Old but gold

Il ritorno di Rotten

Sto navigando su Rotten: non capitava più o meno dal 1999-2000.

Chi naviga su internet da pochi anni potrebbe non conoscerlo, per chi invece è approdato al web verso la fine degli anni novanta, era un must assoluto e imprescindibile.
Rotten è un sito terribile nel quale venivano pubblicate tutta una serie di fotografie di persone morte in incidenti violentissimi, autopsie, autocombustioni e chi più ne ha più ne metta, il tutto catalogato per gallerie a tema. Molto spesso i nomi delle gallerie erano anche quasi ironici del tipo “Man VS Train” o “Women VS Fire“.

La cosa splendida è che in quegli anni le persone che si connettevano erano oggettivamente poche, molto poche, ma tutti quelli che lo facevano erano a conoscenza di Rotten. E andavano a vederlo. Ma capiamoci: non stiamo parlando di Google che lo conosci per forza perchè lo usi per cercare quello che ti serve, parliamo di un sito che pubblicava gente aperta in due, o anche in tre.

Ma voglio farvi capire quanto i tempi siano cambiati, quanto eravamo male e quanto fosse importante Rotten. Dovete pensare che all’epoca solo un mio amico aveva internet, Pier Paolo, e grazie al suo splendido Pentium ci connettevamo a internet con una splendida connessione a 36K. Ci trovavamo in gruppi da 2 a 9 a casa sua il venerdì sera, ma anche il sabato e poi in successione più o meno sempre e guardavamo cosa? Siti porno? No: Rotten. A vederla ora, che ci connettiamo alla rete con qualsiasi tipo di periferica anche dal bagno, sembra quasi di vedere uno di quei filmati del primo Novecento, in cui la gente si sedeva lungo la ferrovia per salutare l’evento del passaggio del treno.
Era una passione per l’orrido immotivata e insanabile. Per aprire un immagine ci volevano dai 30 secondi a un minuto (NB sottolineo: di aprire un’immagine sola) e ogni volta partivano urli di disapprovazione e ribrezzo, ciononostante bisognava continuare a vedere queste immagini.

Probabilmente il successo di un sito del genere si spiega con il fatto che rendeva pubbliche cose in realtà inutili ma fino al momento inaccessibili per i più. Una volta che tutti hanno visto cadaveri mutilati e cose del genere, e soprattutto che trovare materiale di quel tipo è diventato ancora più semplice, il successo e la notorietà del sito sono scesi, facendolo comunque rimanere nel’Olimpo di internet.

Tutto questo per dire cosa? Mi sono ricordato dell’esistenza di questo sito perchè mezz’ora fa ho aperto FaceBook e mi sono trovato davanti alla foto di una carcassa di elefante con la testa fracassata motivata dall’essere contro al mercato dell’avorio. Non ho quindi potuto fare a meno di scrivere questo tweet:

“Apro #facebook e trovo la foto di un elefante aperto in due. Una volta andavamo su #rotten per vedere ste foto, adesso arrivano da sole.”

Il tweet scatena una serie di risposte da parte di nostalgici, però alla fin fine è un problema serio perchè io sinceramente di vedere foto di cadaveri umani o animali non è che ne abbia così voglia (oddio, in questo istante sto navigando su rotten dopo 13 anni, ma è una sorta di rimpatriata), però non c’è difesa. Non c’è difesa in quanto non ci sono persone specializzate nel pubblicare solo campagne di quel tipo, che quindi le blocchi e ciao, ma chiunque prima o poi lo farà. Quindi o andiamo a bloccare tutti, che non sarebbe neanche male, oppure non so.
Il fatto è che si potrebbe portare avanti il messaggio, che a volte è anche giusto, senza andare a scadere nel macabro, ma sarebbe più complesso e di conseguenza si finisce nel becero. Il problema è che ormai siamo così abituati, il rumore di fondo e così assordante, che oramai scrolliamo con noia chilometri di pagine web con pubblicate le peggiori immagini senza nemmeno darci bada.

E comunque se pubblicando la foto di un bambino africano morto con scritto a lato “no alla fame del mondo” vi fa sentire migliori, ponetevi qualche domanda.
Io ad esempio ora che sto riguardando Rotten (che nella grafica permane identico a quello che era 15 anni fa) mi sento particolarmente coglione, ma questa è cosa nota.

Grazie, ho finito.

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5 Comments

  • Reply
    argaar
    13 Settembre 2012 at 07:48

    mitico rotten!!! io all’epoca mica capivo il senso del sito…

    • Reply
      stailuan
      13 Settembre 2012 at 07:58

      perchè ora invece lo capisci? 😀
      Perchè sinceramente io no 😀

  • Reply
    Panzer
    14 Settembre 2012 at 08:14

    la voglia di macabro è una costante dell’umanità fin dai tempi più remoti. addirittura nell’ottocento era salita alla ribalta pubblica, e nessuno se ne vergognava.
    sul perchè, ci sono diversi trattati di psicologia e sociologia che lo spiegano, e non è il caso di parlarne qua.

    Rotten è una fotografia dell’internauta del passato. è vero, all’epoca ci sono passati tutti.

    ps: io sono uno di quelli del gruppetto da 2 a 9. che ricordi.
    la frase di apertura del sito “When hell is full, the dead will walk the earth” campeggia ancora adesso un mostro preistorico del mio passato recente: il mio defunto myspace

  • Reply
    Amina
    17 Settembre 2012 at 12:45

    Dai, almeno hanno il buon gusto di non mettere le immagini in bella vista già nell’homepage! Io mi ricordo che l’avevo scoperto perchè lo citava Caparezza in una sua canzone! E ci ero entrata la prima volta da un computer della sala informatica della mia scuola superiore!

  • Reply
    Missione Posta #10 | Pensieri & Caffelatte
    26 Novembre 2012 at 11:49

    […] maturità, la laurea, il matrimonio. O ancora: la prima connessione a internet, la prima volta su rotten, l’abbonamento per poter navigare (pagando gli scatti) solo dalle 18:00 alle 06:00, le ore ed […]

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