Grafica Old but gold Vita da Freelance

L’anima e la grafica pubblicitaria.

Non so perchè ma mi è venuto un flash di quando, tre anni fa, feci un colloquio incredibile, nella ricerca di collocazione come grafico.

Mi presentai in un’agenzia, di cui più che non voler fare il nome proprio non me lo ricordo: ricordo però che le pareti erano dipinte di verde prato, un dettaglio difficile da dimenticare.
Fu il colloquio più clamoroso della mia vita, anche perchè durò due ore: un mitologico semi-monologo da parte del personaggio che avevo davanti che, tra una domanda e l’altra, partiva con incredibili teorie sulla vita.

In front of me: il classico pubblicitario, no il pubblicitario non è un grafico solitamente.
Il pubblicitario è una figura che può essere paragonata ad un faraone per gli il popolo ebraico prima della fuga dall’Egitto: cioè uno schiavista che sfrutta le persone. I pubblicitari hanno tutti un’età compresa tra i 40 e i 55 anni e durante questa quindicina, il loro aspetto non muta, del prima e del dopo delle loro esistenze non si sa nulla. Sono tutti magri, lampadati in modo spaventoso per ottenere quel classico “rosso mattone” detto anche “pubblicitario“, indossano jeans che fa molto giovane, una camicia e al polso hanno un braccialetto d’oro e un orologio di dimensioni abnormi. Sono SEMPRE brizzolati, e manco a dirlo, sono dei mac-fanatici della madonna.

Sono distanti anni luce dai grafici, che hanno in mente un utopico mondo migliore, che sarà tale grazie al loro splendido operato che mira a migliorare la comunicazione, a renderla più efficace e più easy, seguendo griglie, regole, accostamenti cromatici e pippe mentali di ogni tipo: loro fanno pubblicità per il cash. Un giorno della loro vita infatti dovettero scegliere tra mettere su una fabbrica di vasi in terracotta o un’agenzia di grafica, scelsero la seconda non tanto per l’introito quanto perchè “fa più figo” e perchè la sede solitamente la si pone in centro città e andare a “fare aperitivi” è più comodo.

Personaggi tali sono sempre stressati, anche se non ce n’è un vero motivo, e scaricano tutti i loro casini sui grafici-schiavi. Nonostante una loro incompetenza di default si avvicinano al grafico di turno che lavora ed esplodono con consigli per migliorare il layout, utilizzando incredibili inglesismi e parole inventate ma accattivanti del tipo :”Ma no, voglio una cosa che non sia sia così EASY, questa è troppo SOFT, vogliamo qualcosa di più PUNCH, più ROCK, che sia meno SLOW: hai letto il BRIEF? No perchè io non sono convinto di questo LAYOUT che mi presenti perchè i COLOURS non so se siano adatti e anche il CLAIM è poco accattivante. Capisci quello che voglio dire no?“.
No.

Chiaramente non lo capite perchè probabilmente non ha detto un cazzo, però risponderete di si, farete un poche di modifiche, più o meno a caso, per farlo contento e gli ripresenterete la bozza, che gli piacerà di più ma chiaramente non sarà perfetta perchè lui avrebbe fatto meglio. Ad ogni modo ve la farà inviare al cliente “perchè non c’è tempo e comunque non ci paga abbastanza” a questo punto sarà il destinatario, dal basso del suo nulla in questo campo, a stravolgere una volta in più il vostro operato rendendolo una merda colossale.
Tutto questo per dire cosa? Per inquadrare la situazione, torniamo a noi.

Dicevamo: era luglio, faceva molto caldo e il tipo in questione continuava a parlare a raffica e io cominciavo a sentirmi fortissimamente rintronato. Cominciavo ad ondeggiare e a sentire tutto una sorta di “BLA BLA BLA” ovattato attorno a me. Quando ad un certo punto un fulmine squarciò la notte. Come una deflagrazione di una bomba, come un pugno nei denti, una sua domanda mi svegliò di colpo e mi fece pensare “porcozzio, ma che cazzo stai dicendo?“.

L’altra domanda che mi stavo ponendo era “Cacchio ho pagato il parcheggio solo per un’ora e sono qua da 90 minuti, speriamo di non aver preso pure la multa“.

La domanda fu la seguente :”MA LEI, CHE COSA FA PER COLTIVARE LA SUA ANIMA?“.

EH?
Prego?
Si, ve lo giuro, mi ha chiesto proprio questo.
Rido ancora.
La mia risposta fu altrettanto terrificante :”VADO A MESSA.”
E confesso che non credo di essere riuscito a contenere un palese sorriso.
Lui partì con una tirata colossale su quanto stesse facendo bene a lui lo yoga, che un poco come tutte le discipline orientali hanno una presa su di me pari a una bobina di nastro adesivo su un litro di olio.
Alla fine disse che potevo andare bene per lavorare da loro, ma io declinai con gentilezza l’offerta. Quando uscii vidi che non avevo preso la multa, insomma tutto sommato mi era andata quasi di lusso.

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19 Comments

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    WORST197
    27 Aprile 2011 at 08:57
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    27 Aprile 2011 at 09:03
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    Anonymous
    27 Aprile 2011 at 09:13
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    Enrico Bisetto
    27 Aprile 2011 at 09:15
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    DaZa
    27 Aprile 2011 at 10:57
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    27 Aprile 2011 at 11:00
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    FrancescoFurlan
    27 Aprile 2011 at 15:56
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    VaLe
    27 Aprile 2011 at 16:22
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    28 Aprile 2011 at 07:26
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    Antonella Coppola
    28 Aprile 2011 at 10:07
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    28 Aprile 2011 at 10:08
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    Anonymous
    28 Aprile 2011 at 11:00
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    28 Aprile 2011 at 11:05
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    andrefranz
    29 Aprile 2011 at 10:48
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    Ibizi
    29 Aprile 2011 at 10:53
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    29 Aprile 2011 at 11:25
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    VaLe
    2 Maggio 2011 at 09:48
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    2 Maggio 2011 at 10:57

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