Recensioni Film

Ho visto Point Break (il remake)

Prefazione

Questa recensione non sarebbe mai stata scritta se, al millesimo giorno di maltempo consecutivo, per protestare contro la nebbia imperitura, non mi fossi mangiato una confezione di popcorn da fare in microonde scaduti (quindi non imperituri). Avendo l’ufficio acquisito la tipica pessima fragranza dell’ingresso dei cinema multisala ho deciso che, male per male, tanto valesse finire il pomeriggio in gloria scrivendo un post sul remake di Point Break, uno dei peggiori film che abbia mai visto.
Tra l’altro ho buttato i popcorn inesplosi nella stufa, sperando di ricreare una sparatoria da film gangster ma purtroppo devo constatare che si sono semplicemente bruciati, senza esplodere.
Accidenti.

Il film

Point Break è un film di merda.
Punto.
Potremmo chiuderla qui, ma probabilmente lo sapevate già.
Non ci sono scuse che tengano. E non è il solito discorso assurdo del tipo “era meglio l’originale” o “era meglio il libro” che sono dei parallelismi che, secondo me, lasciano sempre il tempo che trovano: Point Break è un film oggettivamente di merda e senza paragonarlo a nient’altro che non a se stesso.
Peccato però, ero andato al cinema con lo spirito che si confà a queste occasioni: “stasera si va a vedere un film demmerda“, praticamente una tabula rasa di aspettative, sulla quale si poteva solamente costruire. #Einvece la tabula rasa è riuscito a distruggerla e a buttarla nella stufa per riscaldare. Quando aspetti il peggio e questo si dimostra ancora più tale, onestamente ti trovi spiazzato. È uno di quei film che mentre li guardi ti fanno sentire in imbarazzo, più di quella volta che il mio amico Paolo mi costrinse a vedere “I surfisti nazisti devono morire“.

Aspettative

Partiamo dal fatto che l’originale fosse una figata.
Fatto? Ecco, mettiamolo da parte.
Se la vostra idea di partenza è: vabé dal trailer vedo che c’è gente che vola con la tuta alare, surfa big waves alla grande, fa motocross in posti inauditi… sarà totalmente senza trama ma le riprese saranno fighe. Mal che vada sarà una sorta di “Best of GoPro 2015” o di “The Art of Flight” (che tra l’altro era mega figo).
Assolutamente no.
Il tedio e l’assoluta nullità del tutto renderanno anche le scene, teoricamente, con più azione dei momenti di noia mortale. Ah, se avete visto il trailer è più che sufficiente per poter dire di aver visto il film, anzi c’è anche di più.

point-break-2015

La trama

Jonny Utah è un youtuber (!!!!!!!) noto per non aver mai avuto paura di nulla e per la tragedia che lo ha colpito e allontanato dal giro (un suo amico è morto mentre facevano puttanate per la Monster che li sponsorizzava). Utah in teoria si legge IUTA e deriverebbe dal fatto che fosse un YUOTUBAH! Almeno non era un Instagram(m)er dai, altrimenti dovevo sparlare una volta in più di me stesso.
Per motivi poco chiari decide di entrare nell’FBI, dove viene preso nonostante abbia una vagonata di tatuaggi (fintissimi) di merda e un ciuffo astrusamente fluente. In quel periodo in giro per il mondo stanno avvenendo dei crimini slegatissimi e mega assurdi, che in quattro e quattrotto il giovane agente collega al mondo degli sport estremi e convince il suo capocchia che questa teoria stia in piedi. Spara quattro conti a cazzo, come si fa sempre in questi film, e si fa spedire a Biarritz perché li sta per arrivare un’onda della madonna da surfare. Perché Utah avrà anche dei tatuaggi di merda, ma non è mica scemo e va in ferie nei posti giusti.
Assieme a un poliziotto inglese prende un motoscafo e via, in zerodue trova una barca in mezzo all’Oceano dove ci sono i surfisti che devono domare questa Big Wave e – chiaramente – c’è anche la banda che lui sta cercando. Manco dirlo la barca è carica di figa, che non fa mai male, ma la cosa non viene neanche troppo rimarcata. Strano.

Sorvolando su molte aneddoti inutili questi malviventi cosa vogliono fare? Devono portare a compimento le “otto prove di Ozaki“, un percorso di prove estreme che portano all’illuminazione, che nessuno è mai riuscito a portare a termine e che pure quello che ha ipotizzato questa cosa, alla terza prova è morto.
OK.
Giochi Senza Frontiere level plus insomma.

Point-Break-2015-after-credits-hq

In teoria il film verte sulla diversità tra chi fa azioni estreme solo per diventare un influencer (tipo buttarsi con la tuta alare o chiedere gadget scemi gratuitamente alle aziende) come Utah e chi invece lo fa con un fine molto più alto e con una sorta di filosofia spirituale-ecologista-zen come la banda in questione. Però alla fine quest’ultima è composta solo da personaggi che in un modo o nell’altro sono lesi e quindi dici “boh, hanno ragione gli Youtubers allora“. Tra l’altro l’unica azione vagamente ecologista che si vede in tutti questi minuti di noia è che uno dei “malviventi” raccoglie da terra una lattina mentre passeggiano sulle Alpi non so dove. Buttata li in mezzo al vuoto cosmico probabilmente da Gesù. Per il resto di ecologista non c’è nulla e del teorico tentativo di restituire un qualcosa alla terra non c’è niente, tranne i corpi della gente che di tanto in tanto muore. Ma suppongo che il messaggio non dovesse essere questo.
Tra l’altro questi bio-ambientalisti-estremi non sono neanche vegani e nemmeno vegetariani. Un sacco out quindi.

In tutto questo c’è pure il tempo per una fallimentare storia d’amore tra Utah e una ragazza della banda (l’unica donna, guarda caso). Storia che non fornisce nulla in più al tutto, non si capisce che cazzo centri questa tipa svarionatissima che poi comunque muore e anche di questo fatto a nessuno frega una mazza. Figuratevi a me.

pointbreak

Tra i veri colpi di scena, invece, annoto sicuramente la epica sparatoria con i Carabinieri italiani dove viene praticamente annientato mezzo corpo dello Stato. Ci sarebbe quasi da offendersi.

Di cose belle invece ricordo che a un certo punto si aprono le luci e il film finisce.
Come ciliegina sulla torta, sottolineo che dopo i titoli di coda non ci sono nemmeno gli sbagli o qualche filmato extra.

Giudizio finale: non guardatelo, nemmeno scaricato pirata da internet.

You Might Also Like

1 Comment

Leave a Reply