Cliff Diving a Polignano

Capita che un mercoledì ti arrivi una email da GoPro Europe in cui ti chiedano se fossi disponibile a partire sabato mattina per Polignano a Mare, in Puglia, per assistere alla tappa italiana del Red Bull CLIFF DIVING – world series 2016.
Chiaro che si: mi son messo a fare il freelance proprio per non dover rispondere a nessun capo dei miei spostamenti (e perché farsi assumere da chiunque era utopico, ma questo fa meno figo da dire in giro).

Il viaggio


Prendi l’aereo a Venezia, fai scalo a Roma dove prendi la coincidenza per Bari.
Tutto in orario: incredibile.
Arrivi a Bari, conosci il tuo compagno di avventure (Markus Ranalter), un autista arriva e vi porta verso Polignano.
Scusi, quanto dista Polignano?” la butti per smorzare il terrore, dato che questo corre a bomba, frena all’ultimo e schiva oggetti contundenti che si trovano lungo la strada manco fosse Will Smith che schiva navicelle aliene in Indipendence Day.
Se non troviamo traffico, una mezz’oretta“.
Subito dopo tira un’inchiodata storica per non frantumarsi contro una colonna di automobili che si perde fino all’infinito. Tu guardi l’app del traffico e vedi che la strada viene segnata tutta bella in rosso.
Goodbye mezz’oretta.

Ma l’autista, che è tale in quanto ha le skillz, inizia a zigzagare tra strade assurde, cristona contro un benzinaio che a suo dire lo voleva fregare, salta -nessuno sa come – il mega colonnone di automobili e in 40 minuti siete a Polignano.
Epico.

A questo punto arriva un tale che tu non sai chi sia, ma pare essere il local che ti porterà al tuo appartamento che esclama “salta su!” – “su dove?” – “qui”. Indicando uno scooter cinquantino.
Ed eccoti li, a provare la doppio-senza-casco-con trolley-su-scooter experience.
Un saluto ai vigili spiegando che “sei dell’organizzazione (?)” e il gioco è fatto: sei dall’altra parte d’Italia nella tua stanza.

The Red Bull Cliff Diving

In passato ebbi la fortuna di essere spedito a Rovigno (Croazia) volando su un aereo guidato da Boosta (si, quello dei Subsonica. No, non gli ho chiesto l’autografo) per vedere il Red Bull Air Race, ora mi trovavo in uno dei posti più instagrammati d’Italia per assistere a questa incredibile manifestazione di tuffi.
Il tutto è in auge dal 2009, mentre dal 2014 è stato dato il via anche alla competizione femminile: in pratica ci sono delle persone mezze atlete e mezze folli che si lanciano da 28 metri (21 le donne. Perché? Boh) senza protezione, facendo un trilione di giravolte, incuneandosi in acqua a 85 km/h (non di testa ma di piedi, altrimenti serve una fabbrica di oki dopo) e fermandosi entro 4 metri. L’impatto è devastante, fino a nove volte più violento rispetto al tuffo da una piattaforma Olimpica (10 metri).
Non male.
Calcolando che io ho paura anche a salire sul primo piano di un trabattello (e dipingendo graffiti mi succede spessissimo) puoi capire quanto questo sia lo sport per me.

Le tappe

Nel 2016 il campionato si è tenuto in varie località del mondo, una più incredibile dell’altra
Nello specifico:

Curiosità

Polignano a Mare è l’unica tappa in cui la piattaforma viene ospitata e installata sul balcone di una casa privata. Se guardi il video che ho allegato, vedrai infatti che entriamo proprio in casa di una persona per avere accesso alla piattaforma degli atleti.

Per vedere meglio il punto di impatto prima di tuffarsi, gli atleti possono contare sull’aiuto dato da uno spruzzo d’acqua che impattando con l’acqua del mare crea la caratteristica “schiuma”.

Prima di tuffarsi, i divers lanciano in mare le ciabattine di plastica che utilizzeranno per tornare su. Gliele raccolgono i sub che stanno sotto e che sono pronti ad intervenire in caso di eventuali incidenti.

Sembra che a vedere l’evento ci fossero circa 75mila persone, che sono abbastanza. Il tutto gratuitamente, senza alcun biglietto da comprare: l’unico problema è che trovare posto non è banalissimo, ma nemmeno impossibile.

Per un paio di ore, secondo il profilo instagram ufficiale, io fui secondo in classifica. Un ottimo risultato per un neofita come me. Poi un altro utente ebbe la pessima idea di chiedere chi fossi e misero le cose a posto.

Entrare in acqua dalla spiaggia, per quanto riguarda quella occasione, era talmente impossibile che ho ipotizzato che si tuffassero da 28 metri ritenendolo un progetto più semplice e indolore. Io invece sono riuscito a farmi strada in questa incredibile selva di asciugamani, persone ed ombrelloni, come puoi vedere dal video qui sotto.
Una volta giunto all’acqua ho dovuto chiedere ad una famiglia, che aveva piantato l’ombrellone a 20 cm dal mare, se avessero potuto tenermi al massimo per 15 minuti il mio asciugamano e le scarpe che, altrimenti, non avrei saputo dove mettere. Per chi – come me – crede che a Sistiana ci sia un carnaio, il video che testimonia il tutto è assolutamente da vedere in modo da farsi un’idea e ricalibrare il concetto di “Simmenthal umana”.

Conclusioni

Il Red Bull cliff diving è una manifestazione che merita di essere vissuta dal vivo, oltre che vista in TV. Sempre più di frequente in televisione ti godi molto meglio lo spettacolo, ma in questo caso tra un’ambientazione da paura e i maxischermi che mostravano i replay dei tuffi, essere li era veramente splendido.
Nello specifico, Polignano a Mare è una perla che merita di essere visitata perché offre degli scorci incredibili e attualmente si piazza tra i più bei posti che abbia mai visto nella mia vita (che non saranno tanti, ma neanche pochissimi).

stailuan

Andrea "Style1" Antoni è un grafico freelance ed un graffiti writer, ambassador di GoPro e Roberto Ricci Designs. Scrive post a tempo perso e perde tempo scrivendo post, ma vive di grafica. Nel febbraio del 2015 è uscito il suo primo libro "Trova la tua identità su Instagram e condividi foto uniche", pubblicato da Dario Flaccovio Editore. Nel 2017 è diventato per tutti "il grafico che gira il mondo fotografando le mazzette pantone" grazie all'improvvisa viralizzazione del suo progetto Instagram #STAILtone. More info

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