Goodbye Fotolog

Ciao Fotolog, ti abbiamo voluto bene: ma come avviene anche nella vita reale, te ne accorgi quando oramai è troppo tardi.
Fotolog, primordiale social network basato sulla condivisione delle immagini è morto, o meglio è stato chiuso. Ci hai sedotto, ci siamo innamorati di te ma poi, inconsapevolmente ti abbiamo abbandonato: abbiamo iniziato a usare Facebook, ad aggiornarti con sempre meno frequenza e poi ti abbiamo dimenticato.
Ci ricordiamo di te oggi, che non ci sei più, ma oramai è troppo tardi: non sei più accessibile e te ne sei andato con anche una fetta dei nostri ricordi digitali, che perdiamo con te.

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Ma di cosa sto parlando?

Di un portale dove ci si iscriveva, si compilava un profilo molto sintetico e si condividevano fotografie.
Una al giorno.
Si perché per poterne condividere un numero maggiore bisognava passare alla versione plus, a pagamento ovviamente. Ma una foto al giorno va benissimo non è vero? Non conosco nessuno che abbia mai pagato.
La limitazione si imponeva anche sul numero dei commenti che era possibile lasciare: 10. Sempre al giorno.
Ai tempi di Facebook dove tutto è gratuito (al netto di considerare praticamente tutti i nostri dati che forniamo cose di nessun valore) sembrano dei vincoli assurdi, e un poco lo erano e probabilmente hanno anche contribuito al fatto che ci dimenticassimo della sua esistenza una volta approdati a nuove piattaforme.

fotolog

All’epoca queste limitazioni non erano un grande problema, anche perché non c’era altro.
Sembra un poco il discorso che facevano i nonni quando parlavano delle palle di stracci o dei giocattoli di latta (che tra l’altro ora valgono un botto): fotolog è un poco il nostro social network di latta.
Anche la condivisione delle immagini era un casino perché lo si usava prima che gli smartphone divenissero fenomeno di massa e quindi si facevano le foto con una digitale compatta e le si importavano nel computer prima di caricarle ad una risoluzione risibile (già le foto originali di per se avevano una qualità infima). Oppure si scansionavano le foto stampate su carta, e poi le si caricavano.
Ma ciao proprio.
Una delle grandi implementazioni su la possibilità di intervenire sul layout della pagina andando a cambiare il colore dello sfondo, del titolo, dei link e del testo corrente. Grandi emozioni insomma.

fotolog

Fu un’epoca eroica in cui conobbi un sacco di persone che poi mi sono importato tra gli amici su FaceBook e su Twitter anche se in via di massima era un social bombato di brasiliani. E brasiliane, od course.

Nato nel 2002, nel 2007 rientrava nella lista dei 20 siti con più traffico al mondo vantando ben 7 milioni di utenti.
Poi andammo su Twitter, su Facebook, su Instagram e tanti saluti: nel 2016 rientra nella famosa lista “amici di MySpace“.

Ricordi

Due le cose che comunque questo social mi lascia dentro: la prima è la condivisione sui social di una sola immagine al giorno. Al netto dei discorsi di engagement, di non mettere una seconda immagine per non togliere visibilità alla prima, di aspettare che la scia dei like sia quasi sparita (vi sto facendo paura? Avete ragione) a me è rimasto il background di Fotolog: una foto al giorno, e poi ci vediamo domani.

castigliani
La seconda è molto meno tecnica o romantica e prende il nome di Castigliani.
Castigliani era uno dei primi eroi virtuali dei Fotologgers (esistono i fotologgers? Penso proprio di no, coniamo quindi oggi questo termine, dato che il servizio non esiste più): un personaggio che viveva in Puglia, forse faceva il bagnino o semplicemente era sempre in spiaggia e alternava foto del mare a foto della tipa di turno che si era fatto. Ed erano parecchie.
Ma non finisce qui. Pubblicava la foto del fondo schiena di questa, con scritto sopra a pennarello “Castigliani was here“, e facendo il gesto delle corna con la mano. Un Lord.
Primordiale Dan Bilzerian de noantri, la sua leggenda non poteva andarsene così. E se la cosa vi sembra un filino sessista ricordo che tutte le tipe erano consenzienti, e pure parecchio. Poi si, è anche sessista.

Storie di un internet che non c’è più, ma se siamo qui a raccontarcela è anche grazie a questo social che da oggi non c’è più.
Fotolog e il suo quadratino sempre nel cuore.

stailuan

Andrea "Style1" Antoni è un grafico freelance ed un graffiti writer, ambassador di GoPro e Roberto Ricci Designs. Scrive post a tempo perso e perde tempo scrivendo post, ma vive di grafica. Nel febbraio del 2015 è uscito il suo primo libro "Trova la tua identità su Instagram e condividi foto uniche", pubblicato da Dario Flaccovio Editore. Nel 2017 è diventato per tutti "il grafico che gira il mondo fotografando le mazzette pantone" grazie all'improvvisa viralizzazione del suo progetto Instagram #STAILtone. More info

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Commenti dal faccialibro


1 Response

  1. 29 aprile 2016

    […] è una cosa talmente trash che mi servirebbe un post ad hoc per parlarne, ma poi anche il (da poco) defunto Fotolog, il da anni in coma MySpace, la community locale Bisiacaria.com (una sorta di FaceBook di zona) e […]

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