Il culo del pane in cassetta

La vita ci propone ogni giorno sfide sempre nuove, più o meno accattivanti, e problemi da risolvere.
Un problema che attanaglia parte dell’umanità e si palesa pochi minuti dopo la sveglia, al momento della colazione, è dato dal Pan Carrè, pane di toast, pane in cassetta o come diavolo vogliate chiamarlo.
Insomma, allego una foto così superiamo le barriere linguistiche e le mie carenze dialettiche.

pane in cassetta

Nella mattinata di ieri ho deciso di prepararmi un toast, così ho preso la confezione di pane in cassetta e mi si è aperto uno degli scenari peggiori che possano capitare ad una persona che sta per colazionare: tre fette di pane, di cui due culi.
Sorvolando sul fatto che se sono rimastre tre fette significa che qualcuno precedentemente ne ha mangiate – in modo subdolo e infame – un numero dispari, mi sono trovato nella situazione di dover preparare un toast con due culi, o almeno con una fetta “normale” più un culo.
Ho scritto abbastanza volte la parola culo? Bene, direi che potrebbe bastare.
Per il momento.

Ormai si sa, viviamo praticamente in simbiosi con smartphone e condividiamo continuamente parti della nostra vita…

troll

Anzi no, scusate, come mi suggerisce il troll di turno non si può parlare in generale, parlo solamente del mio disagio personale.
Insomma, dopo anni di dubbi ho deciso di condividere con i miei amicidifacebook un quesito epocale, per porre fine una volta per tutte a questa domanda che mi tormenta da sempre le colazioni.

Ma voi li mangiate i culi delle confezioni di pan carrè o procrastinate il tutto finché un altro-da-voi dovrà farsi un toast con due culi?

fette-pane-toast

I miei amicidifacebook, che sono mediamente geniali, generalmente spettacolari e creatori di contenuti fantastici, non si sono tirati indietro e hanno risposto a nastro ad una domanda così importante.
Dai loro feedback emerge uno spaccato sociale impensabile e devastante: una società che si apre in due come una cozza, e scazza, sul toast perfetto che non è mai lo stesso.
Vediamo cosa ne abbiamo dedotto.

Il mangiatore di culi

quadro-moderno-mangiatore-di-culi
Personaggio da colazione particolarmente interessante è il mangiatore di culi. Che detta così è tutto un programma. Lui li ama e anzi li predilige alle fette “normali”, li smania e quindi li vuole tutti e subito. Non è ben chiaro come faccia, molto probabilmente arriva al caso limite dell’estrazione di tutte le fette dalla busta per impossessarsi dell’ultima e poi imbustarle nuovamente. Che sbattone.
Il mangiatore di culi può diventare estremo e pericoloso al punto tale da chiederli addirittura nei toast che ordina nei bar.

Il fatalista procrastinatore

procrastinatori

Il fatalista procrastinatore è quella persona che, prima o poi, mangerà i culi del pan di toast, ma probabilmente alla fine, come ultimo atto per finire il sacchetto perché si porta dietro il fardello culturale de “il pane non si butta mai via” e sa che buttarlo lo metterebbe in una posizione psicologia peggiore del mangiarlo. Quindi arrivato a fine confezione si trova davanti all’obbligo morale di dover consumare anche queste fette e quindi, se pur controvoglia, lo fa.
Oppure, in modo più subdolo, se convive con qualche altro essere umano calcola il tutto in modo tale che i culi restino all’altro-da-se.

L’attendista buongustaio

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Categoria similare nei modi, ma totalmente differente nelle motivazioni, è quella degli attendisti buongustai. Questi personaggi procrastinano l’utilizzo dei culi fino alla fine perché serviranno per realizzare un unico -epico- toast che sarà l’apice del loro piacere. Per questo motivo, come tutte le cose belle, l’epico toast viene aspettato e desiderato, lasciato per ultimo come gran finale manco fosse i fuochi d’artificio.

Il procrastinatore scientifico

cucina scientifica

Detto anche “colui che lascia sempre il culo (che è anche la prima fetta) al di sopra per fare in modo che le fette successive non si secchino per il contatto con l’aria”.
Subdolo, cinico, metodista e psicopatico, lo troveremo probabilmente prima o poi nelle prossime notizie di omicidi seriali.

Il procrastinatore assoluto

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Il procrastinatore assoluto piuttosto che mangiare i culi del pan carrè ne apre una nuova confezione. Si è arrivati al caso limite di persone, da me direttamente conosciute, che creano sacchetti di culi di pan di toast che poi sbolognano a malcapitati parenti che, più o meno allegramente, li consumano. Veniamo però a scoprire che questa categoria di mangiatori potrebbe tranquillamente barattare quelle che considerano scorie con gli amanti di queste ultime andando a creare una interessante situazione di simbiosi quasi perfetta. Senza dimenticare però che per ogni mangiatore di culi servirebbero tre o quattro procrastinatori, dato che in ogni confezione da enne fette solo due sono i culi.

Il procrastinatore chef

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Categoria parallela a quella dello scientifico, ma più attento alla cambusa è quella del procrastinatore chef. Questo infatti non ama i culi, e infatti non li mangia, ma al contempo non li disprezza. E che diavolo fa allora? Prende i culi e li va a stoccare nell’antico vaso delegato al pane duro da trasformare in pane grattuggiato per future panature.
E si sa che impanato è buono tutto.
Gegno stellato.

Il maniaco metodista

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Il maniaco metodista è un genio del male: prende la confezione nuova di pane, la estrae in toto e PARTENDO DAL CENTRO abbina verso destra e sinistra (procedendo in modo speculare insomma) le due fette di dimensioni sempre uguali per non avere le tipiche disparità di superficie che si hanno con i filoni del pane in cassetta. Tra genio del male, spettacolare risultato di anni di Tetris e perfezionista assoluto, a me fa una paura devastante.

E tu?
Che consumatore di pane in cassetta sei?
Spero tu abbia trovato una risposta.
Se invece hai delle usanze non catalogate scrivile pure, aggiornerò volentieri (anche se con un poca di paura) il post.
Enjoy!


 

Disclaimer

Nel web ormai quasi tutto è marketta e quindi il sospetto che un post sia sponsorizzato è legittimo. Ti dichiaro che questo non lo è: sono solamente scemo.
Se però una qualsiasi azienda produttrice di pane in cassetta volesse sponsorizzarmi (perché mai? Ma che ne so, nelle vostre biografie scrivete sempre “per collaborazioni contattatemi a…” ma chi vi si fila? Siete degli accattoni clamorosi, ecco cosa siete) a me va benissimo. Sarò felice anche di far arrivare il pane agli amici che hanno contribuito a rendere ancora più ignorante questo angolo del web. Bisogna condividere tutto con gli altri, da millenni si condivide il pane, da poco si condivide nel web: l’accoppiata è palesemente perfetta.

stailuan

Andrea "Style1" Antoni è un grafico freelance ed un graffiti writer, ambassador di GoPro e Roberto Ricci Designs. Scrive post a tempo perso e perde tempo scrivendo post, ma vive di grafica. Nel febbraio del 2015 è uscito il suo primo libro "Trova la tua identità su Instagram e condividi foto uniche", pubblicato da Dario Flaccovio Editore. Nel 2017 è diventato per tutti "il grafico che gira il mondo fotografando le mazzette pantone" grazie all'improvvisa viralizzazione del suo progetto Instagram #STAILtone. More info

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Commenti dal faccialibro


4 Responses

  1. Monica Moretti ha detto:

    Visto che siamo tutti accattoni clamorosi, se esiste un’azienda disposta a scrivere sulla confezione “È possibile restituire i culetti all’indirizzo: … ” io sono disposta a dare il mio indirizzo di casa. Purché ci sia scritto culetti … 😉

  2. Greta ha detto:

    Avere Dexter come “avatar” mi rende orgogliosa. Sempre più preoccupante, vero?! hi hi hi !!!

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