dal momento in cui la mongolfiera è pronta a quello in cui parte è un attimo: verrai esortato a entrare nella cesta (scalandola letteralmente grazie a dei gradini presenti sul suo lato) e salirà in un attimo. Il tutto è piuttosto dolce, privo di scossoni e nel caso tu soffra di vertigini non aver paura: io ho problemi enormi con l’altezza, ma dentro la cesta ero tranquillissimo.
Per il resto non dovrai fare altro che goderti il viaggio, guardare il panorama e scattare foto e video epici: saranno i 45-60 minuti tra i più particolari della tua vita.

Atterraggio


L’unica domanda che mi ronzava per la mente prima e durante il volo era “ma come cacchio atterra una mongolfiera?“.
Ammetto di avere una visione ovattata del mondo e nel mio ordine delle cose la mongolfiera sarebbe planata verticalmente e dolcemente sul suolo terrestre diminuendo pian piano il calore del pallone e posandosi come una sorta di enorme piuma.
Si dai, circa.
In realtà durante il volo più volte il capitano ti dirà “TENETEVI QUANDO STIAMO ATTERRANDO“. Si, ok. “NO, TENETEVI FORTE ALLA CORDA“.
Ecco, tu tieniti forte a quella cazzo di corda che fa il giro della cesta, perché la mongolfiera si abbassa man mano e a un certo punto sbatte con un angolo basso della cesta sul campo, si capovolge su un lato e va avanti trainata dal pallone finché non si ferma.
In pratica è uno schianto controllato.
Nel nostro caso, in cui il vento era praticamente zero ci siamo fermati in pochissimi metri, ma nel caso ci sia un poca di aria verrai trascinato assieme al pallone per il campo dando gioia a te e al contadino.
Ora non pensare a deliri splattern o a paure allucinanti, però sappi che l’atterraggio rockeggia insomma. Poi uscirai, il pallone verrà sgonfiato, piegato e messo dentro a una mega sportina da ennemila kg, caricato assieme alla cesta sul carrello trainato da un fuoristrada che ti ha seguito per tutto il volo, e tornerete felici e contenti al punto di partenza in automobile.
Facile come non mai.

Nota Bene

Anche prenotando il tuo volo, non avrai la certezza che questo parta fino a poche ore prima, in alcuni casi anche fino a poco prima. Non si sale su un aeroplano e si è fortemente vincolati alle condizioni meteo: come ti ho detto prima, sette anni fa non sono partito per il caldo. Ma anche in caso di troppo vento o tutte le condizioni avverse immaginabili, il tuo viaggio potrebbe essere annullato.

Concludendo

Costa abbastanza ma, almeno una volta nella vita, io ti consiglio di provare questa esperienza. Sono soldi ben spesi, alla fine è un sesto del nuovo melafonino dai: ci sta a bestia un volo.

stailuan

Andrea “Style1” Antoni è un grafico freelance ed un graffiti writer, ambassador di GoPro e Roberto Ricci Designs.
Scrive post a tempo perso e perde tempo scrivendo post, ma vive di grafica. Nel febbraio del 2015 è uscito il suo primo libro “Trova la tua identità su Instagram e condividi foto uniche“, pubblicato da Dario Flaccovio Editore.
Nel 2017 è diventato per tutti “il grafico che gira il mondo fotografando le mazzette pantone” grazie all’improvvisa viralizzazione del suo progetto Instagram #STAILtone.
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