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Le piccole vedette di Instagram

Le piccole vedette di Instagram sono ovunque e sono chiunque.

Potrei essere io, potresti essere tu, potrebbe essere egli, ma soprattutto potrebbero essere LORO, perché dare le colpe agli altri é sempre bellino e molto più facile che prendersi le proprie responsabilità.

Le piccole vedette sono piccole. Proprio dal punto di vista dell’occupazione dello spazio, non tanto dal punto di vista dell’etá anagrafica. E da un anno a questa parte hanno preso sempre più spazio, nonostante siano piccole (anzi piccolissime) tanto che te le trovi pubblicate ovunque. Come le formiche. Che infatti sono piccole.

Spesso sono catalogate, da chi le posta, come #tinypeople.
Cosa fanno di bello queste tignosepipol? Niente, non fanno assolutamente niente. Come nulla ha da fare nella vita chi ha tutta la giornata da perdere per stare dietro ai like, ai commenti e al numero di follower su questo social network. La vera forza su cui si fonda Instagram non é l’immediatezza, é la voglia di fare un cazzo e sperare di diventare famosi vivendo di non fare un cazzo dei suoi utenti. Ideale abbastanza alto e condivisibile, tra l’altro.

Tinypeople

Ma torniamo alle nostre vedette: piccole come quella lombarda, ma molto più trendy e 2.0.
Le trovi collocate ovunque: in una spiaggia, su un prato di girasoli (agli igers i girasoli piacciono un devasto), in una piazza, davanti a una parete. Ma tipo a 5 cm dalla parete. E che cazzo stanno guardando sul muro? Probabilmente gli mancano 40k di diottrie e stanno cercando di leggere una scritta fenomenale lasciata da qualche poeta metropolitano.

Le vedette sono li. Piccole. Piccolissime. Solitamente da sole, perché si é scoperto che un paesaggio senza gente engaggia meno che con la presenza di persone, ma se ce ne sono troppe non va bene nemmeno e quindi le si abbandona li. Solissime. Guardiane di Deserti dei Tartari.
A dare le spalle sempre, diventando una sorta di archetipo dell’umanità fancazzista che guarda il nulla cosmico che non é nientemeno che la rappresentazione iconografica di quanto ha nel cervello. Ma di cosa cazzo stiamo parlando? Cit. Bianconi.
Ah si, dell’Instagram.

Eh gnente.
Ci sono questi qua, sia maschi che femmine, ma solitamente sono femmine perché il corpo femminile prende piú like, che sono rivolti in avanti e guardano. Guardano alla marea di like in arrivo, guardano all’engagement, guardano che ora su Instagram le foto non sono piú quadrate e quindi piangono ma non si girano perché non vogliono mostrare i loro volti solcati dalle lacrime.
Perché le vedette saranno anche piccole, ma hanno un grande cuore.

follower instagram libro

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5 Comments

  • Reply
    Elisa
    3 Settembre 2015 at 17:05

    Andrea ma che bello questo post, bello e interessante, il titolo è troppo carino, il testo è criptico q.b un po’ come te 🙂 e mi è piaciuto tantissimo oltre che a essere molto utile per il mio prossimo viaggio, grazie mille

    • Reply
      stailuan
      7 Settembre 2015 at 11:01

      ahaha grazie Elisa. Più che criptico è di nicchia: chi deve capire lo capisce, per chi è esterno al mondo instagram (meglio) effettivamente non è comprensibilissimo. Non ho ben capito come possa tornarti utile per il tuo viaggio, ma in caso ne sono felice 😀

  • Reply
    L'arrivista di Instagram | Pensieri & Caffelatte
    17 Settembre 2015 at 12:31

    […] partecipa volentieri allo stage e si presta a fare la piccola vedetta di quelli che hanno molti K perché punta ad essere taggato nella foto che questi pubblicheranno, in modo tale da ricevere […]

  • Reply
    Mibaldas
    8 Gennaio 2016 at 16:30

    Ahahaha rotolo … sulle ossa. :v -_-

  • Reply
    Instagram: come funziona | Pensieri & Caffelatte
    24 Febbraio 2016 at 08:14

    […] a farsi foto per Instagram), Suicide Girls, ipotetici influencer che fanno markette ancestrali, piccole vedette, e da qualche mese anche da molte inserzioni pubblicitarie a pagamento. Se questo breve riassunto […]

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