Il Kamut.

Ieri sono andato a fare la spesa all’iN’s; o meglio: sono andato a comprare latte, stracchino e pane.
Non so voi, ma io quando entro in un supermercato di quel tipo per comprare due cose, esco con una borsa carica di st*onzate (nel mio caso una borsa Be Happy Project ndr).

Per quanto mi riguarda ci sono entrato due volte negli ultimi 15 giorni, una per comprare esattamente due mozzarelle (prezzo totale circa un euro e 40) e la seconda volta per prendere quelle 3 cretinate, e ho speso un totale di 30 euro.
Il problema qual’è: che come si entra (e non credo sia un caso) esiste un reparto lungo tipo 2 km dove a destra hai tutti i dolci e a sinistra tutti i panidi e i salatidi. In fondo al tunnel c’è la luce del banco frigo con i latticini, ma intanto che arrivo al target sono carico di inutilia come uno sherpa.
Ieri sono uscito ancora quasi indenne comprando “solodue scatole di finte pringles e due scatole di “choco stick”. La volta precedente non andò così bene, diciamo 😀
Tra i tanti prodotti visti, ieri mi ha colpito questo sacchetto di “Panetti di Kamut“.
PANETTI DI KAMUT.
Ora, io sono tornato a casa e ho scoperto che il kamut è un tipo di grano duro, ma ieri sera, tra l’estasi delle finte smarties, la cupidigia per le false fonzies e l’acquolina per le vere pringles, sono andato fuori di testa.
KAMUT!

What’s Kamut. Un suono onomatopeico si libra per l’aria.
Kamut!” rieccheggia per le valli.
Io ieri sera vedevo il Kamut come un essere mitologico al pari di un unicorno, ma dalle sembianze di uno stambecco, che salterella per le Alpi. E già mi vedevo “filetti di kamut“, “polpette di Kamut” (#vivalepolpette)… e poi scopro che è solamente un tipo di grano, cosa che poi era abbastanza evidente.
Tutto questo per dire cosa: fondamentalmente niente, ma aver parlato del niente in così tante righe, per me è già un piccolo successo.
ENJOY

stailuan

Andrea "Style1" Antoni è un grafico freelance ed un graffiti writer, ambassador di GoPro e Roberto Ricci Designs. Scrive post a tempo perso e perde tempo scrivendo post, ma vive di grafica. Nel febbraio del 2015 è uscito il suo primo libro "Trova la tua identità su Instagram e condividi foto uniche", pubblicato da Dario Flaccovio Editore. Nel 2017 è diventato per tutti "il grafico che gira il mondo fotografando le mazzette pantone" grazie all'improvvisa viralizzazione del suo progetto Instagram #STAILtone. More info

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Commenti dal faccialibro


2 Responses

  1. Benny Evangelista ha detto:

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