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Guida semi-seria ai colori del Natale

Bianco Natale, si intitola una nota canzone legata a questa festività, però se pensi al 25 dicembre probabilmente ti verrà in mente un altro colore, non so tipo a spanne, il rosso. Ma non è l’unico. Ci sono ad esempio anche il verde, l’oro, ma anche il blu e il viola: in questo post vedremo assieme da cosa derivano e a che cosa sono associati.
Per quale motivo lo faccio? Perché sono l’artista che cerca i colori pantone in the wild (cit.).

La maggior parte dei colori e dei loro significati arrivano direttissimi da costumi e tradizioni del nord Europa, quando Natale significa anche neve, buio, ghiacci eterni, notte perenne, orsilupi, morte, terrore e vampiri. No boh, forse l’ho buttata un poco troppo in crescendo.

Verde Natal


Piante sempreverdi come l’agrifoglio, l’edera e il vischio sono state fin dai tempi antichi per decorare gli edifici durante l’inverno. Tra le varie cose, servivano anche per ricordare alle persone che, a meno non viviate in Pianura Padana, il grigiore invernale finirà per essere sostituito dalla colorata primavera.

Come segno di buona fortuna pare che i romani, nel mese di gennaio, si scambiassero rami di piante sempreverdi come segno di buona fortuna. Date le notizie che i giornali riportano dalla Capitale, forse potrebbero riportare in auge l’usanza.

Gli antichi egizi, invece, portavano rami di palma nelle loro case, durante le festività di metà inverno. Poi ok, l’inverno dell’Egitto non è proprio come quello di Rovaniemi, e la palma non è propriamente l’abete di Natale, ma tenete anche conto che uno dei motivi per cui gli egizi non sono diventati una potenza egemone in giro per il mediterraneo è che alberi per fare le navi non ne avevano e quindi li compravano in Libano a un costo della madonna (o della Dea Iside) e quindi figuriamoci: costava meno tirar su una piramide che addobbare un albero.

Durante il Medioevo invece, quel bel periodo storico che ora in Italia abbiamo deciso di riportare in auge, alla vigilia di Natale (tipo oggi) venivano proposte delle rappresentazioni del Paradiso in cui il suo albero, nel giardino dell’Eden, era un albero di pino con mele rosse legate ai suoi rami.
Da qui all’albero con le palline è un attimo.

Rosso, un Natale che non posso

Come scritto poc’anzi una delle prime apparizioni del rosso a Natale risalgono alle mele della rappresentazione dell’albero del paradiso.

Ma il rosso è anche il colore delle bacche di agrifoglio, che si dice rappresenti il sangue di Gesù quando morì sulla croce. Siete tutti molti più allegri ora vero?

Inoltre è il colore delle vesti dei Vescovi, non a caso San Nicola è rosso e da li a Babbo Natale è un attimo. Poi ci sarebbero i Krampus, ma li andiamo fuori dalla scala colore e quindi niente.

Bling-Bling natalizi: l’oro

Se siete dei fratelli del rap l’oro vi piacerà tantissimo perché è il colore dei bling, anticamente invece era considerato come il colore del sole e della luce, entrambi molto importanti per avere un filo di speranza di vita nel buio e freddo inverno. E sia il rosso che l’oro sono i colori del fuoco di cui c’era bisogno per riscaldarsi. Ora c’è la fiammella del metano che è blu o il riscaldamento a pavimento che è colore del tuo pavimento e quindi niente, torniamo all’oro sennò mi si scombina il discorso.

L’oro era anche uno dei regali portati a Gesù da uno dei Re Magi (l’unico regalo decente aggiungerei) e tradizionalmente è il colore usato per rappresentare la stella Cometa che segnava il cammino per arrivare alla grotta del bambinello.

Se siete poveri, tipo me, l’argento è talvolta usato al posto dell’oro. Ma ovviamente non è la stessa cosa.

White Christmas: il bianco

Nella nostra cultura il bianco è spesso associato alla purezza e alla pace, nonché ai pop corn, alle meringhe e al gelato fiordilatte. Ma fermandoci prima che parano le mie digressioni, direi che è più banalmente associabile alla neve.

Tornando sempre al Medio Evo (che in Italia nel 2018 vi piace molto) e tornando sempre a sto cavolo di Albero del Paradiso, oltre che con le mele veniva talvolta addobbato con dei wafer di carta bianca per rappresentare il pane mangiato durante la Comunione: l’Ostia insomma (non è un improperio anche se messo giu così sembra).

Blu blu blu, mi piaci tu

Un post condiviso da Andrea Antoni (@onthesup) in data:

A me il blu piace un botto: ho anche il cappello da Babbo Natale blu. Perché se rosso è Coca Cola, blu è Pepsi. Che io non bevo, ma fa un poco anarchia colorimetrica natalista.

Tornando a discorsi più seri, invece, il blu è associato a Maria, la madre di Gesù, non la bamba. In epoca medievale questa tinta poteva essere ancor più costosa dell’oro e quindi veniva utilizzata per colorare le vesti di componenti delle famiglie reali, e quindi della Vergine per farne notare l’importanza. Non credo esista disegno di qualche bambino dell’asilo che la colori diversamente, in caso contrario ti chiedo di spedirmelo.

Viola: ma veramente?

Si è un colore che butto un poco li per fare numero (scherzo) ma il porpora e a volte il blu sono utilizzati nella maggior parte delle Chiese, durante il periodo dell’Avvento, come colore della tovaglia che copre l’altare. A meno che non parliamo di Chiesa Russa Ortodossa che usa il rosso, per assonanza più che altro direi.

Concludendo

Ora che sai tutto sui colori del Natale, direi che è ora di svoltare e fare questo bell’albero con le palline arancione e lanciare una nuova tendenza per il post che qualche mio erede scriverà tra 100 anni dicendo che dal 2018 alcuni dementi iniziarono a fare l’abete arancio per una virata anarcoide-colorimetrica priva di fondamento.

Auguri colorati 🙂

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