L’algoritmo di Instagram ha rotto il cazzo

È notizia di questi giorni, è tam tam di tutti i principali forum popolati da instagrammer, che ci siano stati dei nuovi (ulteriori) mutamenti nell’algoritmo di Instagram che coadiuvati da dei mitologici hashtag bannati hanno nuovamente decimato l’engagement nei profili delle persone.
Instagram non è più una piattaforma social in cui si condividono contenuti visuali, che siano video o immagini, è ormai una infinita rincorsa al suo algoritmo del cazzo che, per definizione, ha rotto il cazzo.

Spoiler

Questo non è un post di Instagram Marketing, sto per partire con un pippone di filosofia utopica di quelli brutti. Quindi se sei un social-coso non ti serve leggerlo, se sei un utente che cerca come ottenere più like nemmeno, se non ti passa nulla sei il benvenuto.

Introduzione

Uso instagram dal 2011, da quando scattavo foto con l’ipad (!!!) o con la macchina fotografica digitale e le riversavo nel computer e poi nell’iPad. Ho visto decine di aggiornamenti della piattaforma, sono stato instagramer, ho scritto uno dei primi libri in Italia su questa piattaforma, sono salito nel 2017 alla ribalta mondiale come “il grafico che accosta le mazzette pantone al mondo reale“,  sono stato invitato come speaker in mezza Italia e tutt’ora insegno a usare Instagram. Quindi suppongo di non essere proprio l’ultimo demente sull’argomento, anche se – a mio avviso – un poco comunque si.
Non è il post di uno che sta perdendo consensi e quindi piange, è il pianto disperato di uno che usa la piattaforma, la ama ma allo stesso tempo la odia di brutto e che pensa (da sempre) che Instagram debba essere il mezzo e non il fine.

Ma torniamo a noi.

Una persona, per usare Instagram correttamente dovrebbe fare più o meno questo.
Va a fare una camminata, passa un disco volante, estrae il telefonino dalla tasca, lo immortala e lo condivide dopo avergli applicato un filtro a caso che renderà lo scatto più cesso.
Prenderà un botto di like e tutti saremo contenti.
Vive spontaneamente e condivide scatti genuini.

#einvece
Passerà il disco volante ma non lo fotograferà nemmeno.
(a parte che da quando tutti abbiamo lo smartphone anziché decuplicarsi gli avvistamenti si sono misteriosamente azzerati…)
Perché?
Perché non è in linea con il proprio piano editoriale del profilo.
Ma ti pare che io debba avere un piano editoriale? Cazzo non ce l’hanno più nemmeno le testate giornalistiche, a giudicare dalla merda che condividono, e io instagrammer della minchia devo decidere a priori di pubblicare solo torte verdi fotografate dall’azimut applicando esclusivamente il filtro kelvin.
Ma vi sembra normale?
Perché se ne parla come se lo fosse.

E l’orario di pubblicazione? Cazzo alieno: devi passare prima, o dopo, o domani. E la caption? E gli hashtag? Ma sai che se usi sempre gli stessi c’è lo shadow-ban? E lo sticazzi?
Minchia raga, è il 2018 e siamo diventati servi del doppio tap.
Ma che poi, prendere milionate di like cosa serve?
Non sono più apprezzamenti sinceri e reali, ci rendiamo conto che realizziamo spesso scatti meravigliosi che verranno visti per meno di un secondo, giusto il tempo di prendere il cuore dato dal doppio tap?
E stiamo vivendo tutto questo come una cosa normalissima, ma è aberrante.

Non è possibile che per far si che le persone vedano i miei scatti, debba continuamente aggiornarmi sui ragionamenti della app, e parlo di chi già mi segue, non di conquistare nuovi follower. Parlo di quelli che già mi seguono perché hanno trovato il mio profilo interessante, e semplicemente non mi vedono più perché IG ha deciso che è figo così.
E allora potreste dirmi, come è stato fatto, “se non ti piace Instagram, disiscriviti“.
Ma vaffanculo.

Io non ho la soluzione a tutto questo, è evidente, sono l’ultima ruota del carro. Ma sono sicuro che servirebbe una presa di coscienza che sia necessario un passo indietro.
Io so fare una cosa e cerco di condividerla tramite i social per darle visibilità. Non può essere tutto un “non so fare un cazzo, ma grazie ai mille trick divento famoso, divento influencer“.
Ma influencer esattamente di cosa? Del nulla cosmico, che in questi giorni ormai ci avvinghia.
Questo è il punto del discorso, a mio avviso fondamentale.

Bisogna uscire definitivamente dalla logica del follow e del like, probabilmente ripensando alla metodologia di apprezzamento dei contenuti pubblicati dagli altri. Mi sembra chiaro che il sistema attuale abbia fallito e abbia portato alla ribalta una serie di persone nulle, alle quali viene data visibilità consentendo loro di creare altre persone simili, ma ancora peggiori alle originali.
Siamo arrivati a un punto di rottura (di palle anche) evidente.

Non torneremo indietro, non ci sarà nessuna redenzione, questo lo so benissimo. Non è nel tornaconto di nessuno cercare un sistema che sia idealmente più meritocratico. Instagram vuole ridurci ad essere dei pigiatori seriali di schermi. È tutto molto bello, è tutto molto Matrix e siamo talmente drogati dalle sue notifiche che ci piace tantissimo e non vogliamo farne a meno.

Meme Advisor

I meme di questo post li ho generati io. Siete liberi di utilizzarli quanto volete, è ovvio. Chiaro che se mi citate come autore non farebbe schifo, visto che le volte scorse li avete ripubblicati per i vostri comodi fingendo bellamente fossero opera vostra 😀

Post Scriptum

Pare che con questo post abbia toccato un nervo scopertissimo a giudicare dal successo ottenuto. Credevo di aver parlato un poco di aria fritta, di aver detto cose che stavate dicendo già tutti, invece sembra di no.
Non era assolutamente pensato ma, visto che ci siamo, colgo l’occasione per invitarvi il 14 aprile alla giornata di formazione “DESTINAZIONE INSTAGRAM”  che terrò in quel di Perugia. I miei interventi sono un mix tra l’insegnamento delle buone prassi da dover seguire per avere dei risultati, un’infarinatura sull’esistenza del lato oscuro di questa piattaforma, molte case history esaltanti, il tutto affiancato dal mio punto di vista sull’argomento. In pratica vi insegnerò quello che so per sfruttare al meglio la piattaforma, metterò in luce il bene ed il male lasciando a voi la scelta su cosa seguire. Come fatto in questo post.
Non cerco consensi, espongo il mio punto di vista. Se poi siete con me, meglio, altrimenti pazienza: il mondo bello perché i punti di vista sono vari 🙂

stailuan

Andrea "Style1" Antoni è un grafico freelance ed un graffiti writer, ambassador di GoPro e Roberto Ricci Designs. Scrive post a tempo perso e perde tempo scrivendo post, ma vive di grafica. Nel febbraio del 2015 è uscito il suo primo libro "Trova la tua identità su Instagram e condividi foto uniche", pubblicato da Dario Flaccovio Editore. Nel 2017 è diventato per tutti "il grafico che gira il mondo fotografando le mazzette pantone" grazie all'improvvisa viralizzazione del suo progetto Instagram #STAILtone. More info

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Commenti dal faccialibro


20 Responses

  1. Gian ha detto:

    Ciao carissimo, io ti seguo da un pezzo su IG e, è vero, spesso non ti trovo nel feed 🙁
    Concordo con ogni parola, IG era un bel social… era! Salvo che ora ne siamo schiavi perché le agenzie, gli enti e chi altro vuole lavorare con un socialmediacoso guardano in primis quanti followers e quanti like… come se dipendessero da noi poi!
    Speriamo che l’incubo finisca presto! 😉
    Continua così, grande!

    • stailuan ha detto:

      Ciao Gian 🙂
      Il problema grosso, secondo me, non riguarda tanto le persone che usano IG anche per lavoro, ma le persone “normali”. Non è possibile che una persona usi instagram per diletto e, senza sapere niente, venga bannata per shadow-ban, le sue foto non vengano viste da amici, non riceva quei quattro like che non gli davano cmq soldi ma portavano un poco di orgoglio. E tutto questo per cosa? Per contrastare i bot? Se volessero contrastarli lo farebbero. È che gli sta benissimo che le persone usino i bot, purchè continuino a usare instagram. E le crociate assurde, tipo la chiusura di instagress sono falsissime in quanto per quanto si dichiari chiuso, se tu fai login, lo puoi usare benissimo ancora. Quindi non so, è tutto veramente una merda 😀

  2. Sei il mio nuovo Idolo… sappilo!

  3. Uso poco Instagram perchè boh, mi piace, ma non sono neanche in grado di tenere dritto lo Smartphone, figuriamoci fare belle foto, però hai vinto, questo post è favoloso 😍

    • stailuan ha detto:

      Tendenzialmente instagram dovrebbe essere una piattaforma pensata soprattutto per chi non sa fare foto, o che le fa per divertimento, in modo amatoriale etc… non per fotografi. Almeno io la vedo così. Poi che nel tempo le cose siano cambiate è evidente 😀
      Se tu lo usi poco… boh a questo punto forse è anche meglio visto come si stanno indirizzando le cose 😀

  4. Alessandra ha detto:

    Bellissimo articolo! Condivido in pieno e purtroppo per qualcosa mi sono rivista pure…bravo!

  5. Angela ha detto:

    Bello Andrea, siamo in linea. Sta arrivando la spontaneità senza la rincorsa al like, io ci credo! Anche perché metà dei profili con grandi numeri che vedo ultimamente sono evidentemente stati “pimpati” 😉 e le persone se ne accorgono…

    • stailuan ha detto:

      non so, dato che mi conosci sai che io sono molto meno speranzoso nei confronti del futuro e del genere umano in generale 😀

  6. Ileana ha detto:

    Sincero e giusto. Condivido ogni singola parola 👏👏👏👏

  7. Giulia ha detto:

    Concordo in pieno! Mi hai fatto morire dalle risate con il piano editoriale, io lo faccio apposta ad avere un feed sconclusionato 😉 non avrà un mood, ma almeno è spontaneo!

    • stailuan ha detto:

      io ho un profilo assolutamente coerente, ma lo faccio più per allinearmi alle logiche del sistema, che però contesto. So che non sia una cosa lineare però non è che possa fare sempre quello contro a tutto e tutti, a volte devo anche allinearmi 😀

  8. Daniele LeXiuS ha detto:

    Concordo con tutto. Ne parlo ogni giorno.
    Sono rimasto colpito dal vedere che la pensi come me sul fatto che ad Instagram fa anche comodo che si usino i bot pur di non perdere utenti che potrebbe anche bannare senza troppa fatica se volesse. Allo stesso tempo credo che siano stati molto furbi nel dar conto solo all engagement più che hai numeri alti, basandosi sulla ratio follower x like/interazioni. Cosi di sicuro i numeri alti porteranno solo andare a distruggersi dando allo stesso tempo la possibilità ai profili più piccoli di avere la possibilità di avere una engegement ratio più corretta, giusta per i propri follower.

    • stailuan ha detto:

      c’è gente che storicamente ha costruito una carriera da instagrammer sulla falsità. Tutti sanno, tutti sapevano, nessuno ha mai detto. Io compreso. Io ho denunciato il fatto in se, ma non ho mai fatto nomi. Chi fa nomi è sempre tagliato fuori, io anche non facendoli lo sono stato. È una battaglia che un tempo ho portato avanti, poi mi sono anche rotto le palle di fare il paladino conto terzi che a un certo punto mi hanno inculato alla grande. Di conseguenza sono arrivato un poco alla conclusione che ognuno faccia quello che vuole che ormai è tutto perso 😀

  9. Daniele LeXiuS ha detto:

    Pardon per gli errori nel testo. Sono le 3.

  10. Nancy ha detto:

    Grande Andrea! Sono riuscita a capire tutto anche io …. che no capisco quasi un cazzo:-). Chiaro é veritiero . Corro a comprare il tuo libro nella attesa di qualche evento a Milano dove sentirti !

  1. 25 febbraio 2018

    […] Sono certa di non essere né la prima né l’unica a provare questo mix di tristezza e noia, al tempo stesso mi chiedo se sia giusto parlarne. Facebook ad oggi è uno dei miei strumenti di lavoro… come posso dichiarare di sentire il desiderio di disiscrivermi e seguire le orme del Jim Carrey di turno? Persino Wired racconta gli ultimi due anni difficili di Facebook, con un’immagine che mostra Mark Zuckerberg coperto di lividi. I più giovani non ci pensano neanche ad iscriversi, vanno direttamente su Instagram o Musical.ly. Il punto è che anche su Instagram stanno riproponendo le stesse identiche logiche del suo socio Facebook, dall’algoritmo alla pubblicità. E anche qui le persone cominciano a dichiarare la propria insofferenza al sistema. […]

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