Danimarca Tales #01

Dopo i memorabili appunti sul mio viaggio a Stoccolma (#01, #02, #03, #04) e gli appunti di viaggio sulla vacanza di Bruxelles (#01, #02, #03) direi che la mia rubrica, oramai quasi un classico come “Il vecchio e il mare” o “Il Giornalino di Gian Burrasca“, sui viaggi non può esimersi dal raccontare le peripezie dei miei primi passi in terra danese. Ecco a voi quindi i Danimarca Tales, che per semplificare la lettura, saranno spezzati in più tronconi.
Da dove iniziamo?

Dal come raggiungere la Danimarca.

Partiamo dal presupposto che se, come me, abitate in Friuli, tutto il mondo vi è lontano. Solo la Slovenia e l’Austria sono vicine, che poi non è un male, ma qualsiasi altra località non sarà a vostra portata a meno che non vi facciate un mega sbattone. Detto questo dovrete prendere la vostra bella macchinina e andare all’aeroporto di Orio al Serio di Bergamo e prendere un volo Ryanair che vi porterà a Billund in Danimarca.

E qui abbiamo già un aneddoto di un certo interesse.
Se andate sul sito dell’aeroporto scoprirete che esistono vari parcheggi a pagamento, con prezzo a scalare via via che vi allontanate dal terminal. Sceglierete, come me, quello da 29,90 euro a settimana, vi recherete là e il tipo vi dirà che non è vero che costa così poco, che quello da 29,90 si trova molto più in là (dove? più in là).
Vero? Falso?

Probabilmente falsissimo, ma voi abitate a 400km da Bergamo, il vostro aereo parte tra due ore e non è che starete li tanto a far casino. Il tipo vi sparerà una cifra attorno agli 80 euro per 8 giorni, voi farete una faccia da pesce lessissimo e ribatterete “ma su internet c’era scritto che costava 29,90“, il tipo vi chiederà “dove su internet?” voi risponderete “eh buh, sul sito dell’aeroporto, mica mi ricordo precisamente dove“.
A questo punto avverrà l’inconcepibile: il tipo vi dirà :”va bene amico, posso farti 50 euro per 9 giorni“, voi risponderete “ok, va bene“. Contrattazione finita? Neanche per sogno. In una contrattazione al ribasso al rovescio, il tale (nonostante voi abbiate già dato il vostro assenso), vi guarderà nuovamente e vi dirà “dai posso farti 35 euro, va bene?” voi chiaramente continuerete a dire di si.
Gira voce che, in certe giornate, il parcheggiatore abbia auto-ribassato talmente tante volte il prezzo che alla fine alcuni abbiamo posteggiato e preso pure soldi, nel mio caso ci siamo fermati a un pagamento di 35 euri.
Dopo un viaggio di un’ora e quaranta minuti circa, durante i quali le hostess di Ryanair cercheranno di vendervi nell’ordine: bibite, panini, biglietti del gratta e vinci, sigarette che non si accendono e non so come funzionano ma servono per fumare in aereo, gadget, profumi e forse mi sono perso qualcosa… grazie a Dio il capitano vi annuncerà che siete arrivati a Billund e che quindi sto massacro di balle per cercare di sottrarvi ancora qualche euro sarà finito.
Solita lotta per prendere i bagagli che voi avrete messo dalla parte opposta della cabina, perchè non essedoci i posti numerati è tutto un casino, e via: Danimarca.

A questo punto farà un freddo della madonna, ci sarà un vento di un certo livello e probabilmente pioverà. Ma non pioverà come piove qui, con le gocce per intenderci, pioverà nebulizzato: un poco come se qualcuno con un enorme spruzzino sparasse acqua dal cielo. Di conseguenza vi bagnerete in ogni caso, con o senza ombrello.

Siccome in via di massima in Danimarca non c’è niente, le città sono tutte piccole, i luoghi panoramici da vedere sono molti e per le strade non c’è quasi un cavolo di nessuno, il consiglio spassionato è quello di prendere a noleggio una macchina, cosa che noi abbiamo fatto. Con un pieno di benzina girerete mezzo stato.

L’ultima cosa che scrivo in questo primo post danese è un avviso di un’importanza micidiale, l’orario di chiusura dei negozi: in Danimarca tra le 17:00 e le 18:00 chiude tutto. E per tutto si intende tutto.

In pratica ogni giorno, entro le 18:00 è un poco come se la razza umana si estinguesse e voi vi trovaste sul set di 28 giorni dopo, 30 giorni di buio o qualcosa del genere. Le uniche cose che troverete aperte saranno i fast food e i kebabbari, che vorrei dire: è già qualcosa, però parliamone. No way out eh. Non pensate che “eh ma magari solo nelle città piccole” o “eh ma magari perchè oggi è lunedi, martedì, sabato, domenica, patrono, lutto…” none, a quell’ora tutto finisce e poi, come la fenice, rinasce all’indomani, però con calma, tipo alle 9 o alle 10.

Direi che come prima infarinatura ne sapete abbastanza.

A presto per le successive puntate.

Enjoy.

In foto:

  • Tipico paesaggio danese fotografato in corsa dalla macchina;
  • Gruppo al completo, tranne me che ho scattato la foto, quindi non al completo, all’arrivo all’aeroporto di Billund (non pioveva quindi vi ho scritto una balla, in compenso ha piovuto quasi sempre dopo);
  • Felpa “Fuck Google ask me”, non l’ho comprata, direi che la foto sia più che sufficiente.

stailuan

Andrea "Style1" Antoni è un grafico freelance ed un graffiti writer, ambassador di GoPro e Roberto Ricci Designs. Scrive post a tempo perso e perde tempo scrivendo post, ma vive di grafica. Nel febbraio del 2015 è uscito il suo primo libro "Trova la tua identità su Instagram e condividi foto uniche", pubblicato da Dario Flaccovio Editore. Nel 2017 è diventato per tutti "il grafico che gira il mondo fotografando le mazzette pantone" grazie all'improvvisa viralizzazione del suo progetto Instagram #STAILtone. More info

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Commenti dal faccialibro


3 Responses

  1. 26 Dicembre 2012

    […] Capita che se vai in agosto a Copenaghen faccia il freddo delle bestie e piova manco fosse Gorizia a Novembre. E a Gorizia a Novembre vi assicuro che piove a manetta. Non che piova continuamente, semplicemente c’è il sole, poi alzi la testa e dici “Guardate! In fondo, all’orizzonte, ci sono delle nuvolette!” Dopo 3 minuti queste nuvolette sono arrivate a 300Km/h sopra la vostra testa, sono enormi, nere e portano un temporale clamoroso. La cosa buona è che come se ne sono arrivate se ne vanno anche via. Il problema è che nel mentre vi hanno scaricato l’Atlantico in testa e comunque dopo 2 ore e mezza succederà di nuovo. […]

  2. 19 Agosto 2013

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  3. 18 Febbraio 2014

    […] della storia. Della mia storia di sicuro. Tutte le volte che mi sono recato al nord (Svezia, Danimarca, Belgio, etc) mi sono sempre chiesto come facessero ad avere nei prati un’erba così verde e […]

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