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	<title>Pensieri &#38; Caffelatte &#187; TrueLife</title>
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	<description>Inutilità in rete.</description>
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		<title>The Space Cinema &#8211; Pradamano</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Mar 2013 10:32:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stailuan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni Film]]></category>
		<category><![CDATA[TrueLife]]></category>
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		<category><![CDATA[theartofflight]]></category>

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		<description><![CDATA[La cassiera che rovinò la serata.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella serata di ieri mi sono presentato al <strong>The Space Cinema</strong> di <strong>Pradamano</strong> (UD) per vedere il documentario della <strong>RedBull</strong>: <em><a href="http://www.mymovies.it/film/2011/theartofflight3d/?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+sfueidalfriullibar+(IL+GIORNALE+DEL+FRIULI+LIBERO)" target="_blank">The Art of Flight</a></em>. Film che sinceramente avevo visto più e più volte a casa ma che, date le spettacolari riprese panoramiche, a mio giudizio valeva la pena essere visto proiettato sugli schermi cinematografici in 3D.</p>
<p><a href="http://www.andreaantoni.it"><img class="alignnone size-medium wp-image-2542" title="the_art_of_flight" src="http://www.pensieriecaffelatte.it/wp-content/uploads/2013/03/the_art_of_flight-300x181.jpg" alt="" width="300" height="181" /></a></p>
<p>Essendo programmato in una sala da pochi posti, ho deciso di prenotare il biglietto ma, una volta in viaggio mi sono accorto di aver dimenticato a casa la stampa della email. &#8220;<em>Poco male</em>&#8221; ho pensato, ho con me l&#8217;iPad, mi connetto a internet e mostro alla cassiera la schermata della mail.</p>
<p>Il mercoledì c&#8217;è un sacco di gente, molta confusione e le &#8220;<em>addette ai biglietti</em>&#8221; si trovano dentro a questi &#8220;scatolotti&#8221; da cui comunicano oltre a un vetro: non è il massimo per parlarsi insomma. Dovendole comunicare un codice di sole consonanti e numeri tipo <strong>NDKGAS45GFS</strong> mi sono avvicinato a lei e le ho detto &#8220;<em>Buonasera, ho prenotato due biglietti per The Art of Flight ma ho dimenticato la stampa a casa, il codice è qui</em>&#8221; e le ho avvicinato l&#8217;iPad al vetro.</p>
<p><strong>Da questo momento è iniziato il delirio.</strong></p>
<p>Io non so spiegarvi il perché, ma la persona davanti a me è partita con un clamoroso monologo/invettiva sul fatto che &#8220;<em>non ci degnamo più neanche di parlare con loro</em>&#8221; e che &#8220;<em>le mostriamo lo schermo e che si arrangi</em>&#8221; e che invece &#8220;<em>loro vorrebbero FARE COMUNICAZIONE e noi non ci degnamo neanche di rivolgere la parola</em>&#8220;.<br />
Ora io posso capire che tu sia stressata, ma se per te dettare un <strong>barcode</strong> è fare comunicazione, credo bisognerebbe andare a rivedere il concetto di che cosa significhi comunicare.</p>
<p>Sono rimasto abbastanza basito perché sinceramente credevo di aiutarla con quella mossa, ma data la sua reazione sul fatto che &#8220;<em>noi non comunichiamo e ci sentiamo superiori</em>&#8221; ho deciso veramente di non parlarle, un poco per vedere se si spegneva, un poco perchè l&#8217;odio cominciava a ribollire dentro e non avrei detto cose belle: ho iniziato a fissarla e a non rispondere più a nessuna sua parola.</p>
<p>Così c&#8217;è stato un mitologico crescendo di &#8220;<strong>AH NEANCHE GRAZIE PER IL RESTO?</strong>&#8221; e &#8220;<strong>AH NON SI DICE PIù NEANCHE BUONASERA O ARRIVEDERCI?</strong>&#8220;.<br />
Seguono altre cose che non riporto e altre che non ho sentito bene perchè me ne sono andato.</p>
<p>Nello specifico me ne sono andato in silenzio pensando di andare a cercare un responsabile del personale.<br />
Poi un poco ho pensato che non ne valesse la pena, un poco ho visto che la mia morosa era piuttosto perplessa.<br />
Resta il fatto che pur capendo lo stress da biglietteria, partendo da un presupposto di volerla aiutare me le &#8220;<em>sono sentite</em>&#8221; abbestia e quindi anche il resto della serata non è stato dei migliori diciamo.</p>
<p>Il resto è storia nota:<strong> The Art of Flight</strong> è un documentario spettacolare che consiglio di vedere anche ai non amanti dello <em>snowboard</em> (io stesso sono un profano enorme in materia) e io ho scritto alcuni reclami al<strong> </strong><strong><a href="http://www.thespacecinema.it/">The Space Cinema</a> </strong>(che non ha mai risposto ndr).</p>
<p>Enjoy</p>
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		<title>La ballata del pedale volante.</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jan 2013 16:38:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stailuan</dc:creator>
				<category><![CDATA[TrueLife]]></category>
		<category><![CDATA[Truestory]]></category>

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		<description><![CDATA[Capita che siccome sei infame, e scrivi cose infami su facebook, Dio decida di punirti subito e con veemenza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Capita che siccome sei infame, e scrivi cose infami su <em>facebook</em>, Dio decida di punirti subito e con veemenza.<br />
E solo per caso sei ancora qui a scrivere questo post: ma veniamo ai fatti.</p>
<p>Capita che in un allegro pomeriggio di gennaio tu sia in un locale ad allestire la tua mostra che avrà inaugurazione nella giornata successiva.<br />
Della mostra in questione <a href="http://www.andreaantoni.it/2013/01/insomma-quadri/" target="_blank">parlo più specificamente qui</a>.</p>
<p>Insomma sei li che appendi i quadri, li allinei meglio che puoi (<em>il mio meglio è all&#8217;incirca il vostro peggio</em>) e nel mentre passano un sacco di persone che ti chiedono se possono sedersi li o se devono mettersi più distante per non dare fastidio. Dicevamo tutti, quasi tutti.<br />
Hai praticamente finito di allestire, manca una targhetta soltanto quando, senza dire niente e veloci come delle saette, due mamme stronze con due figli mega chiassosi occupano 5 metri lineari davanti ai tuoi quadri, tra cui quello con targhetta e ti guardano anche in cagnesco.<br />
Allora tu pensi &#8220;vabè, fanculo. Morite male, malissimo: la metterò domani&#8221; e scrivi su <em>facebook</em>:</p>
<p><em>&#8220;Due tipe stronze con i figli stronzi si sono sedute davanti all&#8217;ultimo quadro che mancava di targhetta. Domani ricordatemi in mille che devo attaccare l&#8217;ultima. Mentre scrivo questo il bimbo stronzo mi parla di quanto sia bello il mio iPad. Interessante.&#8221; </em></p>
<p>Al che prendi e te ne vai, ma qualcuno ha deciso che non dovevi essere cattivo.<br />
Capita così che inforchi la tua bicicletta &#8211; <em>senza guanti perchè non fa poi così freddo anche se poi alla fin fine fa freddo</em> &#8211; e nel pieno traffico di rientro dal lavoro del venerdì, in mezzo ad una rotonda, tu ti alzi sui pedali e.</p>
<p><a href="http://www.pensieriecaffelatte.it/wp-content/uploads/2013/01/pedale.jpg"><img class="alignnone  wp-image-2066" title="pedale" src="http://www.pensieriecaffelatte.it/wp-content/uploads/2013/01/pedale.jpg" alt="" width="512" height="384" /></a></p>
<p><strong>E vedi la luce.</strong><br />
Sei quasi morto.<br />
Non è il tunnel verso l&#8217;aldilà: è il <em>suv</em> che sfiori perchè un pedale con tutta la staffa ha deciso di volare via, sbandi come un <strong>leocorno impanato</strong> ma resti impiedi manco fossi <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Djamolidine_Abdoujaparov" target="_blank">Abdoujaparov</a> dei tempi migliori.<br />
Fai qualche metro, ti fermi, appoggi la bici e torni a piedi in mezzo alla rotonda a recuperare il scintillante reperto volato via.<br />
Il resto è storia nota: le due tipe erano evidentemente delle streghe, stailuan tornò a casa sano e salvo, ma deve aggiustare la bicicletta.<br />
E domani ricordatemi di incollare l&#8217;ultima targhetta sotto al quadro.<br />
E venite alla mostra.</p>
<p>Insomma quadri.</p>
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		<title>L&#8217;asciugatrice a gettoni.</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Dec 2012 13:45:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stailuan</dc:creator>
				<category><![CDATA[TrueLife]]></category>
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		<category><![CDATA[Stailuan]]></category>

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		<description><![CDATA[La vera storia dell'avere le scarpe bagnate durante una vacanza a Copenaghen.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stamattina, da buon salutista quale non sono, stavo correndo sul mio amato <em>tapis roulant</em>.<br />
A parte il fatto che sono arrivato alla conclusione che il <strong>Tapis Roulant</strong> sia il peggior nemico dell&#8217;uomo, e che sia in grado di portare più alienazione che un&#8217;invasione dei V<em>isitors</em>, lo uso guardando le calorie che brucio e pensando a cosa posso mangiare dopo grazie alle calorie distrutte. Che non è un approccio un granchè giusto, però è un tipo di approccio come un altro insomma.</p>
<p>Mentre correvo su questo nastro trasportatore manco fossi una valigia in aeroporto, ho visto la coperta adagiata sopra al divano e mi son detto &#8220;<em>oibò, dovrei tipo lavarla perchè l&#8217;ultima volta che l&#8217;ho usata sono quasi morto per allergia</em>&#8220;. Facciamo una premessa, non è che da me stia per scoppiare una crisi umanitaria o che non venga mai pulito niente, semplicemente sono allergico alla polvere e ogni tot rischio di morire. Tutto qui, niente di grave.</p>
<p><strong>Insomma abbiamo un problema:</strong> coperta da lavare (e asciugare).<br />
<strong>Abbiamo un ostacolo:</strong> sul Friuli Venezia Giulia in questi giorni imperversa un tempo tristissimamente grigio e umido e siamo in giorni di feste e quindi è tutto chiuso.<br />
<strong>Abbiamo la soluzione:</strong> la lavanderia a gettone.</p>
<p>Detto questo mi sono ricordato che solo una volta ricorsi a questo tipo di lavanderia, e fu in <strong>Danimarca</strong>. No, non sono qui per fare lo spocchioso tipo &#8220;<em>ah, da quando sono andato in Danimarca, non mangio più biscotti perchè quelli erano di un livello di pasticceria inarrivabile in Italia</em>&#8221; oppure ancora peggio &#8220;<em>Da quando sono stata 4 giorni a Londra non riesco più a pensare in italiano, mi viene spontaneo l&#8217;inglese</em>&#8221; (le frasi non me le sono inventate, mi sono arrivate agli orecchi nel corso di dialoghi veri con interlocutori realmente esistenti). No, è che semplicemente l&#8217;aneddoto spacca.</p>
<p><a href="http://www.pensieriecaffelatte.it/danimarca-tales-01/" target="_blank">Capita che se vai in agosto a <strong>Copenaghen</strong> </a>faccia il freddo delle bestie e piova manco fosse <strong>Gorizia</strong> a Novembre. E a Gorizia a Novembre vi assicuro che piove a manetta. Non che piova continuamente, semplicemente c&#8217;è il sole, poi alzi la testa e dici &#8220;<em>Guardate! In fondo, all&#8217;orizzonte, ci sono delle nuvolette!</em>&#8221; Dopo 3 minuti queste nuvolette sono arrivate a 300Km/h sopra la vostra testa, sono enormi, nere e portano un temporale clamoroso.<br />
La cosa buona è che come se ne sono arrivate se ne vanno anche via. Il problema è che nel mentre vi hanno scaricato <strong>l&#8217;Atlantico</strong> in testa e comunque dopo 2 ore e mezza succederà di nuovo.</p>
<p>Se voi siete come me, improbabile vi ritengo più furbi, non vi siete portati niente per la pioggia <em>in primis</em> perchè è estate, <em>in secondis</em> &#8220;perchè a me la pioggia fa una ricca pippa&#8221; <em>in terzis</em> perchè &#8220;fa peso e posso portare massimo 10 kg in valigia senza pagare sovrapprezzo&#8221;.<br />
Ad ogni modo con il temporale che ci siamo presi noi, solo se vi foste portati i <strong>trombini</strong> avreste trovato salvezza. Esiste trombini in italiano? Non so. Ad ogni modo &#8220;<em>trombini</em>&#8221; means &#8220;<em>stivaletti di gomma</em>&#8221; in italiano. Dalle mie parti li chiamano trombini, ignoro la genesi della parola.</p>
<p><a href="http://www.pensieriecaffelatte.it/wp-content/uploads/2012/12/396947_10150514631003556_1575406863_n.jpeg"><img class="alignnone  wp-image-1953" title="pioggia_copenaghen" src="http://www.pensieriecaffelatte.it/wp-content/uploads/2012/12/396947_10150514631003556_1575406863_n.jpeg" alt="" width="560" height="350" /></a></p>
<p>Io e i miei temerari compagni di vacanza ci siamo trovati sotto al temporale delle bestie &#8220;<em>Temporalksglund</em>&#8221; in danese (improbabile, ma mi piace pensare che si dica così) e ci siamo potuti difendere solo con i famosi impermeabili dal tipico aspetto di sacchetti dell&#8217;immondizia, <a href="http://www.pensieriecaffelatte.it/danimarca-tales-02/" target="_blank">comprati a <strong>Legoland</strong></a>. Nella foto allegata vedete a sinistra una immagine scattata da me, all&#8217;interno del sacchetto. Davanti a me <strong>Asker</strong> e <strong>Mei</strong> che lottano contro le intemperie. Che poi a dirla tutta i sacchetti hanno anche funzionato bene eh, ci siamo solo inzuppati mezza gamba, il problema sono state le scarpe, bagnate fino al inimmaginabile.</p>
<p>La mattina dopo, ci siamo svegliati, ci siamo vestiti, abbiamo preso le scarpe che hanno passato la notte ad asciugarsi e&#8230; ciao. Bagnate più della sera precedente.<strong> Da qui il dramma: che fare?</strong><br />
Il primo tentativo è stato utilizzare il phon dell&#8217;ostello + nostro phon ma è stato praticamente inutile.<br />
Senza cadere nella disperazione abbiamo deciso di cercare una <strong>lavanderia a gettone</strong> con <em><a href="http://www.pensieriecaffelatte.it/ciao-foursquare/" target="_blank">foursquare</a></em> e trovatala io e Asker ci siamo messi in viaggio. In pantofole.<br />
Dopo esserci persi 3 volte nonostante il tragitto fosse &#8220;<em>facilissimo</em>&#8221; siamo arrivati alla meta dove, chiaramente, si poneva la problematica di far funzionare un macchinario che non conoscevamo e riportava solo istruzioni in danese. Fortunatamente una tipa che ha capito la nostra disperazione e ha intuito che non fossimo dei violentatori ma solo dei decerebrati ci ha spiegato come fare. Non abbiamo capito benissimo le sue istruzioni ma comunque siamo riusciti a metterlo in moto: lo abbiamo caricato con 4 paia di scarpe, abbiamo messo dentro gli spiccioli, premuto dei tasti quasi a caso e il gioco è fatto.</p>
<p><strong>Un rumore devastante si levava per l&#8217;aere.</strong> Provate a immaginare 8 scarpe sballottate nel cestello di una mega asciugatrice, che si tuonano da tutte le parti e sbattendo, oltre a far casino, aprivano lo sportello continuamente, tanto da rendere necessario che a turno uno di noi due lo tenesse chiuso (<em>vedi foto</em>).<br />
Avevo anche uno splendido filmato della situazione ma al momento risulta introvabile.<br />
Una situazione assurda, tenutasi in terra straniera, tra lo stupore generale ostentando una <em>nonchalance</em> talmente grande da farla passare agli altri quale un&#8217;evento banale e normale come il giorno e la notte o le patatine con il ketchup.</p>
<p><strong>Il resto è storia nota</strong>: le scarpe non si asciugarono mai del tutto, però abbastanza.<br />
Le mie, bianche e celesti, diventarono in più punti magenta.<br />
Vedremo cosa succederà con la mia coperta.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Storie di stufe e di legni.</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Dec 2012 15:13:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stailuan</dc:creator>
				<category><![CDATA[TrueLife]]></category>
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		<category><![CDATA[Vita da Freelance]]></category>
		<category><![CDATA[padre]]></category>
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		<category><![CDATA[stufa]]></category>
		<category><![CDATA[ufficio]]></category>

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		<description><![CDATA[Un post a lunghi tratti scritto in idioma locale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un post a lunghi tratti scritto in idioma locale.</p>
<p><strong>Da circa una decina di giorni ho installato assieme a mio padre una stufa bruciatutto in ufficio.</strong><br />
Non so se sia un <em>#win</em> o un <em>#fail</em>. E&#8217; sicuramente un <strong>#win</strong> per il fatto che scalda a manetta e sembra aver risolto il problema gelo, imperante in questo ambiente (<em>ricorderete il record dello scorso anno, quando si riuscii a toccare temperatura negativa in ambiente chiuso</em>) ma secondo me è anche un #<em>fail</em>. Lo è perché siamo talmente evoluti, abbiamo <em>internet</em>, i <em>tablet</em>, mandiamo gente in orbita con la mongolfiera e questa si butta giù con il paracadute, ma per scaldarci stiamo tornando tutti ad usare la stufa.<br />
Tutti è una parola un poco grossa, però è innegabile che moltissime delle stufe a legna o <em>pellet</em> che erano finite nei magazzini &#8211; o comunque nel dimenticatoio &#8211; siano ritornate di gran voga, un poco perchè fa figo, molto per la crisi, e quando c&#8217;è da far fuoco qualcosa si trova sempre.</p>
<p>Sicuramente <strong>è innegabile che bruciare cose con la stufa possa provocare deliri di onnipotenza</strong> e porta a dipendenza. Io ci brucerei dentro qualsiasi cosa. Ho appena avuto rifiuto assoluto da parte della mia <a href="http://www.sabrinanicola.it" target="_blank">morosa</a>, di buttarci dentro le scatole delle sue scarpe.</p>
<p><a href="http://www.pensieriecaffelatte.it/wp-content/uploads/2012/12/IMG_2425.jpg"><img class="alignnone  wp-image-1905" title="IMG_2425" src="http://www.pensieriecaffelatte.it/wp-content/uploads/2012/12/IMG_2425-e1355151826433.jpg" alt="" width="432" height="576" /></a></p>
<p>Durante l&#8217;installazione di questa splendida produttrice di inferno ci son stati momenti epici, come questo che ho immortalato con questa foto, titolo dell&#8217;opera &#8220;<em>Something wrong</em>&#8220;. In realtà mio padre sapeva benissimo che avremmo dovuto aggiungere un pezzo di tubo per arrivare al punto in cui avevamo fatto il buco, però la foto in se fa molta ignoranza e quindi non potevo non proporvela.</p>
<p>Insomma, possedendo questa <strong>stufa</strong> da pochi giorni, non è che abbia già la legna accatastata come tutti gli stufaioli seri, in compenso ho mio papà. Mio <strong>papà</strong> sono giorni che continua a creare mini cataste di legni tagliati tutti grandi più o meno uguali, facendoli comparire da quel caotico e meraviglioso mondo che in molti di voi conoscono, che è la <strong>cantina</strong>. In molti di voi c&#8217;è ha cantina nella vostra vita, con una sua storia personalissima, ma tutte sono accomunate dal fatto che sono paragonabili alla borsa di <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mary_Poppins_(film)" target="_blank">Mary Poppins</a></strong> o alle mutande di <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Eta_Beta" target="_blank">Eta Beta</a></strong>.</p>
<p><a href="http://www.pensieriecaffelatte.it/wp-content/uploads/2012/12/regoli.jpeg"><img class="alignnone  wp-image-1906" title="regoli" src="http://www.pensieriecaffelatte.it/wp-content/uploads/2012/12/regoli.jpeg" alt="" width="448" height="336" /></a></p>
<p>Ma torniamo a noi.<br />
Avevo per le mani un paio di questi <strong>parallelepipedi</strong> che potevano somigliare ai <strong>regoli</strong>, solo grandi 50 volte tanto e non colorati, tutti tarlati. Al che viene anche un poco spontaneo chiedere &#8220;<em>papà, ma da dove cacchio salta fora sti legni</em>&#8220;.<br />
La risposta è la meno scontata che chiunque di voi possa immaginare.<br />
&#8220;<em>eh, dai inglesi</em>&#8220;</p>
<p>Adesso, so benissimo che è una risposta spiazzante, però conoscendo mio papà e le zone in cui abitiamo il campo di ricerca per capire cosa intendesse non era poi così vasto, però comunque ho pensato che fosse assurdo quello che mi stesse passando per la mente.</p>
<p>&#8220;<em>Gli inglesi? I soldati inglesi?</em>&#8220;<br />
&#8220;<em>Si si, inglesi pò</em>&#8220;<br />
&#8220;<em>Si ma gli inglesi della seconda guerra mondiale?</em>&#8220;<br />
&#8220;<em>Si ah, xe tochi de la baracca dei inglesi</em>&#8220;<br />
&#8220;<em>Papà, che baracca dei inglesi?</em>&#8220;<br />
&#8220;<em>Eh, co xe finida la guerra miga iera facile trovar i materiali. Così l&#8217;ufficio dove te lavori ti, xe stado costruido coi madoni delle case bombardade. El nonno e el sio xe andadi a ciorli con le carriole. E quella che dopo xe stada fatta l&#8217;officina, all&#8217;inizio i xe andai a cior una baracca dei inglesi e come tetto i ga taiado a metà i barili della benzina, li ga indrisadi e i ga fat el tetto. Poi coi anni i ga fato l&#8217;oficina in muratuda el tetto xe stado sostituido.</em>&#8220;<br />
&#8220;<em>E la baracca de legno?</em>&#8220;<br />
&#8220;<em>Eh quella i la ga spostada per usarla come struttura per far la casa dell&#8217;altro sio e questi xe alcuni tochi che xe vanzadi&#8221;.</em><br />
<em> &#8220;Te me sta disendo che stago brusando la storia insomma</em>&#8220;.</p>
<p><a href="http://www.pensieriecaffelatte.it/wp-content/uploads/2012/12/306157_10150924178694367_1303561484_n.jpeg"><img class="alignnone  wp-image-1907" title="306157_10150924178694367_1303561484_n" src="http://www.pensieriecaffelatte.it/wp-content/uploads/2012/12/306157_10150924178694367_1303561484_n.jpeg" alt="" width="576" height="448" /></a></p>
<p>Oggi, contentissimo, arriva con un altro pacco di legni, assolutamente diversi dai precedenti sottolineando &#8220;<em>Questi farà caldòn: sta qua sa cossa iera?</em>&#8220;<br />
&#8220;<em>No…</em>&#8220;<br />
&#8220;Questi iera el passaman de la scala interna de casa nostra&#8221;.</p>
<p>Ottimo.<br />
Ad ogni modo sappiate che sto per prendere legna seria da bruciare, quindi non è che ogni giorno avrò storie mitologiche come queste da tramandarvi su quello che butto a bruciare <img src='http://www.pensieriecaffelatte.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><strong>In foto:</strong> mio padre nella metro di Barcellona con adesivo <strong><a href="http://www.behappyproject.com" target="_blank">Be Happy Project</a></strong> alle sue spalle.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>November Fest 2012</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Nov 2012 14:03:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stailuan</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Monfalcone]]></category>
		<category><![CDATA[november]]></category>
		<category><![CDATA[Oktober Fest]]></category>

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		<description><![CDATA[Sei uno di quelli che crede che a Monfalcone non ci sia mai niente da fare e rimpiangi di non spendere la tua esistenza in un'altra zona del globo?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sei uno di quelli che crede che a <strong>Monfalcone</strong> non ci sia mai niente da fare e rimpiangi di non spendere la tua esistenza in un&#8217;altra zona del globo?</p>
<p>Magari vorresti vivere tutto l&#8217;anno nel famoso continente <strong>Oktober Fest</strong>?<br />
Allora sei proprio nel posto giusto! Anche noi pensiamo che a <strong>Monfalcone</strong> non ci sia mai nulla da fare e ti proponiamo la <strong>November Fest</strong>: una serata durante la quale potrai ascoltare fantastica musica a tema, bere birra e mangiare pietanze germaniche a prezzi veramente ridotti.</p>
<p><strong>Dove</strong>? Dove esiste tutto questo? A Monfalcone?<br />
Chiaro che no perché, come ho appena scritto, a Monfalcone non c&#8217;è mai niente: <strong>November Fest si svolgerà nella metropoli di Dobbia, presso il Parco delle Feste, sabato 10 Novembre 2012.</strong></p>
<p><a href="http://www.pensieriecaffelatte.it/wp-content/uploads/2012/11/novemberfest.jpg"><img title="novemberfest" src="http://www.pensieriecaffelatte.it/wp-content/uploads/2012/11/novemberfest.jpg" alt="" width="360" height="364" /></a></p>
<p>Prima di partecipare devi però leggere il nostro <strong>credo</strong>, che scrissi di mio pugno nel 2009 quando il buon <strong>Paolo</strong> organizzò il primo prototipo di questa fessa presso casa sua:</p>
<p><em>Se per te il Malto non è il moroso della malta,</em><br />
<em>se pensi che i Krauti a merenda siano un toccasana,</em><br />
<em>se Wienersnitze, wurstel e cetrioli in agrodolce</em><br />
<em>sono il tuo pane quotidiano, sei la persona che cerchiamo.</em></p>
<p>Ordunque, sei la persona che cerchiamo? Si?<br />
Allora ci vediamo a Dobbia.</p>
<p>Non sei la persona che cerchiamo?<br />
Diventala, e vieni questa sera a Dobbia.</p>
<p>La <strong>quota di partecipazione</strong> è di <strong>5 euro</strong> e comprende l&#8217;ingresso all&#8217;area festa e una prima birra da mezzo litro.<br />
L&#8217;area festa sarà aperta dalle ore 19:00, la cucina (per chi vuole cenare direttamente lì) comincerà a sfornar specialità dalle ore 19.30 (e per tutto il tempo della festa).</p>
<p><a href="http://www.pensieriecaffelatte.it/wp-content/uploads/2012/11/november_fest.jpeg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1854" title="november_fest" src="http://www.pensieriecaffelatte.it/wp-content/uploads/2012/11/november_fest-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
<p>Il <strong>logo</strong> della manifestazione ti fa schifo? Amen.<br />
Il <strong>logo</strong> della manifestazione ti entusiasma abbestia e vuoi averlo con te per tutta la tua vita? In questo caso grazie, perchè il logo l&#8217;ho fatto io, e poi sappi che sono stati realizzati dei carinissimi boccali in vetro con inciso il logo della festa più germanica della storia di Dobbia. Puoi averli o consumando il <strong>Piatto November Fest</strong> (boccale compreso nel prezzo) o comprandoli a parte.</p>
<p>Vi allego anche il listino prezzi che ho appena compilato seguendo i dettami del boss.<br />
Non mancate!</p>
<p>Andrea Stailuan</p>
<p><a href="http://www.pensieriecaffelatte.it/wp-content/uploads/2012/11/listino_prezzi.jpg"><img class="alignnone  wp-image-1853" title="listino_prezzi" src="http://www.pensieriecaffelatte.it/wp-content/uploads/2012/11/listino_prezzi-723x1024.jpg" alt="" width="434" height="614" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Epic Forza Quattro</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Oct 2012 13:05:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stailuan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mix]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[TrueLife]]></category>
		<category><![CDATA[Truestory]]></category>

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		<description><![CDATA[Giochi di altri tempi, aggiornati al web 2.0]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Capita che una sera, mentre state guardando la partita dell&#8217;<a href="http://www.udinese.it/" target="_blank">Udinese</a> (che ha asfaltato il Liverpool ndr) in <em>streaming</em> , il buon <a href="https://twitter.com/zagher" target="_blank">@zagher</a> vi mandi un <strong>messaggio criptico</strong>: una serie di pallette bianche con una blu in basso. Li per li ci rimanete un poco basiti, dopodichè lui aggiunge :&#8221;<em>hai il rosso</em>&#8220;.<br />
Ciao, sta chiedendo di giocare a &#8220;<strong>forza quattro</strong>&#8221; usando gli <em>emoji</em>: è una delle cose <em>nerd</em> più geniali che mi siano mai arrivate.</p>
<p>Dopo una prima esitazione accetto la sfida e, anzichè il pallino rosso, scelgo l&#8217;<strong>ape</strong>: ovvio no?<br />
<strong>Da quel momento è il delirio:</strong> la partita di forza quattro diventa una <strong>sfida concettuale</strong> a colpa di azioni di icone.<br />
Dopo<strong> 50 minuti</strong>, con quasi la vittoria in pugno, ma in un incontro potenzialmente infinito, dichiariamo il pareggio.</p>
<p>Il resto è storia nota, solo che io devo ancora studiarla e quindi non posso raccontarvela.<br />
Enjoy</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.pensieriecaffelatte.it/wp-content/uploads/2012/10/epic_forza4.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1776" title="epic_forza4" src="http://www.pensieriecaffelatte.it/wp-content/uploads/2012/10/epic_forza4.jpg" alt="" width="442" height="2433" /></a></p>
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		<title>Guida Semi-Seria al Cammino di Santiago</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jul 2012 13:56:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stailuan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le Guide Semi-Serie]]></category>
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		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Cammino di Santiago]]></category>
		<category><![CDATA[compostela]]></category>
		<category><![CDATA[pellegrinaggio]]></category>
		<category><![CDATA[santiago]]></category>

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		<description><![CDATA[Alcuni spunti sul Cammino di Santiago, che non leggerete da nessuna altra parte.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molti di voi mi conoscono come <a href="http://www.style1.org" target="_blank">writer</a>, altri come <a href="http://www.andreaantoni.it" target="_blank">grafico freelance</a>, altri per motivi ancora differenti, i più fortunati proprio non mi conoscono, ma diciamo che in pochi sanno che sono pure un <strong>Pellegrino Compostellano</strong>. Perché il <em>Pellegrinaggio</em> è una cosa che si fa e diventa un&#8217;azione passata, ma <em>Pellegrini</em> è una cosa che si continua ad essere, più o meno nel profondo dell&#8217;animo.</p>
<p>Ho percorso il <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cammino_di_Santiago_di_Compostela" target="_blank">Cammino di Santiago</a></strong> (quello <em>francese</em>) nel 2004 e nel 2005 e, anche se può sembrare strano, ci ho addirittura fatto la mia tesi di laurea: &#8220;<em>Santiago de Compostela: dal pellegrinaggio religioso al peregrinare on line</em>&#8220;. Tutto questo per dire cosa: per dire che in questo <em>post</em> leggerete un sacco di idiozie, ma soprattutto moltissime cose che non troverete mai nelle <strong>guide</strong> e nei <strong>forum</strong> che trattano questo argomento, e che a dirle non è l&#8217;ultimo arrivato, ma il penultimo.</p>
<p>Perché esco ora con questo <strong>post</strong>? Perché il Pellegrinaggio a Santiago de Compostela, per moltissimi, è diventato una sorta di vacanza alternativa, che va in ballottaggio con <em>Ibiza</em> e <em>Marbella</em> e viene scelto perché a pari prezzo stai via di casa più tempo e sei molto più <em>cool</em>. Di conseguenza se volete farlo bravi, ma è giusto che siate informati.</p>
<p><strong>Intanto ecco la prova:</strong> io venticinquenne seduto a fianco della pietra &#8220;<em>Km zero</em>&#8221; del Cammino, che si trova proprio davanti alla Cattedrale a Santiago de Compostela.</p>
<p><a href="http://www.pensieriecaffelatte.it/wp-content/uploads/2012/07/style1_santiago.jpeg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1524" title="style1_santiago" src="http://www.pensieriecaffelatte.it/wp-content/uploads/2012/07/style1_santiago-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p><strong>Perché hai fatto il Cammino di Santiago?</strong> Una notte feci un sogno: camminando con un bastone arrivavo in cima ad una collina dalla quale vedevo una città che aveva una cattedrale luminosissima. Mi svegliai e lo dissi a mia madre. Inizia a informarmi, sembrava che il mio sogno indicasse <strong>Santiago de Compostela</strong>. Città Santa che si vede per la prima dalla cima del <strong>monte Gozo</strong> dopo un cammino di 800 km.<br />
Una chiamata divina? Troppi documentari in tv? Non mangiare troppo pesante la sera? Mi sono inventato una cazzata? Sono tutte ipotesi validissime, ma i fatti sono questi.<br />
Seguirono un pochi di preparativi, l&#8217;anno dopo partii per Santiago.</p>
<ul>
<li><strong>Non fate come me: non partite in ottobre.<br />
</strong>Il primo anno partii in ottobre per svariati motivi. Fondamentalmente partirete dall&#8217;estremo est della Spagna per arrivare all&#8217;estremo ovest. Man mano che avanzavo, avanzava pure il calendario, più passava il tempo e più diventava freddo e soprattutto più cresceva il vento che arriva direttamente dall&#8217;Oceano, senza passare per il via. Se avete il vento contro con 40 gradi estivi è un discorso, se lo avete contro (e siete in bici) e la temperatura crolla già verso i 10 (o meno gradi) la cosa diventa meno piacevole.</li>
<li><strong>Dov&#8217;è Santiago? Non si sa, forse lo ha rubato Carmen San Diego.<br />
</strong>Se andate a Compostela a fare &#8220;<em>ciao</em>&#8221; con la manina al Santo, sappiate che al <strong>98%</strong> delle possibilità il buon Giacomo non è li a fare &#8220;<em>ciao</em>&#8221; a voi. Cioè ci vuole un atto di fede clamoroso. Che sia un luogo particolarmente spirituale è certo, ma che il corpo di San Giacomo si trovi effettivamente lì è cosa improbabile. Oltre che <strong>Compostela</strong> infatti, si dice che un corpo decapitato sia custodito nella piccola chiesa di <em>Echirolles</em>, in Francia, e gli abitanti del luogo affermano che la testa si trovi dove? A <em>Compostela</em>. A Compostela dove? Non si sa. A <em>Saint-Sernit</em> di Tolosa invece si dice siano custoditi i corpi sia di San Giacomo il Maggiore che di San Giacomo il Minore, tanto per andare sul sicuro. Ma corpi di San Giacomo sono venerati anche ad <em>Angers</em> e a <em>La Chapelle d&#8217;Angillon</em>. Non dimentichiamoci che le città di <em>Arras</em> e <em>Aire-sur-la-Lys</em> e la cattedrale di <em>Tolosa</em>vantano di essere in possesso della testa del Santo.<strong>Con questo cosa voglio dire? Niente, potete trarre da soli le conclusioni direi.</strong><br />
Ma prima di chiudere questo punto penso sia divertente ricordare che la diatriba sulla presenza o meno delle reliquie in Compostela è cosa secolare: per ricordarne solo un passaggio dei tanti, nel <strong>1601</strong> la tomba venne aperta e trovata vuota. Si disse che il corpo era stato precedentemente rubato, attorno al <strong>1589</strong>, quando l&#8217;ammiraglio <strong>Drake</strong> progettò di distruggere la città (<em>da &#8220;Annales du Midi&#8221;</em>). Negli anni successivi si tornò ad affermare che le reliquie fossero presenti ma che fossero &#8220;<em>così ben nascoste che nessuno le può raggiungere</em>&#8220;. LOL. Saranno in Cina.</li>
<li>Se volete fare il Cammino per fare gli alternativi, siatelo fino in fondo e non fate il Cammino Francese: è il tragitto più commerciale. E&#8217; il meglio servito di Ostelli, Alberghi e segnaletica, ma è anche percorso da una quantità di persone che veramente non potete averne idea prima di andare li.</li>
<li><strong>Non andate in bicicletta.</strong><br />
Io ho fatto l&#8217;errore di fare il primo tentativo proprio pedalando, fallendo miseramente causa il freddo e la malattia. Mi sono fermato ad <strong>Astorga</strong>, circa al km 500 dovendo battere ritirata prima di morire di stenti e di influenza. Il problema non è tanto che io abbia fallito, quanto che pedalando non vivrete il vero spirito del pellegrinaggio in sè, che è la cosa particolare di questa esperienza, e ve lo posso confermare in quanto l&#8217;anno dopo sono tornato a concluderlo a piedi.</li>
<li>Un altro ottimo motivo per non recarsi in Spagna in bicicletta è che vige la <strong>norma che negli ostelli prima si lascia il posto ai pellegrini a piedi</strong>, poi a quelli in bicicletta. Questo è pensato per venire incontro a una persona che non trovando posto, dopo aver camminato per 30 km avrebbe le sue difficoltà a dover andare all&#8217;ostello successivo distante 3 km, che non saranno tanti, ma dopo 30 sono tantissimi. Una persona in bici invece può farli più tranquillamente e quindi fino a una tot ora vi rimbalzeranno avanti. Che poi voi, come me, abbiate 40 di febbre e stiate pedalando a 10 km/h vedendo i mostri all&#8217;orizzonte e chiedendo di fare testamento non ha importanza, vi diranno che non possono farvi entrare perché hanno la precedenza quelli a piedi.<br />
Non andrò a parlar male della mancata carità cristiana, parlo proprio di mancanza di buon senso.</p>
<p><a href="http://www.pensieriecaffelatte.it/wp-content/uploads/2012/07/mesetas.jpeg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1525" title="mesetas" src="http://www.pensieriecaffelatte.it/wp-content/uploads/2012/07/mesetas-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></p>
<p></a></li>
<li><strong>Lungo le mesetas la gente impazzisce.</strong><br />
Le <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Meseta" target="_blank">meseta</a></em> sono degli altopiani, mi sembra attorno agli 800m sul livello del mare (<em>ma potrei sbagliarmi</em>). Praticamente c&#8217;è così tanto vento che le colline sono state smussate e sono diventate piatte, voi avrete sti paesaggi assurdi (<em>brulli modello marte in Ottobre, carichi di grano in estate</em>) dove camminerete per chilometri e chilometri nel nulla. Ma<strong> per nulla intendo il null</strong>a. Per nulla intendo un sentiero dritto che si perde all&#8217;orizzonte, senza punti di riferimento. E andrete fuori di testa perché il paese dovrebbe essere vicino ma non lo vedrete mai. Non lo vedrete finchè non sbatterete il naso sul campanile: in pratica come finisce la <em>meseta</em>, il suo versante va giù di colpo 50 metri e li sotto c&#8217;è il paese. Conobbi un tale che si bullava di fare 50 km al giorno, non 25 come me, ma che mi disse che dopo averli fatti per 4 giorni di fila prese la tendinite e dovette andare all&#8217;ospedale e stare fermo 14 giorni. Poi riprese a farne 50. E non si rendeva conto di quanto fosse mal, era convinto di essere un figo.</li>
<li><strong>L&#8217;invidia del zaino.<br />
</strong>Dovete capire che <strong>quasi tutti i pellegrini</strong> non vanno a Santiago per fede, <strong>vanno per dire di esserci andati</strong>, di essere dei <em>superuomini</em> che hanno fatto 800 km negli stenti, di essersi scoppiati vesciche, di aver camminato sotto il sole, di aver usato fasciature per le ginocchia e di aver sofferto la sete: insomma di essere migliori di coloro che non lo hanno fatto. Ma come se non bastasse questa divisione dell&#8217;umanità, ne praticano un&#8217;altra, basata sulla malsana <strong>competizione dello zain</strong>o, che è l&#8217;unica cosa che uno ha quando si trova li. Di conseguenza più il tuo zaino è <em>grousso</em>, più sei un <em>pheego</em>, perchè manco fossi una testuggine ti porti appresso un guscio della madonna, pardon, di Santiago.<br />
Pensate che siccome gli spagnoli non sono stupidi, anzi, hanno messo in piedi praticamente lungo tutto il tragitto dei servizi di &#8220;<em>navetta</em>&#8221; che per uno o due euro, ti portano lo zaino all&#8217;ostello successivo, in modo che tu puoi affrontare la tappa senza il peso. &#8220;<em>Oh che figata</em>&#8221; direte voi. L&#8217;ho detto anche io e infatti più di una volta, in giornate in cui ero veramente mal messo, ho smollato il <em>cash </em>al tipo, mi son fatto i miei bei 30 km a piedi trotterellando manco fossi una ballerina volante e di sera all&#8217;Ostello prescelto mi son trovato lo zaino.<br />
<strong>Potete farlo, anzi piuttosto che morire fatelo: ma sarete dei reietti.</strong> Tutti vi guarderanno con odio e con schifo. &#8220;<em>Eh facile così, così son buoni tutti</em>&#8221; mi è stato detto. Ma queste sono parole di persone di 40-50 anni eh. Facile si, ma la differenza tra l&#8217;uomo e la bestia è proprio che abbiamo un cervello evoluto che ci permette di risolvere in modi tecnologici le situazioni. Se tu, in nome del tuo stupido ego, vuoi fare il Cammino mettendo la gamba destra in una tagliola e spararti nel piede sinistro, liberissimo di farlo, ma non è che io sia un baro, è che tu sei un coglione.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Gli ultimi 100 km.<br />
</strong>Il Cammino in sè è un casino, i credenti infervorati vi diranno che grazie alle preghiere e allo Spirito Santo non avrete problemi, la realtà è che avrete male alle ginocchia, male alla schiena, male ai piedi, vesciche, tendiniti, vi scotterete per il sole e chi più ne ha più ne metta. Ma questo non basterà per uccidervi e voi, coriacei pellegrini, arriverete agli ultimi 100 km del viaggio.<br />
Che cosa ha questa tappa di tanto speciale? Niente, o meglio tutto.<br />
Qualcuno ai piani alti ha stabilito che per ricevere la <em>Compostela</em> (che Certifica il compiuto <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pellegrinaggio">pellegrinaggio</a> alla tomba dell&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Apostolo">Apostolo</a><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/San_Giacomo">San Giacomo</a>) bisogna percorrere almeno gli ultimi 100 km del Pellegrinaggio. Ora a fare uno più uno non ci vuole tanto: se la quantità di persone che fanno questo viaggio è immensa, quella che percorre solo gli ultimi 100 km per di avere la Compostela, è astrusa.<a href="http://www.pensieriecaffelatte.it/wp-content/uploads/2012/07/behappy_santiago.jpeg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1526" title="behappy_santiago" src="http://www.pensieriecaffelatte.it/wp-content/uploads/2012/07/behappy_santiago-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p><strong>Qual&#8217;è il problema principale di questo fatto?</strong>Il problema è che voi arriverete a questo punto del tragitto più o meno sfatti dalla fatica, ma orgoglioni nel cuore perchè dopo che ne hai fatti 650, pensar di doverne fare solo 100 non dico sia una bazzecola, ma sono comunque 3, massimo 4 giorni di viaggio: è fatta insomma. <strong>E&#8217; fatta un paio di palle.</strong> Voi sarete lenti e zoppi, questi qua saranno freschi, riposati, aitanti e porteranno zaini almeno la metà meno pesanti dei vostri, riempiranno gli ostelli e cammineranno più svelti di voi. Questo è un problema che inizia a presentarsi già nei km precedenti, ma esplode negli ultimi 100. Per sopravvivere non so cosa fareste voi, ma io risolsi la questione svegliandomi sempre più presto, arrivando al caso limite di quando mi alzai alle 4 del mattino mettendomi in viaggio nel buio più totale nel bosco, per arrivare tra i primi all&#8217;ostello e poter prendere posto. Detto ora dopo 7 anni fa ridere, vi giuro che in quei momenti invece snocciolavo rosari, ma non propriamente di preghiere.</li>
</ul>
<p>Credete sia finita qui?<br />
No, non lo è, ma il resto è un&#8217;altra storia, o meglio il prossimo post.<br />
<em>Enjoy</em>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il colloquio interminabile.</title>
		<link>http://www.pensieriecaffelatte.it/il-colloquio-interminabile/</link>
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		<pubDate>Wed, 20 Jun 2012 08:06:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stailuan</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Villesse]]></category>

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		<description><![CDATA[Il racconto di un mio colloquio di lavoro: tra il mistico e il terribile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Continua la saga legata alle mie <strong>esperienze lavorative</strong>, quelle andate male o di cui lamentarsi chiaramente, quelle positive sono meno accattivanti, anche se in questi tempi &#8211; lavorativamente parlando &#8211; duri, narrare di posti di lavoro dove si veniva assunti e si percepiva un regolare stipendio, può assumere sfumature quasi epico-cavalleresche.</p>
<p>Ad ogni modo ho deciso che oggi vi parlerò di quando feci un colloquio per un&#8217;<strong>azienda svedese</strong>, di cui non farò il nome, <strong>leader nel settore dell&#8217;arredamento</strong>, dove i mobili bisogna montarseli da soli e il cui nome inizia per <strong>I</strong> e finisce per <strong>Kea</strong> e tra la &#8220;<em>i</em>&#8221; e il &#8220;<em>kea</em>&#8221; non c&#8217;è alcun carattere in mezzo, insomma: <strong>quando Stailuan fece un colloquio da Ikea</strong>.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.cadoinpiedi.it/img/ikea.jpg" alt="" width="354" height="354" /></p>
<ul>
<li><strong>Prologo.</strong></li>
</ul>
<p>Ci siamo lasciati con il mio <a href="http://www.pensieriecaffelatte.it/meno-settantuno/">gran rifiuto per un rinnovo contrattuale in un&#8217;altra azienda leader del settore del mobile</a>, ubicata a <strong>Manzano</strong>, e ho parlato delle splendide <a href="http://www.pensieriecaffelatte.it/tutto-inizio-cosi/">performance del suo direttore Marketing</a> nei miei confronti. Dal primo febbraio <strong>2008</strong> mi ritrovai senza lavoro e festeggiai andando a <strong>Milano</strong> ad una mostra su Munari, a maggio andai a <a href="http://www.pensieriecaffelatte.it/stailuan-goin-to-iuessei/">dipingere a Los Angeles</a>, a ottobre iniziai una work experience in un&#8217;agenzia di Comunicazione a <strong>Trieste</strong> e a maggio del 2009 ero nuovamente senza lavoro. I miei programmi di trovare un altro lavoro abbastanza facilmente, basati sull&#8217;idea di un mercato fondato sulla <em>meritocrazia</em> iniziava a vacillare. La cosa positiva è che non mi misi mai a pensare di non essere abbastanza bravo o di essere inadatto, feci forte autocritica su me stesso ma bollai gli altri come &#8220;<em>stronzi</em>&#8220;: non è assolutamente detto che fossi nel giusto, ma sicuramente mi aiutò a superare un momento in cui l&#8217;autostima iniziò a precipitare.</p>
<p>In questo scenario di desolazione lavorativa dell&#8217;<strong>universo Friuli</strong>, capita che cadde un meteorite dal cielo: un <strong>meteorite blu chiamato Ikea</strong>, che si schiantò sul paesino di <strong><a href="http://www.comune.villesse.go.it/" target="_blank">Villesse</a></strong> modificandone inesorabilmente il futuro e diventando il nostro cubo blu da venerare. Iniziarono gli annunci di ricerca personale da parte degli <em>scandinavi</em> e e in motlissimi si proposero; tra questi anche io. La mia idea era quella di poter essere assunto in ipotetico ed eventuale ufficio grafica localizzato all&#8217;interno del punto vendita di Villesse per creare materiale pubblicitario dedicato alla zona, o l&#8217;essere assunto nell&#8217;ufficio grafica della sede centrale, sempre che ne esista uno, non ho fatto grandi studi in materia.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://simot93.altervista.org/Button/schiavi%20egizi.jpg" alt="" width="471" height="278" /></p>
<ul>
<li><strong>Le offerte lavorative.</strong></li>
</ul>
<p>Potranno esserci degli errori dovuti al tempo trascorso da quell&#8217;evento, ma in via di massima i fatti che vi sto per raccontare sono corretti.<br />
Esistevano principalmente<strong> due possibilità di lavorare presso i discendenti dei vichinghi</strong>: la prima era rispondere a uno dei loro vari annunci diretti, la seconda era quella di presentare la propria candidatura tramite il loro sito internet; io scelsi la seconda possibilità, proponendomi in modo più o meno generico. E&#8217; cosa nota che anche quando fui nella melma più vasta, non cercai lavori al di fuori del campo grafico non trovandoli inerenti al mio cammino di studi e al mio curriculum: questa volta non sarebbe stato diverso.</p>
<p>In via di massima quello che feci fu compilare <em>on-line</em> un mio <em>curriculum vitae</em>, caricare un mio <em>curriculum</em> in formato <em>PDF</em> e poi prendere parte a due test: uno di analisi del testo (in italiano) e uno nel quale bisognavano inserire le parole mancanti all&#8217;interno di alcune frasi (in inglese).</p>
<p><strong>Dopo una decina di giorni venni contattato:</strong> volevano facessi un colloquio, ed era già una grossa cosa visto che a questo <em>step</em> si erano fermati quasi tutti i miei conoscenti.</p>
<ul>
<li><strong>Il Colloquio.</strong></li>
</ul>
<p>Nonostante sia una persona particolarmente puntuale mi presentai in <strong>ritardo</strong>, di poco ma comunque in ritardo, ultimo arrivato di quello che scoprii essere un <strong>colloquio di gruppo</strong>, una delle cose più odiose della storia. E sto parlando del colloquio di gruppo non del mio ritardo. Il gruppo di persone attorno a me era di una <strong>miscellanea clamorosa</strong>: c&#8217;erano delle 20enni fighe e prive di esperienza, delle 50enni rompicoglioni con già 30anni lavorativi come commesse, ingegneri, studenti universitari prossimi alla laurea: insomma la mia prima domanda fu &#8220;<em>come cazzo hanno fatto le preselezioni?</em>&#8220;.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://2.bp.blogspot.com/-SWlFX8LP2VA/TfZpiHy8w4I/AAAAAAAAAHw/chB_BixdUV0/s1600/riunione%255B1%255D.jpg" alt="" width="414" height="353" /></p>
<p>Appena arrivati dovemmo compilare un modulo nel quale praticamente ci veniva richiesto il nostro <em>CV</em> che quindi, sommandolo a quello compilato su internet e quello compilato sul sito, eravamo a quota <strong>tre</strong>. Fatto questo iniziò una splendida presentazione di una trentina di minuti sul <strong>magico mondo Ikea</strong>: di quanto loro fossero belli, bravi, del loro mondo ovattato e favoloro, una sorta di shakeramento tra i <a href="http://www.brickset.com/browse/themes/?theme=Fabuland" target="_blank">Lego Fabuland</a> e la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Willy_Wonka_e_la_fabbrica_di_cioccolato" target="_blank">Fabbrica di Willy Wonka</a>. E tra le cose che a me danno veramente fastidio, questa è tra quelle che probabilmente si collocano sul podio assieme ad una pizza bruciata e al pesce in generale. Però son punti di vista chiaramente molto personali.</p>
<p>Finita la carrellata sul <em>mondo delle sedie componibili</em> arrivò il momento delle <strong>presentazioni di massa</strong>: in pratica dovevamo fare un riassunto del nostro <em>CV</em> davanti a degli emeriti sconosciuti.<br />
La domanda che già da giorni riecheggiava per la mia testa e ora iniziava e diventare opprimente era &#8220;<em>io sono qui per fare il grafico, nessuno di questi lo è: cosa vogliono da me? Quali sono le posizioni aperte?</em>&#8220;.</p>
<p>Finito il <strong>gioco delle presentazioni</strong> arrivò un momento spaventoso: quello dei <strong>giochi di gruppo</strong>. Il primo di questi fu talmente pessimo che sinceramente il mio cervello lo ha celato alla mia memoria e non riesco a riportarlo alla luce, ma in via di massima dovevamo interagire proponendo delle soluzioni a qualcosa, dimostrandoci dinamici e sorridenti sotto gli occhi di una tipa che avrà avuto più o meno la mia età, che faceva la <strong>Kapò</strong> di turno scegliendo palesemente chi sarebbe stato utile e chi no per i loro lavori forzati. Io rimasi scandalosamente stupito dall&#8217;energia delle persone che avevo attorno e ancora oggi mi chiedo se fingessero clamorosamente pur di avere quello stipendio o se fossero veramente persi: giuro che non ho una risposta.</p>
<p>Ricordo perfettamente invece <strong>il secondo gioco</strong>: &#8220;<em>siete un gruppo che ha a disposizione un bunker anti atomico e fra trenta minuti scoppierà la guerra nucleare, oltre a voi potete salvare solo due persone da scegliere tra queste e portare con voi&#8221;</em>. Seguiva un elenco di figure tipiche quali: la troia, l&#8217;ebreo ricco, il ragazzo di colore, la velina, la suora, il bambino, etc. Confrontatevi per seglierne due e giustificate il motivo.<br />
Tutto questo è terribile: io sono qui per vendere ipoteticamente mensole o fare grafiche di cataloghi e tu mi chiedi di decidere della vita e della morte di alcuni individui; la mia risposta fu questa.<br />
&#8220;<em>Scusi, ma io di questo gruppo di persone presenti al colloquio non conosco nessuno e quindi che sopravvivano o meno poco mi importa. Delle ipotetiche due persone che posso aggiungere al nostro bunker pure mi importa poco. Invece la mia morosa abita a pochi minuti da qui, ipoteticamente in trenta minuti posso andare a prenderla e riportarla qui al teorico bunker: per me avrebbe più senso&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Mi fu risposto di no.</strong></p>
<p>Con tutti il rispetto: come posso preferire la vita di gente a caso a quella della mia morosa solo il<strong> signor Ikea</strong> e la <strong>tipina che faceva la tagliatrice di teste</strong> lo sanno.<br />
Ad ogni modo suppongo che la mia risposta non fu particolarmente apprezzata da nessuno dei presenti, ma la partecipazione a quella farsa mi stava rendendo praticamente una bomba ad orologeria.</p>
<p><a href="http://www.pensieriecaffelatte.it/wp-content/uploads/2012/06/12420442-countdown-bomba-ad-orologeria-con-detonatore-sveglia-dynamit-3d.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-1917" title="12420442-countdown-bomba-ad-orologeria-con-detonatore-sveglia-dynamit-3d" src="http://www.pensieriecaffelatte.it/wp-content/uploads/2012/06/12420442-countdown-bomba-ad-orologeria-con-detonatore-sveglia-dynamit-3d.jpeg" alt="" width="400" height="300" /></a></p>
<p>Finiti questi attimi di altissimo intelletto fu finalmente il momento dei <strong>colloqui singoli</strong> con la già citata tagliatrice di teste.<br />
A colloquio svolto, prima di uscire, ci venne regalato uno splendido <strong>Ikea Pack di benvenuto o addio</strong>, come meglio preferite.</p>
<p>Quando fu il mio turno come prima cosa mi venne chiesta <strong>una copia del mio CV stampata</strong>.</p>
<p>A quanti miei <em>Curriculum</em> siamo? Ho perso il conto, mi pare 5. Dopodichè chiaramente dovetti parlarle delle mie esperienze lavorative, e quindi del mio <em>curriculum</em>. Insomma ero li da tre ore, loro sapevano tutto di me, io non sapevo nulla di loro, e così con le palle altamente girate, stoppai la ragazzetta parlante e le dissi &#8220;<em>Si, ma scusi, per quale posizione lavorativa mi state interpellando?</em>&#8221; mi fu risposto &#8220;<em>Non posso dirglielo</em>&#8220;.<br />
NON POSSO DIRGLIELO? LOL.<br />
Le ipotetiche mansioni della mia vita futura, che potrebbero occupare gran parte delle mie giornate, dipendono da voi e tu non mi dici neanche per che cosa sono qui? Mi venne aggiunto che da <strong>Ikea</strong> è tutto come una grande famiglia, che il commesso può fare il cassiere, che la Capo Reparto può mettere la merce sugli scaffali, che tutti si aiutano. Risposi &#8220;<em>Si, voglio ben vedere, non ci credo</em>&#8220;. Seguì un silenzio brevissimo ma interminabile. Mi ero praticamente tagliato la testa da solo, ma non venendomi offerto niente, non stavo perdendo niente.</p>
<p>Mi fu chiesto se ero disposto a lavorare<em> full-time, part-time orizzontale o verticale, solo i fine settimana</em>. La mia risposta mi sembrò ovvia e fu la seguente :&#8221;<em>Ma posso essere disposto a qualsiasi forma contrattuale, il tutto dipende per fare cosa e per quanti soldi: a quanto ammonta lo stipendio?&#8221;. &#8220;Non glielo posso dire&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Bene allora se voi non mi proponete niente, io non posso accettare niente.</strong></p>
<p>Me ne andai con il mio <em>Ikea Pack</em>, circa un anno dopo divenni <em>grafico freelance</em>.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Quando Lucio Galluzzi decise di essere Stailuan.</title>
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		<comments>http://www.pensieriecaffelatte.it/quando-lucio-galluzzi-decise-di-essere-stailuan/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 12 Jun 2012 19:16:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stailuan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Grafica]]></category>
		<category><![CDATA[Mix]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri & Caffelatte]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[TrueLife]]></category>
		<category><![CDATA[Truestory]]></category>

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		<description><![CDATA[Trovare una propria immagine come avatar del profilo di terzi ed essere mandati a cagare per aver chiesto di rimuoverla.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Forse non tutti lo sanno, ma oggi sul <em>twitter</em> è scoppiata una rivolta a <strong>difesa del diritto all&#8217;aborto</strong> ( <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/11/legge-194-tam-tam-con-un-hashtag-su-twitter-a-difesa-del-diritto-allaborto/260189/" target="_blank">per saperne di più cliccate qui</a> ) che ha visto coinvolti tantissimi <em>followers</em> che hanno espresso il loro punto di vista sotto l&#8217;hashtag <em>#save194</em>.<br />
All&#8217;appuntamento ho partecipato pure io, con un contributo minimo tra l&#8217;altro, che è stato il pubblicare una foto di me che tengo un cartello homemade con il<em> tweet</em> a farne da didascalia. Nello specifico la foto e il <em>tweet</em> sono i seguenti:</p>
<p><a href="http://www.pensieriecaffelatte.it/wp-content/uploads/2012/06/save194.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1379" title="save194" src="http://www.pensieriecaffelatte.it/wp-content/uploads/2012/06/save194-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p><a href="http://www.pensieriecaffelatte.it/wp-content/uploads/2012/06/a928dc62b45c11e1bf341231380f8a12_7.jpeg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1380" title="a928dc62b45c11e1bf341231380f8a12_7" src="http://www.pensieriecaffelatte.it/wp-content/uploads/2012/06/a928dc62b45c11e1bf341231380f8a12_7-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p><em>Il medioevo è finito: fatevene una ragione. Voi e la Santa Inquisizione. <a title="#save194" href="https://twitter.com/#!/search/%23save194" data-query-source="hashtag_click"><s>#</s><strong>save194</strong></a></em><br />
<a href="http://instagr.am/p/Lw8VUQlRlj/" target="_blank">http://instagr.am/p/Lw8VUQlRlj/</a></p>
<p>Ora, che siate favorevoli o contrari al messaggio è ininfluente all&#8217;interno di questo post, il discorso è un altro: la foto riscuote inaspettato successo e viene retweettata da parecchie persone, finchè mi viene segnalato che un utente su <em>facebook</em> la sta usando come suo avatar nel profilo. In un primo momento rispondo che la cosa mi fa piacere, perchè significa che il mezzo con cui ho fatto passare il messaggio funziona, però si, che un altro utente abbia il suo nome e cognome ma il mio volto, beh è alquanto fastidioso.<br />
Oltretutto mi viene fatto notare che quest&#8217;ultimo, che risponde al nome di Lucio Galluzzi, ha inserito come watermark il suo copyright in alto a destra.<br />
Siccome non si parla mai senza citare, vi allego un poche di schermate che dimostrano la cosa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.pensieriecaffelatte.it/wp-content/uploads/2012/06/521277_2809904664998_1881770131_n.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-1381" title="521277_2809904664998_1881770131_n" src="http://www.pensieriecaffelatte.it/wp-content/uploads/2012/06/521277_2809904664998_1881770131_n.jpeg" alt="" width="612" height="612" /></a></p>
<p>Come vedete in alto a destra c&#8217;è scritto <strong>C2012CCL lucio galluzzi</strong><br />
<strong><a href="http://www.facebook.com/ordanomade" target="_blank">http://www.facebook.com/ordanomade</a></strong></p>
<p>A me, fin da piccolo, insegnarono che<strong> citare è un bene ed è anche consigliato</strong>, <strong>ma copiare non è cosa da fare</strong>. Per citare solitamente si prende un&#8217;opera altrui, le si attribuisce la paternità e la si usa per sviluppare il proprio discorso. In questo caso invece si prende una mia foto, la si usa con il proprio nome, cognome, indirizzo facebook e la si imposta come avatar.<br />
Non trovando corretto quello che stava succedendo ho scelto di scrivere una mail, alla quale non mi venne data alcuna risposta: ve la copio incollo e ve ne posto la schermata.</p>
<p><a href="http://www.pensieriecaffelatte.it/wp-content/uploads/2012/06/email.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-1382" title="email" src="http://www.pensieriecaffelatte.it/wp-content/uploads/2012/06/email-300x166.png" alt="" width="300" height="166" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>&#8220;Ciao,</em><br />
<em>mi chiamo Andrea Antoni. Non ci conosciamo ma tu hai una mia foto come avatar del profilo.</em><br />
<em>Diciamo che questo potrebbe anche farmi piacere, nel senso che significa che ho creato un messaggio che piace, però vedere il mio volto associato ad un&#8217;altra persona (che oltretutto non conosco) non mi fa particolarmente piacere. </em><br />
<em>A questo aggiungo che hai inserito un tuo Copyright su una immagine creata da me (ho il sorgente nel computer) e questo proprio non è tollerabile.</em><br />
<em>In definitiva ti chiedo di rimuovere immediatamente l&#8217;immagine altrimenti prenderò provvedimenti.</em><br />
<em>Grazie.</em></p>
<p><em>Andrea&#8221; </em></p>
<p>Come vi dicevo alla mail non ho mai ricevuto risposta, ad ogni modo per dimostrarvi che quello che vi dico è vero vi allego delle altre schermate.</p>
<p><a href="http://www.pensieriecaffelatte.it/wp-content/uploads/2012/06/Schermata-2012-06-12-a-18.29.38.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-1383" title="Schermata 2012-06-12 a 18.29.38" src="http://www.pensieriecaffelatte.it/wp-content/uploads/2012/06/Schermata-2012-06-12-a-18.29.38-300x201.png" alt="" width="300" height="201" /></a></p>
<p><a href="http://www.pensieriecaffelatte.it/wp-content/uploads/2012/06/Schermata-2012-06-12-a-17.32.27.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-1384" title="Schermata 2012-06-12 a 17.32.27" src="http://www.pensieriecaffelatte.it/wp-content/uploads/2012/06/Schermata-2012-06-12-a-17.32.27-300x193.png" alt="" width="300" height="193" /></a></p>
<p>Come potete ben notare il volto è il mio, il nome no.<br />
Nella seconda foto potete leggere a lato anche un mio messaggio, che alla fine è un riassunto della precedente mail, che come la precedente non ha avuto risposta.<br />
Non c&#8217;è stata risposta alcuna finchè alcuni dei miei followers non sono intervenuti chiedendo spiegazioni al buon Lucio: vi faccio leggere alcune delle migliori risposte pervenute:</p>
<p><a href="http://www.pensieriecaffelatte.it/wp-content/uploads/2012/06/andate_cagare_1.png"><img class="alignnone size-full wp-image-1386" title="andate_cagare_1" src="http://www.pensieriecaffelatte.it/wp-content/uploads/2012/06/andate_cagare_1.png" alt="" width="423" height="401" /></a></p>
<p>Fate attenzione quando leggete i commenti perchè mi incasino anche io essendoci sempre il mio volto a fianco dei commenti: il verde è il mio fale, il celeste sono io.</p>
<div>
<div><a href="http://www.pensieriecaffelatte.it/wp-content/uploads/2012/06/copyright.png"><img title="copyright" src="http://www.pensieriecaffelatte.it/wp-content/uploads/2012/06/copyright.png" alt="" width="425" height="133" /></a></div>
<div></div>
<div>&#8220;<em><a id="js_2" href="http://www.facebook.com/ordanomade" data-ft="{&quot;type&quot;:35,&quot;tn&quot;:&quot;;&quot;}" data-hovercard="/ajax/hovercard/user.php?id=1780197694">Lucio Galluzzi</a> ma cosa dici? ma cosa dite? ma di cosa state parlando? ma che guerra deficiente state facendo? Ma ti rendi conto? Copyright? Ma hai visto bene? E&#8217; solo un mark per dire chi l&#8217;ha postata e dove? Ma fatevi furbi ragazzi, sveglia! E quella sarebbe una foto per salvare la 194 di proprietà privata tua? All&#8217;anima che bell&#8217;immagine di lotta comune che stai dando tu e i tuoi amici! VERGOGNATEVI!</em>&#8220;</div>
<div>
<p>A parte che chi l&#8217;ha postata sono io e lui se n&#8217;è presa la paternità, io chiedevo solamente che il mio volto non apparisse come profilo di un terzo.</p>
<p>Aggiornamento 1.0</p>
</div>
</div>
<p>Fino a questo punto sembrava già tutto abbastanza allucinante, ma non avete ancora visto quello che è successo in serata: un sacco di miei amici sono intervenuti chiedendo a questo personaggio di rimuovere la mia immagine da suo profilo e le reazioni sono state quelle che vi posto.</p>
<p><a href="http://www.pensieriecaffelatte.it/wp-content/uploads/2012/06/bianx.png"><img class="alignnone size-full wp-image-1392" title="bianx" src="http://www.pensieriecaffelatte.it/wp-content/uploads/2012/06/bianx.png" alt="" width="945" height="572" /></a></p>
<p><a href="http://www.pensieriecaffelatte.it/wp-content/uploads/2012/06/522646_2267161735317_47532636_n.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-1393" title="522646_2267161735317_47532636_n" src="http://www.pensieriecaffelatte.it/wp-content/uploads/2012/06/522646_2267161735317_47532636_n.jpeg" alt="" width="720" height="960" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Arriviamo al paradosso nel quale si ipotizza che quello in foto non sia io, ma sono Carlo Lucarelli.<br />
LOL.<br />
Siccome va bene tutto, ma anche no, anche se non servisse pongo ennesima prova dimostrativa che  quello in foto sono proprio io.</p>
<p><a href="http://www.pensieriecaffelatte.it/wp-content/uploads/2012/06/Foto-del-27768902-06-2456092-alle-0742.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1397" title="Foto del 27768902-06-2456092 alle 07:42" src="http://www.pensieriecaffelatte.it/wp-content/uploads/2012/06/Foto-del-27768902-06-2456092-alle-0742-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Nella foto sono particolarmente brutto, ma non è che dal vivo si poi tanto meglio, ad ogni modo credo che questa immagine.</p>
<p>Una delle ultime immagini che mi sono state segnalate è la seguente:</p>
<p><a href="http://www.pensieriecaffelatte.it/wp-content/uploads/2012/06/Schermata-2012-06-13-a-07.31.21.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-1395" title="Schermata 2012-06-13 a 07.31.21" src="http://www.pensieriecaffelatte.it/wp-content/uploads/2012/06/Schermata-2012-06-13-a-07.31.21-275x300.png" alt="" width="275" height="300" /></a></p>
<p>Potete leggere tutto il testo ingrandendola, ma ve ne estrapolo una parte:<em>&#8221; Ma andrea Styleone Antoni, con schiera di rompipalle, dice, e dicono, che &#8220;devi toglierla, non puoi usarla, e la faccia mia sul tuo profilo, ti diffido&#8230;&#8221; Insomma: una foto fatta per la legge 194 da un maschio, è proprietà sua, la lotta per difendere la legge sull&#8217;aborto è sua, la campagna nei social network è sua e dei suoi mediocri amici che danno ordini: non usiamola altrimenti ci spaccano le gonadi con messaggi sulle bacheche.</em></p>
<p><em>Non usate questa immagine</em><br />
<em>anche se non l&#8217;ha firmata</em><br />
<em>è di proprietà privata</em><br />
<em>di Adnrea StyleoneAntoni&#8221;</em></p>
<p>(tutto questo è scritto in maiuscolo, io l&#8217;ho scritto in alto-basso perchè tutto maiuscolo mi dà fastidio)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ancora una volta: boh.</strong><br />
Sorvolando tutti i discorsi su <em>copyright</em> etc, sui quali magari ci si potrebbe anche impuntare -ma non è mio interesse- continuo a ribadire che avevo chiesto che la mia foto non fosse usata come immagine del profilo di un altro. E non sto parlando di un&#8217;immagine di grafica, perchè in quel caso potrei anche capirlo, ma proprio della foto della mia persona, per quanto fosse sfocata.<br />
Il risultato, per ora, è che in pochi minuti le persone &#8220;<em>mandate a cagare</em>&#8221; e &#8220;<em>a fanculo</em>&#8221; sono almeno una decina; ma ora sembra abbia rimosso l&#8217;immagine. Sicuramente l&#8217;ha rimossa da immagine del suo profilo, dubito (ma non ne ho le prove) che l&#8217;abbia rimossa dalle sue immagini in quanto siamo stati tutti bannati dalla sua bacheca e non possiamo vedere quello che stia succedendo, e probabilmente è meglio così.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Meno 42</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jun 2012 08:50:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stailuan</dc:creator>
				<category><![CDATA[TrueLife]]></category>
		<category><![CDATA[Truestory]]></category>
		<category><![CDATA[Vita da Freelance]]></category>
		<category><![CDATA[freelance]]></category>
		<category><![CDATA[friuli]]></category>
		<category><![CDATA[fvg]]></category>
		<category><![CDATA[grafica]]></category>
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		<category><![CDATA[truelife]]></category>
		<category><![CDATA[truestory]]></category>

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		<description><![CDATA[Continuo a rendere pubblici i miei segretissimi testi scritti durante la mia collaborazione lavorativa presso una grande azienda in Friuli.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.pensieriecaffelatte.it/wp-content/uploads/2012/06/42.jpg"><img title="42" src="http://www.pensieriecaffelatte.it/wp-content/uploads/2012/06/42-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></strong></p>
<p><strong>-42</strong><br />
<em>Buongiorno a tutti.</em><br />
<em>Mancano ancora 42 giorni al viaggio senza ritorno di Stailuan dal stakanovistico mondo della sedia.</em><br />
<em>E oggi spettacolo puro.</em></p>
<p>Dopo aver pubblicato il <em>post</em> che parlava del <a href="http://www.pensieriecaffelatte.it/meno-settantuno/">giorno in cui rifiutai il rinnovo contrattuale</a> e quello che ne <a href="http://www.pensieriecaffelatte.it/tutto-inizio-cosi/">faceva da prologo</a>, oggi vi pubblicherò un altro scritto dell&#8217;epoca, in cui parlo degli strascichi in azienda dati dalla la mia decisione: avvenimenti che tutt&#8217;ora mi lasciano basito e che mi sembrano finti, ciononostante si parla di #<em>truestory</em> e di #<em>truelife</em> vissute in prima persona.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>Alla riunione settimanale finalizzata a far funzionare meglio l’ufficio</strong> (utile eh, ma di brutto proprio) il mio nome è stato ripetuto più e più volte: sono diventato una sorta di <em>King</em>, ma senza regno.<br />
Quello che fino a pochi giorni fa era l&#8217;unico dipendente chiamato per nome dal direttore Marketing, ora è diventato un peso clamoroso per l&#8217;azienda.<br />
Nella giornata odierna stailuan scopre che in azienda tutti devono fare tutto, bisogna &#8220;essere dinamici, propositivi, intercambiabili&#8221;, insomma bisogna essere dei <strong>superuomini factotum</strong>, <strong>esperti in tutto, pagati chiaramente niente.</strong></p>
<p>Tratto dal discorso pronunciato dall&#8217;oramai noto <strong>dir. Marketing:</strong></p>
<p>“<em>… si perché qui tutti devono saper fare tutto, non esiste che uno ad esempio dica Eh io sono creativo, ad esempio, non voglio fare i listini… NO! Questa è la mentalità sbagliata</em>”.<br />
Risate enormi.<br />
Non so voi, ma questo esempio a me non pareva tirato così in aria, boh, mi ricordava qualcuno.</p>
<p>&#8220;<em>…perché vedete in questa azienda si sta instaurando una mentalità sbagliata, una mentalità che non c’era, e non va bene, e a chi non va bene se l’azienda è così, beh può prendere e andare via..</em>”<br />
Il discorso di per sé diciamo che fila, cioè può non essere condivisibile ma allora, se a me che l’azienda non va bene, perché questa azienda a me non va bene (e diciamocela tutta: mi fa abbastanza schifo), bene io che vado via, io che ti ho detto “<em>no cazzo io i listini non li faccio e piuttosto me ne vado</em>”, proprio io che secondo te ho la mentalità sbagliata ora sto seguendo la strada giusta andandomene.<br />
Ma allora cosa diavolo vuoi? Siamo in linea, ma continui a lamentarti. Continui a parlare di questa ipotetica persona, con me presente, davanti a tutti i colleghi, e tutti sappiamo che parli di me, ciononostante fai finta di parlare di un unicorno.</p>
<p>Ma arrivare il gran finale, lo spettacolo definitivo, i fuochi d’artificio, il big-one, la ciliegina sulla torta e un po’ sulla trota.<br />
&#8220;<em>Ora entrerò in un argomento che mi fa molto male affrontare, un argomento che però devo toccare perché veramente devo farlo. Vedete io sono stato qui sette anni, poi me ne sono andato, e ora sono di nuovo qui da due anni</em> (NB richiamato dalla pensione)<em>. Bene, io tornando ho visto che c’è una cosa che non va, un modo di fare che non va bene. Le macchinette del caffè ad esempio…</em>&#8220;</p>
<p><strong>Eccoci qua: si cazzo.</strong><br />
Ti stavo attendendo al varco sai? La motivazione ufficiale della chiacchierata, la reale motivazione della convocazione degli stati generali, l’ipocrisia che regna sovrana il reale problema aziendale: <strong>la macchinetta del caffè</strong>. Perché voi dovete sapere che tre giorni prima entrò in ufficio il <strong>Presidente supremo</strong> (il <em>paròn</em>, colui il quale in Friuli ha poteri illimitati sia dal punto di vista temporale che spirituale) e trovò in ufficio solamente <strong>me</strong> e altri due perché alcuni erano malati, due erano in pausa caffè, la segretaria come sempre era dispersa (cosa nota), e due erano a fare foto ai nuovi modelli. Il <strong>faraone</strong> chiaramente è sclerato subito, perché è uno che passa dalla quiete alle bestemmia in <em>zerodue</em> (<em>cosa piuttosto normale in realtà in Friuli, un poco di meno in un&#8217;azienda internazionale</em>) e nonostante io cercassi di spiegargli la situazione lui ha iniziato subito a smadonnare violento, se n’è andato tra un marasma di santi tirati giù dal Paradiso, ed evidentemente ha finito il rosario dal nostro Direttore Marketing (<em>non in quella giornata. perché chiaramente il direttore Marketing quel giorno non c&#8217;era, ma era a farsi i cazzi suoi altrove</em>). Per il classico gioco del&#8217;incula me che ti inculo anch&#8217;io, quest&#8217;ultimo doveva violentarci ed ecco qui la finta riunione per poter arrivare a dire la stronzata del mese.<br />
Ma veniamo al botto.</p>
<p>&#8220;<em>Si le macchinette del caffè no, perché io ad esempio arrivo in ufficio</em> (NB verso le 10, non alle 7:55 come noi)<em> e ad esempio vedo SEMPRE ANDREA ANTONI sempre in 4 a bere il caffè</em>”<br />
<strong>Questa è una frase LOLlosissima.</strong><br />
Intanto perchè io non bevo quasi mai il caffè, vado alle macchinette più che altro per fare 4 passi prima che le gambe non mi funzionino più, poi perché riesco ad essere neanche uno e trino, bensì uno e terno. Una potenza insomma.</p>
<p>Io che fino a un mese prima ero considerato l’uomo giusto per fare i listini in 12 lingue, con pronto un rinnovo contrattuale, <strong>IO ERO DIVENTATO IL DIAVOLO</strong>.<br />
Che poi forse non lo sapete, nonostante io lo racconti a tutti, ma li la <strong>macchietta del caffè</strong> ha il <em>timer</em> per far si che la gente non cazzeggi troppo: si spegne alle 8:00 ora in cui devi iniziare a produrre, e poi riparte attorno alle 9:45 &#8211; 10:00 tempo nel quale puoi fare una piccola pausa, massimo in due alla volta per ufficio perché altrimenti è brutto da vedere. Poi si spegne nuovamente e torna attiva per la pausa pranzo, si spegne ancora e riparte per l&#8217;ora della merenda. Insomma: si spegne e riaccende un sacco di volte.<br />
Potete ben intuire che bel luogo sia un&#8217;azienda che girella i suoi bei milioni di euro l&#8217;anno, che ha come ombelico del suo universo i ragionamenti attorno ad una macchinetta del caffè.</p>
<p>Ma non è mica finita qui: in ufficio sono arrivati gli <strong>auguri di Natale</strong>, quelli che abbiamo preparato noi, ma a me no.<br />
Veramente: io che ho partecipato anche a progettarli non li ho ricevuti; qualcuno nell&#8217;ufficio personale ha avuto evidentemente consegna di non farmeli avere.<br />
Ma pensate sia abbastanza? No che non è abbastanza perché i miei colleghi che li hanno ricevuti, 10 minuti dopo hanno dovuto restituirli perché sono stati dati a una delegazione in visita.<br />
Alla fine conta il gesto no? E non si butta via carta, salvate gli alberi.</p>
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