Food Hunters

I panini del Petit Baladin

Il 2014 è stato per me un anno ricco di peregrinazioni: ho visto un sacco di persone che non incontravo da un botto di tempo, ho conosciuto nuovi amici e -soprattutto- ho testato nuove paninoteche.

È capitato nel mese di novembre che passassi per quel di Torino dove non ho testato nessun piatto tipico, però ho mangiato degli splendidi panini. Nello specifico abbiamo testato i panini de LA PETIT BALADIN, paninoteca nota ai locals e suggeritami da due socialcosi del calibro di @davidelico e @tonick verso i quali nutro fiducia totale.

I panini a Torino costano un marasma in più che in Friuli Venezia Giulia: c’è però da sottolineare che un discorso è avere un locale in centro ad una città come questa, un altro è averlo in mezzo ai campi. Oltre al fatto che la qualità degli ingredienti era onestamente di un altro pianeta. Tutto questo senza però dimenticare che alla fine ho testato solo questa paninoteca, che magari aveva prezzi ufo rispetto alle altre. Insomma sto snocciolando fuffa.

Avendo camminato tutto il giorno attorno alla Mole Antonelliana per scattagli foto che finirò di pubblicare su Instagram attorno al 2018, data in cui questa piattaforma probabilmente non si userà neanche più, ho optato per un panino semplice: il BREAKFAST.
Dodici euro, un burger di Chianina da 180 grammi, uovo al tegamino, bacon e crema di pecorino. Insomma, quello che negli spot pubblicitari claimerebbero come “bontà a cuor leggero”.

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Due i punti forti di questo panino: il primo è che la carne è carne. Cioè lo so che se c’è un hamburger significa che ci sia carne, ma c’è carne e carne. E questa era carne che sapeva di carne, quella che si mangia altre volte in altri locali mica tanto. La seconda particolarità era il pane, prodotto dalla Cooperativa Ecosol, che come si intravede anche in foto sembra quasi un dolce, ma risulta essere molto morbido e saporito.

Le birre dicono essere molto buone ma, come alcuni di voi già sanno, io non ne bevo e quindi niente: via con gli insulti. Per questo campo dovete muovere i vostri passi da soli, non credo vi dispiacerà.

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Questione patate fritte: interessante la soluzione CHIPS, praticamente sconosciuta in Friuli Venezia Giulia, utilizzata in più parti invece in giro per l’Italia. Anziché servire le solite (solite in quanto usuali, non che mi dispiacciano) patate fritte in formato stick, vengono tagliate e realizzate come quelle dei sacchetti. Per capirci. Però sono “un poco” meglio chiaramente. E sopra viene messo un “topping” a scelta differente: noi che spingiamo i cibi leggeri le abbiamo farcite sempre con il pecorino, anche perché faceva pendant con i panini.

Unico problema? Il locale non è molto grande e c’è sempre un botto di gente (lo si evince dai vari commenti su trip advisor, meglio per loro, bravi). Questo fa si che nonostante abbiate prenotato un tavolo dobbiate spesso aspettare, se invece state mangiando che dobbiate andare via per lasciare il posto a quelli del turno dopo a voi. Cosa non bellissima però anche comprensibile, circa.

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Insomma, se abitassi in zona ci tornerei, se passate per la Torino testatelo tenendo comunque presente che nonostante a me sia andata abbastanza bene i commenti su TripAdvisor (che però non rappresenta la verità assoluta) oscillano in modo preoccupante tra la Gloria dei Cieli e le peggiori bestemmie degli inferi.

Enjoy!

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