La mia GoPro (e problemi relativi)

Come in molti di voi sanno, GoPro è una videocamera super compatta e iper resistente ad urti e acqua, utilizzata soprattutto da chi fa attività sportive spesso estreme.
Di post che ne parlano bene ne esistono a palate, e anche giustamente: io stesso sono molto felice dell’acquisto, ma siccome questo non è un blog markettaro, sarò contento di raccontarvi alcuni “problemi”che ho riscontrato utilizzandola.

la mia gopro

Introduzione

Lo scorso agosto ho comprato un sup e ho iniziato ad uscirci in mare: dopo aver inizialmente acquistato una custodia subacquea per lo smartphone (più per “sicurezza” ed eventuali schizzi, che per fare foto sottomarine) ho voluto poter avere degli scatti e dei filmati migliori: ho quindi rivolto le mie attenzioni verso la GoPro. In molti mi hanno chiesto: perché non la Virb? E perché dovete sempre rompere le balle?
Non ho una risposta prettamente tecnica sul perché, ma le motivazioni che mi hanno fatto fare il passo sono state più o meno le seguenti:

  • è più conosciuta, ne parlavano bene tutti e non avevo voglia di perdere tempo a fare paragoni nelle specifiche tra le due. Si, lo ammetto, è una scelta di ignoranza;
  • è più piccola e meno pesante;
  • vanta una gamma accessori della madonna.

Questi tre punti, assieme alla smania di averla subito per iniziare a scattare foto e fare filmati, mi hanno spinto ad acquistarla senza perdere tempo.
Come in molti di voi sapranno, sono uno di quelli che pesta duro sul fatto che i lavori vadano pagati e spesso ho spinto il tag #nofreejobs, ma in verità dei soldi non me ne faccio molto. Mi spiego.
Voglio e pretendo che le mie prestazioni lavorative siano adeguatamente retribuite, ma poi non ho grossi vizi e spese oltre alla sopravvivenza (considerando tra l’altro che non bevo alcolici e non fumo), quindi quello che non va in spese vive di sopravvivenza va in accumulo. Da bravo abitante del Friuli.
Insomma in nome di “che cazzo lavoro a fare se poi non li uso” e del “non mi compro mai niente” ho deciso che dovendo prendere questo prodigio di telecamera avrei avuto la top di gamma: sono andato su Amazon e mi sono preso la Hero3+ Black Edition Surf. E tanti saluti.

Il Primo Scatto

Il venti marzo 2014, in coincidenza con la mia prima uscita annuale in mare, ho scattato la prima foto con la GoPro: sono solo sei mesi ma sembrano una vita. Nello scatto sono ritratto assieme a #spiderino, puppet che ha fatto il giro delle regioni italiane, tramite gli instagramers, per una sorta di pubblicità virale del nuovo film.

Prima uscita e primo problemino.

Problemino che poteva in realtà essere un’ecatombe.
Per installare la videocamera sulla tavola ho acquistato pure il supporto per tavole da surf, che vedete in foto.

gopro surf attacchi

Come potete ben ammirare sono quattro pezzi di plastica venduti alla modica cifra di 25 euro: ma d’altro canto se vuoi la bici poi devi pedalare.
Il funzionamento è semplice: si incollano il “tondino” grande e quello piccolo vicini, su uno si fissa la camera, sull’altro la si lega per sicurezza. L’adesivo è della 3M quindi in teoria spacca i culi.
In pratica invece, finita la prima uscita, ho tirato su la tavola e la GoPro è magicamente caduta a terra assieme a tutto il kit da surf. La mia teoria è che, essendo la superficie del mio sup leggermente ruvida, l’acqua sia riuscita a infilarsi tra l’adesivo e la superficie della tavola e abbia scollato il tutto. Resta il fatto che, se invece che esserci mare piattissimo avessi preso un’onda seria, probabilmente l’avrei persa in mare alla prima uscita tra smadonni di una certa entità.
Attualmente il problema è stato risolto in maniera epicamente drastica siliconando gli attacchi con così tanta veemenza che Saratoga mi fa una pippa. Anche se le tipe delle pubblicità sono assolutamente gnocche. Però onestamente i loro spot sono “un filino” troppo maschilisti.

Problema due

A maggio ho perso il coperchio di gomma che rende inattaccabili le prese e la micro-sim.

chiusura-gopro

Cosa vi mostro in foto?
Nella prima immagine vediamo la GoPro pura e perfetta nella sua incolumità, con sportellino ben chiuso e aderente.
Nella seconda immagine vediamo la vediamo senza lo sportellino, condizione oramai per me permanente.
Nell’ultimo scatto vediamo la soluzione che avevano adottato quelli della Canon, già nel 2005, con lo sportellino apribile ma non staccabile del tutto (uso la Canon come esempio perché è la mia vecchia fotocamera, non per altro).

Chiaramente questo pezzetto di gomma nera mi è caduto da qualche parte quando ero in un albergo e il giorno dopo dovevo andare via. Non poteva succedere a casa, dove lo avrei ritrovato magari mesi dopo, ma lo avrei ritrovato.
Ad ogni modo non sarà mica un problema no? Infatti ti vendono il ricambio. Si, ma mica separatamente: assieme a un bel set da 18 euro. E infatti da quel giorno la sto utilizzando senza, fidandomi ciecamente della cover subacquea.

Problema tre

Non sono uno di quelli che ad ogni utilizzo pulisce e ripulisce fino a far tornar nuovo un oggetto, ma non sono neanche uno che passa le frese sopra gli obbiettivi: ritengo di essere un fruitore normale.
Ciononostante, a volte, il pulsante frontale della camera è saltato via: fortunatamente sempre quando la avevo in mano e mai quando ero in mare.

pulsante_gopro

Come vedete (e non capirete) in questo splendido schemino che ho abbozzato, i tasti della GoPro vengono premuti tramite dei tasti che si trovano sulla sua cover.
Banalmente si spinge il bottone che va avanti e indietro grazie a una molla (che si trovano nella parte esterna della scocca) e all’interno il tasto viene premuto solo da una piccola staffa. Il tutto viene trattenuto da un tondino che si infila in un punto in cui la staffa ha uno spessore minore. E il tondino non è una chiuso in tutto il suo diametro perché altrimenti non sarebbe infilabile. Senza questo affarino, il bottone verrebbe sparato modello proiettile dalla molla e senza il bottone l’acqua entra nello spiraglio della cover creato per far si che si possa premere il pulsante. Il problema è che già due volte ho trovato questo famoso “fermo” navigare all’interno della cover lasciando il bottone esterno al suo destino: sempre quando ero a casa.
Anche in questo caso il problema è “facilmente superabile”: basta comprare una nuova custodia per soli 60 euro. Io non l’ho ancora fatto, anche se ritengo di avere una simpatica spada di Damocle che pende sulla videocamera.

Problema quattro

La rottura degli attacchi.

attacchi_gopro

Un giorno ho staccato la GoPro dalla tavola e mi si è spezzato di netto uno degli attacchi.
E ci sono rimasto di stucco (per non essere troppo volgari).
Come mia consuetudine ho cercato informazioni su internet e ho trovato un sacco di persone che si lamentavano di questa fragilità e quasi sempre la risposta ottenuta dagli altri utenti era “è impossibile che ti si siano rotti, sono resistentissimi” e poi seguivano delle frasi rafforzative come “io la metto in trazione tra un camion che va a destra e una biga trainata da 100 cavalli a sinistra e non si sono mai minimamente scalfiti”.
Da cui ho dedotto che come Apple ha la sua bella ciurma di melafanatici, anche GoPro ha la sua schiera di evangelizzatori “èSempreTuttoPerfettoQuandoèGoPro-TuSeiStronzo“.
Ad ogni modo, siccome i suoi creatori sono palesemente consapevoli dell’esistenza del problema (o perché i componenti sono scrausi, o perché l’usura comunque porta all’inevitabile rottura) hanno scelto di non venderli sciolti bensì sempre inseriti in qualche insulso kit di accessori, che costano sempre quei venti e passa euro. In questo caso, la soluzione che ho trovato sono stati degli attacchi tarocchi, venduti ad Hong Kong e comprati tramite Amazon: due a tre euro, ricevuti a casa in una settimana e (per ora) sembrano essere perfettamente compatibili.

Conclusione

Questa la mia esperienza nel suo utilizzo, da questo deduco che è un’ottima camera, la comprerei di nuovo, ma secondo me i suoi componenti sono di basso livello. Oppure io sono un bruto nell’utilizzarla, ma la cosa mi sembrerebbe strana in quanto è l’unico oggetto in cui mi si stanno rompendo parti.

 

stailuan

Andrea "Style1" Antoni è un grafico freelance ed un graffiti writer, ambassador di GoPro e Roberto Ricci Designs. Scrive post a tempo perso e perde tempo scrivendo post, ma vive di grafica. Nel febbraio del 2015 è uscito il suo primo libro "Trova la tua identità su Instagram e condividi foto uniche", pubblicato da Dario Flaccovio Editore. Nel 2017 è diventato per tutti "il grafico che gira il mondo fotografando le mazzette pantone" grazie all'improvvisa viralizzazione del suo progetto Instagram #STAILtone. More info

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Commenti dal faccialibro


3 Responses

  1. Marco ha detto:

    Ciao… io direi che è tutto nella norma, per quello che costa può incazzare un po’ ma è nella norma.
    Mi spiego… la GoPro è una buona videocamera, non ho detto “ottima” per scelta.
    Fa il suo lavoro ma non è certo la “perfezione” che in molti decantano, perfetto il tuo paragone con i melafolli, sono anche io un utente Apple dal 1988 eppur condivido la tua affermazione! 🙂
    Però, c’è sempre un però… il problema che denunci al pulsante lo trovo molto strano, dovuto sicuramente ad un errato assemblaggio della custodia subacquea, e su questo DEVI, e ripeto DEVI far valere i tuoi sacrosanti diritti di garanzia perché il fermaglio (tecnicamente rondella Seeger) non è un pezzo che salta via a causa di un utilizzo errato da parte tua ma solo ed esclusivamente per un errato montaggio da parte del tecnico!!! Non ci sono santi su questo, possono inventarsi qualsiasi scusa, la colpa è LORO punto!
    Sulla rottura di una delle alette di blocco del supporto, potremmo anche qui dare la colpa a loro in quanto nessun supporto accusa lo stesso problema ma solo quello curvo (con le tre viti sotto, per intenderci) mentre gli altri sono effettivamente molto robusti, evidentemente sono prodotti o da una azienda fornitrice diversa o con un metodo diverso (infatti non si spiega il perché sia avvitato e non un unico blocco come tutti gli altri). Qui però far valere la garanzia è decisamente più difficile, ahimè…
    Per finire gli adesivi 3M. Questo è forse l’unico caso in cui la colpa è po’ tua, gli adesivi 3M della GoPro sono veramente “inattaccabili”, io avendo finito quelli a fondo piatto ne ho utilizzato uno curvo su una superficie piana (sportello macchina), quindi tengono solo i 4 angoli… ti assicuro che facendo fuoristrada ha preso delle gran ramate nei cespugli, ha subito idrolavaggi, sole, grandine, fango e neve, eppure è ancora al suo posto… quindi potrei dirti che forse non avevi pulito bene la superficie della tavola (il fatto che ci sia l’antisdruciolo non influisce).
    Ah… dimenticavo lo sportellino… nota dolente, ma per contenere peso e dimensioni hanno optato per questa soluzione approssimativa ma tanto se ti si allaga la custodia non sarà certo quello sportellino a salvare la tua GoPro, quindi usala tranquillamente senza tanto se anche ci fosse sarebbe fottuta ugualmente! Qui un consiglio, di tanto in tanto usa del grasso al silicone sulla guarnizione dello sportello per mantenerla morbida ed efficiente, esiste anche spray così da penetrare sotto i pulsanti in metallo della custodia. Mi raccomando però, non affogarla nel grasso, ne basta un “velo” 😉
    Detto ciò, abbiamo tra le mani una buona videocamera amatoriale che fa bene ciò che promette ma nulla di più, come tante altre cose osannate dal popolo.
    Ciao! 🙂

    • stailuan ha detto:

      Grazie mille per il commento lungo e dettagliato Marco 🙂
      Si, ma infatti sono d’accordo con te nel dire che sono contento di averla scelta, trovavo però giusto tramandare a futuri clienti o fruitori alcune nozioni sul fatto che non sia tutto rose e fiori, nulla di più.
      Per quel che riguarda la rottura delle alette degli attacchi secondo me “può starci eh” alla fin fine è plastica che subisce un sacco di vibrazioni etc contesto solo la mancata vendita al dettaglio e il costo dei set.
      Ad ogni modo felice della scelta e dei video e delle foto realizzati con essa.
      Grazie ancora di aver speso del tempo per me 😀

  1. 12 febbraio 2016

    […] telefono di sussistenza“) e 3 lettori mp3. Senza contare i vari ganci e attaccaglie della GoPro che si sono disintegrati nel tempo. Come ho detto anche al mio amico Francesco: se quest’anno rompo ancora qualcosa, mollo il […]

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