l’illustratore su Instagram

Gli illustratori presenti su Instagram non sanno illustrare, o disegnare.

O meglio questo accade nel 90% dei casi (il dato è ovviamente random, non ha alcuna base scientifica come tutte le diete che trovate su facebook e seguite in estate per affrontare la prova costume oggi e qualche malattia incredibile ai reni domani),  il restante 10% invece è popolato da professionisti bravissimi.
Però bisogna trovarli nel marasma.

L’illustratore su Instagram, dicevamo, non sa disegnare.
Ma non è un problema perché tanto non lo sanno fare nemmeno quelli che gli mettono i like, che in più non sanno nemmeno scattare le foto. Questi ultimi, però, non avendo assolutamente idea di cosa sia il disegno, come si disegni, o che cosa sia una matita (o chi ne fa le veci) mettono cuori comunque perché trovano del bello in ogni elaborato che denoti una certa manualità o creatività. Perché tanto loro non sarebbero in grado di fare di meglio e quindi automaticamente è figo.

L’illustratore su Instagram non ha idee, ma per sua fortuna esistono Instagram e Behance.
Non è che abbia voglia di perdere così tanto tempo, altrimenti lo impiegherebbe per provare a creare qualcosa di suo, quindi si sveglia una mattina, apre uno (o entrambi) questi social network, inserisce un paio di chiavi di ricerca seguendo la famosa tecnica “a cazzo” -che funziona sempre alla grande- e cerca qualcosa che gli piaccia. Qualcosa che sia effettivamente figo. Trovato un elaborato di suo interesse lo salva e inizia a copiarlo spudoratamente. E a pubblicarlo su Instagram. Su Behance un poco di meno perchè li sono tutti grafici o illustratori e ti sgamano facilmente e ti ramazzano. Giustamente.

Crea il suo aborto su carta, lo fotografa, lo pubblica e prende parecchi like.
Non è detto che ne prenda carrellate o paccate eh, magari anche solo 40, ma voglio dire: 40 like per uno sgorbio e per di più copiato (male) sono tantissimi.
La maggior parte pubblica un paio di foto e poi, non ricevendo entro 10 giorni una proposta commerciale da parte di Pantone o di qualche brand casuale relativo a grafica, design o qualsiasi altro campo dello scibile, si rompono le balle e abbandonano il profilo, dichiarando “Instagram non serve a un cazzo, ci sono solo gattini, foto di piedi e tipe che mostrano le tette“. Che schifo di social.

illustratore-instagramer

Chi invece è più tenace e riesce magari ad ottenere, entro un paio di mesi, una matita in regalo (che pubblicherà in almeno 48 immagini facendola, passare come l’accordo più importante dopo i Patti Lateranensi) dimenticherà di aver copiato. Cioè lo saprà ancora benissimo, continuerà ad attingere con costanza alla sua fonte di idee e a fotocopiare (male) i lavori di questa, ma in qualche modo entrerà nell’idea che quello stile -alla fin fine- è un poco anche suo. E che (cazzo) quella matita in regalo se l’è guadagnata.

A volte però la carta-carbone di turno viene sgamata.
Solitamente da un fan del suo “datore di idee” che gli lascia un commento tranquillo tipo “sei una merda” chiosando con una notifica al soggetto copiato. Il soggetto copiato, il più delle volte, se ne sbatte alla grande per la famosa virtù dei forti, dello sticazzi e del “non ho tempo di far casino perché devo impiegarlo per pensare a cose nuove che poi gli altri mi copieranno“. Invece il copiatore si incazzerà di brutto e, assieme al suo manipolo di seguaci, farà partire una massiccia contro-azione di sdegno, fastidio e violenza verbale verso il mondo.
Non è vero.
Io non copio.
Lui copia me.
E comunque anche lui ha copiato un altro (a caso).
Oppure la più bellissima “nell’arte oramai è stato già inventato tutto e quindi è normale che io faccia qualcosa di simile a un altro (o più probabilmente che l’altro copi me)“.
[questa la dicono sempre come ultimo appiglio prima della morte cerebrale e io la amo veramente a bestia]

Però, per fortuna, esiste questo 10% di utenti che invece spaccano assai, sono molto creativi e che -manco fossero maestri di vita- con spirito molto zen continuano a disegnare in riva al fiume delle idee, aspettando che le acque della creatività gli facciano scorrere davanti i cadaveri dei loro cloni.
Bravi, tenete duro, avete tutto il nostro rispetto e soprattutto li fuori c’è il 90% degli illustratori di Instagram che ha bisogno di voi per tirare avanti.

follower instagram libro

PS. la stragrande maggioranza dei cosiddetti “creativi” che leggerà questo post penserà “è vero, sono tutti che copiano: maledetti” non riconoscendosi mai nel copiatore. È un atteggiamento splendido che avviene un poco in tutte le arti visive (magari anche in altri campi, ma non ne ho esperienza diretta), e rende il tutto ancora più affascinante.

stailuan

Andrea "Style1" Antoni è un grafico freelance ed un graffiti writer, ambassador di GoPro e Roberto Ricci Designs. Scrive post a tempo perso e perde tempo scrivendo post, ma vive di grafica. Nel febbraio del 2015 è uscito il suo primo libro "Trova la tua identità su Instagram e condividi foto uniche", pubblicato da Dario Flaccovio Editore. Nel 2017 è diventato per tutti "il grafico che gira il mondo fotografando le mazzette pantone" grazie all'improvvisa viralizzazione del suo progetto Instagram #STAILtone. More info

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