Bicicli isontini.

Dopo alcuni mesi di pensamenti e ripensamenti, spinto da un ingrassamento inarrestabile nonchè dalla voglia di fermare il larvismo che dilagava in me, sono andato a lavorare in bicicletta.

Stailuan ma chissenefrega?” dirà il lettore più attento. “Vabbe oh!” Risponderò io. E’ il mio blog e ci scrivo un poco quel che mi pare (solo un poco eh) e oggi questo è quello che passa al Convento. Se vi va bene bon, altrimenti andate

Monfalcone – Gorizia, 24 km e passa la paura.

Calcolando che io sudo come una bestia, che dovevo andare a lavorare e non a fare una corsa ciclistica, che dovevo usare una citybike e non la mia bici da corsa, che il mio abbigliamento era composto da pantaloni di lino lunghi (mi è stato detto che qui non si può venire a lavorare in pantaloni corti, robe da rescissione del contratto) e non vestiario ciclistico, che avevo una sacca contenente un cambio di maglia, il pranzo con un’insalata mista da un quintale, un ghiacciolo per tenerla fresca e una bottiglia d’acqua, era chiaro dovessi andare piano.

Ho quindi pianificato un’andatura da “vecchietta che va a fare la spesa” con una partenza prevista per le 07:15 e un arrivo per le 08:45. A giudicare da tutte le vecchiette che andavano al mercato in bici che ho superato, ed essendo arrivato a Gorizia alle ore 08:15 dopo aver anche rallentato, è chiaro che la mia andatura sia stata più da locomotiva umana, modello Fausto Coppi sul Mont Ventoux.
Resta il fatto che verso le ore 08 la mia bici era gia quasi a Gorizia, il primo inseguitore era staccato di almeno 5 minuti, il gruppo era a più di un’ora, vestivo la maglia gialla, e i Campi Elisinon erano mai stati così tanto in festa.

Al momento della partenza da casa, con la bici con la saccoccia sul portapacchi, mi è sembrato un poco quando partii per Santiago De Compostela. Poi mi son detto “si vabè, è un poco come andare a Santiago, solo che devo fare 24 km (48 col ritorno) invece di 800km (il ritorno era previsto con un qualche mezzo a motore)”.

Note spiacevoli: il finto tupperware dentro il quale stava la mia insalata, si è aperto, e ho il condimento che naviga per la borsa (quella di plastica per fortuna).

Note interessanti: visto paese adornato con cartelloni per il palio dei borghi. Ora: non è che io debba fare sempre la pigna in culo perchè faccio grafica ( o perlomeno ci provo) ma io mi chiedo “perchè usare un gotico a caso, con la parola impaginata in verticale?“. Perchè il gotico è bello? Mah, gusti son gusti. Abbastanza discutibili. Essendo quello un gotico del megacaz*o, scaricato chissà dove su internet era pessimo; essendo impaginato in verticale era illeggibile. Che poi a pensarci bene mi fa capire perchè molti chiedano al tatuatore di scrivergli in giappo sulla spalla “pane“, poi il tatuatore scriverà “pene“, voi comunque non lo saprete e ad ogni modo la gente leggerà “il drago della morte”. In ogni caso “bel” in quanto strano.

Essendo in anticipo schifoso ho anche pensato di andare dentro una ditta dove ho fatto un colloquio tempo fa (e non mi hanno preso) e fargli il dito. 🙂 E già che vicino c’era una tipografia, andarmi anche a far fare un preventivo a caso. Chiaramente non ho fatto nessuna delle due cose. Ad ogni modo sono arrivato a Gorizia sano e salvo.
Grazie, ho finito.
Enjoy

Ringraziatemi per i molti link a wikipedia, per venire incontro alle vostre carenze, ma soprattutto per seguire i miei salti pindarici di pensiero.

stailuan

Andrea "Style1" Antoni è un grafico freelance ed un graffiti writer, ambassador di GoPro e Roberto Ricci Designs. Scrive post a tempo perso e perde tempo scrivendo post, ma vive di grafica. Nel febbraio del 2015 è uscito il suo primo libro "Trova la tua identità su Instagram e condividi foto uniche", pubblicato da Dario Flaccovio Editore. Nel 2017 è diventato per tutti "il grafico che gira il mondo fotografando le mazzette pantone" grazie all'improvvisa viralizzazione del suo progetto Instagram #STAILtone. More info

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Commenti dal faccialibro


1 Response

  1. sbarcosuamnesi@ ha detto:

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