Old but gold

Cambiare auto: casini per gli acquisti

Dopo 12 anni di onoratissimo servizio ho deciso, ma un poco non avevo grandi alternative, di mandare in pensione la mia eroica 206 rossa che ha accompagnato le mie gesta per 230mila chilometri.
Nel momento in cui si decide di cambiare automobile ci si rende conto di essere inesorabilmente poveri e che le automobili non è che siano particolarmente costose, bensì le nostre paghe medie (in questo caso il mio fatturato) inadeguate a prendere la vettura dei nostri sogni.

maggiolino

Nel mio caso il sogno si chiamava maggiolino, che fa un sacco designer, un sacco surf, un sacco di soldi.
Ventimila euro non è che siano una cifra assurda, però nel mio caso sarebbe un esborso di un certo livello. Tempo fa avevo trovato su internet alcune vetture a km 0 in regione, così sono andato in concessionario a chiedere se ne avevano ancora o se avevano qualche usato. Il venditore non ha battuto ciglio e mi ha fatto due preventivi per dei maggiolini nuovi (evidentemente di km 0 non ne avevano più, ma non lo ha mica detto). Ventimila euro per uno, 23mila euro per l’altro. E grazie, lo avevo già visto su internet che costava così. Ma da prendere tra due che hanno già in casa, non come lo vuoi tu, altrimenti devi aspettare sei mesi perché LI FANNO IN AMERICA.
Ah, ma dai?
Occhio che ha detto in America, non negli Stati Uniti, e le cose sono leggermente differenti.
Cioè tu pensi di acquistare una vettura megacrucca-das-auto tipica come i krauti e i wurstel e invece hai nel motore i tacos: si, i nuovi maggiolini vengono prodotti in Messico.
Oltretutto per il ritiro del tuo usato ti offrono zero, che è meglio che dovergli dare tu soldi, ma è comunque pochetto e come gran finale ti dicono che ti avrebbero richiamato per farti provare l’autovettura (attualmente non in sede).
Voi li avete sentiti? No? Beh io neanche.
Non male.

polo

Così te ne vai con la tua fida 206 e giorni dopo vai da un’altra parte a vedere come butta con la Polo.
Rimani 20 minuti in concessionario girellando a vuoto come una particella di sodio, i venditori sono in zona e non sembrano nemmeno particolarmente indaffarati, ciononostante nessuno ti viene vicino.
Pensi che visto che sei li per lasciargli paccate di euro, mica bagigi, non sia un gran comportamento e te ne vai.
Poi magari si lamentano che non vendono automobili eh.
Ad ogni modo “ciao Polo“, è stato bello.

large gear-menagerie in action

Quindi per caso passi davanti a una concessionaria Peugeot e decidi di visitarla.
Avevo deciso che la prossima macchina non sarebbe stata una Peugeot nonostante il mezzo si sia comportato alla grande. La motivazione è molto semplice: nei primi 5 anni di vita, tutte le volte che la portai in concessionario mi chiesero SEMPRE una cifra compresa tra i 400 e i 500 euro perché c’era inesorabilmente qualche pezzo incredibile del motore da cambiare. Una volta era il turboreattore dello sterzo, la volta seguente le termo-bobine-ioniche del raffreddamento e non parliamo della sonda lambda!
Che diavolo è la sonda lambda? Per me è come dire che hai cambiato ai fusibili agli stafilococchi.
Lambda comunque mi stava già sui maroni al liceo, figuriamoci quando spesi 500 euro per cambiarlo, scoprendo una volta per tutte che lambda è uguale a 500.
Insomma nei primi 5 anni spesi botte di soldi random, su cose di cui non avendo competenza non potevo dire molto.
Quando vai in fiducia in Italia ti massacrano sempre.
Poi capita che inizi a portare l’automobile nelle officine meccaniche di altre marche (tra l’altro) e il prezzo dell’intervento non sale mai più oltre ai duecento euro.
Quindi concludi che: o le Peugeot nei primi cinque anni di vita si sfaldano di continuo per poi diventare immortali, oppure qualcuno ti ha inculato con le pigne.
Ad ogni modo questo venditore risulta brillante, la 208 sembra carina e decidi di pensarci.

clio-make-up

A questo punto dici “back in the days“: andiamo a vedere la Clio.
Una Clio fu la prima auto (usata) che mi regalò mio padre: mi trovai un sacco bene, quindi un ritorno in Renault non sarebbe stato disprezzato. Recatomi a Gorizia in concessionaria mi trovo davanti una coppia tamarra con figlia: il tamarro maschio doveva regalare alla femmina tamarro una sorta di carro armato con i glitter. A questo punto chiede alla figlia quattrenne (futura tamarra, poco da fare) quale auto le piacesse, ottenendo per risposta “la Clio”.
Ma no, quella è una macchina che la compri e la butti subito via perché fa schifo” risponde tamarro-man “questa è bella” indicando una sorta di autoblindo cilindrata 8mila da affidare alla morosa che ci andrà a fare la spesa.
E tu ti chiedi “minchia ma per fare la spesa magari deve attraversare la steppa, va a sapere“.
Ad ogni modo c’è un solo venditore che sta chiuso dentro al suo ufficio, ti smira un attimo, non ti saluta e continua a parlare con il cliente che ha davanti.
Dopo quindici minuti che sei li, sei entrato in tutte le vetture in esposizione – anche dentro al bagagliaio – hai fotografato il mondo, twittato a chiunque e controllato le notifiche di facebook quaranta volte, ti rompi i maroni e te ne vai.

1098293_1401124646776892_866449749_n

A questo punto vai alla Ford, e ti mostrano la Fiesta.
A me ha sempre fatto schifo la Fiesta: era la macchina delle quarantenni che andavano a fare la spesa e portavano i figli a catechismo. Almeno nel 1990.
Non so infatti cosa sia successo in questi anni ma il nome della vettura è rimasto lo stesso, però è diventata grande il doppio. La fanno anche magenta, o meglio in pubblicità è mega-magenta-super-power, dal vivo è viola triste.
Ma tanto triste eh. Ti viene da piangere a fare il paragone.
La mia morosa magenta, quando la vide in pubblicità, trasalì di brutto esaltata dall’esistenza di un’automobile del suo colore preferito, poi la vide dal vivo e pianse fiumi di lacrime.
Insomma niente, vai li e vedi che la Fiesta non è poi male, oltretutto trovi una Km 0, che è ancora meglio e via.
Vai con le danze, inizia la Fiesta.

PS. vi faccio sapere quando quelli del Maggiolino mi richiamano, con calma comunque eh.

You Might Also Like

No Comments

    Leave a Reply