Pensieri & Caffelatte

Le app di dating hanno rotto il cazzo

Introduzione

Le app di dating come l’oppio dei disagiati del nuovo millennio.
Piattaforme social atte a cercare di mettere in contatto persone con problemi relazionali, o con alle spalle storie di tradimenti, rancore verso il prossimo e fastidio totale da tramandare agli altri, ti catturano con un soave canto da sirene che promettono relazioni con molti partner e ti fanno rapidamente cadere in un vortice di depressione assoluta.
Dopo averne testate una marea penso che l’unico reale ritorno di queste applicazioni sia il denaro guadagnato dagli sviluppatori perché, a differenza di un Facebook o un Instagram qui devi sborsare per utilizzarle perché, alla fin fine, la maggior parte delle azioni sono vincolate al pagamento. E paghi pure tanto. E quello che ottieni di ritorno non è quasi mai nulla di buono.

Ho 38 anni e, non felice di una relazione stabile e una vita tranquilla, ho deciso di distruggere tutto e rompere con la mia ragazza, ritrovandomi giustamente nel disagio. Alcune persone per cercare di togliermi dal down assoluto hanno avuto la “brillantissima” idea di suggerirmi l’iscrizione a Tinder .
Dopo lunghi tentennamenti l’ho fatto e… mi sono preso una legnata infinita.
Da qui, male per male, ho deciso di iscrivermi a tutte queste piattaforme per vedere fino a che girone dell’inferno potessi scendere. Se Facebook vi sembra disagio, calcolate che i suoi scarichi finiscono in queste app dando vita ad un ecosistema parallelo terrificante.

Un universo popolato da donne che cercano l’amore della loro vita e maschi che pretendono sesso entro cinque minuti. Da queste inavvicinabili posizioni nasce un ancor più grande disagio palesato da foto di cazzi spedite a vanvera alle donne che rispondono con rancore totale verso il genere maschile, disiscrizioni e reiscrizioni continue e status al limite del panico assoluto.

Ho compilato sempre il profilo in modo completo, con foto normali, ho scritto una presentazione carina e fatto sempre approcci in chat in perfetto italiano cercando di far capire di “venire in pace”. Bene: credo di non essere mai stato così tanto maltrattato, umiliato e deriso prima d’ora come utilizzando queste piattaforme.
È difficile da capire se non le avete mai provate, ma ho subito legnate gratuite del tipo “Ciao, mi chiamo Andrea: piacere di conoscerti!” – “AHAHAHAH dove cazzo vuoi andare con quel pizzetto di merda, taglialo.“.
OK.

Non mi dilungherò ancora, anche perché questo è il post più lungo che abbia mai scritto in 22 anni di internet, è ora di iniziare: benvenuti all’inferno, sarò la vostra guida.

Tinder

Su spinta di più persone mi sono iscritto a Tinder, la app di dating più in voga del momento.
La prima persona che mi ha proposto è stata la mia ex morosa.

Tipo un cacciatorpediniere nei denti.
La vita sa essere veramente infame quando vuole, figuriamoci i social.
Quante possibilità c’erano che la prima proposta fosse la persona per cui continui a disperarti da mesi?
Potremmo chiamarlo Karma, ma non credo in lui, nel destino e in tutte queste teorie di forze superiori deterministiche e auto compensative. Potremmo dire che anche secondo Tinder eravamo fatti l’uno per l’altra. Ipotesi molto romantica. La verità è molto più semplice e cioè che sia #TuttoUnaMerda.

Sarò sincero: da fuori fa riderissimo.
Mentre guardavo lo schermo pensando a come mettere fine alla mia esistenza, pensavo a quanto facesse ridere la scena per un esterno. E ho deciso che avrei scritto un post di questo tipo.
Ho voluto comunque dare a Tinder la possibilità di arrivare fino a 10 proposte.
Bene.
Delle prime dieci proposte una era lei, due erano morose di persone che conosco e una la moglie.
Non male dai. C’è un però.
Tutte dichiaravano di essere li per chiacchierare.
E io voglio crederci: non a caso ogni volta che ho una gran voglia di una fresca insalata di campo a km zero vado al Mc Donald’s a prendermene una.
Sono ovviamente ironico, nel caso non si fosse capito.
Abbastanza scosso ho deciso di tuonare istantaneamente il mio profilo e passare ad altro.
“Ma che recensione di merda è?”.
È la mia recensione esperienziale, niente di più, niente di meno.

Badoo

Badoo è il regno del male assoluto, in pratica quando FB tira l’acqua convoglia le sue fognature in questo ecosistema malato, intriso di odio, rancore e fastidio verso il prossimo. Gli uomini cercano esclusivamente sesso istantaneo e spediscono foto di peni come se non ci fosse un domani, le donne lamentano questa cosa (giustamente) ma da parte loro si presentano o come “sono qui ma non scrivetemi” (allora non stare qui), “odio tutti, i maschi fanno schifo” (allora perché cerchi incontri).
Allego screenshot di riferimento.

Sono situazioni di grande imbarazzo, immagino abbiano le loro ottime ragioni per essere in questa situazione ma, forse, allora non dovrebbero trovarsi su una app che tendenzialmente serve per una prima conoscenza finalizzata ad un incontro più che al dibattito sulla filosofia Aristotelica.
In un parco disagio piuttosto ampio, mi sono ad ogni modo imbattuto in questa biografia che – a mio modo di vedere – è una delle migliori trovate da sempre e per sempre.

Questa allegra quarantacinquenne non accetta storie non serie, dall’alto dei suoi due matrimoni più una convivenza falliti. Il che fanno di lei una garanzia. Dal canto suo però si dichiara “molto affettuosa” e lo testimoniano i sei figli a carico che il futuro moroso potrebbe trovarsi a gestire.
Se non è un affare questo, la trovate su Badoo.

La situazione che ho riscontrato è questa: età media di 45 anni e diffusissimo odio ostentato verso il genere maschile. Non so darvi le motivazioni ma posso dirvi che il 35% delle utenti sono badanti dell’est, il 35% sono OSS (o al mondo ce ne sono tantissime o sono poche ma tutte su Badoo), il restante 30% è una miscellanea random di donne di tutte le età dai lavori casuali, travestiti e prostitute. Le trans dopo un rapido giro sono facili da sgamare perché sono tutte quelle che in anteprima del profilo ti sono delle gnocche da paura.
Nonostante tutto questo casino, ho trovato una ragazza che sembrava essere normale, le ho scritto e ne è nata una converasione eroica di questo tipo.

E niente, la mia idea è che sto giustamente pagando quello che ho fatto lo scorso anno.
Sarò onesto: se non fossero 20 e passa anni che giro per il web, e che ho avuto a che fare con i peggiori troll, non sarei riuscito a gestire con così disinvoltura queste situazioni e avrei vacillato pesantemente.

A livello funzionale Badoo presenta un blocco di un certo livello: se dopo due messaggi una tipa non ti risponde, non puoi scriverle più. Di conseguenza la gente si iscrive, bombarda di due messaggi tutto il circondario, non ottiene risposte, si disiscrive, si iscrive con un nuovo profilo e ricomincia la pesca a strascico. Da qui compresibile un certo livore da parte delle ragazze.
L’hai fatto anche tu? Si.
Interessante è che tipe che la prima volta non mi hanno cagato nemmeno di striscio, la seconda mi hanno risposto tantissimo. Buh, sarà cambiata l’umidità dell’aria.

Ad ogni modo, essendo comunque stufo di essere blastato a caso da ragazze alle quali non avevo fatto nulla, mi sono disiscritto per passare al girone infernale successivo.

HOOTT

Hoott è una app molto bella dove non accade praticamente niente.

Ti iscrivi e il profilo viene istantaneamente visitato da un miliardo di ragazze gnocche, chiaramente finte, che ti fanno scattare l’ormone. Ti rendi conto che senza l’abbonamento non puoi fare praticamente nulla, ti abboni e scopri che nessuna risponde.
Ho fatto un mese di abbonamento e tre complessivi di iscrizione, sono riuscito a chattare con una sola ragazza che penso di poter dire con abbastanza certezza fosse un bot dato che, stremato dalla nullità dei dialoghi, alla sua domanda “cosa stai facendo adesso?” le ho risposto (per togliermi ogni dubbio) “cago come un drago sul cesso” (che fa rima) ottenendo come ribattuta “io sono in intimo sul letto, se vuoi ci vediamo su hangout“.
Ok.
Aggiungo che nomi come brAnda, Alessandrà o AgneSSe hanno un qualcosa di strano diciamo, senza voler essere offensivi nei confronti delle scelte dei genitori.

La cosa meravigliosa è che per tenerti sulle spine, e non disiscriverti, ogni volta che fai l’accesso scopri di aver ricevuto (almeno) una nuova visita. Quando sei online vivi nel Deserto dei Tartari, come te ne vai arrivano a fiotte. Al che tu vai a vedere “uh chi cazzo sarà mai, aspetta che ci chatto“.
E gnente, si è disconnessa proprio “7 minuti fa“. o “5 minuti fa“, massimo un’ora prima.
Accipicchia, la sfortuna.
A sostegno della mia tesi, allego sequenza di screenshot relativi a ragazze disconnesse da pochissimo.
C’è da dire che la quantità megalitica di gnocche tra i 19 e 25 anni rende appetitosa la fruizione del sistema, ma ho serissimi dubbi sul numero di ragazze reali.
Inoltre odorano tantissimo di fake le “citazioni” scritte nel profilo, che puoi vedere sempre negli screen sopra, con frasi del tipo “Non è tutto oro quel che luccica” (ok), “Se ti affidi al vento, non pensare ai capelli” (ok), sequenze clamorose di emoticons per arrivare al tripudio dell’ignoranza “Chi ama la fotografia, fotografa“.
“E chi stocazza?”. “Stocazzo”.

Considerando totalmente inutile la mia esperienza qui, avendo lanciato 10 euro (convertibili in circa 9 decimi di lubianska da Gianni) e buttato minuti preziosi della mia vita, direi che la disiscrizione è il minimo sindacale ed è ora di passare alla prossima app da descrivere.

Sultry

Sultry è forse la app di dating più ignorante che abbia testato.
Proprio per questo la amo tantissimo.

Il tutto parte da un “presupposto meraviglia” che nessuna delle altre piattaforme che ho testato ha mai toccato: devi farti una foto profilo nella quale vai a inserire una delle loro mascherine del cazzo per celare la tua identità. Il che porta un risultato di mirabolante mistero, in un mix tra film porno amatoriale italiano ed Eyes Wide Shut. Guarda che bello che sono io con quella mascherina da diavoletto. “Ma hai messo sopra l’immagine del meme“. Ma ovviamente: altrimenti già so che fareste lo screenshot e mi andreste a sputtanare in giro alla grandissima.

Ma torniamo a Sultry.
Ti scatti la foto, scegli la tua mascherina del mistero ed iniziano a comparire a raffica avvisi di abbonamento.
Qualsiasi cosa tu cerchi di fare, tocchi lo schermo e ti appaiono in coppia: prima la “prova GRATUIT” e poi la richiesta di cash. È uno sminchiamento clamoroso che ti porterà o a disiscriverti subito (scelta saggia) o ad abbonarti (scelta personale opinabile).

La situazione è talmente delirante che non sto nemmeno a celare le immagini.
Le candidate della zona propostemi sono state “Dreamer“, “Chanel” che è talmente finta che è la stessa di prima con sopra applicata a caso la maschera e poi c’è “Eva” con la sua bellissima immagine nera (chiara citazione a Malevich) e la sua intrigante didascalia “Mi piacciono le noci. Hanno il guscio duro ed il cuore tenero.”. Buh.
Tenetela a mente come spunto per quando dovete pubblicare foto porche su Instagram e non trovate una didascalia adeguata per giustificarle.

Detto questo, le rimanenti “ragazze delle zona” erano tutte più o meno come queste tre, non sono riuscito a chattare con nessuna, ho continuato a eliminare pop-up pubblicitari manco fossero zanzare in una palude ad agosto, mi son definitivamente devastato i maroni e ho cancellato il profilo.

Esperienza talmente trash da essere quasi grato ai suoi sviluppatori per avermela fatta vivere.

Secret

Secret è una app dal nome molto accattivante, che riporta la mente ad unioni fugaci e amori nascosti: potreste anche ipotizzare di non scaricarla mai.
Oppure fate come volete insomma, per qualche tempo tutto sommato vivremo ancora in uno stato abbastanza libero prima che una nuova dittatura non ci mandi tutti in piazza a fare ginnastica.

Visto che (come in quasi tutte le app di incontri) se non paghi non fai una stra-fava di niente ho voluto rischiare tutto per voi, fare all-in e provare l’abbonamento gratuito di tre giorni, con il terrore che si rinnovasse nonostante abbia dato disdetta dopo 10 minuti.
Pare sia andata bene.
Pare.

Sono rimasto iscritto a questa app per una ventina di giorni circa e la situazione è rimasta immutata alle schermate qui sopra presenti. Dopo avermi inizialmente trovato circa otto ragazze nelle vicinanze (dove per vicinanze parliamo di un triangolo spaziava tra Trieste, Cesenatico e Verona) il radar ha continuato a girellare a vuoto così, i match colì e tutto è morto in grande allegrezza.
Scaduti i tre giorni di abbonamento gratuito, incredibilmente, mi ha scritto una ragazza alla quale ho risposto “esiste qualcuno in questa chat quindi?“. Lei mi ha anche risposto, ma se avessi voluto riaccedere alla chat (guarda caso) avrei dovuto abbonarmi per soli 9,99 euro alla settimana.
10 euro la settimana per chattare con nessuno è veramente NOT BAD: diciamo che ho scelto di resistere alla curiosità e mi sono disiscritto.

Inner Circle

Inner Circle è una app per “incontri esclusivi” dove per avere accesso devi aspettare che il tuo profilo venga analizzato e accettato, perché i creatori dichiarano di voler mantenere un’alta qualità dell’utenza. E fino a qui ci sta: un luogo del web dove la gente non manda foto di cazzi di default, non è un’idea così malsana.

Però, c’è un però.
Come palesato dallo screenshot vieni avvisato che potrebbe volerci un poco di tempo prima di essere approvato, ma puoi velocizzare il tutto cliccando su “Get Approved Faster” che altro non è se non una sezione in cui ti chiedono di invitare ad utilizzare questo social network altri amici spedendo la richiesta tramite WhatsApp, SMS, Email o Messenger. Non volendo minimamente condividere il mio utilizzo di questa app con nessuno sono rimasto in lista d’attesa.
Lo sono tutt’ora.
Da oltre un mese.
Non posso nemmeno disiscrivermi perché tendenzialmente non sono iscritto, però posso fare logout.
Ora che sto scrivendo questo post, però, posso cancellare la app e dirle addio.
È stato molto bello e costruttivo.
Se vuoi leggere il suo funzionamento da parte di uno che ci ha creduto di più, c’è un bell’articolo scritto su Vice da Nicolò Natali.
Nel caso, prima o poi, io venga accettato andrò ad implementare il post (visto che non è già abbastanza lungo…).

Bumble

Bumble è una app che pare essere interessante, ma allo stesso tempo credo che in Italia la utilizzino in pochissimi, e in Friuli Venezia Giulia non la utilizzi nessuno tranne me. O meglio nessunA.
Non ho dati alla mano, ma le ragazze più vicine segnalatemi erano ubicate sempre almeno a Venezia (120km da me) e sempre straniere (probabilmente turiste), pochissime infatti avevano un profilo in italiano o nel quale palesassero di vivere in Italia.

Non è però una app scema, anzi, e nemmeno sconosciuta: è in grande lotta nientemeno che non Tinder (anche a livello legale). Tra i suoi pro pare che il rapporto di iscritti tra maschi e femmine sia 1 a 1 (cosa quasi impossibile altrove) e, oltre a questo, ha la peculiarità di lasciare alla donna la prima mossa. In pratica tu non puoi scrivere a nessuna ragazza per romperle le balle, devi aspettare che ti scrivano loro. Se non rispondi entro 24 ore la chat sparisce e tanti saluti. Personalmente l’esperienza è stata abbastanza nulla: mi si sono aperte due sole chat e la prima l’ho persa nell’etere non rispondendo entro un giorno, la seconda era di una ragazza passata in zona, ma che intanto si era già spostata in Bosnia e quindi non più interessata a scrivermi.

È sicuramente interessante il fatto che ricerchi le persone, oltre che per il raggio d’azione, anche a livello di professione e hobby con una selezione che va oltre al classico “vicine-single-con foto“.
Ribadisco: probabilmente il problema maggiore è dovuto alla zona in cui abito, se non proprio all’Italia, ma è comunque una app di cui tenere conto e che sembra essere veramente un luogo molto migliore rispetto ad altri, come d’altro canto risulta essere tra i principi ispiratori della sua fondatrice.

Skout

Skout è una app, a mio avviso, delirante nella quale funziona tutto male e gli iscritti sono personaggi immaginari.
È tipo la serie C di Badoo per capirci.

Le chat ogni tanto spariscono, le immagini di profilo -in momenti casuali- diventano uguali per tutti e lo stesso avatar viene assegnato a 10 contatti differenti , la geolocalizzazione funziona incredibilmente male tanto che pare che in città come CORTONA ci sia un numero allucinante di ragazze single connesse. Non ho idea dove sia Cortona, so solo che la app dice essere a 310 km da me.
Per il resto è il solito regno del disagio totale, con donne incazzate con il mondo che pubblicano presentazioni personali sullo stile “no divertimento – gli uomini sono tutti stronzi – cerco solo il vero amore (ma qui? Ma sei seria?) – Porci/Malati/infami vade retro“. In questo mood accomodante e spensierato ho provato a scrivere a tutte le connesse della zona (abbastanza poche, non più di venti) ma mi hanno risposto solamente escort (per motivi lavorativi sarebbe stupido non lo facessero).
Gratificante.


Vengono millantate delle opzioni plus a pagamento ma, onestamente, funziona tutto talmente male che ipotizzare di lasciargli anche soldi mi sembra quasi un’azione dadaista atta a presentarsi alla Biennale d’Arte di Venezia.
È tutto abbastanza bello insomma, così bello da dichiarare chiusa l’esperienza, chiudere il profilo, arare il telefono e spargere il sale evocando una sorta di Cartagine2.0.

HAPPN

Happn è una app meravigliosa che ha come meccanismo base proporre  solamente persone che incroci per strada, evitando così di entrare in contatto con residenti di città lontanissime perdendo tempo per nulla.
Il problema nasce dal come si incrocino le persone in una “zona”. Come sempre io sono case-history a se stante perché vivendo in provincia di Samarcanda, non incrocio praticamente mai nessuno/a.
Però se tipo vai a Milano, le cose cambiano, ma non migliorano.
O meglio, incroci un botto di gente, ma veramente un bottissimo: hai una timeline che è la macelleria della gnocca, però le incroci perché sei a Milano. Che non è solo una città ma uno snodo di mezza nazione e quindi dopo 10 minuti i tuoi incroci sono uno a 130 Km, uno in Cina, uno in Kamchatka e così via.

Anche qui, come in altre situazioni, puoi chattare solo se l’interesse è reciproco, una volta ottenuto il cosiddetto CRUSH.
Cosa interessante è che ho ottenuto un botto di CRUSH ma al mio “ciao” quasi mai è seguita una conversazione.
Evidentemente era un “ciao” molto brutto in quanto non scritto in Helvetica.

Quando però sono seguite delle conversazioni, ho rimpianto quelle mai nate in quanto il disagio si è espresso in modalità eroiche.

 

InMessage

InMessage è una chattona alla vecchia, senza grossi vincoli e senza grossi limiti, che suddivide gli utenti tra Online e Nelle Vicinanze (dove però ci sono comunque quelli online che sono contraddistinti da un pallino verde, quindi boh) e Popolari (dove ti vengono proposte persone ubicate a 10mila km da te).
Di base puoi scrivere a tutti gli altri utenti senza smenoni del tipo “devi pagare”, “è troppo popolare, devo comprare crediti” o altro, ma alla fin fine dopo che lo hai fatto comunque nessuno ti risponde.

In una settimana di permanenza ho ottenuto 17 mi piace, che è anche una bella cosa, ma di questi la metà erano maschi. In un sistema dove io ero andato a dichiarare che fossi interessato solo a ragazze, è una cosa particolare. Delle ragazze che mi hanno lasciato il like, invece, sono andato a contraccambiare, ho salutato in chat e non ho mai ottenuto risposta. Che fossero bot o stronze non sono in grado di stabilirlo, fa comunque specie che non si risponda ad una persona cui hai dimostrato gradimento per prima.

Sono comunque riuscito a portarmi a casa, prima di eliminare il profilo (opzione mica tanto semplice da trovare) uno scambio di battute meraviglioso con questa donna che distava 1 km da me e che ho screenshottato perché i posteri devono sapere.

Cancellazione del profilo, the only way.

Once

Once è una app per ricchi, e quindi (sembra) funzionare piuttosto bene.

Mi spiego, non che i poveri non sappiano chattare, bensì qui se vuoi mandare un messaggio devi pagare 2 corone (!!!) ma il minimo che puoi acquistare sono 5 (9,90 euro!!!) così in caso poi te ne avanza una e devi comprarne altre piuttosto che buttarla.
In pratica aprire una chat ti costa 4 euro.
Stessa cosa per accettarne una.
Quindi in teoria (e anche in pratica) puoi spendere per una richiesta chat senza che l’altro poi accetti e hai buttato due euro. Non è meraviglioso?

Abbonarsi non ti sblocca le conversazioni, ma alcune funzionalità ulteriormente celate, come vedere l’anteprima di chi ti ha inviato la richiesta di chat che – altrimenti – vedrai pixelata. È chiaro che con queste dinamiche la “pesca con le bombe” degli uomini è annientata, a meno che uno non abbia un sacco di voglia di buttare soldi a caso. Tendenzialmente io non ho mandato richieste, ma ne ho ricevute un botto: ho anche investito del cash, un poco per vedere di chiudere questo post infinito, un poco perché la sorpresa invoglia un sacco. Incredibilmente però i dialoghi non sono mai decollati più di tanto, cosa che ritengo strana visto che ci hai anche investito dei soldi.

In alcuni casi il problema era la distanza, il sistema infatti ti dice “Ragazza X vive un po’lontano da te, ma puoi ancora…“, io accettavo (4 euro) e scoprivo “si trova a 570 kmELLAMADONNA.
E quindi la voglia di chattare moriva un poco li.

In un caso ho trovato una ragazza spigliata con la quale la conversazione procedeva anche benino, però ha fatto il grande errore di chiedermi “cosa ci fai qui?“. Che, diciamocela tutta, è una domanda infame. Perché se rispondi che sei li “a figa” passi per la merda del secolo, anche se tutti gli utenti sono li per quello, se rispondi che “cerchi l’amore” sei più falso del numero di scudetti della Juventus, al che le ho risposto “sto testando tutte le app di dating per scriverne un post“.
Sincerissimo.
Di contro mi sono sentito dire “ah sei una spia, vade retro Satana“.
OK, ci sta.

Per il resto boh, la app ha potenzialità, nei profili da votare ho visto solo ragazze veramente belle (vere? False? Buh) però qui bisogna avere budget, e anche tanto. Cioè veramente, piuttosto spendeteli in qualsiasi esperienza reale (anche un corso di tombolo), sarà comunque meglio che pigiare come dementi lo schermo di uno smartphone.

Un attimo prima di disiscrivermi ho avuto questo scambio di battute.
In pratica io ho ringraziato “Vale” per avermi contattato (spendendo 2 euro per aver accettato la sua richiesta di chat) ma lei ha palesato il fatto di non aver mai richiesto di scriversi con me perché abito lontano.Pare che il sistema abbia detto pure a lei che io fossi interessato. Non male come sistema.

Jaumo

Jaumo non è malissimo, ed è parecchio gratuita.
Arrivato a questo punto sono diventate tutte uguali, e ho iniziato anche incrociare le stesse utenti pluri-iscritte a chatt di dating. Ti vengono mostrate le utenti vicine, quelle che ti hanno visitato, quelle che ti hanno votato, puoi aprire chat un poco con chiunque (ben tornata pesca con le bombe) e boh sempre quello.
Non ho subito situazioni di disagio violento come su Badoo, il che già la mette bene, ho chattato con un poche di ragazze e alcune non le ho volute incontrare perché vivo nella tragedia. Di negativo c’è il fatto che gli utenti sono tendenzialmente pochi e l’età media è oggettivamente medio alta (dai 45 in su, con qualche soggetto random di età inferiore, ma per il resto anche molte over 55).
Sono inoltre presenti abbastanza bot che però riconosci piuttosto agilmente e se non lo fai tu si palesano in breve tempo chiedendoti l’indirizzo e-mail o vaccate similari.

Lovoo

Lovoo è una delle prime app a cui mi sono iscritto dopo Tinder, ma alla quale sono tutt’ora iscritto perché propone uno dei più alti tassi di risposta per quella che è stata la mia esperienza.

La rottura di balle è che puoi scrivere al massimo a una persona al giorno (a meno che non ti abboni e passi a 3 al di) sempre che non scatti un like corrisposto e, in quel caso, si apre magicamente la chat per iniziare a conoscervi. C’è da dire che sta rapidamente aumentando il numero dei profili falsi, che però dopo un poco ormai riconosci facilmente. Il primo modo per sgamarli è questo: se la tipa in foto è una figa planetaria, è un bot.
Perchè se è così figa non ha bisogno di app di dating.
Detto questo, se non è un bot (come abbiamo visto in precedenza) è una escort, infine esiste una minima possibilità che sia una tipa gnocchissima, ma si sarà appena mollata con il moroso e ti asciugherà l’esistenza facendoti rimpiagere il bot.

Oltre che dalla foto i bot li riconosci perché sono tutte FRANCESI.
Non ho nulla contro i francesi ma è ovvio che se una tipa super figa, tirata da panico, si chiama Chanel, parla francese e vive in un paesino assurdo della bassa friulana, qualcosa non torna. Resta il fatto che l’utenza è mediamente dignitosa, il tasso di risposta accettabile e le situazioni di disagio sono contenute.
Anche se mi sembra giusto riportarvi questa perché merita tantissimo.

Devo darvene chiaramente una una spiegazione.
La prima domanda, che non compare nella schermata, fu se preferissi la donna in gonna o in GINSE.
Ora, non so come la vediate voi, ma io non porto avanti generalizzazioni estreme circa le ragazze tra jeans e gonna, bionda o mora, seconda o quinta. Dipende da persona a persona, da contesto a contesto, da momento a momento. E questo provai a spiegarglielo, venendo trebbiato subito.
Al che smisi di scriverle, venendo però cercato nuovamente ottenendo in una manciata di messaggi il passaggio dalla richiesta sul mancato interesse e una dichiarazione del nulla da spartire tra di noi. Il tutto concluso con un “addio” che fa molto romanzo Harmony.
Tutto troppo bello per essere vero, ma purtroppo lo è.
GINSE.

Ah stavo per dimenticarmi di spiegare la prima schermata: tale MissS mi ha lasciato un like, al che ho corrisposto e le ho mandato un saluto ottenendo come risposta il dito medio.
Se non è amore questo.

No non mi sono ancora disiscritto da questa app, ma è nella mia to-do-list.

MeetMe

MeetMe è un’altra chattona di quelle alla vecchia, che ti permette di lanciare bombe a grappolo senza grossi fastidi.
Non ci sono tantissimi utenti, però i pochi presenti danno un tasso di risposta decente.
Ci sono un sacchissimo di bot americani che ti lasciano like e ti fanno sentire desideratissimo anche se, dopo aver provato tutte queste app, sto solo aspettando l’angelo della morte.

La sorpresona che la rende “diversissima” dalle concorrenti è data dalla funzione “gioca” in cui tu prendi e inizi a dare i like o i dislike agli altri profili.
Come in tutte le app insomma.
Ma qui, nel caso qualcuno ti dia un like potrai partecipare ad un giocone tipo “memory” in cui ti verranno proposte 12 immagini e avrai 4 possibilità di indovinare chi ti ha laikato. Ora, essendo una app popolata comunque da gente strana ti troverai davanti, due foto sfocate, una tipa bruttissima, due maschi, una foto di un ananas, una scarpa, due citazioni e tu dirai “boh”. Sceglierai le 4 foto meno peggio e il sistema ti dirà che non era nessuna di queste e ciao, non saprai mai chi ti ha dato il like.
Sarà stata la scarpa.

Ad ogni modo GRANDI SODDISFAZIONI, sono infatti incappato in quella che ritengo essere una delle migliori foto di sempre: selfie allo specchio in equilibrio tra cesso e bidet.
What else?


Ho poi tenuto questa tanto breve quanto splendida chat con una ragazza che mi ha palesato al secondo messaggio che “se la faceva” con uno della mia stessa città. Al che ho pensato “boh, a sto punto te ne fai due con un giro solo e risparmi in tempo e benzina” ma mi pareva un filino audace come terzo messaggio.
Degrado, degrado assoluto.
E tutto questo è bellissimo nel suo essere orribile, ma non è ancora finita.

Ale/Arte tipica tipetta che trova elevazione verso gli altri proclamandosi interessata all’arte mi ha chiesto se per graffiti intendessi quei motivi sulle mattonelle.
La domanda fu così assurda che dovetti chiedere spiegazioni, ottenendo come risposta che si stesse riferendo a questa fotografia che riporto.
Bene ma non benissimo.
Disiscritto.

Hater

Amici sono stanchissimo di scrivere e provato da questi mesi di test.
Concludo con HATER una app di dating dalla filosofia interessante: trovare l’anima gemella in base alle cose che si odiano.
Tra dire cosa ti piace o cosa non ti piace, a livello di programmazione, non cambia una banana però diciamo che a livello filosofico è interessante.
Se tanto mi da tanto io dovrei trovare Satana.
Detto questo ho smarmellato un poco rispondendo a cose assurde sul livello de “ti piacciono i pantaloni bracaloni o no?” (in inglese), poi mi sono stufato e ho buttato via tutto perché il principio di sopravvivenza me lo ha consigliato.
Non so se ci siano utenti veri, non ci siano, non so niente. Sappiate che esiste, in caso smarmellate anche voi.

Conclusioni

Non farò smenoni di paternali assurde intrise di buonismo, esortazioni a non usare i social o cose del genere.
I fatti ve li ho esposti, non ho avuto bisogno di fare alcun artefatto per portare avanti il discorso perché la situazione era già abbastanza estrema di suo.
Non escludo sia possibile trovare l’anima gemella, ma non vedo più probabilità che in altri contesti, anzi. Il fatto che le app siano di dating non significa che le persone siano più disponibili (sotto tutti gli aspetti): su Instagram e FaceBook chatto con molte più persone e a un livello di rispetto e cultura molto più alto.
È stato un esperimento di suo anche interessante ma sono veramente felice che sia finito, mi sono iscritto a queste piattaforme triste, ne sono uscito dilaniato, anche se ho avuto sprazzi di grande divertimento (seguite da pause di buio cosmico).
Se sei arrivato/a alla fine di questo post ti ringrazio, mi scuso per la sua lunghezza ma era necessario postare tutto assieme.
Nel caso tu abbia domande mi trovi su instagram come @stailuan o puoi commentare qui sotto.

Miao.

 

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21 Comments

  • Reply
    Celestalis
    4 Febbraio 2019 at 15:34

    Semplicemente geniale!

    • Reply
      stailuan
      2 Maggio 2019 at 21:05

      eh insomma 😀
      però grazie 😀

  • Reply
    Angela
    4 Febbraio 2019 at 19:52

    Dopo aver letto il tuo articolo fino alla fine, mi sento obbligata a lasciare testimonianza della mia impresa 😀

    • Reply
      stailuan
      2 Maggio 2019 at 21:09

      hai fatto benissimo Ambra, e grazie per aver dedicato del tempo al mio blog 😀
      Scusa per la risposta così tarda 🙂

    • Reply
      Chiara
      14 Luglio 2019 at 01:15

      Io potrei finire esattamente come te, con il mio ex per il quale ancora ogni tanto mi dispero proposto come prima opzione…quindi grazie, vederlo scritto era quello che ci voleva per dire “no alle app di dating”. 😉
      Però una cosa ci tengo a dirla: tutte queste app hanno probabilmente ampliato la possibilità di incontrare persone ma ne ha risentito pesantemente la qualità dei rapporti umani…

      • Reply
        Sonia Pendola
        15 Settembre 2019 at 22:07

        Ma sei troppo ganzo!
        Splendido articolo, tristemente comico (e reale).
        Sonia

        • Reply
          stailuan
          16 Settembre 2019 at 22:37

          Grazie Sonia 😀 grazie anche per aver utilizzato il termine “ganzo” che era da un sacco di tempo che non sentivo. Top 😀

  • Reply
    *Ambra
    5 Febbraio 2019 at 01:56

    apprezzerai la sintesi:
    😏🤣🤣

    che faticaccia éhh scrivere ‘sto post

    m’ hai fatto proprio ridere e per continuare a farlo(sorriderci su) voglio davvero auto-convincermi del fatto che alcune”vette” siano solo frutto di tua fervida immaginazione/ideazione
    in puro stile stailuan
    ma(ahinoi!) la realtà “batte” ogni fantasia.
    //pAuraaa

    • Reply
      stailuan
      2 Maggio 2019 at 21:08

      ciao, no mi dispiace: qui le uniche cose made-in-me sono legate alla narrazione, ma i fatti sono purtroppo tutti reali.
      Il disagio impera ed è più grande ed esteso di quanto potessi immaginare 🙂

  • Reply
    Emma
    2 Maggio 2019 at 19:10

    Hahahahaha sei fantastico, sono capitata nel tuo blog cercando Once e mi sono scompisciata dalle risate, mi salvo questo articolo da rileggere ogni tanto! Certo però che un po’di vena masochistica la devi avere per averle volute sperimentare tutte hahahahaha…o hai assunto uno psicoterapeuta di supporto per questo lavoro?!??
    Dai ti lascio anche qualcosa che potrebbe farti aggiornare l’articolo…io con once ho vissuto una delle storie più belle della mia vita, stai inguaiat allora sore’ beh in effetti sì, ma è successo e so’ contenta anche se è pure finita, e quindi ci riproverò perché una vena di masochismo ce l’ho anch’io magari puoi consigliarmi il tuo psicoterapeuta hahahahahaha! E poi si può dire che grazie a once ho trovato anche il tuo blog e inizierò a seguirti così quando mi deprime troppo l’aria che tira con l’app vengo a ridere un po’ da te! Hahahahaha grazie!

    • Reply
      stailuan
      2 Maggio 2019 at 21:07

      felice di averti fatto felice 🙂
      No, non sono andato in terapia provando le app, però ti dico che veramente man mano che dovevo provarne ancora alcune per chiudere il post mi sentivo veramente male e triste. Non credo di essere andato lontano dalla depressione (al netto di quella che ho comunque di base per il discorso dell’aver lasciato la morosa).
      Detto questo, son sicuro che possano nascere delle storie da queste app/chat, ma in percentuale molto scarsa e non credo rendano le cose molto più semplici che incontri dal vivo. Poi insomma è tutto molto legato al caso. Sicuramente non funziona il pensiero “app dating -> sesso a manetta”.
      Chiudo ringraziandoti ancora, augurandoti buona serata e niente, ci sentiamo online 🙂

      • Reply
        Conrad
        16 Giugno 2019 at 23:30

        Ciao Andrea, purtroppo devo condividere in buona parte la tua esperienza.
        Fortunatamente, non posso lamentarmi di offese e umiliazioni, almeno finora,
        ma pochissime risposte, e dialoghi al limite dell’incomunicabilità.
        Ho creato dei profili con foto decenti, nessuna volgarità, biografia di buon livello culturale, grammatica corretta, ma non è servito a niente.
        Da buon cinefilo, citando il film Blade Runner, posso dire che ” Ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare” del tipo: donne che al massimo potrebbero stimolare la fantasie di Pacciani, in cerca di uomini piu giovani di 10 anni, oppure una tipa con 128 interessi, che mi ha fatto esclamare “cazzo finalmente una ragazza fuori dal coro”. Si certo, peccato che fossero tutte marche di profumi, borse, rossetti etc. per non parlare di quella con un solo interesse nella vita: “ricarica v………e”.
        Sono cose che ti fanno venire voglia di scappare in Antardide.
        Ho anche l’impressione, che una volta superati i 40, come nel mio caso,
        nonostante il mio aspetto molto giovanile, sei considerato carne da macello,

        • Reply
          stailuan
          17 Giugno 2019 at 09:33

          Grazie per il commento Conrad, e mi dispiace per l’esperienza. Non so se sia un problema che “dopo i 40 si sia carne da macello”, per come ho visto io credo che veramente siano delle piattaforme che richiamino disperati (sia maschi che femmine) che per la prima volta nella vita in posizioni di potere (tipo donne oggettivamente brutte che vengono corteggiate di colpo da centinaia di uomini, che vogliono solo farsele chiaro, ma comunque lo fanno) inizino a stronzeggiare alla grandissima. Tendenzialmente si lamentano di ricevere foto di cazzi, anche giustamente, ma non meritano molto meglio dato che se – come me, o come mi dici tu – ad un approccio neutro e razionale si ottengono risposte deliranti.
          Per come la vedo io non portano veramente a nulla, molto meglio un “classico” facebook o instagram dove le persone si possono conoscere in modo più aperto e disinteressato oltre che, agli incontri dal vivo alla vecchissima maniera.
          Buona fortuna 😀

  • Reply
    Diego
    6 Agosto 2019 at 16:34

    Ciao. Mi sono scompisciato dalle risate leggendo la tua esperienza anche perché, in questi giorni, sto facendo tutto il giro delle chat dating per capire se qualcuna di decente effettivamente c’è. Sarò pure io masochista??? In ogni caso, ne hai citate solo qualcuna. Mancano per esempio, Twoo e Lovepedia

    • Reply
      stailuan
      12 Settembre 2019 at 23:23

      Ciao,
      scusa ma ho letto solo ora.
      Felice ti sia divertito, spero tu non cada in questi gironi infernali 😀

      • Reply
        Antonio
        18 Settembre 2019 at 20:02

        Beh che dire. È stato talmente traumatica come esperienza che stavo meditando la terapia da uno psicologo. Ma ad oggi ho gettato la spugna. È brutto a 26 anni, ma sinceramente non ne voglio più sapere di rapporti amorosi. Comunque bellissimo post !

        • Reply
          stailuan
          18 Settembre 2019 at 21:43

          Mi dispiace leggere queste tue poche parole, c’è da dire che comunque dall’alto (o il basso) dei tuoi 26 anni, la vita dovrebbe darti ancora abbastanza tempo per ritrovare una stabilità prima e una persona a fianco poi. Te lo auguro insomma. Grazie per aver letto il post e aver lasciato un commento!

  • Reply
    Angelo
    20 Settembre 2019 at 17:45

    Beh però ti dico, ci trovi anche belle persone con cui parli un mese intero prima di incontrarle.
    Più che altro spesso la maschera dello schermo ti porta ad essere a lot cooler on the Internet e scappare qualche cazzata che si può rivelare fatale. Ecco bisognerebbe avere una app di dating che limiti la possibilità di dire cazzate

    • Reply
      stailuan
      23 Settembre 2019 at 10:02

      Si certo, io mi limito alla mia esperienza personale. Se a te le cose sono andate meglio, non può che farmi piacere.

  • Reply
    Paola
    21 Settembre 2019 at 15:02

    Grazie per il post. Avevo qualche dubbio sullo scaricare o meno once ma visto il livello di disagio risparmio giga!

    • Reply
      stailuan
      23 Settembre 2019 at 10:01

      Figurati, è un piacere esserti stato di aiuto 😀

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