Vita da Freelance

Il bisnesplan

“Il business plan è un documento che sintetizza i contenuti e le caratteristiche di un progetto imprenditoriale (business idea). Viene utilizzato sia per la pianificazione e gestione aziendale che per la comunicazione esterna, in particolare verso potenziali finanziatori o investitori.”
cit. wikipedia

Bisnesplan è una di quelle parole che come startap, couorching, craudfaunding e frilens, non vuol dire niente. O meglio si cerca di attribuirle un valore più alto di quello che in realtà abbia, utilizzando un termine inglese. Oltretutto nessuno sa mai esattamente come si scriva. Business? Bisness? Businnes?
Sono tutte possibilità molto buone di stesura.

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Il bisnesplan entra nella tua vita più o meno così.
Ti ritrovi più o meno a venticinque anni, fresco di laurea, a dover entrare nel magico mondo del lavoro. Dopo un anno ad aver mandato ovunque curriculum, aver compiuto in nero i lavori più beceri e aver fatto almeno tre tirocini non pagati (ma con falsa con promessa di assunzione), capisci che di moneta non ce n’è.
Le strade dorate che si diramano davanti ai tuoi piedi sono due: la prima si chiama Australia (o Canada, Olanda, a seconda dei gusti e delle mode), l’altra si chiama partita iva.

Un sacco di gente apre partita iva e non perché gli piaccia o sia portata, semplicemente perché non ha altra scelta alla disoccupazione totale o all’espatrio forzato. E quindi prova.
Io stesso, che invece nei miei piani avevo in mente di diventare un libero professionista, ho dovuto anticipare i tempi e farlo a 28 anni anziché a circa 35-40 come da ipotesi.
I giovani che aprono partita iva sono come le tartarughine che al momento della nascita: escono dall’uovo e affrontano un pezzo di spiaggia per arrivare al mare. Moltissime di queste saranno mangiate subito dagli uccelli, molte altre arriveranno all’acqua. Di queste altre ancora saranno mangiate da altre bestie più o meno schifose, alcune sopravviveranno più o meno alla grande e cresceranno.
Uguale con le partite iva.

E proprio come le tartarughe, anche se hai partita iva da cinque anni (come me) non hai comunque la sicurezza di arrivare al sesto perché magari passa un peschereccio con la rete a strascico, che batte bandiera europea e si chiama crisi, e ti pialla via con tutto il resto.
È tutto abbastanza bello, soprattutto perché lo sto ambientando in oceani tropicali dove l’acqua è cristallina e si surfa alla grande. Nel momento in cui lo riportiamo nel paludoso e nebbioso nord est, torna ad essere terrificante, come in effetti lo è.

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Ma torniamo a noi.
Il nostro baldo giuovane decide di aprire partita iva, perchè non ha balle di andare a far parte del progetto “fai per tre anni lo sminatore in Bugministan e ottieni la cittadinanza”.
Anche giustamente direi.
Si guarda un poco attorno, vede gente che piange perché c’è crisi, apre facebook e vede gattini, si tira su il morale su youporn, e poi trova una pubblicità di una di queste varie iniziative propedeutiche al mondo del lavoro. E con un certo senso di responsabilità decide di frequentarlo.
In questa giornata si guarderà in cagnesco con gli altri disperati come lui, perchè potenzialmente sono tutti concorrenti e rubatori della pagnotta, dopodiché si troverà davanti una persona che parlerà lui-loro-essi del bisnesplan per la prima volta.

Questo mega espertissimo di marketing ha conseguito la laurea triennale, poi la specialistica, quindi qualcuno gli ha pagato un master e, una volta concluso, ha iniziato ad essere pagato per dire agli altri come fare per realizzare la pecunia. Però non dirà “fate la triennale, la specialistica e poi il master e fatevi pagare per andare in giro a declamare fuffa” perché non è scemo e non va a crearsi la concorrenza in casa. Allora dirà :”Fate un bisneplan della vostra attività“.

Al sesto anno di partita iva, che non è una vita ma neanche un bagigio, io vi spiego quale sia il bisnesplan che da giorno zero a oggi sto seguendo.

  • Devo trovare dei clienti, più possibili, incontrarli e fare dei preventivi.
  • Di questi uno su tre accetterà la proposta economica e lavoreremo assieme.
  • Di questi uno su cinque non mi pagherà e sparirà nel nulla.
  • A gennaio non lavorerò praticamente mai perché per fare i regali di Natale la gente ha speso anche i soldi che non ha e quindi per paura resta quieta.
  • Tra febbraio e luglio lavorerò abbastanza, ma sarò un poco preoccupato.
  • Ad agosto che stia in ufficio o in spiaggia sarà assolutamente identico, tranne il fatto che nel primo caso mi deprimerei, nel secondo otterrei una splendida abbronzatura.
  • Tra settembre e dicembre lavorerò come una bestia perché arriva il Natale. Perché il Natale quando arriva arriva, ma se siete Cristiani arriva sempre il 25 dicembre, se siete Ortodossi il 7 di Gennaio e quindi arriva sempre in quelle date. Non è tipo la Pasqua per capirci.

Il bisnesplan mio, e di altre vagonate di liberi professionisti, è questo e non ci sono grosse altre possibilità di progettazione.
Questo ai seminari motivazionali di avvio all’impresa non ve lo dicono, quindi ve l’ho scritto che male non fa.
Enjoy.

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