Il triangolo della morte.

Non tutti lo sanno, ma ora anche quelli verranno messi al corrente, ma io vivo nella ridente cittadina di Monfalcone; che a dirla tutta di ridente non ha proprio nulla.

Tralasciando i generici problemi di questa città, entrerei in uno solo, specifico: il triangolo della morte. Questa zona non ha un soprannome fisso, ma varia da persona a persona, ma dicesi “triangolo della morte” quel lembo di terra che si trova tra Monfalcone, Ronchi dei Legionari e Selz, che viene delineato da ben tre tratte ferrioviarie, con altrettanti passaggi a livello, nel corso di 500 metri scarsi.

Non ci credete? Google Maps mi aiuterà. Eccheccazzo. No, mi girano vorticosamente le balle, perchè sono appena tornato a casa da lavoro e sono rimasto fermo 15 minuti (Q U I N D I C I ) ad uno di questi. E per uno che torna a casa da lavoro, quindici minuti persi equivalgono ad una timesheet di Odissea, Eneide ed Iliade messe assieme. Io mi son fatto due partite di Othello, una di tetris e ho mandato 5 sms intanto: ma non è giusto.
Per essere precisi sono rimasto fermo al passaggio a livello che vi indico con il 3, la numerazione è assolutamente casuale.

Bisogna ricordare che da un pochi di mesi a questa parte il passaggio a livello 1 è stato bypassato da un sottopasso, che migliora le cose, ma non molto, perchè nonostante tu ti involi sotto la ferrovia urlando YEPAA! e suonando il clacson con la suoneria del Generale Lee, le possibilità che ti si dipaneranno all’orizzonte saranno le seguenti:

1- se vai verso Ronchi (numero 2) troverai chiuso quel passaggio a livello;
2- se vai verso Gorizia (3) troverai chiuso quel passaggio a livello li;
3- se hai culo (ma tanto) passi senza trovarli chiusi;
4- se hai sfiga sei così veloce che tamponi uno fermo in coda a uno dei due; se hai veramente sfiga il tamponamento lo fai proveniendo da senso di marcia contrario, così hai anche l’ospedale dalla parte opposta della ferrovia e l’autobulanza arriva il giorno dopo.
5- se hai rogna ti fermi a uno dei due, fai inversione per fare qualche giro astruso, di quelli tipici da conoscitore della zona, che lo bypassi utilizzando l’altro passaggio a livello, e trovi chiuso anche quello.

Ci sarebbe ancora una possibilità, che è quella di prendere il treno, e diventare quindi uno di quelli che fanno si che il prossimo sia fermo in coda, ma in tal caso andrete incontro a tutti i malfunzionamenti di trenitalia e li sono veramente ca**i vostri.
Ma perchè scrivo queste cose? Ma boh, ma perchè mi dà fastidio che quando la gente mi chiede “dove abiti?” e io rispondo “a Monfalcone” solitamente se non mi rispondono “in Slovenia?” mi dicono “ah, la città di Elisa“.

Allora a parte che di Elisa non me ne frega molto, ma almeno scrivendo sto blog, quando uno cercherà Monfalcone troverà sto post e dirà “ah bella cragna, la città dove ti blindano con i passaggi a livello“. E il malcapitato ancora non sarà comunque a conoscenza del sistema viario impostato per portarti in ogni caso all’Emisfero. Di cui non parlo perchè ora non ho voglia.

Un altro motivo di questo post è sottolineare la quasi inutilità del sottopasso che salta la ferrovia 1, perchè dopo pochi metri hai comunque i punti di blocco 2 e 3.

Ora voi direte “si ma sei solo che rompi le balle, poni problemi e non dai soluzioni“. Eh si, anche voi avete ragione, però non sono pagato per sistemare le strade della zona, oltretutto fossi stato il cittadino medio invece che venire a casa a scriverci un post, sarei andato all’Emisfero e avrei sfogato la mia frustrazione inveendo contro la prima cassiera a random.

Ad ogni caso vi elenco le soluzioni che posso proporre:

1- Teletrasporto;
2- Maxi sottopasso con svincolo sotterraneo, costo improponibile, realizzaione improbabile;
3- Chiusura di trenitalia (best solution);
4- Australia.

Grazie, ho finito.

stailuan

Andrea "Style1" Antoni è un grafico freelance ed un graffiti writer, ambassador di GoPro e Roberto Ricci Designs. Scrive post a tempo perso e perde tempo scrivendo post, ma vive di grafica. Nel febbraio del 2015 è uscito il suo primo libro "Trova la tua identità su Instagram e condividi foto uniche", pubblicato da Dario Flaccovio Editore. Nel 2017 è diventato per tutti "il grafico che gira il mondo fotografando le mazzette pantone" grazie all'improvvisa viralizzazione del suo progetto Instagram #STAILtone. More info

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