Instagram

Il citazionista di Instagram

Per quanto Instagram sia un social a prova di stolto, esistono molte regole da seguire per poter migliorare la propria esperienza (aka usarlo meglio) che potremmo suddividere in:

  • skillz circa il corretto utilizzo della app
  • buone prassi social (applicabili a Instagram, ma in parte anche alle altre piattaforme)
  • conoscenza di app esterne per editing e altro

Di questo te ne parlo spesso io, ma anche altre centinaia di altre persone ben più dotte di me sull’argomento.
Ma di una cosa non si parla mai.
Mai.
No, non sto parlando dei bot, scusa: di due cose non si parla mai allora.
Una sono i bot, l’altra sono le CITAZIONI.

La Caption

Come ben sai, una delle cose da fare per puntare a un miglior engagement su Instagram è compilare una caption, o didascalia, in modo corretto ed esaustivo. C’è chi lo fa, chi no, chi scrive in italiano, chi in inglese, chi scrive minchiate e chi scrive citazioni.
Esistono milioni di citazionisti su Instagram che non avendo un cazzo da scrivere sotto al loro scatto, un poco perché non sanno farlo, un poco perché onestamente in merito a quell’immagine non c’è nulla da dire (“e allora dammi il like, passa avanti e non rompere le balle” direbbe l’influenzer skillatissimo), un poco perché hanno scelto che la coerenza della loro gallery derivi anche dall’inserimento costante di citazioni (-quasi sempre- del cazzo), usano frasi scritte da altri.

Metodologie del citazionismo

Il citazionista di Instagram fa una foto, la edita, va a pubblicarla e si dice “accipicchia, cosa c’è in questo scatto?“, la guarda e vede un cavallo.
Apre Google e digita “citazioni“, quindi gli si apre un sito come questo, cerca la parola “cavallo”, trova questi risultati, e ne prende uno a caso come il seguente:

Non c’è un momento sprecato nella vita se viene speso in sella.
(Winston Churchill)

Ma non è perfetto?
È proprio quello che avrebbe voluto dire sui cavalli, solo che ce l’aveva sulla punta della lingua, ma non gli veniva.
A POSTO!
Copia, incolla, shara, vinci, like, fama.
Bomba.
(se qualcuno di voi ha condiviso una foto di un cavallo con questa citazione non si senta offeso, ho fatto tutto a caso, più che altro si ponga qualche quesito circa la propria originalità)

Le due vie

Quello che devi sapere, però, è che al momento dell’utilizzo della citazione andiamo a suddividere i citazionisti in due principali categorie di pensiero: il Citazionista Loffio e il Citazionista Onesto.
Il secondo riporta le virgolette e il nome dell’autore dell’aforima. Insomma che stia ammettendo di non sapere che cazzo scrivere, oppure che abbia trovato un legame indissolubile tra il suo scatto e questa frase, resta il fatto che sta giustamente riportando l’autore da cui attinge la cultura.
Il citazionista loffio, invece, copia la frase ma cancella le “virgolette” e soprattutto la fonte. Insomma fa finta di niente e ruba il testo. È come se l’avesse scritta lui.
E se lo sgami e glielo segnali?
Non c’è problema, fratello o sorella, ti risponderà che “era ovvio” fosse una frase non sua. Se invece non lo sgami, tanto meglio, vuol dire che crederai in un suo animo estremamente versatile tra le arti e colmo di poesia.

La citazionista bored

Gruppo che fa storia a se stante è quello delle citazioniste annoiate, o citazioniste porche. Immagino esista un similare anche al maschile, ma sono più skillato (ovviamente) nel campo femminile. Te ne avevo già parlato anni fa, ma la categoria resta comunque in voga e anzi ha trovato altre milionate di adepte: sto parlando de L’ANNOIATA DI INSTAGRAM. Colei che si spara un selfie alle tette appoggiate su un libro e sotto cita una presunta poesia di Virgilio per giustificare la sua puttanaggine. Su facebook ne è stata fatta anche una pagina apposita dal nome inequivocabile: La dubbia citazione filosofica abbinata alle foto da suina.

Come ho detto più volte, ironizzo su questa piattaforma, contesto fortemente i suoi lati oscuri, ma alla fin fine la amo profondamente. Non è tutta merda: tra 500 milioni di utenti c’è molta spazzatura ma ci sono anche degli esempi virtuosi e geniali di utilizzo di questo social.

Citare con intelligenza e vincere l’Instagram

Tra i citazionisti geniali troviamo, ad esempio, il bravo @phabriphoto: 109mila followers mica per sbaglio d’altro canto.
Il suo operato su Instagram apre una riflessione interessante.
Tralasciando l’elevata qualità delle immagini pubblicate, Fabrice ha creato un progettino semplice e carino nel quale tramite l’hashtag #MyPicSong, abbina ad ogni scatto il titolo di una canzone.
Quindi direi che possiamo parlare di un citazionismo leggero, colto, ma interessante.
Leggero perché citare il titolo di una canzone non è una rottura di maroni come prendere frasi fatte random di autori assurdi (spesso sconosciuti pure dagli stessi che li stanno utilizzando), colto perché devi conoscere le canzoni e i loro titoli per citarle in quanto non puoi andare su google a scrivere “canzone che parla di alberi visti in prospettiva in inverno” (boh puoi anche farlo, ma è sicuramente meno immediato), interessante perché nel panorama delle caption è comunque una cosa insolita e non banale, è un passaggio mentale tutt’altro che ovvio.
Bravo @phabriphoto: uno su mille ce la fa, e infatti ha un seguito della madonna.
Seguilo anche tu, perché merita.

Il resto è storia nota, o meglio, lo trovi di già nei siti di aforismi senza andare su Instagram.

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