Instagram

La zecca di Instagram

Instagram, come tutti i social network in crescita, sta andando in merda.

È un grande classico: il social nasce, cresce, arrivano un casino di utenti che si mettono a fare un casino della madonna, la gente si rompe le balle della situazione, lo abbandona e il sistema muore. Siamo come le cavallette che si spostano a sciami, arrivano, devastano tutto e -a lavoro concluso- si spostano a devastare qualcos’altro di succulento. Il fatto che più ci sia gente in una piattaforma social, più aumenti l’anarchia, e più la gente si lamenti de laggente ci pone davanti ad una domanda “ma siamo veramente esseri sociali che cercano contatti con il prossimo, o vogliamo solo avere adulatori e di base stiamo tutti bene per i cazzi nostri?“. La domanda è interessante, ma questo blog è troppo ignorante per dare una risposta concreta. Fatelo voi, che vi riesce sicuramente meglio, poi fatemi sapere.

Uno dei motivi per cui molte piattaforme social vanno in vacca, e Instagram non ne è assolutamente indenne purtroppo, è dovuto alla presenza degli utenti “zecca“.

Su Instagram (non conteggiando i cazzari seriali e gli utenti sporadici) i cosiddetti superuser (che non sono persone con super poteri, ma semplicemente gente che sta tutto il giorno li a smollare like manco fossero telegrafisti e a scrivere “awesome” come se non ci fosse un domani) possono essere suddivisi in due categorie: quelli che hanno una professione a se stante dalla piattaforma, e quelli che invece non hanno un lavoro decente o ben definito. I primi utilizzano Instagram per pubblicizzare la propria attività, o per diletto, ma se domani il social delle foto dei gatti dovesse chiudere più di tanto la cosa non li toccherebbe. Si, certo, sarebbe un peccato, ma la loro vita grazie alla loro attività, andrebbe avanti abbastanza tranquillamente.
Il problema sono i secondi, sono le zecche.

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La zecca di Instagram è un utente disperato e privo di professione e professionalità che vede nella crescita di questo social la scappatoia spettacolare alla miseria e quindi ci si attacca come per succhiarne la linfa. Ma essendo una zecca è parassita del sistema, se ne nutre ma allo stesso tempo lo infetta e, alla lunga, lo uccide.

La zecca di Instagram non vede le community come un gruppo di persone e di amici, ma come dei collettivi da sfruttare. Tesse relazioni amicali finte e fittizie per mero scopo di lucro o per motivi di arrivismo sociale. Prima o poi gli sfruttati se ne rendono anche conto, ma solitamente è tardi.

Per la zecca di Instagram non esiste divertimento bensì bisnes. Tutto è convertibile rigidamente in tabelle di like, follower, commenti ed engagement. Non a caso utilizza bot e o lo nega, o dice che sia giusto farlo. Parla del bene collettivo ma mira a quello personale ed è disposta a sacrificare tutto e tutti per mettere la propria persona in luce.

Questa bellissima piattaforma è come un enorme prato, pieno di parassiti e prima o poi tutti ci avremo a che fare. In una visione delle cose in cui il male vince sempre (perché il fatto che si tenda al bene è una mera illusione per non cadere nella disperazione del fatto che la vita sia essenzialmente morte), è chiaro che la storia ha un finale è già scritto, del quale non conosciamo solamente i tempi esatti.

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Le zecche avranno il sopravvento distruggeranno tutto e, quando le persone si stuferanno di averci a che fare, abbandoneranno pian pianino la piattaforma. D’altro canto, per colpa delle zecche, qualsiasi cosa venga pubblicata sui social ormai porta sospetto :”Ma ha pubblicato quella foto perché gli piace fare effettivamente quella cosa, oppure sta facendo una marketta per qualcuno?”.
Il sospetto è purtroppo legitto e spesso fondato.
L’infezione è diffusa e si sta espandendo.

La zecca vincerà e, quando Instagram sarà morta o avrà meno appeal, andrà a infettare un altro sistema.
Questo post non fa un cazzo ridere, lo so, ma è la situazione delle cose: meglio 50 post sponsorizzati veri e dichiarati che una foto fasulla e markettara mal fatta.
Sediamoci in riva al fiume e iniziamo ad aspettare che passi il cadavere di Instagram, intanto con i riflessi dell’acqua, comunque, qualche foto decente salterà fuori.

Enjoy

Update del 28 aprile 2016

Come previsto Instagram sta continuando a peggiorare (a morire? al momento direi di no), e le zecche hanno iniziato a migrare verso altri lidi da distruggere. Dove? Beh è molto semplice, sul nuovo social in ascesa: SNAPCHAT!

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