Vita da Freelance

MENO SETTANTUNO

“Meno settantuno” è un post scritto nel 2007, che vi ripropongo in forma integrale e senza correzioni.

Parla del day after al mio incontro con il direttore marketing di una grossa azienda del Friuli Venezia Giulia presso la quale lavoravo come grafico.
Il post fu pubblicato esclusivamente in un blog interno ad una community e quindi non fruibile da tutta la popolazione del web, poi fu secretato, ora credo sia giusto riproporlo. Contiene la storia, i pensieri e punti di vista miei di anni fa, che potete non condividere e forse non condivido più nemmeno io. Ma ad ogni modo è storia vera, è il momento in cui scelsi di non essere un dipendente ma iniziai a capire che il mio futuro sarebbe stato quello del grafico freelance.

Spero possa essere d’aiuto per chi si trova in condizioni lavorative paritarie a quelle che furono le mie, che possa aiutare gli indecisi che non sanno bene che strada lavorativa prendere. Questo post non parla di una verità assoluta, parla di una mia scelta, che può essere giusta o sbagliata: però all’epoca non restai passivo davanti agli eventi ma diedi una scossa prepotente alla mia esistenza.
Il tutto si apre con una mail che mandai ai miei colleghi il giorno seguente al mio gran rifiuto, che andava a ricalcare in modo ironico i freddi avvisi aziendali che ci venivano inviati, e-mail con count-down che spedii tutti i giorni fino al mio addio dall’azienda. Dal giorno 0 tutti gli altri giorni possono essere considerati con il numero 1, in quanto tutti giorni da persona libera di scegliere.

Mi rendo conto che il post non delineerà in modo completo la situazione: non preoccupatevi, nei prossimi giorni pubblicherò pure gli altri.
Enjoy.

 

-71

Buongiorno!
Mancano 71 giorni alla partenza di Style1 dal magico mondo delle sedie!

E 71 anni fa, il 22 Novembre 1936 – La BBC diventa la prima emittente televisiva al mondo a fornire un servizio regolare.
(wikipedia rules)

Certo di aver fatto cosa gradita, vi auguro una buona giornata.

 

E’ il primo giorno dopo la battaglia finale.
Secondo il punto di vista di molti hai fatto una cosa assurda, aberrante, incredibile, inconcepibile. Avevi sulla bilancia due piatti: su di uno c’era un contratto in un’azienda solida, ma per un lavoro che a te non interessava fare, sull’altro il niente o il tutto. Sull’altro secondo me c’erano la mia vita, le mie aspirazioni, le mie passioni, le mie idee, la mia gloria.

E di sedermi sopra a tutto ciò a ventisette anni io non ne avevo il coraggio.
Sinceramente non ci ho nemmeno pensato.
Non ho mai preso in considerazione l’ipotesi di compilare listini: non mi interessa, non è il mio lavoro. Si voglio fare il creativo del cazzo, voglio fare grafica. Che c’è di male? Non chiedo molto.
Qui si poteva ma non si è voluto, la mia scelta -diversa da quella del direttore marketing era troppo forte- inaccettabile: era vista come una sorta di ribellione. Non avrei vinto nemmeno se fossi stato il miglior grafico della storia, l’importante era mantenere la propria posizione di direttore: ferma, immobile, inconciliabile con il dialogo.

Non si alza la testa, non bisogna pensare con la propria testa, si accetta e basta, così funziona nelle grandi aziende. “Perché non vuoi fare listini?”  “Perché non è quello che voglio dalla mia vita”. Mi sembrava di essere in un film, invece era vita reale, invece ero io a dirlo. Io quello che in molti dicono che parla poco, quello che in realtà parla poco perché non parla per parlare, perché soppesa i termini e non parla a vanvera come a molti piace fare.

Si: io ho rifiutato un rinnovo contrattuale in una grande azienda, abbastanza florida e piuttosto stabile del lavorativo nord-est.
E con ciò? Comunque, anche con un contratto a tempo indeterminato come grafico me ne sarei andato al più presto possibile. Non mi trovo male qui, quello no. Ma voglio una finestra dalla quale poter vedere fuori, e qui non c’è, e voglio andare via da questo paese. E ad andare via ci sto riuscendo benissimo. In questo sono stato bravo. Quella di ieri è stata una gran giornata, forse una delle più importanti della mia vita. Ho vinto? Ho perso? Il bicchiere e mezzo pieno o mezzo vuoto? Punti di vista.

I complimenti verso la mia azione si sprecano, in molti stanno dicendo che ho fatto bene, però alla fin fine quello che resterà senza lavoro sono io. E questo alla fin fine un po’ mi spaventa, ma d’altro canto il pensare di dover restare qui a fare listini mi terrorizzava, e quindi per quanto ritenga quella di ieri una grande sconfitta, da un punto di vista è un’enorme vittoria. Per cinquemila euro al mese avrei potuto pensare anche di fare listini, per mille euro non butto la mia vita. Ne ho una. Dicono non ne abbia un’altra, e quindi tocca viverla al meglio delle possibilità, spiacente, io non ci stò a prendere le decisioni di un altro in modo passivo.

La giornata odierna è strana, il risveglio aveva qualcosa di diverso dal solito, ho concepito che le giornate che mi restano da passare qui sono settantuno, che poi in realtà sono di meno perché in mezzo a questi 71 giorni ci sono i sabati, le domeniche e il Natale. Le azioni quotidiane di routine assumono un certo peso, anche la strada per arrivare qui sembrava differente in qualche modo. A parte che la giornata è terribile, il cielo è plumbeo e l’umidità sfiorerà il cento per cento, resta il fatto che tutto, per quanto sia praticamente uguale ad ogni giorno, ha una valenza che non è la solita. Devo infine aggiungere che non sono molto produttivo e sinceramente credo che da qui alla fine del mio contratto difficilmente lo sarò, per volontà mia e per mancanza di stimoli.

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9 Comments

  • Reply
    Davide
    31 Maggio 2012 at 08:16

    Mi ha fatto molto piacere leggerlo, mi rivedo completamente nel te di allora, e mi trovo nella stessa situazione ed a pochi giorni dalla fatidica chiacchierata. 🙂 Figurati che già mi vedevo a fare un post come questo sul mio blog.

    • Reply
      stailuan
      31 Maggio 2012 at 08:27

      allora in bocca al lupo e aspettiamo di leggere le tue news nel tuo blog 😉

  • Reply
    Peggy Lyu
    31 Maggio 2012 at 09:11

    Rischiare per ottenere ciò che si vuole non è mai sbagliato. Tu sapevi di avere talento in ciò che fai (e anche secondo me) ed hai rischiato, e credo che i tuoi bei risultati li stai ottenendo. Dalla tua parte hai avuto anche la fortuna, che non sta mai male (anzi aiuta parecchio!) e persone che ti hanno appoggiato e sempre lo faranno..Continua così =)

  • Reply
    Tutto iniziò così. | Pensieri & Caffelatte
    1 Giugno 2012 at 08:52

    […] ho pubblicato, anni dopo la sua stesura, “Meno Settantuno” post in cui parlo della fine della mia prima attività lavorativa, che ha fortemente sancito […]

  • Reply
    inaho_85
    4 Giugno 2012 at 09:31

    Bello ri-leggere questo post mentre pianifico le azioni che mi porteranno all’espatrio. Stesse motivazioni, a (quasi) 27 anni di immolarmi per un lavoro che non mi permette di arrivare a fine mese, in un paese dove le opportunità son al minimo, non ne ho mezza voglia. Preferisco prendermi la mia vita e concedermi di vivermi il mondo. Bene? Male? Punti di vista..
    Comunque, Bella Style!

    • Reply
      stailuan
      4 Giugno 2012 at 09:44

      Fai rotta verso la verse Irlanda ordunque?

  • Reply
    Il colloquio interminabile. | Pensieri & Caffelatte
    20 Giugno 2012 at 08:06

    […] siamo lasciati con il mio gran rifiuto per un rinnovo contrattuale in un’altra azienda leader del settore del mobile, ubicata a Manzano, e ho parlato delle splendide performance del suo direttore Marketing nei miei […]

  • Reply
    Il Barba MAKKINNOT | Pensieri & Caffelatte
    19 Settembre 2012 at 08:13

    […] già vi ho parlato nei precedenti post: “Meno Settantuno“, “Tutto iniziò così” e “Meno 42” non si era trovato un accordo sul […]

  • Reply
    5 anni | Pensieri & Caffelatte
    31 Gennaio 2013 at 14:28

    […] Assolutamente consapevole delle mie carenze, iniziai a frequentare un corso di grafica serale. Per un anno la mia giornata tipo fu: sveglia alle 6:30, colazione e partenza per l’ufficio (25 km), dalle 08:00 alle 17:30 ero al lavoro. Quindi uscivo e mi recavo al corso di grafica che si teneva a Udine (altri 25 km) dalle 18:30 alle 21:30. Alle 22:00 facevo 50 km e tornavo a casa, andavo a dormire e il giorno dopo ripartiva in loop. Le motivazioni per diventare un grafico erano quindi piuttosto enormi, ciononostante il Direttore Marketing decise che io ero la persona più adatta per realizzare i LISTINI. I listini? I listini. Nell’ottica aziendale e aziendalista del “tutti devono saper fare tutto” non faceva una piega. Nell’ottica stailuanista de “non me ne frega un cazzo di voi e dei vostri listini” e del “voglio fare il grafico” la cosa invece non funzionava e così, dopo un rapido e memorabile colloquio si decise per la separazione più o meno consensuale delle nostre strade. […]

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