Food Hunters

La Lubianska da Gianni

Ci sono simboli di civilità, territori, persone che sono immortali ed eterni. Che tutti conosciamo e che per sempre l’umanità porterà con se.
Potremmo ricordare le Piramidi d’Egitto (o le meno note utilizzate per gli allenamenti dai Predator), la Grande Muraglia cinese o il Colosseo di Roma: a Gorizia abbiamo la Lubianska di Gianni.
Locale eroico, noto per servire piatti di dimensioni pari ai monumenti sopra descritti (e dal costo veramente molto basso) e per l’utilizzo settimanale di più olio per friggere che il carico di una petroliera, non potete passare per l’isontino senza nutrirvi della sua famosa Lubianska.
(leggi le recensioni -vere- qui)

Ma che cosa sarebbe questa pietanza dal nome “esotico”?
Sarebbe tipo quello che i francesi chiamano cordon bleu, solo molto più agreste e sloveno, e quindi si chiama lubianska.
Insomma: mentalizzate una bistecca di carne (di maiale o di tacchino) impanatela con un ripieno di formaggio e prosciutto cotto.
Ci siamo?
Ok, ora estendetela per un chilometro quadrato.
Avete appena ottenuto l’eroica lubianska di Gianni.

Beh non esageriamo, non è un chilometro quadrato, ma ha sicuramente le dimensioni di una pizza.
Allego foto perchè in molti non avendola mai vista avrebbero difficoltà a crederci.

lubianska_gianni

 

L’hai mai finita?

Questa è la domanda che più spesso mi viene posta da amici che vivono fuori regione.
A parte che si, un paio di volte sono riuscito a finirla, ma ho visto persone mangiarla in relativa scioltezza e continuare il pasto con altri piatti.
Praticamente delle betoniere che però non producono cemento. Ma mi fermerei qui.

Come vi dicevo, sono riuscito a mangiarla tutta: sicuramente una volta, se non erro due.
Di una volta sono sicuro perché a piatto concluso ho voluto esagerare mangiando a sfregio anche una salsiccia, pentendomene amarissimamente nelle 36 ore successive.
Ad ogni modo per finire in autonomia una cosa del genere ci vogliono fame (tanta fame), stile e caparbietà.
Fame per motivi abbastanza ovvi, stile perché nella vita tutto deve essere affrontato con stile e il mostro lo si affronta con il giusto piglio. Non bisogna partire troppo veloci per non rischiare di essere sopraffatti già in prossimità del primo quarto: bisogna andare lenti e costanti per non rischiare il collasso. La caparbietà è necessaria perché durante questa dura prova, le difficoltà emergeranno senza ombra di dubbio, e il rischio di mollare tutto è grande.
Serviranno autostima, forza di volontà e fede per portare a termine l’impresa.
Fede nella propria capacità digestiva soprattutto.

Per riuscire a concluderla il mio ordine alla cameriera è stato: una lubianska e un litro di acqua. Naturale.
E basta.
Vi assicuro che, per quanto questo piatto sia molto saporito, mangiarlo ad oltranza senza alcuna variazione di gusto, non è il massimo del divertimento. Ed ecco che torna in gioco la necessaria caparbietà.

I fatti

La partenza è sempre buona per tutti, carica di speranza e di aspettative.
Alla fine del primo quarto in realtà siete quasi sazi, ma siccome vi sta piacendo assai le papille gustative entrano in conflitto con il vostro cervello, convincendolo che andare avanti non sarà poi così difficile.
A metà siete satolli, ma ancora arrembanti: avreste probabilmente ancora il famoso spazio per il dolce. Si narra esista una sorta di piccolo stomaco secondario, atto allo stoccaggio del dolce, che entra in funzione solo verso il finire dei pasti.
Poi potreste morire felici.
Questo dicevamo quando si arriva a metà.
A metà +1, dove il più uno non è un rimando a Google Plus bensì a “un boccone”, ti si è deflagra l’esistenza.
Inizi a sentire freddo e sudare. Olio.
Vedi tutti i parenti estinti che ti dicono che devi finire perchè il cibo non si butta via, al che tu pensi “si, ma mi butto via io“.
Non ha importanza: chi diavolo sei tu. Non sei nessuno: a Lubianska finita sarai un eroe.
Per non parlare di quanto eroe sarà quello che per salvarti ti farà la lavanda gastrica.
L’ultimo quarto è apocalisse.
La sua difficoltà è stata tarata al pari di scalare in bicicletta il monte Zoncolan con il 52 davanti, senza tenere le mani sul manubrio, con una corda legata in vita con cui traini un locomotore.
Poi è l’apoteosi.
Finisci e sei finito.

Suderai olio per la settimana a seguire e brucerai i vestiti per purificarli (creando una fumata nerissima tra l’altro).
A questo punto, quando inizierai a raccontare la tua impresa per bullartene, gli amici inizieranno a parlarti della storia di quello che ne ha mangiate due.
Mai una gioia.

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20 Comments

  • Reply
    Paolo
    9 Marzo 2015 at 14:11

    In realtà l’ottima Lubianska di Gianni è grande, ma non come Stailuan ci vuole far credere: di solito mangio la mia porzione più quel che non riesce a finire mia moglie; per contorno, ama la cicoria (o bietta) ripassata con aglio, olio e – molta – paprika. Si accompagna con birra di Sauris, la famosa Zahre da 66 cl alla canapa…. Dulcis in fundo…

    • Reply
      stailuan
      9 Marzo 2015 at 14:59

      Qua siamo praticamente nel professionismo estremo 😀

    • Reply
      Boneleaf
      9 Marzo 2015 at 18:06

      Avendoci lavorato posso confermare che sei un agonista, Paolo xD
      Sono pochi quelli che non chiedono un piatto per asporto per portarla a casa (talvolta coppie). Personalmente sono sazio con 1/4 e un po’ di contorno e sono una buona forchetta credimi!
      Bellissimo articolo comunque ;D

      • Reply
        stailuan
        10 Marzo 2015 at 17:45

        Eh ma infatti 😀 😀 😀
        Paolo spacca di brutto 😀

  • Reply
    max
    9 Marzo 2015 at 21:04

    Articolo molto simpatico 🙂

    • Reply
      stailuan
      10 Marzo 2015 at 17:44

      Grazie 🙂

  • Reply
    Natasa Faletic
    11 Marzo 2015 at 15:51

    da goriziana confermo tutto, da Gianni tutto è grande, tutto è tanto. Provare per credere. La lublianska è tranquillamente per 4 persone, lo stesso vale per il formaggio fritto o i cevapcici, o qualsiasi altra cosa. Nulla di esagerato in questo articolo molto simpatico. E poi, basta guardare la foto, quella è la loro normale lublianska.

    • Reply
      stailuan
      11 Marzo 2015 at 16:24

      Grazie per il commento Natasa: felice che il mio post ti sia piaciuto 🙂

  • Reply
    Tiziano
    13 Marzo 2015 at 06:29

    Complimenti x l’articolo e lo stile … Divertentissimo

    • Reply
      stailuan
      13 Marzo 2015 at 21:39

      Grazie, molto gentile 🙂

  • Reply
    stefano
    14 Marzo 2015 at 17:19

    tutto vero io porto a casa regolarmente più di metà lubjanska e di qualsiasi altro piatto…da andarci almeno in 4 per assaggiare più piatti…

    • Reply
      stailuan
      15 Marzo 2015 at 09:42

      Esattemente 😀
      Il problema è che queste persone abbiano consapevolezza delle quantità e si ordini comunque pochissimo, altrimenti è la morte 😀 😀

  • Reply
    Fabio
    27 Marzo 2015 at 08:15

    bellissimo articolo. Mi sono ritrovato dalla prima all’ultima parola, in particolare nel momento in cui sono cominciati a comparire i cari estinti che mi intimavano “il cibo non si butta!” . Ricordo che per gli ultimi 4 bocconi ci ho messo mezz’ora, e sono pure dovuto andare in bagno prima della fine per fare un po’ di posto . Il processo digestivo è terminato il pomeriggio seguente.

    • Reply
      stailuan
      27 Marzo 2015 at 09:28

      LOL!
      Andare in bagno “per fare posto” è devastante 😀
      Complimenti per averla finita allora, e sono felice che il post ti sia piaciuto 😉

  • Reply
    cristiano
    27 Marzo 2015 at 09:17

    Ci fu un tempo in cui ebbi la malaugurata idea di ordinare una costata. E quando mi venne chiesto di scegliere tra quella sopra e sotto il kg di peso, sfrontatamente optai per valicare il limite.
    Ancora oggi, quando ci ripenso, vengo colto da panico e sudori freddi.

    • Reply
      stailuan
      27 Marzo 2015 at 09:29

      Hai una foto dell’evento?
      Immagino ti abbiano portato uno Stonehenge di carne, ma onestamente la costata da Gianni non l’ho mai vista.
      Proverò a cercare su internet 😀

  • Reply
    cristiano
    28 Marzo 2015 at 06:32

    Purtroppo no. Non eravamo ancora nell’era della condivisione digitale.

  • Reply
    Andrea Varnier
    18 Aprile 2015 at 15:43

    L’articolo è ben scritto e fa ridere, ma c’è una grossa inesattezza di fondo: da Gianni si mangia sì tanto, però la qualità è molto scadente. Inoltre, visto il successo del locale, negli ultimi anni i prezzi sono saliti di molto 🙂

    • Reply
      sbinifera
      19 Aprile 2015 at 10:16

      Ma vaaa 😀
      Certo, dipende anche da quali sono i tuoi standard. Probabilmente se cerchi un buon filetto o un piatto vegan ricercato, Gianni non è il posto giusto. Ma la lubianska a me sembra tanta e buona 🙂

  • Reply
    Le app di dating hanno rotto il cazzo – Pensieri & Caffelatte
    4 Febbraio 2019 at 11:16

    […] totalmente inutile la mia esperienza qui, avendo lanciato 10 euro (convertibili in circa 9 decimi di lubianska da Gianni) e buttato minuti preziosi della mia vita, direi che la disiscrizione è il minimo sindacale ed è […]

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