Old but gold

Il Barba MAKKINNOT

Sono passati ormai più di 5 anni, da quel oramai lontano 31 gennaio 2007, giorno in cui si concludeva la mia prima esperienza lavorativa reale, tenutasi in quello che battezzai “il magico mondo della sedia“, e 5 anni fa aveva fine quella che è stata, ed è tutt’ora, una delle mie più splendide performance artistiche: un’azione di dissenso sconosciuta alla maggior parte delle persone, che ora trovo giusto tramandare ai posteri. E’ l’ora che il mondo ne venga a conoscenza. Signori, vi parlerò del BARBA MAKKINNOT.

Di cosa si tratta?
Andiamo con ordine.

Come già vi ho parlato nei precedenti post: “Meno Settantuno“, “Tutto iniziò così” e “Meno 42non si era trovato un accordo sul mio rinnovo contrattuale. Non che ci fossero state grandi trattative a dirla tutta eh, il discorso infatti era stato di quelli “o così o Pomì” e io che sono noto per fare le merende mangiando pane con Pomì con sale e origano, figuratevi cosa potevo scegliere.

Insomma con ampio anticipo sulla fine dei miei sei mesi di contratto si decise che io non avrei continuato la mia avventura nel magico mondo della Sedia manzanese. Gli ultimi mesi furono splendidi: un crescendo di fancazzismo quasi mitologico.

Per un periodo infatti tutto continuò normalmente: ma quando iniziarono a mancare due mesi e mezzo palesai enormi sintomi di malessere e di pochissima voglia di fare. A questo si aggiunse che tutti i lavori a lunga scadenza non potevano più essere affidati a me in quanto a metà dell’opera sarebbero dovuti passare ad altri. Quindi si arrivò al punto che i colleghi mi chiedevano addirittura “se avessi voglia” di fare determinate cose, per poi concludere proprio non chiedendomelo neanche più. Insomma: passai l’ultimo mese quasi a non fare un cazzo.

In questi ultimi trenta giorni misi in atto un’azione eroica, appunto quella di cui vi accennavo prima: il BARBA MAKKINNOT.
Nome altisonante che sta ad indicare semplicemente BARBA MAKING NOT e cioè il fatto che per 31 giorni non mi sia fatto la barba.

Ma la cosa è semplice a dirsi ma non a farsi per vari motivi:

  • il primo è che a me cresce la barba ad una velocità scandalosa, di conseguenza decidendo di non tagliarmela per un mese sapevo di andare incontro a una situazione di degrado assoluto. Non avevo ancora idea di quanto potesse essere enorme questo.
  •  Lavoravo come grafico e molto spesso l’ufficio grafica nelle grande aziende è accorpato all’ufficio marketing. E guarda caso va a prendere il nome dell’ufficio grafica e marketing. Questo ufficio è quindi frequentato da un sacco di capi e nello specifico noi lavoravamo nel cosiddetto “acquario” cioè un openspace con vetrata che dava sul corridoio dalla quale tutti i visitatori (molto più numerosi di quanto possiate immaginare) che passavano durante la visita dell’azienda, potevano vederci. E spesso anche entravano a farsi il giretto per l’ufficio. E io ero nella prima postazione visibile all’ingresso.

Insomma il 1° gennaio 2007 lanciai su internet la promessa solenne e nonostante, date le avversità, più volte pensai di ritrattare il tutto portai comunque al termine l’atto eroico. Ero più giovane ma l’idiozia scorreva già forte in me e l’annuncio arrivò tramite questo fotomontaggio con allegato messaggio di inizio della rivoluzione e una domanda che mai mi ero posto prima: “starò forse diventando comunista?”. La risposta è semplice ed era un “No” secco: stavo solo diventando più idiota.

Purtroppo all’epoca ero meno metodico di adesso: non che ora detenga la precisione di un orologiaio, ma negli anni ho imparato ad avere una certa rigorosità che all’epoca mi mancava.
Di conseguenza di questo periodo non sono rimaste le foto giorno per giorno, ma ho solo degli scatti casuali.

Riuscì ad avere una quantità di barba inenarrabile e in questi giorni nacque quello che divenne il celeberrimo “Barbapastail” che vedete sopra. Il mio aspetto era veramente terribile, ma l’azione futurista stava per arrivare al suo apice. Come una fenice che risorge dalla cenere, andando a simboleggiare la mia rinascita, il mio ritorno alla vita uscendo da quell’azienda, dopo essere arrivato al degrado assoluto portando una barba degna del miglior talebano, il primo giorno di libertà andai a tagliare tutto. E per tutto come potete ben vedere intendo tutto. E guardate bene questa foto, perchè è stata l’ultima volta che ho fatto un’azione del genere.

Dal 1° gennaio 2007 Andrea risorgeva e iniziava a diventare il vero @stailuan che ora in molti conoscete. Il cammino per diventare freelance era appena agli inizi ma era fortemente intrapreso e, nonostante le montagne all’orizzonte fossero altissime, il passo procedeva spedito e deciso.

 Il resto è un’altra storia.

 

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