Le slide, il male assoluto

“Ma come fai a parlare davanti a tante persone?”

“Ma non ti inquieta dover tenere una lezione?”

Queste, e molte altre domande simili, vengono poste spesso a chi si trova nella situazione di fare formazione o tenere interventi dal vivo. E la risposta è che si, c’è sempre un poca di emozione, ma in via di massima con il tempo ci si abitua.
A fare le slide no.
Le slide (secondo me) sono il male assoluto, e vi spiego perché.

slide-stailuan

Un’ora di lezione significa spendere quattro ore per realizzare slide.

Spesso si dice “si ma una volta che le hai fatte poi le usi ad oltranza“. Stocazzo: a meno che tu non sia un docente che fa formazione a nastro, tra una volta e l’altra che le usi è già cambiato tutto. E con argomenti come i social network è un attimo.

Power Point.

Power Point è uno strumento diabolico, dal funzionamento empirico, casuale e che stimola l’individuo a realizzare le peggiori slide con le animazioni più perverse. Personalmente il caso limite è stato quello di assistere alla presentazione di un luminare che aveva impostato la comparsa degli elementi sul piano tramite un arrivo a spirale con fischio.
Eccellente.
Anche chiedendomi di preparare una presentazione volutamente terribile non sarei mai arrivato a tanto. E poi dite che il creativo sono io.

PDF.

Siccome lavoro come grafico porto con me la nota indole del fighetto-spocchioso-lo-faccio-meglio-di-te. Immagino che tutti voi abbiate un amico grafico e sicuramente lo avrete sentito dire più volte (si scrive “più volte” ma si legge SEMPRE) “Se lo avessi fatto io, lo avrei fatto meglio“.
Ecco.
Quindi faccio le presentazioni in PDF utilizzando InDesign.
Questo va benissimo finché lavori da solo o fai presentazioni personali.
Diventa un incubo quando devi fare un intervento assieme ad altri che di Indesign si e no conoscono l’esistenza.

Sbattimento.

ppt-slide-presentazioni

Le slide non si ha mai voglia di prepararle perché c’è sempre dell’altro da fare, o comunque anche dare calci ad una lattina è più accattivante. Di conseguenza se saprai di dover tenere un intervento tra tre mesi, e avrai tutto il tempo per schematizzare i tuoi argomenti con calma, in cuor tuo sai che li farai entro le ultime 24 ore. Queste saranno un delirio: ti maledirai e ti assicurerai che dalla volta successiva non accada mai più, ma sai benissimo che è un loop dal quale non puoi uscire.

La giornata precedente.

slide-preparare

Sapevi da tre mesi che quel giorno avresti dovuto tenere un intervento.
Sapevi di avere tutto il tempo necessario a disposizione.
Sapevi che ti saresti ridotto (come sempre) a fare tutto nelle ultime 24 ore, ovvero quando non avresti avuto più alternative.
La giornata precedente è un crescendo di emozioni: la mattina ti svegli con la consapevolezza che sei in ritardo ma -alla fin fine – pensi che non ci vorrà poi molto a fare il tutto. Fino all’ora di pranzo quindi fai solamente un ripasso mentale misto a cazzeggio.
Dopo pranzo entri nella fase realizzativa vera e propria e passate due ore ti rendi conto che non hai fatto quasi niente. Le ore successive sono un calendario di bestemmie contro te stesso, il sistema, le slide, la gente che non sa e ha bisogno del tuo intervento, chi ti ha chiamato a tenere l’intervento, te stesso che hai accettato di tenerlo, il computer che va piano, il tempo che è sereno e tu devi stare in ufficio invece che uscire a divertirti.
Insomma: giustificazionismo brado.
Però la giornata se ne va e non hai fatto niente.
Come per magia però, ogni volta, ti ritrovi a tenere l’intervento con tutte le slide a posto: le hai fatte di notte, le hai preparate fino a pochi minuti prima, ma le hai fatte.
A tuo modo, puoi dirti “bravo”.

La promessa (la grande farsa)

stailuan-instagram

Ti prometti che dalla prossima volta non andrà più così. Che si, anche le altre volte lo hai detto, ma stavolta è diverso: dalla prossima volta non ti ridurrai ad arrivare all’ultimo istante con tutto da fare, ti organizzerai per tempo.
Peccato che anche la volta successiva, consapevole in precedenza è andata sempre bene nonostante il lavoro sia stato concentrato a poche ore dall’intervento, non farai nulla fino alle ultime 24 ore facendo ripartire questo spettacolare loop.

stailuan

Andrea "Style1" Antoni è un grafico freelance ed un graffiti writer, ambassador di GoPro e Roberto Ricci Designs. Scrive post a tempo perso e perde tempo scrivendo post, ma vive di grafica. Nel febbraio del 2015 è uscito il suo primo libro "Trova la tua identità su Instagram e condividi foto uniche", pubblicato da Dario Flaccovio Editore. Nel 2017 è diventato per tutti "il grafico che gira il mondo fotografando le mazzette pantone" grazie all'improvvisa viralizzazione del suo progetto Instagram #STAILtone. More info

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Commenti dal faccialibro


4 Responses

  1. 12 maggio 2016

    […] ho un paio di corsi in partenza e devo aggiornare TUTTE LE SLIDE. Che ormai, come hai avuto modo di imparare, sono IL MALE ASSOLUTO. Volevo utilizzare le ultime presentazioni che avevo realizzato in tempi […]

  2. 16 dicembre 2016

    […] Ormai stare dietro alle novità di Instagram è praticamente un lavoro a tempo pieno. Se in passato eravamo abituati a vedere un aggiornamento ogni tot mesi, qui ormai non puoi distrarti un attimo che cambia tutto. E soprattutto devi cambiare le slide per le lezioni, e cambiare le slide per le lezioni e cambiare le slide per le lezioni. Insomma: non farò mai più slide (che sono il male assoluto). […]

  3. 25 gennaio 2017

    […] Tutto questo per dire cosa: sono arrivate le trasmissioni in diretta. E via: per chi come me tiene lezioni sull’argomento, è nuovamente ora di modificare le slide che, come oramai saprete a memoria, sono il male assoluto. […]

  4. 25 gennaio 2017

    […] Tutto questo per dire cosa: sono arrivate le trasmissioni in diretta. E via: per chi come me tiene lezioni sull’argomento, è nuovamente ora di modificare le slide che, come oramai saprete a memoria, sono il male assoluto. […]

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