Il Museo della Bora a Trieste

Trieste è una città strana: situata sul mare, ma all’estremo nord dell’Adriatico, nell’estremo nord-est dell’Italia e ai confini estremi di quello che fu – l’ancor oggi spesso rimpianto – Impero Austro-Ungarico.
Porta con sé le tracce di culture, popoli, lingue e religioni totalmente diverse ma che, mescolati dalla Bora, hanno dato vita a un mix geniale e non ritrovabile da nessuna altra parte, che chiamiamo triestinità.
Nonostante abiti vicinissimo a Trieste, a soli 25 km, non posso ritenermi un suo grande conoscitore: lavoro e amicizie mi fanno gravitare più verso ovest che verso la Venezia Giulia, quindi non sono in grado di dilungarmi molto sulla descrizione di questa città, che vi invito a visitare almeno una volta nella vita. Come Roma, Gerusalemme e Santiago de Compostela, solo che più che un pellegrinaggio cristiano si tratterà di una splendida ricerca di prosciutto cotto nel pane, tagliato grosso a mano e servito con il kren (rafano).

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Mi è capitato di soggiornare a Trieste per tre giorni consecutivi in occasione del Quarto Instameet Nazionale (dell’associazione Instagramers Italia) dove, come attività principale per fare scoprire la città ai visitatori, abbiamo organizzato una caccia al tesoro fotografica. Da tutor della squadra “sutro” (i nomi dei team erano collegati ai filtri in dotazione su instagram) ho sorteggiato l’itinerario legato al vento e al mare, nel quale oltre a famosi punti di interesse come il Molo Audace, il Castello di Miramare e il Salone degli Incanti, rientrava il Museo della Bora.

Il Museo della Bora è un non luogo assolutamente geniale, che parla di Trieste nello stile tipico di questa città: senza “pupoli“. Se cercate un edificio con ampio colonnato ed una vasta gradinata ad attendervi, non lo troverete. Come ci ha detto una signora, mentre cercavamo invano l’ingresso :”Cossa? Ghe xe un museo de la Bora? Mi no go mai sentido, ma se lo trovè diseme“. (Cosa? Esiste il Museo della Bora? Non lo sapevo, ma se lo trovate fatemi sapere dove si trova)
In un edificio un poco fatiscente, in via Belpoggio 9, dovrete cercare il suo nome per suonare il campanello (visite solo su prenotazione), vi verrà aperta la porta ed entrerete in un piccolo magazzino che racchiude un enorme mondo.

Fotografie dei danni causati da questo vento freddo e impetuoso, spiegazioni tecniche della sua nascita e percorso, giochi di vario tipo a tema eolico, bottiglie chiuse vuote (in realtà piene di vento) spedite da ogni angolo del pianeta. Volete diventare ambasciatori eolici? Inviate il vento della vostra città e ne riceverete il diploma.
È tutto un casino, ma è tutto geniale: andare a Trieste senza prenotarne una visita, sarebbe un delitto.

Unico difetto?
Manca il merchandising che, secondo me, funzionerebbe tantissimo.
Non vi dirò altro per non rovinarvi la sorpresa di entrare in un piccolo magico angolo di questa città.
PS. quando entrate ricordatevi di chiudere la porta, altrimenti con la bora la farà sbattere.

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Pagina Facebook: https://www.facebook.com/pages/Museo-della-Bora/129127299743?fref=ts

Magazzino dei Venti – Progetto Bora Museum
Via Belpoggio, 9
I – 34124 Trieste
Tel.: +39 040 307478
www.museobora.org
museobora@iol.it

stailuan

Andrea "Style1" Antoni è un grafico freelance ed un graffiti writer, ambassador di GoPro e Roberto Ricci Designs. Scrive post a tempo perso e perde tempo scrivendo post, ma vive di grafica. Nel febbraio del 2015 è uscito il suo primo libro "Trova la tua identità su Instagram e condividi foto uniche", pubblicato da Dario Flaccovio Editore. Nel 2017 è diventato per tutti "il grafico che gira il mondo fotografando le mazzette pantone" grazie all'improvvisa viralizzazione del suo progetto Instagram #STAILtone. More info

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