Bruxelles Tales #01

Questo post andrà in onda a puntate, per venire incontro alla vostra capacità di prestare attenzione.

Per il ciclo “ma voi cosa avete fatto per Halloween?” la mia morosa ieri sera ha risposto “niente“. No siamo solo andati a Bruxelles, scusa se non siamo andati a fare dolcetto/scherzetto in quel di Aiello, bensì abbiamo fatto giretto tra cavoletti, cioccolata, atomium e fatate bi-fritte.
Polemiche a parte, un breve ed inutile resoconto, con note sparse ordinate a caso, è doveroso.

  • Hotel Pantone

Grandissima pippa per grafici, da quando ho scoperto la sua esistenza, unica e sola in quel di Bruxelles, la capitale europea è divenuta mio obiettivo primario di vita, seconda solo alla resipirazione, al cibo e ai barbapapà (dei quali tra l’altro ne è colma).
Alla fine questo albergo è carino, nulla di eccezionale a mio avviso, pulito, molto bianco, molto pantone, stanze tono su tono, tazzine del caffè e tazze mug pantone, biciclette pantone, gadgets pantone, scatolette del the pantone: insomma pantone. Penso sia molto più adatto come luogo per incontrare clienti o fare un fine settimana di lavoro, ad ogni modo il suo costo è onesto, le colazioni però sono escluse e il loro costo onesto sicuramente non lo è.
Voto: 7.
  • Panini sporchi.

40 cm di panino sporco a 3 euro è un tripudio dei sensi.

Mitico e finirà agli annali il panino “MITRAGLIETTE“, di cui io e Asker ci stiamo per nutrire in foto, comprato in una lordissima paninoteca dopo che mi ero fatto venire una fame chimica violentissima vedendo passare per ore personaggi con panini abnormi avvolti in coni di carta bianca.

Problema: Bruxelles non è Francia ma ad ogni modo parlano francese e come noto i francofoni non parlano una parola di inglese. Di conseguenza nonostante chiedessimo cose semplici come “onion” e “tomatoes” non siamo riusciti a farci capire dal paninaro e quindi il risultato finale è che il panino in foto è composto da hamburger, patate fritte e maionese. Grande ma un poco povero, però sporco. Tre euri magnificamente spesi.

Voto: 18.

  • Concattedrale di San Michele e Santa Gudula

Potrei parlarvi della storia di questa cattedrale, ma non la so, o elencarvi le bellezze artistiche racchiuse, ma le potete trovare su una qualsiasi guida, e io non mi chiamo Michelin.

Pongo invece il focus sull’organo: porcavacca, nella cattedrale di San Michele e Santa Gudula è racchiuso l’organo di Mazinga Zeta. Non so se sia l’organo più grande del mondo, suppongo di no, resta il fatto che è enorme. Secondo me se uno va a suonarlo in modo violento con il colpo d’aria prima esplodono tutte le vetrate, dopodichè la cattedrale decolla.

Voto: 14.

  • Patate Bi-Fritte

I bruxelliani o bruxellesi, insomma i locals della città di Bruxelles, si bullano un casino del fatto che loro fanno ‘ste patate fritte incredibilmente tipiche, buonissime, ma di un buono straincredibile perchè le friggono non una ma due volte (beh secondo me mc donald le frigge anche tre o quattro, ma son punti di vista) e che grazie a questa loro ricetta ultramegalitica ottengono una doratura che le pepite che trovava Zio Paperone nel Klondike gli facevano una pippa. Oltretutto grazie alla doppia frittura riescono ad ottenere una fragranza e croccantezza esterne mitologiche mantenendo una morbidezza unica al loro interno.
Quando voi le assaggerete direte :”Patate fritte unte“.
Boh io sinceramente non ci ho trovato assolutamente niente di speciale, oltre al fatto che erano untissime e servite in un cono di carta, che non è niente di speciale ma fa il suo.
Voto: 6,5 di stima, perchè le patate fritte sono sempre le patate fritte.
– continua –

stailuan

Andrea "Style1" Antoni è un grafico freelance ed un graffiti writer, ambassador di GoPro e Roberto Ricci Designs. Scrive post a tempo perso e perde tempo scrivendo post, ma vive di grafica. Nel febbraio del 2015 è uscito il suo primo libro "Trova la tua identità su Instagram e condividi foto uniche", pubblicato da Dario Flaccovio Editore. Nel 2017 è diventato per tutti "il grafico che gira il mondo fotografando le mazzette pantone" grazie all'improvvisa viralizzazione del suo progetto Instagram #STAILtone. More info

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Commenti dal faccialibro


3 Responses

  1. 19 agosto 2013

    […] il successo opinabile delle guide (ignoranti) di viaggio a Stoccolma, Danimarca, Bruxelles e del Cammino di Santiago; Pensieri & Caffelatte si arricchisce di una nuova tappa: Amsterdam, […]

  2. 5 ottobre 2015

    […] Rosa di Porto Azzurro: l’hotel con più colori nel nome nel mondo (anche più dell’hotel Pantone di Bruxelles), che ci ha accolto alla grande e ha pure ospitato il pomeriggio di formazione che ho tenuto circa […]

  3. 22 febbraio 2016

    […] sia successo negli ultimi tempi, ma a Verona sono spuntati un sacco punti vendita di patate fritte modello Belgio o Olanda. Quegli splendidi negozi che ti servono patate frittissime all’interno di coni di carta che […]

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