Instagram

Dove è stata scattata una foto pubblicata su Instagram?

Che bella questa foto, dove l’hai scattata?
Ed ecco orde di demoni inziano di colpo a popolare la mente di chi riceve questa domanda e lo incitano a bestemmiare veramente forte.
Ma non lo farà, perché bisogna essere sempre buoni e bisogna diffondere il verbo del corretto uso delle applicazioni.
Questa (assieme a “F4F?”) è una delle domande che più spesso arrivano, a sproposito tra l’altro, su Instagram.

libro instagram stailuan

Instagram, a mio avviso, è un’applicazione piuttosto semplice nell’utilizzo delle sue funzioni (parlo di utilizzo, non che sia semplice arrivare ad avere migliaia e migliaia di follower), tanto che quando mi proposero di scriverne un libro pensai “ma che cacchio c’è da scrivere?“. E infatti il prodotto finale ha tipo 260 pagine.
Ciononostante ritengo che il mio primo pensiero in merito fosse comunque giusto.
Una delle cose che mi erano sempre sembrate ovvie, ma invece non lo è, è parlare della georeferenziazione dell’immagine pubblicata. In pratica attribuire al tuo contenuto visuale un’informazione relativa alla sua dislocazione geografica. Insomma: dove cacchio si trova quello che hai inquadrato nello scatto. O almeno spiegarlo al tuo pubblico in qualche modo.

Ma oggi non parlerò propriamente di geotag, bensì di come capire la provenienza di qualcosa che è stato pubblicato su questo social network.
Il tuo intento potrebbe essere quello di socializzare, però chiedendo “dove hai scattato questa foto?” in un post dove magari la location era specificata già in 3 posti diversi, potrebbe non essere il massimo come inizio.
Prima di fare questa domanda che, come dicevo prima, scatena l’odio da zero a 100 in mezzo secondo manco fosse uno shuttle in partenza sarebbe utile buttare un occhio su un paio di punti della schermata.

Geotag

stailuan-instagram

Il primo punto dove controllare la provenienza dell’immagine è proprio il geotag.
Questo lo vedi benissimo: in alto a sinistra infatti compaiono l’immagine di profilo dell’utente, il suo nickname e sotto a quest’ultimo troverai famoso geotag. Se sotto al nome utente non c’è nulla, significa che il geotag non è stato inserito e quindi puoi anche iniziare un poco ad infastidirti. Se invece trovi scritto qualcosa (Norrkopings City in questo caso) allora la tua domanda ha già trovato risposta.

Caption

caption-instagram

Il secondo punto dove cercare è nella caption, conosciuta in Italia anche didascalia: praticamente il primo commento che trovi sotto al contenuto pubblicato su instagram e scritto dall’autore stesso.
Se l’iger di turno non è troppo impegnato a fare copia-incolla di citazioni astruse provenienti da uno dei tanti siti random che propongono aforismi (te ne linko uno qui che non ti fa mai male), magari ha scritto pure dove ha scattato la foto o di che spedifico monumento si tratti.
Nell’esempio, trovi proprio il nome della città: Norrköping.

Hashtag

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La terza possibilità è controllare tra gli hashtag.
Se sei davanti a un instagramer “serio”, o almeno abbastanza senziente, questo avrà utilizzato delle etichette specifiche per mandare in circolo la sua immagine ad utenti che siano veramente interessati a vederla. No, non sto parlando di #like4like, #me, #nice, #sweet, #picoftheday o altre minchiate simili: utilizzare questi hashtag o non utilizzarli è uguale, anzi se non li utilizzi fai anche più bella figura e non ne sprechi. Si scrivo proprio non ne sprechi: ricordati che Instagram, per adesso, ti consente di utilizzarne al massimo 30 per immagine. Quindi se ne butti 5 come questi, non dimenticare che te ne resteranno solo 25 per fare le cose per bene.

L’hashtag deve essere specifico e mirato, quindi molto probabilmente ce ne saranno alcuni riferiti al luogo geografico in cui è stata scattata la foto. Ti interessa il discorso hashtag? Faresti benissimo ad essere interessato a cotanto argomento: il libro “Trova la tua identità su Instagram e condividi foto uniche” ne parla in lungo e in largo. È un libro carino eh, tipo che l’ho scritto io.

Nell’esempio trovi #sweden, #svezia e #igersSweden che ti fanno intuire la nazione.

Se però dopo aver controllato questi punti, ancora non è emerso il luogo dello scatto, il momento della domanda potrebbe veramente avvicinarsi. Prima però prova a ricontrollare tutto ancora una volta per essere sicuro di non esserti perso qualcosa per strada. Se dopo questo ultimo check emerge che effettivamente non sia stata specificata alcuna location relativa all’immagine (o al video) allora parti senza timore di apparire fastidioso e -anzi- portandolo quasi come fosse un tuo diritto.

domanda

Ad ogni modo, nonostante dopo aver letto questo post avrai segnalato l’ubicazione della tua condivisione in ogni modo, tra i commenti ti arriverà sempre l’italiano che, oltre a non aver capito che avete parlate la stessa lingua ti chiederà “What country is?

Ed è subito sera.

follower instagram libro

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3 Comments

  • Reply
    L'annoiata di Instagram | Pensieri & Caffelatte
    11 Agosto 2015 at 08:46

    […] devastante: non ti sarà difficile infatti trovare una foto di tette riportante come didascalia (caption) la dicitura […]

  • Reply
    Instagram: come funziona | Pensieri & Caffelatte
    24 Febbraio 2016 at 08:15

    […] Instagram possa accedere alla tua localizzazione. Inserire la georeferenziazione della tua immagine farà in modo che questa compaia nella tua sezione “mappe”, che è un modo alternativo di vedere i contenuti da te pubblicati (non in ordine cronologico, ma […]

  • Reply
    Instagram: vacanze al mare | Pensieri & Caffelatte
    23 Luglio 2016 at 12:43

    […] su Instagram il tuo contenuto. Un sacco di persone non lo fanno, e non se ne capisce il perché. Aggiungere la geolocalizzazione della tua fotografia servirà per più […]

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