Instagram

Facebook acquista Instagram

Tutti noi pensavamo che la notizia del giorno fosse il numero di costine grigliate durante la giornata di pasquetta o i quintali di salsicce ingurgitate dalle ore 12:00 ad oltranza. E invece ci hanno fregato, e di brutto pure: Facebook acquista Instagram per un miliardo di dollari (fonte “il Sole 24 Ore” – mica balle-).

Un miliardo eh, mica bruscolini.

Instagram, la famosissima app carica di foto brutte, filtrate e quindi rese solitamente ancora più brutte, ma che sempre grazie ai medesimi filtri tutti pensano di essere grandi fotografi.

Da alcuni giorni l’app, che prima era territorio lindo degli Apple Users, è stata sporcata dall’ingresso chiassoso degli utenti Android. Un bene? Un male? Io dirò un chissenefrega, tanto non mi portava soldi quando era solo per Apple, non me ne porta ora che ci sono anche gli androidisti. L’unica cosa che mi cambia è che in una serata mi si sono aggiunti 60 followers e di questi forse 5 hanno caricato foto per il momento.

Che poi diciamocela tutta: l’idea di Instagram è figa, ma il contenuto è veramente orribile.

Le foto si dividono in:

  • foto di gatti, che si vabè, che queste bestie siano belle o brutte è personale, però che sono infestanti nel web e che hanno genericamente rotto i maroni è inopinabile;
  • foto di piedi, sia di ragazze che di ragazzi.
    Boh è un feticismo che non ho mai capito, ma immagino sia personale pure questo.
  • foto di panorami banali e inutili, virati con filtri casuali per portare caos nel banale.
  • foto di culi, tette e pose in bagno con faccia da gallina da parte di esibizioniste clamorose.
    Boh questo se sei un maschio è anche bello, ma è pure un poco riduttivo oltre che triste.
  • Foto di case, monumenti, finestre. Quasi tutte storte, sfocate per sbaglio o con il filtro e che, comunque, potreste trovare di miglior fattura su libri (o siti) di architettura o di turismo.
  • foto totalmente random come un posacenere, una mattonella, un lampione, un piatto di riso.
    Inquadrate leggermente storte, ma non storte storte eh. Un poco storte, quel poco che non ti fa capire se è fatto apposta o se semplicemente il tipo che ha fatto lo scatto è un demente che non sa fotografare. Poi chiaramente sparafleshate con un photoshop light con il quale hanno esasperato il contrato e infine hanno messo un paio di effettini buttati li come si butta il mangime ai polli.

Poi non so, credo che il contenuto di questa app sia tutto riassumibile in queste macro categorie.

Le altre possibilità di foto ritrovabili sono una parte marginale e sono comunque sicuramente scatti brutti.

La cosa sulla quale merita soffermarsi è che questa app si è affermata a livello mondiale nel giro di due anni e così, anche in questo caso, due baldi giovani sono passati da un garage a un miliardo di dollari.

La domanda che sorge spontanea è: ma quanti cazzo di garage hanno negli Stati Uniti?

E quella seguente è: ma perchè non tengono il computer in camera? Non so, io in garage ho solo cose vecchie che meriterebbero la rottamazione violenta ma che per imposizioni familiari devono restare li a rosolare ancora un paio di decadi. L’amico @zagher invece in discarica ci va ogni sabato, ma il garage resta comunque sempre pieno di pattume egualmente.

Di conseguenza la conclusione che sorge spontanea è che se portassimo tutti il computer in garage diventeremmo probabilmente miliardari.

Da qui il dialogo epico tenuto tra me e il mio amico Paolo, che ci proietta di diritto tra i prossimi ragazzi prodigio della rete.

Come concludere, molto banalmente invitandovi a seguirmi su instagram cercando il nickname “stailuan” e già che ci siete e non vi costa niente, seguite pure”zagher” (che fa foto belle). Le mie foto fanno pure schifo, ma solitamente fotografo i miei graffiti o i miei quadri che hanno un livello decente e di conseguenza strappo la sufficienza.

Enjoy.

You Might Also Like

No Comments

    Leave a Reply