Il Repost di Pantone

La scorsa settimana ho avuto il piacere di vedere ripubblicata, dal profilo instagram ufficiale di Pantone, una fotografia condivisa da me tempo prima.
Immagino non sia una grande notizia, ma per una persona che lavora nel campo della grafica, è comunque piacevole.

Pantone

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Pantone è un’azienda che si occupa della catalogazione dei colori e della loro identificazione. Oramai è divenuto uno standard internazionale nella grafica e possedere le famose “mazzette” non è banale dato un loro costo tutt’altro che accessibile. Gran parte degli architetti invece utilizza il sistema RAL e da qui nascono i primi scontri con i grafici. Il problema non si pone molto quando l’architetto utilizza un colore RAL per definire la tinta di una parete (essendo questo lo standard di catalogazione), ma quando realizza un logo (ad esempio) e ne indica le cromie al grafico o allo stampatore tramite questo sistema.

Non solo mazzette

pantone_mug

L’azienda in questione negli ultimi anni ha deciso di non essere una semplice catalogatrice di tinte, ma di entrare anche nelle case delle persone. Come? Iniziando a fare un’infinita di (sempre costosi) gadget come le tazze mug, le palle di Natale, le sedie e molto altro.
Perchè comprarle?
Perchè nella loro semplicità sono molto belle, sono assolutamente in linea con la linea grafica delle famose mazzette e per molti grafici diventa quasi uno status di appartenenza.
Come resistere al fare colazione con la tazza del proprio colore preferito?
Poi magari capita che tu ordini su Amazon una sedia colore verde e ti chiami il rivenditore dopo mezz’ora dicendoti “scusa ma le sedie verdi le ho finite… ti va bene gialla?” – “Eh no” – “Perchè no? Ma è bella!“.
Ma questa è un’altra storia.

Instagram

pantone_instagram

Su Instagram, gli amici dei mille colori hanno 212k follower, dove la kappa indica le migliaia. Insomma: un sacco di gente.
La gestione del loro profilo è intelligente: oltre alle immagini postate direttamente utilizzano i repost dei loro fan. Per repost si intende niente meno che la ripubblicazione di un contenuto condiviso da terzi. In pratica prendi la foto di un’altra persona, CHIEDI DI POTERLA UTILIZZARE, e in caso di risposta affermativa la condividi a tua volta riportando anche i credits (insomma la paternità).
C’è chi utilizza delle app apposite, che sono spesso gratuite e molto comode ma pongono sull’immagine desiderata una banda con nome utente e immagine avatar che è abbastanza anti-estetica, oppure chi fa il procedimento “a mano” scaricando la foto e ripubblicandola.
Solitamente l’immagine “pescata” non è presa a caso dal mare di Instagram, ma tra quelle catalogate con un hashtag specifico.

In questo modo, chi gestisce la pagina avrà molti benefici tramite una sola azione:

  • Stimolerà le persone a pubblicare altre foto con il suo hastag, perché saranno invogliate a loro volta a tentare di essere repostate;
  • Avrà a disposizione sempre materiali di una certa levatura stilistica perché potendo attingere tra migliaia di immagini qualcosa di strepitoso lo troverà sempre;
  • Farà ulteriormente parlare di sé. Solitamente chi viene ripubblicato posta la schermata dell’evento, io ne sto scrivendo addirittura un post.

Il fatto

Come avviene il tutto?
Ogni tanto pubblico sul mio profilo delle immagini dei miei lavori di grafica, o di graffiti-writing, creando delle composizioni in cui sono presenti anche le mazzette Pantone.
Gli hashtag legati al mondo pantone sono questi:

  • #pantone
  • #pantonegram
  • #pantoneuniverse
  • #pantones
  • #pantone2015
  • #pantonecolors

Quello che distigua l’utilizzo di una di queste etichette dall’altra non è ben chiaro, di conseguenza le persone le usano un poco tutte. L’unica che si distingue è #pantonecoloroftheyar: ogni anno Pantone stabilisce quale sia una tinta di tendenza, di conseguenza l’uso di questo hashtag va legato al colore in corso. Almeno in teoria.

can_we_regram

Molti giorni dopo aver pubblicato l’immagine ho ricevuto un commento da parte del profilo @pantone che mi chiedeva di poterla riutilizzare.
A mia risposta affermativa, in meno di un’ora l’immagine è stata repostata .

stailuan_pantone

Grazie alla marea di follower, dei quali in molti attivi, essere inseriti nella loro gallery ha (per un’ora) effetti similari all’essere suggeriti da instagram. Ho ricevuto 60 nuovi follower in 60 minuti, più una marea di like casuali su diverse mie foto (quindi difficilmente conteggiabili).
La mia immagine ha toccato quota 4.449 like, cifra che dal mio profilo non vedo neanche con il binocolo: pubblicata da me infatti  aveva ottenuto 338 like. Passata la prima ora di “delirio” l’arrivo di nuovi follower derivante da questa azione è fortemente calato fino ad andare a zero.

Tutto questo è comunque interessante per ricordare, ancora una volta, che non è detto che un vostro contenuto riceva pochi like perchè non sia di buona fattura o voi non siate bravi. Ci sono molte altre dinamiche che (per fortuna o purtroppo) influenzano il risultato finale.
A meno che non siate un’azienda, la mia conclusione è sempre quella: fatelo per voi stessi e non per cuoricini. Che instagram resti un passatempo, senza diventare un’inutile ossessione.

Enjoy!

follower instagram libro

 

stailuan

Andrea "Style1" Antoni è un grafico freelance ed un graffiti writer, ambassador di GoPro e Roberto Ricci Designs. Scrive post a tempo perso e perde tempo scrivendo post, ma vive di grafica. Nel febbraio del 2015 è uscito il suo primo libro "Trova la tua identità su Instagram e condividi foto uniche", pubblicato da Dario Flaccovio Editore. Nel 2017 è diventato per tutti "il grafico che gira il mondo fotografando le mazzette pantone" grazie all'improvvisa viralizzazione del suo progetto Instagram #STAILtone. More info

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Commenti dal faccialibro


1 Response

  1. 29 Giugno 2017

    […] a spanne, ma nel tempo è accaduto che sono diventato componente della #GoProFamily e che Pantone abbia repostato sul suo profilo instagram alcuni dei miei scatti: le due cose mi devono avert portato una certa visibilità e farmi arrivare ad un giornalista di […]

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