I colori del Carso: la Foiarola

Vivo in Friuli Venezia Giulia, una splendida regione che si trova in fondo a destra, un poco come il bagno. Però ancora un poco più a destra di quest’ultimo.
Scherzi a parte, vivere in una regione di confine ha un sacco di contro e alcuni pro, uno di questi (che non centra nulla con l’essere in posizione perimetrale dell’Italia) è la presenza del Carso (in sloveno Kras).

Il Carso

Il carso è tipo un buco con le colline attorno.
Per farla mega semplice proprio.
Per farla un poco più tecnica (e non essendo tecnico scusatemi per quello che sto per scrivere) vi dirò che è un altopiano roccioso calcareo che, a causa dell’erosione dell’acqua, è ricco di migliaia di grotte di varie dimensioni.
In alcuni casi parliamo delle grotte che tutti abbiamo nel nostro immaginario, con stalattiti, stalagmiti, protei e incisioni rupestri, in altri (più spesso) parliamo di mega buchi. Il suo paesaggio è molto caratteristico, con la terra molto rossa che contrasta con una grande quantità di rocce bianchissime che affiorano. Questa landa desolata (ma non troppo) trova l’apice della sua spettacolarità in autunno, quando assume delle colorazioni incredibili che vanno dal giallo al rosso intenso, soprattutto rosso intenso, creando un colpo d’occhio veramente affascinante.

Il Sommaco?

Volendo essere poetici c’è chi disse “il Carso, che si tinge di rosso per il sangue dei soldati caduti“, ricordando i tristi eventi di cui questi territori furono teatro in occasione della Prima Guerra Mondiale.
Restando con i piedi più a terra, invece, queste colorazioni sono opera del Sommaco una pianta che in queste zone, battute fortemente dalla Bora, non riesce praticamente mai a superare i due metri di altezza e che quindi noi conosciamo come cespuglio. Ma crescendo in zone riparate può assumere (come spiega molto bene Carso Segreto) la dignità di albero.

Errata Corrige:
mi segnalano che non si tratti di Sommaco bensì di Scotano, che però su internet viene definito anche come Sommaco Selvatico, che ha come nome latino Cotinus Coggyria. Si entra un poco in un loop dal quale non so districvarmi: se dovete fare delle ricerche in materia fatele pure, sto abbandonando troppo il mio campo per addentrarmi in una foresta di informazioni di cui non ho una preparazione adatta 🙂

La Foiarola


Potremmo chiamarlo semplicemente autunno, ma nelle zone dell’isontino lo chiamiamo con un termine molto più chiaro e specifico che è FOIAROLA. Dicendo questa parola, per un abitante di queste zone, non ci sarà dubbio a che cosa ci stiamo riferendo: il periodo dell’anno compreso tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre, in cui le colline carsiche prendono (visivamente) fuoco diventando incredibilmente rosse. Attenzione: non è marrone, non è il solito colore da foglie secche che stanno cadendo. È anche giallo, è in parte marrone, ma soprattutto rosso. E ve lo mostro anche con questo video girato da me il primo novembre 2017.
Attenzione però: dura veramente poco.
Dal momento in cui scocca la scintilla a quello in cui l’incendio visivo si spegne, passano pochissimi giorni, non più di 15-20.

Dove

Delle passeggiate molto semplici e alla portata di tutti, possono essere fatte nei pressi del Sacrario di Redipuglia, dove tra l’altro ho realizzato il video in allegato. Arrivato a Redipuglia non dovrai fare altro che prendere l’unica strada asfaltata che porta in cima al Sacrario (andando da Trieste a Gradisca girerai a destra prima del Sacrario, facendo la strada contraria dovrai girare a sinistra subito dopo il Sacrario). Insomma: girerai in prossimità del bar trattoria 15-18. A questo punto oltrepasserai un passaggio a livello, ti terrai sulla sinistra e inizierà la salita. Dopo circa un km ti si presenterà un bivio: continuando sulla strada principale (verso sinistra) andrai in cima al Sacrario, girando a destra invece andrai verso le trincee e una zona in cui la foiarola appare con prepotenza. Troverai anche degli spazi dove parcheggiare l’automobile e potrai fare delle passeggiate praticamente pianeggianti in mezzo a questo indimenticabile rosso carsico che, se non è unico al mondo poco di manca.

Enjoy!

stailuan

Andrea “Style1” Antoni è un grafico freelance ed un graffiti writer, ambassador di GoPro e Roberto Ricci Designs.
Scrive post a tempo perso e perde tempo scrivendo post, ma vive di grafica. Nel febbraio del 2015 è uscito il suo primo libro “Trova la tua identità su Instagram e condividi foto uniche“, pubblicato da Dario Flaccovio Editore.
Nel 2017 è diventato per tutti “il grafico che gira il mondo fotografando le mazzette pantone” grazie all’improvvisa viralizzazione del suo progetto Instagram #STAILtone.
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Commenti dal faccialibro


1 Response

  1. 20 dicembre 2017

    […] la spesa di nessuno. Questo fenomeno dicolori, dalle mie parti, viene chiamato FOIAROLA e te ne ho parlato in questo post: se non lo hai mai visto segnati sul calendario di venire in gita in questi luoghi, in questo […]

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