Il Van Gogh Museum

Se avete deciso di visitare Amsterdam, tappa obbligatoria è sicuramente la visita del museo dedicato a Vincent Van Gogh, il famoso pittore che spalmava sulla tela dai 4 ai 5 kg di colori ad olio per realizzare un dipinto.

Il museo si trova in Paulus Potterstraat, 7; che è una via che passa a lato della MuseumPlein che, come da nome, è un luogo pieno di musei. Ma saturo di brutto eh: nello specifico ospita il Rijksmuseum, il Van Gogh Museum, lo Stedelijk Museum e il teatro Concertgebouw.
Vi basta?
Si, vi assicuro che vi basta.

Bene, avete deciso di recarvi al museo del famoso pittore dall’orecchio mozzo e dalle prospettive a ca**o: cosa dovete sapere?
Andiamo con ordine.

L’ingresso costa 15,00 euro, a meno che non abbiate fatto la famosa Amsterdam Card che vi farà entrare gratuitamente.
In caso di possesso della suddetta card avrete a disposizione anche una corsia per una fila preferenziale, quella per la plebe vip, altrimenti farete parte della plebe di serie B e assieme a quella aspetterete l’ingresso.

Consiglio da amico: ipotizzate la visita di questo museo alla mattina e recatevi se non proprio all’ora di apertura (ore 09:00) almeno in un orario che ci si avvicini. In foto infatti potete vedere la fila che si presentava attorno alle 14:00 quando abbiamo provato il primo approccio al museo.
Tornati la mattina seguente attorno alle 10:00, grazie anche alla Card siamo entrati subito, ma anche la fila “normale” era molto corta.

Cosa vedrete al museo di Van Gogh.
Tra i più noti potrete ammirare I mangiatori di patate, La camera di Vincent ad Arles, uno dei tre Girasoli ed alcuni autoritratti.
Non vedrete La notte stellata, perchè si trova al MOMA di New York che non è proprio in periferia di Amsterdam e nemmeno La notte prima degli esami, perchè è un film che nessuno dovrebbe conoscere.

Capire dove sono ubicati i quadri più noti, o meglio quelli da pagina grandi di libro di storia dell’arte delle scuole medie o delle superiori è molto semplice: saranno quelli nascosti da una chiassosa calca di italiani, composta da un marasma equivoco di critici dell’arte improvvisati.
Non ci credete? Allego foto de “i mangiatori di patate“.

mangiatori di patate amsterdam museum van gogh

Perchè, come ha detto alla sua amica,la signora che mi è passata accanto, “questi possiamo tranquillamente passare senza guardarli” riferendosi a una intera parete di dipinti. Ragionamento fondato su base opinabile, probabilmente nulla.

Curiosità.

vincent van gogh the bedroom

Osservando attentamente il quadro “The bedroom” scopriamo che Vincent non aveva una Billy e tantomeno un Lack.
Che vorrei dire: ai giorni nostri son cose difficili da accettare.

Ho notato che durante le visite i turisti scattano milioni di foto storte a quadri dritti. Quando pensai in loco a questa frase volevo consigliarvi di non fotografare la tela in se, in quanto potete comprare il catalogo o -alla peggio- scaricarvela da internet bensì il contesto in cui era collocata. Poi all’ennesima foto d’ambiente scattata da sbinifera è arrivata una sorvegliante che le ha fatto cancellare tre foto in quanto è vietato fotografare le stanze, è consentito fotografare unicamente i quadri. Boh.
Ad ogni modo siamo pieni di foto precedenti delle altre stanze.

Tra le nozioni più curiose che apprenderete vi ricordo sicuramente che Van Gogh, per risparmiare, dipingeva davanti e dietro alle proprie tele e alcune pure le ridipingeva sopra.
Quindi possiamo affermare che Van Gogh avesse chiarissime origini friulane.

A visita ultimata sarete pronti per comprare una delle migliaia di cretinate mega kitsch proposte dallo store del museo.
A me non piaceva assolutamente nulla, quindi con i soldi risparmiati ho potuto comprare l’ AH HAWAII BROODJE, di cui vi parlerò nella prossima puntata.
Nel caso manchi poco alle 17:00 (ora di chiusura di quasi tutti i musei) vi consiglio la visita del vicinissimo Diamant Museum, che si trova praticamente dall’altra parte della strada e non vi porterà via più di un’ora.

 

stailuan

Andrea "Style1" Antoni è un grafico freelance ed un graffiti writer, ambassador di GoPro e Roberto Ricci Designs. Scrive post a tempo perso e perde tempo scrivendo post, ma vive di grafica. Nel febbraio del 2015 è uscito il suo primo libro "Trova la tua identità su Instagram e condividi foto uniche", pubblicato da Dario Flaccovio Editore. Nel 2017 è diventato per tutti "il grafico che gira il mondo fotografando le mazzette pantone" grazie all'improvvisa viralizzazione del suo progetto Instagram #STAILtone. More info

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Commenti dal faccialibro


2 Responses

  1. Betta ha detto:

    Quando sono andata ad Amsterdam l’anno scorso ho deciso di visitare questo museo in una fredda e grigia mattinata piovosa. La fila chilometrica, sotto secchiate di pioggia poi, mi aveva quasi fatto perdere le speranze (e la voglia)…quando mi sono accorta di un cartello che con una freccia indicava il Diamant Museum dall’altra parte della strada, nel quale – secondo suddetto cartello – sarebbe stato possibile comprare il biglietto anche per il Van Gogh Museum.
    Senza aspettare più di 10 minuti… E potendo poi saltare la chilometrica fila, passando accanto alle persone accampate sotto ombrelli e giacche più o meno impermeabili ed entrando direttamente al museo da un altro accesso.
    Ora, non so se sia ancora così, ma se vi capita di passare di lì buttateci un occhio 😉

    • stailuan ha detto:

      Grazie, ottima segnalazione la tua 🙂
      Non ho idea se sia ancora così, non ho prestato attenzione, ad ogni modo potrebbe tornare utile sicuramente 🙂

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