#CesenaticoBellaVita

Di che cosa tratta il blog che gestisci?” – “Mah, fondamentalmente di stronzate“. “Ah! StronsaAte. Cose così, che ti passano per la teEsta” – “Si, si, cose a caso, non so bene perchè sia qui“.
Da: dialogo tra la guida di #CesenaticoBellaVita e Me medesimo.

Mi sembrava doveroso iniziare il resoconto sulla mia partecipazione a Cesenatico Bella Vita, l’iniziativa che oramai vanta più narrazioni on-line che i km che ho dovuto fare io per arrivare nella bella cittadina della Romagna (e io di km ne ho fatti 376 solo andata).
Vi farò una delle mie solite recensioni, grazie alla quale non capirete un’ostia, o più probabilmente capirete tutto e l’unico a non capirci una banana sarò come sempre io.

    • Il grattacielo di Cesenatico.

      A Cesenatico c’è un grattacielo alto alto che non centra niente con tutte le costruzioni che ci sono intorno. Io ho fatto due ipotesi in merito: la prima è che sia tipo un’astronave caduta che si è piantata li, la seconda è che sia una sorta di mega contenitore per deodorante, tipo quelli che ci sono nei bagni, che spruzzano profumo in automatico, solo che questo di notte spruzza spray anti-zanzare  per salvaguardare la città dalle orde di insetti.Cos’ha di particolare questo edificio? Nulla, tranne il fatto che il buoun @Skande, che come vi ho già detto in un precedente postsa tutto“, è entrato in una crisi mistica inenarrabile cominciando ad attribuire doppie a tutte le lettere che compongono la parola “grattacielo” prima di arrivare a scriverla correttamente.

 

    • Occhiali.


      Negozi che vendono occhiali colorati, di quelli che piacciono tanto a me e a @OriginalAsker, non si riescono a contare: sono tantissimi. E hanno una quantità di occhiali brutti a 5 euro il paio, che è uno spettacolo. Non si sa come, ma sono riuscito a non comprarne neanche uno, non ho capito invece perchè ma tutti quei negozi sono gestiti da indiani. Non che sia un problema eh, semplicemente lo segnalavo; anche qui a Monfalcone siamo pieni di indiani, però di solito lavorano in cantiere, tanto per capirci.

 

    • Densità degli ombrelloni.


      La spiaggia di Cesenatico è bellina assai, ma la densità di ombrelloni è clamorosa: per capirci (cioè non capirete, ma io si) nello spazio in cui li ci stanno tre file di ombrelloni, a Lignano ne stanno circa due. Parlo di Lignano perchè io abito in Friuli Venezia Giulia e quindi è il mio metro di paragone. Come Lignano invece, per trovare l’acqua alta bisogna camminare fino in Croazia dove, è risaputo, i fondali sono belli profondi. Non a caso hanno attivato pure una linea che fa Cesenatico – Croazia (con la nave) ad averlo saputo prima scendevo via mare invece che con l’automobile e sbarcavo modello marines prendendo possesso della costa Romagnola. Siccome io butto sempre ipotesi a cazzo, e mi convinco siano giuste manco avessero fondamenta di 10 km, io credo che il motivo della densità delle file di ombrelloni sia dato dal fatto che la spiaggia non sia molto profonda, e non lo è perchè mentre la configurazione di Lignano è Albergo – Lungomare – Spiaggia – Acqua, quella di Cesenatico è Albergo – Lungomare – Albergo – Spiaggia – Acqua. Insomma Alberghi.

 

    • Museo della Marineria.


      Imparo che Cesenatico stia rilanciando la propria immagine anche grazie alla costruzione, l’istituzione etc del Museo della Marineria. Questo museo ha la particolarità di avere una sezione galleggiante, e cioè hanno un tot di imbarcazioni antiche che navigano tutto l’anno per il Porto Canale (con tutti i problemi annessi e connessi per la manutenzione), e una parte a terra (dove diciamo c’è il classico museo). Non è molto grande, ma è molto interessante, soprattutto se lo si visita con una guida che ha dimostrato di amare la sua città e le sue terre come quella che ci ha accompagnato. Il rischio di girarlo da soli è di completare la visita senza aver capito molto, che poi è un rischio di tutti i musei, che poi il non capir nulla è anche un mio standard.
      Ad ogni modo, Big Up per il Museo della Marineria.

 

    • Crema Catalana.


      Capita che se vai a Cesenatico ti trovi davanti ad una spianata di Creme Catalane che vengono poi asfaltate da fuoco e fiamme.
      Big Up & Mega Props per il Bagno Adriatico 62 che ci ha offerto uno splendido aperitivo e una bellissima cena.
      All’urlo “MORE FAIAH!” tutti hanno mangiato tutto.

 

    • Adesivi e Piadine.


      Sono andato in Romagna ma non ho attaccato adesivi e non ho mangiato piadine. Mentre il primo punto per voi è ininfluente dato che non lo fate mai (per me è invece strano visto che lo faccio sempre), il secondo è grave. Tornare dalla Romagna senza mangiare un crescione o una piadina è quasi da scomunica, ma la colpa è dell’Hotel Elisabetta che ci ha servito due ottimi pranzi e di conseguenza pernottando così poco, il tempo e la fame per altre pietanze non li abbiamo trovati.
      Il nostro albergo era dotato pure di piscina, ma il tempo era molto incerto, di conseguenza fare il bagno non era cosa così ovvia. Il fatto però è che in me vige una regola non scritta che vuole che se un albergo ha un plus di un qualche tipo (piscina, sauna, palestra), non si può andare via senza averne usufruito. Il problema è che quando il sole usciva faceva un caldo boia, ma usciva veramente poco, e quando non c’era soffiava un’allegra brezza marina che metteva addosso un freddo clamoroso, di conseguenza entrare in acqua non era semplice neppure per me che porto in curriculum un tuffo di testa nel lago di Cavazzo a ferragosto con conseguenti 15 giorni di 38 di febbre. E’ noto infatti che io mi immergo nelle acque a qualsiasi temperatura (in estate), stavolta non è stato semplice e ho dovuto ambientarmi per parecchi minuti. Quando finalmente ho deciso di immergermi, l’ho fatto con così tanta cautela e silenzio che i Navy-Seal di “Act of Valor” potrebbero farmi una ricca pippa, come dicono i personaggi più colti ed illustri.

    • L’autista del Bus.


      L’amica Laura Colciago, cito testualmente, scrive :” L’autista dell’autobus che tra un racconto e l’altro su Pantani è riuscito anche ad offrirmi un caffè (e quando mi ricapita a Milano? Gli autisti qui non hanno tempo e non possono distrarsi parlando, a volte mi perdo perchè ricevo solo informazioni fugaci su dove devo andare”.
      Sarà che io ho sfiga, ma il nostro autista sembrava pure cordiale, dopodichè ha iniziato a tirare il bus a una velocità clamorosa per il lungomare di Cesenatico, il problema è che tutte le strisce pedonali sono messe sopra a dei dossi artificiali di conseguenza tirava il bus, inchiodava, saltava le strisce e poi riaccelerava a manetta per poi inchiodare nuovamente. Novello Satana è riuscito pure non tirar sotto per un pelo uno in bici, cristonandogli di tutto e faccendoli una sequenza irripetibile di gesti che invocavano la morte del ciclista.
      L’ospitalità media delle persone della zona è comunque veramente alta, qui in Friuli dobbiamo solo imparare dagli amici Romagnoli. Non so perchè ma qua sembra che chiunque venga a rubarci il pane dalla tavola, saranno paure insite da secoli e secoli in cui popolazioni berbere passavano per di qui per andare a far casino in giro, resta il fatto che rispetto ai Romagnoli qui in Friuli siamo proprio degli stronzi.

 

  • Il logo.


    Mi trovo nella situazione di giudicare positivamente pure il logo del consorzio turistico: e questa non è una cosa facile. Calcolando che in grafica e graffiti a me fa schifo più o meno tutto, produzioni personali comprese, questo è un traguardo della madonna. Ritengo ottimale la rivisitazione in chiave moderna di uno dei due occhi posti davanti all’imbarcazione e di farne un logo. Un logo che quindi diventa simbolo sia dal punto di vista grafico, che da quello culturale ed è una cosa che non è ovvia o semplice. E’ vero che la forma di partenza si predisponeva ad essere ridisegnata in modo minimale, però intanto la scelta iniziale poteva ricadere su qualcos’altro che magari sarebbe stato meno immediato, e comunque avrebbe potuto essere ridisegnata in molti altri modi.

Insomma che dire, ciao Cesenatico, prima ti conoscevo solo per l’indimenticabile Pantani, ora so che sei molto di più e ho molti motivi per capire meglio perchè il Pirata fosse un così grande campione: perchè è una città splendida abitata da persone fantastiche.

PS. Ah regà, nonostante fossimo in 40 twitteri cazzuti non abbiamo fatto andare #CesenaticoBellaVita in #TT: facciamo abbastanza schifo. Io fossi in loro ci manderei il conto a casa.

Se volete capire meglio cosa è successo a #CesenaticoBellaVita io credo dobbiate leggere i post degli altri partecipanti, che sono persone più serie di me:

stailuan

Andrea "Style1" Antoni è un grafico freelance ed un graffiti writer. Vive nel nord est dell'Italia e si sposta in bicicletta o con il sup. Scrive post a tempo perso e perde tempo scrivendo post, ma vive di grafica. Nel febbraio del 2015 è uscito il suo primo libro "Trova la tua identità su Instagram e condividi foto uniche", pubblicato da Dario Flaccovio Editore. More info

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Commenti dal faccialibro


4 Responses

  1. 20 giugno 2012

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  2. 25 giugno 2012

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  3. 19 maggio 2013

    […] @davidelico, @cuocopersonale, @Gioska23, @wmsaver, @MatteoBianx, @scarylalla, @FranktheMats, @stailuan, @luca_conti e @vivigeekitalia. Pubblicato il: 11/06/2012 | Tag: Blog, Blog Tour, […]

  4. 13 luglio 2015

    […] Licordari Luca Rosati Riccardo Scandellari WMSaver aka Edward Mani di Codice Andrea Antoni Matteo Bianconi Laura Colciago Giovanna […]

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