Menta & marketing

Sono sempre stata una fan della frittata con la menta [1]. Poi, da quando Fratello si è appassionato al mojito, a casa ne stiamo coltivando 5 o 6 tipi. Insomma, credevo di essere un’esperta della menta.
Mi sbagliavo.

tipologie di menta

Mi sono resa conto della mia ignoranza mentale (= relativa alla menta) quando, al supermercato, mi sono imbattuta in un’offerta di collutori. Sì, perché lo stesso identico prodotto viene venduto in tre diversi colori, corrispondenti a tre diversi gusti:
menta pura (viola)
menta fredda (verde)
menta artica (blu) [2].

Checcavolo. E adesso?
Insomma, qual è la menta più normale tra le tre? E cosa sarà mai poi la menta normale? Come faccio a trovare la menta che non mente? [3]
Sono stata una ventina di minuti lì davanti al banco, perché dovevo fare un poche di considerazioni.

Andando per eliminazione, ho scartato innanzitutto la “menta fredda”. Io ho sempre freddo. E odio il freddo.
Ecco, se me l’avessero chiamata “menta fresca” sarebbe stato meglio. Il fresco è piacevole, il freddo no.

Di sicuro la “menta artica” è più fredda di una menta che è solo “fredda”. Cioè: “artico” è più freddo di un freddo normale.
Meno male che non c’era anche “menta polare”, perché non avrei saputo come collocarla in relazione alla “menta artica”.
Poi, diciamocelo: la menta blu mi sa un po’ di PuffaMenta. E sciacquarmi la bocca con un estratto di puffo o di puffbacca mi farebbe un po’ impressione.
Quindi ho scartato anche la menta artica.

colluttorioMi restava solo la “menta pura”, dall’improbabile color violetto [4].
Però vabbe’, mi si intona con lo spazzolino (vedi foto). E se è velenosa, almeno morirò coi colori abbinati.

Ora mi chiederete: ebbene, alla fin fine com’era ‘sta menta pura?
E io risponderò: SA DI BRICO.

Avete presente quell’odore di materie plastiche misto a metallo che si sente nei brico? Esattamente quello lì. Immaginatevelo tramutato in sapore. E immaginatevi la morte simultanea di un buon 40% di papille gustative, assieme al dolore lancinante della mucosa della bocca mentre subisce una corrosione totale. Ecco.

Nello spot di questo collutorio, al tizio esplodeva la bocca. Vi assicuro che non è tanto una metafora. E che non è piacevole.
Mi sono distrutta irreparabilmente il senso del gusto [5].
Non sarò mai più in grado di apprezzare una frittata con la menta.


Note:

[1] Nella ricetta dicono “menta (un po’)”. “Un po’” ‘sto par di ciufoli: mettetene tanta, finché le uova riescono a tenerla assieme. Fidatevi.

[2] Spero di non aver fatto casino nell’associazione colori/mente. Non vorrei mai che i legali detentori del marchio PuffaMenta poi venissere qua a lamentarsi.

[3] Ok, questa era scontata.

[4] È notorio che il color viola sia garanzia di estrema purezza della menta. Se è viola è assolutamente bio/organica/blabla, senza aggiunta di coloranti e conservanti e cosecattivechefannomale.

[5] Avevo sempre immaginato di farlo con “l’esperimento mortale”, che consisterebbe nel lavarsi i denti, mangiare subito una Fisherman e poi bere a canna da una bottiglia di acqua Guizza frizzante appena aperta e fredda di frigo. BAM!

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