Guerra tra poveri

Nonostante sia in Svezia, sono giunte alle mie orecchie virtuali le grida della rivolta al turpiloquio via twitter tra Gasparri e tale Franco Bechis, utente fino a ieri sconosciuto ai più. Si sono già scritte molte cose, ne starete scrivendo chissà quante altre mentre io non posso leggerle perchè il wi-fi dell’aeroporto è a pagamento, lo sdegno e grande (sia per quanto detto da Gasparri che per il wifi a pagamento), ma volevo fare alcune riflessioni, probabilmente errate, ma comunque doverose.

Punto primo.
Non vi passa un cazzo.

Cioè: vi voglio un sacco bene (non a tutti, a tanti): ma veramente non avete niente di meglio da fare nella vostra giornata che seguire GASPARRI? Santo iddio: ma sul serio? Ma politici, cantanti, veline e vip vari non vi sfracellano già abbastanza i maroni tramite gli altri mezzi di comunicazione? Dovete seguirli pure via twitter? Io giuro che non vi capisco.
(Un attimo che ammazzo una bimbetta e suo padre che stanno facendo un casino assurdo.)

Punto secondo.
Non vi passa un cazzo.

E ve lo dice uno che pubblica continuamente schermate delle proprie chattate con i suoi amici. Dai su, questa moda di rispondere male alla gente solo per pubblicare quello che gli avete scritto e bullarvene con la vostra cerchia di followers è mega-triste.

Punto terzo.
Non vi passa un cazzo.

Ma tutto questo sdegno ultimamente: ma perchè? In Italia non funziona più niente, secondo praticamente tutti: è “tuttounamerda” però incomprensibilmente nessuno di quelli che si lamenta causa mai danno alcuno. I danni li fa sempre “la gente” li fa sempre qualcun altro. Il dubbio che mi sorge spontaneo diventa quindi il seguente: o quelli che scrivono su internet sono la parte di Italia buona, quella che non fa casini e che solamente li subisce, e i danni li fanno tutti i personaggi che sono offline, oppure manca un minimo di autocritica visto che ci si sdegna continuamente per cose fatte da terzi.

Punto quarto.
Degradante.

Il turpiloquio tra i due è di un degrado assoluto per ambo le parti. Gasparri in quanto uomo politico, persona in vista, uomo teoricamente di una cultura più elevata di un cittadino medio risponde con un tono assolutamente fuori luogo. Ma non è che il nostro concittadino dai “soli” 48 followers parta da una posizione elevata: iniziare un discorso con un “non capisci un cazzo” non è un “dialogo sopra i due massimi sistemi” diciamo. Se qualcuno avesse attaccato così me, solitamente lo avrei bloccato subito senza passare per il via, se mi avesse trovato in giornata storta gli avrei tirato una serie di Cristi con la catapulta che manco 100 frombolieri dell’esercito di Pirro avrebbero potuto fare di meglio. E so che i frombolieri non tirano con la catapulta, ma la parola fromboliere mi esalta un sacco: fossi stato nell’esercito dell’epoca io avrei fatto il fromboliere.

E la difesa che “un uomo che occupa una certa levatura non possa permettersi una risposta simile” è sicuramente giusta, ma io trovo che l’errore a volte può capitare a tutti, per quanto non sia una giustificazione. Vedendo quante risse verbali scorrano sulle timeline ogni giorno, non mi pare che praticamente nessuno ne sia estraneo, me compreso.

Punto cinque.
Non sei nessuno.

Secondo questa teoria le uniche persone al mondo che hanno diritto di parola sono Justin Bieber e Lady Gaga. Questa cosa è lollossissima. Una persona può parlare, solo in base al numero di followers che detiene: e tutto ciò è spettacolare. E’ spettacolare perchè secondo questa stessa teoria praticamente tutti i miei amici blogger hanno più diritto di parola dello stesso Gasparri. E che forse non sarebbe neanche tanto male. E guardate che bravo che sono: dico i miei amici followers senza nominarli uno per uno solo per poi citarli e ottenere un loro retweet. Bravo Andrea, bravo. Vabè sorvoliamo.

In definitiva io penso che:

  • sia giusto condannare Gasparri: gesto spregevole, atteggiamento pessimo, solo punta dell’iceberg di una mentalità sommersa (ma neanche tanto) molto grave;
  • è altresì condannabile Franco Bechis per un tweet di insulti partito così ad cazzum;
  • è ancora più condannabile che voi seguiate Gasparri;
  • ultimo punto (il più importante): vacca boia, vivete un poco. E ve lo dice uno che vi sta scrivendo un post con il portatile, in aeroporto, e lo pubblicherà quando torna a casa. Inutile far casino sul web in questo modo, di base è giusto, però alla fin fine è molto sterile.

Appendice.
Avevo deciso di non pubblicare questo post perchè ieri sera sono tornato a casa macellato dal viaggio e perchè so che porterà a scazzi a destra e manca, ma stamattina mi sono trovato davanti a questa schermata pubblicata da Selvaggia Lucarelli:

In un giorno il nostro amico è passato da 48 a 2000 e passa followers e ora ci delizia con questa sequenza di tweet prelibati. A parte che non capisco perchè abbiate iniziato a seguirlo, però mi sa che avete preso le difese della persona sbagliata per quanto, alla base, la vostra idea sia giusta. Alla fin fine sono in torto entrambi, cambiano le posizioni che occupano nella società (e non è poco) ma nessuno dei due ha ragione e nessuno dei due tiene un comportamento dignitoso.

 

stailuan

Andrea "Style1" Antoni è un grafico freelance ed un graffiti writer, ambassador di GoPro e Roberto Ricci Designs. Scrive post a tempo perso e perde tempo scrivendo post, ma vive di grafica. Nel febbraio del 2015 è uscito il suo primo libro "Trova la tua identità su Instagram e condividi foto uniche", pubblicato da Dario Flaccovio Editore. Nel 2017 è diventato per tutti "il grafico che gira il mondo fotografando le mazzette pantone" grazie all'improvvisa viralizzazione del suo progetto Instagram #STAILtone. More info

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