Ho dipinto a Maranello.

Sabato sono stato ospitato, assieme al mio compagno di mille avventure Original Asker, dal Comune di Maranello per dipingere durante la “Notte Rossa“.

Il primo dubbio che ti poni quando ti invitano alla “Notte Rossa” e vai in Emilia Romagna è se sia una manifestazione pro Ferrari o pro estrema sinistra: noi abbiamo fugato ogni perplessità ipotizzando Marx che guida una Ferrari, ad ogni modo è evidente che era una manifestazione dedicata al mito dei motori.

Insomma come funziona: se abiti in Friuli funziona che prendi la macchina (che solitamente, aimè, non è una Ferrari), fai 300 e ciappilu km e arrivi a Maranello detta la terra del mito. Tu dici “No non è vero, io non sono di Maranello” la gente ti dice che sei un egocentrista schifoso, e quindi parcheggi la macchina.

Quando arrivi, se ti dimentichi di fare la rotonda, sbatti contro un Cavallino Rampante enorme, se lo eviti (cosa tra l’altro piuttosto elementare) noti che a lato c’è la mega fabbrica della Ferrari. Proseguendo entri in paese e noti che qualsiasi attività commerciale ha un logo rosso, al massimo rosso e giallo, con utilizzo di una font simile a quella della Ferrari o perlomeno adatta al settore delle gare motoristiche. Che poi sia il panettiere, la farmacia o il dentista poco importa: e secondo me è splendido.

L’idea che mi sono fatto io, che come ben potete immaginare è un’idea del cazzo, è che Maranello somigli un botto a Manzano, però è meglio (non che sia particolarmente difficile).

Ma che ne sai tu di un campo di Manzano? Dirà il lettore meno attento? Beh direi che ne so anche troppo visto che ci ho lavorato per un anno e mezzo, agli albori dello stailuanesimo, quand’ero fresco di laurea.
Parlo con le analogie, che in questo sono un sacco bravo, anche a tirarne fuori di false per dare ragione al mio discorso chiaramente.

  • Sia Maranello che Manzano si trovano in due belle regioni (soggettivo) e sono due cittadine sperdute più o meno nel niente (oggettivo), a pochi km da due città medio grandi piuttosto carine (Modena e Udine).
  • Entrambe le città gravitano attorno a due aziende internazionali: una dedicata ad automobili spaziali, l’altra all’industria del mobile.
    E subito la simbologia dice tantissimo tantissimo. Da una parte abbiamo il Cavallino, rampante come la gente della città, simbolo di una mentalità rivolta al nuovo e al bello, simbolo di un’eccellenza invidiata da tutto il mondo. In Friuli abbiamo la sedia. E anche la mentalità di queste zone è bella che seduta. C’è lì il Paròn, capo indiscusso della fabrichetta, faraone locale, incazzato con il mondo, che non crea alcuna sinergia con le altre realtà della zona perchè lui è il più figo e gli altri non capiscono niente. Lì, su quella sedia, 100 anni fa si è seduto il Friuli e li è rimasto, e tu lavora, sta zitto e non rompere le balle, servo della gleba più o meno schiavo. Questo vale per il 90% delle aziende della regione eh, non parlo di una in particolare.
  • Quello che si respira a Maranello è orgoglio, orgoglio di appartenere a una zona che ha dato via a un capolavoro come “la rossa“, poi magari era enfatizzato dalla festività in atto, ma i nomi dei locali, i loghi, le bandiere esposte, erano testimoni inequivocabili di un senso di appartenenza fortissimo. Qui diciamo la verità: io non ho conosciuto ancora nessuno che sia orgoglioso di lavorare a Manzano, ma solo persone che volevano scappare via. Il mio superiore dell’epoca infatti mi disse che vedeva una brutta mentalità nei dipendenti “alle 17 prendono e vanno via, perchè devono andare in bici, devono andare a giocare a calcio, ma qui mica è un’azienda Statale, se volevano potevano andare a lavorare in Posta“.  Poi magari sono sfortunato e ho conosciuto tutti i peggiori lavoratori, ma non ne sono mica tanto sicuro.

  • A Maranello hanno l’edificio per la mensa costruito da Visconti, in Friuli si e no è rimasta la pausa pranzo 🙂

Tutto questo per dire cosa? Niente, ma che due realtà all’apparenza molti simili, sembrano vivere la cosa molto diversamente. E comunque quando in una città la striscia della pista ciclabile non è gialla o bianca, bensì rossa, qualche domanda te la poni, e la risposta è che sono dei grandi.

Quando vedi che in farmacia c’è esposta in vetrina una ruota di una formula uno non puoi non fare una foto.

Quando pubblichi la tua foto davanti al Museo della Ferrari e tutti (tu compreso) prima pensano e poi dicono “Sta attento che il cavallo non caghi” ti rendi conto di conoscere solo bruttissime, splendide, persone.

Che tra l’altro, un museo come quello della Ferrari, dato a me e alla mia combriccola, era veramente “perle ai porci” in quanto tra le persone che conosco annovero personaggi che si taglierebbero una mano pur di entrarci, mentre di noi quattro quello che ne sapeva di più ero io che – come gli altri – di motori non ne capisco una mazza, ma ho sempre guardato abbastanza i gran premi.
Diciamo che essendo un grafico ignorante, ero più interessato alla presentazione del tutto, e abbiamo notato che non c’è un utilizzo di una font specifica, bensì c’è un mis-mas abominevole.
Tra le cose che mi hanno colpito (per farvi capire il mio livello di male) c’è la maglietta con la “logo evolution“: sinceramente io avrei evitato di stamparla in quanto, nonostante delle diversità ci siano, il logo del Cavallino Rampante è cambiato quasi di niente nella sua storia. Per capirci non è quello della Fiat che viene stravolto ogni due anni.

Ah si, siamo andati là per dipingere dicevamo.
Ecco qui la testimonianza: Asker e Style1 che invece che finire di dipingere il pannello, passano il tempo sparando cazzate: uno dei leitmotiv della loro produzione artistica.

Prossimamente pubblicherò anche le foto del lavoro completo, ma non qui, le su www.andreaantoni.it il mio sito “professionale”.

 

stailuan

Andrea "Style1" Antoni è un grafico freelance ed un graffiti writer, ambassador di GoPro e Roberto Ricci Designs. Scrive post a tempo perso e perde tempo scrivendo post, ma vive di grafica. Nel febbraio del 2015 è uscito il suo primo libro "Trova la tua identità su Instagram e condividi foto uniche", pubblicato da Dario Flaccovio Editore. Nel 2017 è diventato per tutti "il grafico che gira il mondo fotografando le mazzette pantone" grazie all'improvvisa viralizzazione del suo progetto Instagram #STAILtone. More info

You may also like...

Commenti dal faccialibro


3 Responses

  1. Raffaella ha detto:

    Ciao, abbiamo in comune il sostegno per il progetto blogga per agire, così ho pensato di passare e conoscere gli altri blogger.
    Beh, che dire, ci sono paesi che si siedono e altri che si alzano, almeno all’apparenza. La mia città sta piuttosto seduta, tra un pò gli verrà il sedere quadrato. Sono brutti questi tempi.
    IL vostro lavoro è bellissimo.
    A presto
    Raffaella

    • stailuan ha detto:

      Ciao e grazie per il commento 🙂
      Immagino che esistano molte realtà simili: io con Manzano ho questo rapporto di amore e odio. Amore dovuto al fatto che porto riconoscenza per aver dato il via alla mia carriera lavorativa quando ancora non sapevo assolutamente nulla, odio perchè l’ambiente non era il massimo 🙂
      Ad ogni modo l’Emilia è una splendida regione e la Notte Rossa è stata veramente una bellissima vetrina 🙂

  2. MariaPaola ha detto:

    Post davvero interessante. Sul tema in discussione da poco ne ho letto tanto, ma considero
    che questo sia unico. ciao

Rispondi a stailuan Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *