Custodia Subacquea per iPhone

Come alcuni di voi sanno già, quest’anno mi sono appassionato allo Stand Up Paddle Boarding, noto anche come SUP.
Nonostante le sue radici antichissime, come sport si sta consolidando a livello mondiale solo da circa 10 anni ad ora e in Italia (per quanto già praticato) sta esplodendo da ancora meno. Io ne ero venuto a conoscenza solo un paio di anni fa e non lo avevo calcolato neanche di striscio, poi quest’anno ho voluto provare e un paio di mesi dopo avevo comprato tavola, pagaia, portapacchi e… custodia subacquea per l’iPhone.

Facciamo un passo indietro: di cosa sto parlando?
Sto parlando di prendere una tavola, tipo un surf diciamo (più lunga e con altre differenze, ma diciamo così), una pagaia, issarla sul portapacchi dell’automobile, andare in spiaggia, metterla in mare, salirci sopra e pagaiare da in piedi o inginocchiati (in caso di acque mosse). Sul sup c’è chi pagaia manco fosse un mulinex, chi se la prende comodissima e ne fa uno stile di vita similare all’uscire in bici con un’andatura da crociera e chi surfa le onde. Insomma, potete fare quello che volete: basta che siate felici e non rompiate le scatole al prossimo.

Una volta iniziato ad uscire con la tavola in modo continuativo mi sono posto un problema. Che poi definirlo problema è azzardato, diciamo una domanda: avrei potuto portare con me lo smartphone (nel mio caso un iPhone) per scattare delle fotografie e tener traccia del percorso fatto?
La risposta è si, ma non dovete essere deboli di cuore.

Il mercato offre una vasta gamma di protezioni per l’acqua per i vostri citofoni multifunzionali, e vedrete che la maggior parte di queste avranno recensioni positive da parte degli altri utenti (Reali? Fittizie? Non lo sapremo mai). Le custodie hanno prezzi che vanno da pochi euro ad anche oltre i 100, ma il problema resta sempre quello: l’atto di fede. Per quanto ne parlino bene, siano garantite, costino uno sproposito etc, si tratta sempre di inserire uno strumento da 400-700 euro all’interno di una protezione e immergersi in acqua. Serve fede a bestia, modello battesimo. Però in questo caso fede nell’uomo, nella tecnologia e nei materiali.

Io l’ho fatto.
Ci ho messo quasi due mesi prima di osare premere il tasto “compralo” su Amazon, ma alla fine ho acquistato la cover che rende il mio iPhone un sommergibile scattafoto inattaccabile (si spera…).
Questa non è una marchetta eh, sto solo condividendo una mia esperienza, che mi è costata sudori freddissimi, con altre persone che potrebbero avere gli stessi dubbi.

In pratica, per decidermi, ho navigato più su Amazon che con il SUP per scegliere la custodia e alla fine ne ho acquistata una con un prezzo medio (34,95 euro) chiamata Amphibian. Che nome imperioso.
In pratica è una custodia modello matrioska dove tu metti l’iPhone guscio dentro guscio, chiudi il tutto con due viti megalitiche, preghi 40 rosari e poi vai in acqua.
Per ora non ha mai dato problemi. Anche perchè se desse problemi una sola volta il danno sarebbe più che fatto.

Ho fatto anche una foto ai componenti così vedete meglio: c’è una cover standard trasparente (che potete tenere anche normalmente) che si monta sul telefono, su questa si mette un altra sovra cover, il tutto va inserito dentro un guscio di silicone che ha un apertura sul retro e questa viene sigillata da un ultimo componente di plastica sul quale ci sono due grosse viti. Chiudete le viti con tutta la forza che avete e il gioco è fatto: io non sono stato ancora tradito e, onestamente, spero non accada mai.

Per ora ha resistito a un paio di immersioni e a un’uscita con le onde durante la quale ero più in acqua che sulla tavola. Il touchscreen resta perfettamente funzionante e anche se dovrete telefonare (una volta mi è successo) non ci sono problemi con l’audio.
L’unica nota non positiva di questa cover (a mio avviso) è l’assenza di un sistema di sicurezza per legarla al polso o tenerla attorno al collo. Quando esco con il sup la tengo o in uno zainetto che sulla schiena o la infilo nella muta, ma è evidente che appenderla o agganciarla in qualche modo non sarebbe stato male perchè se quando sei in acqua ti scivola e il telefono cade sul fondo… tanti saluti, resisterà all’acqua ma dovrete chiamare un palombaro a ripescarlo.

Ad ogni modo, grazie a questa cover (anche altre suppongo siano affidabili, ma non ne ho esperienza diretta) ho potuto scattare delle foto molto particolari e sono stato in grado di formulare una formula quasi inattaccabile per instagram:

acqua + controluce + sbrilluccichi + filtri a catinelle = molti like

Se poi sulla tavola vi portate dietro anche un gattino, allora ciao proprio, diverrete i king dei social network visivi.

follower instagram libro

stailuan

Andrea "Style1" Antoni è un grafico freelance ed un graffiti writer. Vive nel nord est dell'Italia e si sposta in bicicletta o con il sup. Scrive post a tempo perso e perde tempo scrivendo post, ma vive di grafica. Nel febbraio del 2015 è uscito il suo primo libro "Trova la tua identità su Instagram e condividi foto uniche", pubblicato da Dario Flaccovio Editore. More info

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Commenti dal faccialibro


6 Responses

  1. 23 dicembre 2013

    […] Data l’occasione in cui mi è stato regalato, ho pensato di stampare le foto scattate in occasione dell’instameet, ma poi ha prevalso la mia fissazione del momento e non ho potuto fare a meno di stampare le foto che quest’anno ho realizzato in mare mentre girellavo con la mia tavola da Stand Up Paddle Boarding. […]

  2. 20 marzo 2014

    […] conosciuti in Friuli Venezia Giulia, come Marina Julia e il Sup. Abbiamo letto i tuoi post sulla custodia subacquea per iPhone e sul tuo acquisto di Olloclip, raccontaci qualcosa su tecnica e stile che utilizzi per […]

  3. 16 giugno 2015

    […] di tristezza :”Hai rotto l’aifon?” “No, non l’ho propriamente rotto: è entrata un poca di acqua nella cover subacquea mentre andavo con il sup, si è spento e suppongo non si riaccenderà mai più. Quindi ho bisogno […]

  4. 6 agosto 2015

    […] da quando ho brasato l’iPhone in acqua (proprio a Grado tra l’altro) ho chiuso con le cover subacquee. La compagnia è stata splendida e l’organizzazione pure. Peccato un poco per il meteo che […]

  5. 23 luglio 2016

    […] (quella salata in particolar modo) non vanno d’accordissimo: fossi in te acquisterei una cover subacquea, anche se non hai intenzione di immergere il tuo device. La sicurezza, quando hai in mano un […]

  6. 18 agosto 2016

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