L’auto-trolling di Magnini e varie storie olimpiche.

Sta iniziando il sesto giorno dei Giochi Olimpici di Londra 2012 e queste, nel bene o nel male, sono anche le Olimpiadi dei social network. Si, è vero che questi erano presenti già quattro anni fa, ma il loro utilizzo era molto minore: twitter non era ancora così diffuso, google plus non esisteva, instagram non era ancora il motivo principale per andare in vacanza (andare in vacanza per fare foto da condividere e far incazzare gli altri che sono al lavoro ndr) e così via.

Già nelle settimane precedenti, tra storie di influencers, mud wrestling, querele a twitter,  trollate epiche, notammo come un poco il caldo, un poco la crisi, un poco il minimo comune denominatore di massima ed estesa maleducazione, stessero rendendo il clima sui social network assolutamente insopportabile: potevano le Olimpiadi starne fuori? Certo che no. O meglio, finchè arrivano le medaglie va tutto bene, quando gli atleti iniziano a non centrare l’obiettivo, il popolo incazzato inizia a sbarellare. E quando lo fa, lo fa di brutto.

Non so voi, ma io alle superiori frequentai l’ora di religione, e anche quando divenne opzionale scelsi di continuare a seguirla anche perchè, nonostante il professore fosse un sacerdote, non volgeva i suoi discorsi al fine solo e ultimo di farci andare a Messa la domenica, bensì provava a farci ragionare su temi di attualità. Non ricordo molto delle sue lezioni, però non dimentico che mi insegnò la regola delle 11P: Prima Pensa, Poi Parla, Perchè Parola Poco Pensata Può Portare Pentimento. Che poi io tramutai nella regola delle 13P con l’inserimento iniziale di Porca Puttana, che diventava delle 15P aggiungendo Pier Paolo che era il mio compagno di banco noto per fare un casino clamoroso senza se e senza ma.

Bene, io credo che questo piccolo insegnamento servirebbe moltissimo ai navigatori: lo metterei sempre presente nella header di twitter, perchè così magari il giovane adolescente di Weymouth avrebbe pensato un paio di volte prima di scrivere al tuffatore britannico Tom Daley, 4° dalla piattaforma da 10 m “Hai deluso tuo padre“. In molti non lo sanno ma il padre dell’atleta è morto nel maggio 2011 per un tumore al cervello. Sembra che poi si sia scusato, ad ogni modo le notizie parlano, direi giustamente, del suo arresto, perchè il fatto che tu abbia una tastiera e un monitor (un cervello non è sicuro) non ti danno il diritto di scrivere stronzate alle altre persone.

Ma la follia olimpica non finisce qui: tra le notizie trovate qua e là sulla rete scopriamo che Rafaela Silva non utilizzerà più i social network, dopo essere stata ripetutamente chiamata “scimmia” da alcuni internauti, sempre su Twitter. Probabilmente la judoka brasiliana non si distingue per “gnocchitudine” ma è uno di quegli esempi di vita che danno speranza ai più deboli dato che proviene da una famiglia poverissima della favelà di Cidade de Deus, la più violenta di Rio de Janeiro e si è dedicata al judo, grazie a un progetto sociale.

L’Italia chiaramente non sta a guardare, solo che noi abbiamo il problema inverso, infatti ieri Filippo Magnini si è reso autore di una delle più belle cose che ricorderemo di queste Olimpiadi: un’azione cyber-dadaista di auto-trollaggio e disiscrizione da twitter preventiva.
Magnini-Pellegrini, l’italica coppia di nuotatori, tanto forti dal lato sportivo, quanto insopportabili da quello comunicativo. E se da un lato è ovvio che si possa dire che la massa si dimentica troppo velocemente delle vittorie passate, è anche vero che se tu rifiuti di fare la portatrice della bandiera nazionale durante la cerimonia di apertura per non stancarti e poi vai a zero medaglie, mentre la Vezzali che più o meno al tuo posto ha portato il tricolore, e dall’alto dei suoi 41 anni un bronzo lo ha vinto, non puoi aspettarti un bel trattamento. Se a questo aggiungi che c’è un’evidente mancanza di cultura della sconfitta, e la colpa è sempre dell’allenatore, della preparazione, dell’ansia, e non è mai colpa degli altri che nuotano più velocemente, ecco che arrivano le legnate via twitter.

E così la Pellegrini è stata massacrata dagli utenti, un poco a ragione un poco a torto, diciamo un pareggio. Dato che Magnini ha fatto prestazioni ben peggiori ha pensato di risolvere il tutto così:

Non so bene cosa abbia dato il via a tutto questo, fattostà che a un certo punto prende, sclera e sbotta con

  • “Ragazzi nn rispondente a tutti quelli che sono felici se l’Italia sportiva va male, probabilmente nella loro vita nn sanno fare altro che …”
  • e continua con “Stare seduti e criticare. Che brutte persone. A tutti voi che criticate vi auguro di avere dei figli che si realizzeranno nella vita…”
  • e ancora “Visto che voi criticoni di sicuro non lo siete! Passo e chiudo ora abbandono il modno di tw. I social network sono pieni di gente cattiva.”

E già qui l’aria è pesante, la grammatica è a puttane, però dai potremmo dire felicemente che ce lo siamo levati dalle balle: meno uno insomma. Perchè è cosa nota che Twitter si divide in due ere, il Twitter a.V. e quello d.V. che sta per “Avanti Vip” e “Dopo Vip“.
Twitter prima della comparsa dei Vip infatti era un mondo migliore, una sorta di limbo dantesco dove i filosofi discutevano di temi elevati in un clima di pace surreale: non è vero, ma mi piace esasperare per rendere l’idea. Resta il fatto che un giorno sono arrivati i vip, che hanno iniziato a scrivere minchiate inutili, pubblicare le foto del loro gluteo in Sardegna o del loro capezzolo a Parigi, twittando concetti splendidi come “Guardate che belleeeeeeeeeeeeeeee le mie nuove scarpeeeeeeeeeeeeee” e si son portati dietro tutta una bolgia di decerebrati che hanno iniziato a seguirli e a far casino per supportarli contro chi invece li rifiutava.

Insomma, Magnini prende e se ne va: invece no.
Non contento passa all’auto-trolling:

  • Immagino ora le risp…” meglio che vai via ,oppure.. Bene ci fai un favore..ecc ecc” che scontati che siete.
  • “Ciao a tutti i grandi fans e anche a quelli che ci criticano in maniera costruttiva ed educata. Quelli si… Gli imbecilli nn li saluto.”

Io lo trovo splendido: se le fa e se le canta: ora immagino le risposte, “meglio che vai“, “bene facci un favore” e poi auto-risponde agli ipotetici auto-sfanculi che noi avremmo dovuto fargli. Sta facendo tutto da solo: e tutto questo è bellissimo.
Ma comunque vorrei ricordare che per quanto lo più o meno faccia velocemente, alla fin fine sta nuotando in una vasca di acqua e cloro, non sta scoprendo la formula per debellare l’AIDS

Credo serva stemperare il tutto, e tornare allo Spirito Olimpico. Devono calmarsi i vip o atleti che siano, ma anche le persone “normali“, perchè twitter e i social network in generale non possono ridursi a sterile turpiloquio. Per fare questo vi invito a leggervi la storia del “Peggior nuotatore di tutti i tempi” (non si parla di Magnini o della Pellegrini, il fatto che si parli di nuoto è casuale) o “La vera fuga per la vittoria – Marial dal Sud Sudan ai Giochi” (La straordinaria storia dell’atleta del Sudan del Sud, scappato dai soldati che bruciarono il villaggio e gli sterminarono la famiglia. Rifugiato negli Stati Uniti dal 2001, gareggerà nella maratona sotto la bandiera olimpica).

Queste sono le storie che rendono le Olimpiadi una favolosa manifestazione, per certi versi fuori dal tempo, e che fanno sognare i bambini di poter salire un giorno sul podio e vincere una delle tre medaglie. Tenete accesa la fiamma di Olimpia, non spegnete il cervello.

In foto: il graffito “Be Happy Project” che ho realizzato in pieno spirito Olimpico. Se volete ne ho realizzato pure una versione grafica scaricabile dal mio sito come wallpaper per computer, smarphone e tablet.

stailuan

Andrea "Style1" Antoni è un grafico freelance ed un graffiti writer, ambassador di GoPro e Roberto Ricci Designs. Scrive post a tempo perso e perde tempo scrivendo post, ma vive di grafica. Nel febbraio del 2015 è uscito il suo primo libro "Trova la tua identità su Instagram e condividi foto uniche", pubblicato da Dario Flaccovio Editore. Nel 2017 è diventato per tutti "il grafico che gira il mondo fotografando le mazzette pantone" grazie all'improvvisa viralizzazione del suo progetto Instagram #STAILtone. More info

You may also like...

Commenti dal faccialibro


1 Response

  1. 8 Agosto 2012

    […] ha polemicamente anticipato le critiche dei “cattivoni”, cimentandosi in quella che Andrea Antoni definisce “un’azione cyber-dadaista di auto-trollaggio e disiscrizione da twitter […]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *