Missione Posta #08 – Atto finale: la chiusura del conto.

Ieri si è chiusa un’era: sono andato in posta a chiudere il mio conto corrente.
Da quando scrivo post, i migliori sono sempre stati legati al magico mondo di Poste Italiane e ai suoi clamorosi malfunzionamenti: di conseguenza possiamo dire che con la chiusura del mio Banco Posta Online si chiude un’epoca. Ma anche no, visto che comunque dovrò continuare a spedire pacchinella mia vita.

Prefazione

Aprii il conto in Posta molti anni fa, come mio primo conto corrente. Un approccio easy al mondo dei grandi, un modo più soft di approcciare all’universo dei soldi che scorrono sotto forma di numeri e non di banconote. La Banca era vista un poco come un luogo inospitale e sconosciuto, la posta invece (nel mio immaginario di allora) un luogo conosciuto e tranquillo, conosciuto nella mia vita fin da bambino.

I danni

Non ho avuto particolari problemi con BancoPosta, finchè un giorno non riuscii più ad accedere alla mia pagina personale sul sito di PosteItaliane. E diciamola tutta: un problema del genere su un conto corrente online non è propriamente un piccolo fastidio.

Da subito ho cercato di mettermi in contatto con il Call Center, ma niente: non mi ha mai risposto nessuno. Hanno in compenso risposto una volta alla mia morosa, telefonata però non considerata valida per risolvere il problema perchè lei non è me, e solo con il titolare in linea si può portare avanti la pratica. Che poi se al posto suo, avesse telefonato un mio amico, ciao che avrebbero mai saputo che non fossi io.

Una volta ho provato a contattarli tramite il form del loro sito, ma mi hanno ricontattato telefonicamente proprio mentre ero in bagno e ho perso la chiamata. Ho comunque ricevuto una loro splendida mail nella quale dicevano che hanno cercato di mettersi in contatto con me e mi esortavano a telefonare al numero verde. Ricominciando il loop delle non risposte.

Stufo di tutto ciò sono andato all’ufficio postale a chiedere aiuto: mi è stato risposto che loro non potevano fare niente, che dovevo chiamare il numero verde.
Stanco di essere in balia di un ammasso di stronzi ho deciso di consumare pian piano il mio “capitale” e poi andare a chiudere finalmente questo capitolo della mia vita.

Essere fuorilegge

Otto giorni fa una lettera di PosteItaliane mi informò che il mio conto era di ben venti euro sotto lo zero e che la cosa non è ammessa. Avere un servizio non funzionante invece si.

Lavorando, e non rispondendo al richiamo in tempi così immediati, dopo soli tre giorni mi è arrivato un sms che mi esortava ad andare a ripianare il mio conto. Se tanto mi da tanto, ho creduto che il prossimo step sarebbe stata una testa di cavallo.

La cosa bella è che in una lettera di pochi giorni prima, mi veniva chiesto di andare a fornire un mio numero telefonico per aumentare la sicurezza della mia Postepay. Numero che comunque loro avevano già. Così, giusto per perdere tempo, perchè il cittadino medio italiano nelle sue giornate non ha altro da fare che andare in Posta a comunicare dati che hanno già, ma che non sono nella casella giusta dei loro documenti.

L’Atto Finale

Nella mattina di lunedì mi sono presentato in posta bello come il sole. In realtà non ero bello, però ero radioso, perchè portavo in me la tranquillità che ha colui che sa di compiere il giusto.

Come al solito sono entrato nell’ufficio postale e mi sono trovato il marasma di persone in fila davanti a me: ma mai così dolce è stata l’attesa.

Arrivato il mio turno, mi sono presentato allo sportello e ho detto con gioiosa naturalezza :”Buongiorno, dovrei chiudere il mio Banco Posta e la carta Postepay“.

La signora li per lì è sbiancata e mi ha chiesto perchè. La mia risposta standard “perchè si” non è stata a suo avviso sufficiente (me lo aspettavo), così le ho raccontato dei due anni di non risposta da parte del loro Call Center. “Ma è impossibile che non le abbiano mai risposto” mi ha detto la gentile signora “E’ quello che dico anche io, è per quello che sono qui oggi” ho ribattuto. Dopodichè mi è stata snocciolata una mini paternale sul quanto fosse peccato che io chiudessi il conto.

Si va bene, ma io devo chiudere il conto“.
Attenda un attimo.

La pulzella sparisce, torna dopo un paio di minuti e mi dice:”La direttrice ha controllato il suo conto: è un semplice sblocco che, se vuole, può risolverlo lei stessa sul momento“.

La ringrazio, ma la direttrice avrebbe dovuto farlo un anno fa, quando venni la prima volta a chiedere aiuto e mi venne detto che dagli uffici non si può fare nulla, che l’unica possibilità è telefonare al numero verde“.
E’ incredibile quante strade ti aprono quando tu decidi di chiudere la loro.
Ma è proprio sicuro? No, perchè è peccato“.

A questo punto, nonostante cercassi di ostentare calma olimpica, ma sicuramente si notava che ero incazzato come una iena, ho sbottato con un “Si, si, basta sono stufo: chiudiamo questo conto e vonde“. Un furlanismo che dimostra quanto le tossine per la partita vista allo stadio Friuli la sera prima, con risultato palesemente rubato dal Napoli, non fossero ancora smaltite.

Bene, ma dovrò tornare in settimana per firmare dei documenti.
Ottimo, ora chiudiamo la Postepay
Ma sa che non è legata al conto e che può tenerla lo stesso?
Si grazie, sono informato. Chiudiamo la Postepay“.

Di una cosa mi sono stupito: questa volta non hanno cercato di farmi attivare la Poste Mobile, come tutte le volte che sono andato a fare una qualsiasi operazione nell’ultimo anno e mezzo.

stailuan

Andrea "Style1" Antoni è un grafico freelance ed un graffiti writer, ambassador di GoPro e Roberto Ricci Designs. Scrive post a tempo perso e perde tempo scrivendo post, ma vive di grafica. Nel febbraio del 2015 è uscito il suo primo libro "Trova la tua identità su Instagram e condividi foto uniche", pubblicato da Dario Flaccovio Editore. Nel 2017 è diventato per tutti "il grafico che gira il mondo fotografando le mazzette pantone" grazie all'improvvisa viralizzazione del suo progetto Instagram #STAILtone. More info

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Commenti dal faccialibro


32 Responses

  1. Manuel ha detto:

    Io l’ho chiuso 2 anni fa e sto ancora aspettando l’assegno col rimborso di 50 uero che erano rimasti dentro, già fatti 2 solleciti, ora vado col terzo e chi vivrà vedrà. Poste Italiane, servizio di m###a dall’ inizio alla fine!

    • stailuan ha detto:

      ma sai che in molti mi hanno detto di non aver mai ricevuto il rimborso di chiusura del conto? Infatti io non ci speravo per niente di veder più quei soldi, invece almeno li sono stati celeri: in un mese circa mi è arrivato a casa 🙂

    • ILMarx ha detto:

      Sai, Style1,

      Ho letto tutti i tuoi post sulla posta (aahahahahah — no. Lo so che non fa ridere). E li ho trovati molto divertenti.

      Invero, mi fai meditare su un fatto.

      Mio padre lavora in banca e mi ha sempre fatto notare come la Banca, con tutti i suoi pro- e contro- (basti vedere quanto le banche siano odiate al giorno d’oggi) è sempre stata un’istituzione in cui si punta (almeno secondo l’etica Anni Settanta in cui era cresciuto) a mettere il cliente a suo agio. Il che non vuol dire che certi prodotti bancari non siano una fregatura… ma se il cliente è anziano si va a casa sua, se non risponde lo si richiama, etc.

      Quanto scritto sopra chiaramente non riguarda alcun aspetto morale della banca. Il mio non è un ragionamento etico. Quanto scritto sopra non c’entra nulla con la morale e il buonismo: quanto scritto sopra è semplice buon senso da parte di un istituto di credito… una sorta di marketing 24/7 che portano avanti non solo con i manifesti e le campagne promozionali, ma anche con i gesti.

      Nonostante questo, per anni in Italia, nonostante vi fossero precedenti notevoli alle vicende che ti hanno visto protagonista, gli Italiani si sono sempre fatti abbindolare dalle Poste le quali, rinunciando al loro ruolo di portalettere e portapacchi, sono assurte al ruolo di Banca degli Italiani (e la Banca d’Italia allora che cazzo è?). Come dicevo, si sono fatti abbindolare: magari la Banca tradizionale è vista come un po’ più costosetta, élitaria, misteriosa… estranea. Eppure io credo che si cada nella solita fallacia logica: perché pagare tot all’anno per un conto, quando col Poste Pay posso fare le stesse cose e pago un cazzo? La risposta giusta sarebbe: preferisci pagare 60 euro in più o preferisci non pagarli e fare le code e venire trattato di merda? Molti Italiani preferiscono la seconda… e poi se ne pentono (Padre Maronno: “Esseppoitenepenti?”).

      Nella mia esperienza personale di privilegiato (c’è chi ha lo zio medico… io ho il padre bancario), sono sempre stato deriso da tutti coloro ai quali suggerivo di abbandonare la Poste Pay e considerare il fatto che ormai le banche offrono soluzioni simili (o identiche) a costi risibili e con maggiori garanzie. E’ da quando sono adolescente che mi viene sempre risposto (anche con un po’ di arroganza, giusto per farmi capire quanto la mia “way of thinking” sia inferiore): “No, no! Io vado in posta!”… “Con le Poste pago meno!”… “Le Banche fregano solo soldi”… etc. Poi, nelle conversazioni da Bar, tutti mi dicevano: “Oggi sono andato in Posta…”, “Oggi ho fatto questo in posta…”, “Aspetta che vado in Posta a ritirar soldi”.

      Ancora oggi mi chiedo: questo gioco vale veramente la candela?

      • stailuan ha detto:

        Ciao,
        io con le poste ho avuto così tanti incubi che alla fine mi sono messo a scriverne i migliori diventando famoso per questo. Forse l’ho scritto in qualche altro post, ora non ricordo, ma io credo che il motivo base per cui molte persone si affidino alle poste anzichè alle banche è che le poste sono un luogo che tu frequenti fin da bambino, per spedire le lettere dei tuoi genitori prima, le tue poi, e i pacchi etc e quindi pian piano diventano un luogo non dico amico, ma almeno conosciuto. Di conseguenza ti sembra già di conoscerle un poco, e ti fanno meno paura (inizialmente) che una banca.
        Poi cosa vuoi, c’è chi è banca e chi vorrebbe esserlo (le poste) non riuscendoci.
        Io ho chiuso tutti i ponti, tranne quelli per spedire la corrispondenza: ma se in molti ultimamente stanno addirittura ricorrendo ai servizi di Poste Private, un motivo ci sarà 🙂

        • ILMarx ha detto:

          Dovresti venire a farti un giretto da queste parti.

          In Australia (Victoria) le Poste di solito sono anche cartolerie e lavasecco (Sì!).

          Si fa poca coda e i servizi sono erogati con prontezza.

          Esempio 1: niente fila per prendere il bollettino postale perché non ce n’è uno negli scaffali e poi fila di nuovo per pagarlo al bancone.

          Esempio 2: i bollettini precompilati (per tasse, etc.) hanno un utilissimo codice a barre (il cui brevetto mi pare compia in questi giorni i 60 anni). Presenti il bollettino, lo leggono col laser, poi tu paghi (anche con la carta bancomat o di credito).

          Esempio 3: uno scatolone o busta per ogni occasione. Niente truffa. Compliazione facile, costi risibili (ho spedito roba a casa con 10 dollari ed è arrivata in 10 giorni… se comparo l’Executive o TNT che ci mettono 5 giorni pagando 60 euro per una busta di documenti, ehm… quasi quasi posta).

          <_<

          • stailuan ha detto:

            Prima o poi verró, comunque mi fido, anche perché non ci vuole molto a dare dei servizi migliori. In realtá é tutto molto semplice ma in Italia si é deciso che le cose devono essere fatte in modo complicato e di conseguenza male. Boh.

  2. Plio ha detto:

    Stesso problema: procedura forte.
    Avocato l’arbitrato finanziario, vengo contattato finalmente e riesco a risolvere e a riavere l’accesso, dopo 8-9 mesi di peripezie; nonostante non abbia ricevuto a distanza di un mese il rimborso promesso per le spese di istruttoria all’AF, ho chiuso la pratica ma adesso anno nuovo, conto nuovo.
    Paolo

    • stailuan ha detto:

      E’ incredibile: ti prendono per sfinimento.
      Non è che voglia parlar male di loro, è che mi è difficile parlarne bene 🙂

      • Caro stalluan,condivido pienamente la tua opinione come quella di molti altri su questo sito.Quello che sta capitando a me è semplicemente allucinante.Pensa un po’,mi.sono rivolta a posteitaliane alla scadenza dei miei buoni, circa 4 anni fa.Mi è stato risposto che erano liberi ossia non bloccati avendo io un pfr con altra persona la quale era stata da me solo formalmente indicata,ma che non aveva contribuito alla somma di mia esclusiva proprietà quando nel 97 feci tali buoni.Non mi diedero imiei 43mila euro e mi dissero di tornare dopo qualche giorno anche se c’era presso l’ufficio un libretto a me intestato su cui avrebbero potuto metterli avendo io presentato i cartacei.L’indomani la direttrice risultò assente e mi fu detto dall’impiegato :Ci è stato dato ordine di incassarli.Da quel momento cominciò il doloroso calvario in cui anche ora mi trovo.Fui costretta a fare documenti notarili ,furono interposte persone per far convenire imiei familiari i quali non ne vollero sapere ben sapendo e da tempo che i soldi erano miei.Tutto questo darsi da fare daparte delle poste che continuava a dichiarare :noi non dobbiamo entrare nei rapporti tra i familiari.Vedi le contraddizioni e incongruenze.Senonchèdopo avermi fatto fare documentazioni successorie,poste italiane continuò a resistere rifiutandosi darmi soldi per avere la metà dei quali fui costretta rivolgermi ad un legale pagando varie migliaia di euro.In maniera brutale mi ritirarono i cartacei come fossero rubati dichiarandomi sfacciatamente di farmi dare l’altra metà dai fratelli,i quali hanno continuato a non volerne sapere. Finchè fu iniziata una causa in cui gli stessi citati,si presentarono e infastiditi fecero dichiarare falsamente dal loro avvocato difensore che i soldi non erano stati messi da me ma da mia madreSono passati quasi 20 anni e le richieste di questi,da parte del loro difensore sono quelle di presentare i miei conti dal 93, cosa impossibile.Ora la prospettiva di attesa è ancora molto lunga oltre al fatto di essere stata messa in una lite causatami perchè ho cercato di avere i miei risparmi che erano diventati infruttuosi .Quanti ne dovrò ancora spendere?E quanto dovrò ancora aspettare?Chi mi pagherà i danni morali gravissimi oltre quelli monetari già spesi?Da più parti vengo sollecitata a lasciar perdere tutto anche perchè il proseguire con i legali mi è già costato molto e nessuno mi assicura il successo .Se dovessi perdere la causa forse non mi basterebbero i miei 43 mila euro sudati ed aspettati che da circa 4 anni non fruttano più e che attendo da circa 18 anni.Questa sarebbe l’efficenza delle nostre istituzioni.Quale pena e rammarico!Come vorrei che qualcuno potesse aiutarmi!Tina.

        • stailuan ha detto:

          Ciao Tina,
          guarda più che dirti che mi dispiace non posso farci molto perché è un campo in cui non ho grosse competenze.
          Il problema che ho avuto io è stato minimo, se confrontato al tuo è praticamente inesistente. Non lo so: sono cose veramente allucinanti, non capisco come possano essere possibili.

  3. Letizia ha detto:

    Anch’io sono nell’incubo della chiusura del conto. Attualmente vivo a Londra dove ho un conto corrente basilare senza interessi e senza spese con carta VISA, facilmente gestibile online. A fine Dicembre decido di chiudere il conto in Italia, arrivo alla Posta, faccio la fila e l’impiagato mi guarda e mi dice “Nooooooo, oggi non è possibile, deve prendere un appuntamento!” e io: “va ben, prendiamo l’appuntamento”, “deve parlare con la DIRETTRICE (un’entità ultraterrena)”, “sì, come posso fare per parlare con la DIRETTRICE?”, “deve fare la fila all’altro sportello”. Ok, altra fila e poi finalmente la DIRETTRICE magnanima mi riceve al suo cospetto: “dovrei chiudere il conto Banco Posta” e lei “perchè?” e io penso “ma è roba mia, posso fare come mi pare?” però cerco la strada peace & love e rispondo gentilmente “perchè non lo utilizzo” e lei “e che cosa utilizza? quello della banca?” e io “guardi non vivo qua e non lo uso e continuo a pagarne i costi” e lei “e dove vive?” e continuo rispondendo gentilmente quando un “ma fatti i c#### tuoi” avrebbe rimesso ognuno al proprio posto. Riesco ad ottenere l’appuntamento per il giorno successivo dicendo che poi sarei partita e questo mi avrebbe creato dei problemi. Iniziamo tutta la procedura e decido (povera illusa) di vincolare parte dei soldi del conto in buoni fruttiferi e di aprire un libretto con ciò che rimane. Compiliamo tutte le scartoffie e quando la DIRETTRICE mi dà i buoni (dematerializzati) le dico: “ma questi sono appoggiati al conto che andiamo a chiudere (io non ci capisco granchè, non è questo il mio mestiere), non è un problema?” e lei: “no, no… tanto al momento in cui li verrà a ritirare avrà il libretto”. Un’ora e mezza di carte e scartoffie, distruggo la PostePay, il libretto degli assegni e poi lascio i €75.00 nel conto che poi mi avrebbero mandato con un assegno qualche giorno dopo. Scendiamo per aprire un libretto e un’impiegata dice “non abbiamo più libretti”, al che io guardo la DIRETTRICE e le dico “i contanti vanno benissimo” e lei “però torni tra qualche giorno che lo apriamo” e io “guardi, sto qui in vacanza per poco, quando arriveranno i €75.00 farò tutto insieme”.
    Passano un paio di settimane, chiamo mio padre che mi dice “è arrivata una cartolina di convocazione urgente dalle Poste” e io “vabbè, sarà l’assegno con i €75.00, c’è tempo sei mesi, quando rientro vado”, mio padre insiste che sarebbe meglio capire e telefona: rispondono che avendo investito in buoni non è possibile chiudere il conto, però la magnanima DIRETTRICE gli avrebbe aperto un libretto al portatore anche in mia assenza. Appena mio padre mi dice questo vado su tutte le furie: come possono disporre dei miei soldi, senza parlare con me? Mio padre è una bravissima persona, ma ci sono anche situazioni in cui in famiglia non ci si parla… e poi non è mica il mio segretario!
    Scrivo un fax alla Magnanima, in cc alla direzione generale, in cc ad un’associazione di consumatori. Chiedo una comunicazione scritta in cui venisse spiegato quale fosse il motivo del rifiuto del conto e che qualora fossero i buoni fruttiferi, li avrei tolti appena possibile, ma chiedevo la chiusura retroattiva a dicembre, per non pagare tasse su €75 di cui non posso neanche disporre, non avendo più Postamat nè libretto degli assegni. Scrivo anche alla Direttrice che rimanevo alquanto perplessa sulla modalità di “convocazione urgente” visto che lei ben sapeva che vivo oltremanica e che quindi per motivi logistici non era troppo semplice recarsi urgentemente all’Ufficio Postale.
    E qui viene il bello: a pochi minuti dall’invio del fax il cellulare con la sim italiana squilla, è l’ufficio Postale in questione… che efficienza direte! Conversazione: “è la Sig.ra X?” “Sì, sono io, mi dica” “è lei che ha mandato questo fax?” rimango attonita e penso “è firmato, c’è il documento… che domanda è?” e rispondo “certo!” e lì inizia ad urlare non so cosa “al che le dico: io ho chiesto una risposta scritta, quindi se la faccia finita perchè mi sta facendo spendere soldi” e lei “tanto la chiamata finisce subito, io non le mando niente, adesso mando tutto all’Ufficio Legale (Oddio che paura!!!!), quando è venuta le ho fatto tutto quello che serviva, io la volevo aiutare e adesso non faccio più niente (con te non gioco più?!?), e io “ma lei farà il lavoro per cui è pagata, no?” e lei “ma suo padre glielo ha detto che io le avrei aperto un libretto al portatore anche in sua assenza”. Poverina, me lo diceva come se fosse il favore più grande che poteva farmi, quando esistono le deleghe oltretutto. Non l’ho neanche sottolineato nel fax, perchè secondo me avrei potuta metterla in guai grossi. Le dico “Ma lei l’ha letto il fax? (avrei voluto anche chiedere: ma lo capisce l’italiano?) Ma se non avessi affidato i miei risparmi alle Poste una volta chiuso il conto, adesso non avrei problemi per la chiusura ed ulteriori costi, quindi appena torno tolgo tutto. E lei urlando “E faccia come le pare!” e io “certo che faccio come mi pare, sono soldi miei, non è che me lo deve venire a dire lei” e continua ad urlare al che le dico “non si permetta di usare questi toni con me” e continua a sbraitare. E io “lei è una grandissima cafona” e mi chiude il telefono in faccia. Rimango 10 minuti in uno stato di: sogno o son desto? ma è avvenuta veramente questa telefonata surreale? purtroppo sì! Apro il computer e scrivo un reclamo alle Poste.
    The best has yet to come!

    • stailuan ha detto:

      ciao,
      che dire: inizialmente avevo paura a leggere tutto il commento, hai scritto un post praticamente tu 🙂 Poi l’ho fatto e devo dire che il tuo racconto è veramente incredibile ma, purtroppo, vero. Devo dirti la verità: ho sentito moltissime persone raccontare che per chiudere il conto hanno avuto tantissimi problemi con Poste Italiane. Personalmente invece ho avuto molti problemi in altri ambiti con loro, ma per chiuderlo sono stati piuttosto veloci e non hanno fatto alcuna ostruzione tranne un minimo quando sono andato allo sportello per richiedere la chiusura. Ma veramente poca roba.

      • Letizia ha detto:

        Epilogo: torno in Italia nel fine settimana delle elezioni. Sabato 23 vado in ufficio postale dove c’è un’impiegata bravissima (la pecora nera!) e le spiego la situazione. Mi dice che possiamo svincolare i buoni e riprendere tutto ma per farlo ha bisogno della PostePay che io non ho visto che l’ho riconsegnata per la chiusura. Mi dice di andare all’ufficio dove ho fatto il conto dove ora non c’è più la Direttrice di cui sopra. Vado e il nuovo Direttore non c’è per cui devo tornare il lunedì. Lunedì vado, il nuovo direttore poverino mi dice “riproviamo a fare qualcosa?”, rispondo: “non voglio avere più niente a che fare con le Poste Italiane! non posso trovarmi in balìa del personale di turno!”. Svincolano i buoni e li rimettono sul conto corrente, ovviamente ci sono i bolli statali da pagare (e io pago!) e poi per restituirmi i soldi bisogna trovare la procedura adatta… “PostePay? (aaaaargh!!!) “No-oo, l’ho re-sti-tu-i-to! Io pensavo di averlo già chiuso il conto!!! E devo pagare anche le spese del 2013!!! ” beh signora, sono solo €4.00 al mese!” (ma sì! e io pago!) “comunque… se non ha la PayPal… le diamo un libretto degli assegni, lei fa un assegno e ci restituisce il resto” e io “va bene!” e l’impiegato “sono €3.00” e io “Come scusi? cioè voi fate degli errori ed io devo continuare a pagare? no, no… io non pago niente!” e chiama il Direttore e io “ma come devo pagare? io ho già parlato con l’avvocato (questa frase funziona sempre) e qui siamo di fronte ad una truffa…” e il Direttore “questa è la procedura, da quest’anno si pagano i libretti degli assegni… lei deve riprendere i soldi adesso, poi farà i ricorsi che vuole, si può fare solo così…” “e allora andiamo con il libretto degli assegni”. Per adesso i miei soldi sono sul conto corrente di mio padre, la prossima volta non sarà con le Poste ma sono sicura che inizierà un’altra saga. Lo sfizio di capire se si può fare qualcosa con qualche associazione di consumatori me lo voglio togliere, preferisco darli a loro questi soldi che alle Poste.

        • stailuan ha detto:

          E’ una situazione abbastanza allucinante si.
          Secondo me dovresti rivolgerti veramente a qualche associazione di consumatori. Io in questo blog racconto le mie peripezie più che altro non riesco a offrire servizio di assistenza contro questi soprusi 🙂
          Secondo me potresti scrivere a un pochi di organi competenti ripresentando tutto il tuo iter.

  4. RobertoG ha detto:

    Riguardo alla somma da lasciarci sopra prima della chiusura, a me hanno chiesto di lasciare 75 euro, che per non fare storie ho lasciato, ma c’è una regola scritta che obbliga a lasciarli?

    • stailuan ha detto:

      Ciao, allora in questo momento non ricordo bene perchè oramai è passato praticamente un anno da quando chiusi il conto, però questi 75 euro sono una cifra ricorrente richiesta a tutti, quindi puoi almeno stare sicuro che non li hanno domandati solo a te. Non so dirti se sia scritto da qualche parte, però da quanto ho capito io non puoi chiudere il conto con zero euro perchè perchè ti addebitano un tot di spese.
      Ricordo che chiesero anche a me che ci fosse una cifra simile depositata, fecero le loro belle pratiche e dopodichè – a chiusura avvenuta – mi spedirono a casa un assegno da andare a riscuotere in posta con la cifra rimanente di quei 75 euro.
      Mi pare che scalino sicuramente un tot per ogni mese dell’anno (se lo chiudi a marzo ti scalano le spese di gestione del conto di gen-febr-mar) + qualcos’altro ma comunque ricordo che di quella cifra ne recuperai gran parte.

      • Letizia ha detto:

        Però al momento della chiusura nessuno ti dirà mai che ti scaleranno le spese. Questo blog è interessante ma mi chiedo se, oltre ad avere un rifugium peccatorum per lamentarci e confrontarci, qualcuno sa se c’è qualche associazione di consumatori che si è già occupata di questioni simili? Solo le poste cambiano le carte in gioco mandando lettere per un “accordo unilaterale”.

  5. daniele ha detto:

    oddio rega….io martedi devo chiudere il conto alle poste e leggendo i vostri commenti sto impanicando…speriamo bene ma devo trovare il modo di levare tutto dal conto tranne i 75 euro…sono allucinanti…

  6. Giovanni ha detto:

    E’ capitato ad un mio amico, che sta chiudendo il conto corrente proprio adesso, di trovarsi di fronte 2 operatrici diverse dietro il bancone che richiedono i 75€ di chiusura. Bene: NON DATE NULLA, se leggete attentamente i vostri contratti (andate a cercare le clausole di chiusura, tutte) si dice esplicitamente che al correntista, e/o titolare della carta, è dovuto il pagamento “di quanto dovuto” cioè di eventuali ammanchi perchè la carta/il conto corrente “non può andare in rosso”, ma non deve ne costi per la chiusura ne eventuali penali.

    La richiesta dei 75€ è una truffa perchè non siete vincolati dal contratto il quale per come è steso indicherebbe anzi che eventuali tasse e/o penali sono a carico di Poste Italiane, non vostre.

    Il mio amico ha avvertito la Guardia di Finanza, la quale ha risposto appunto di pagare il dovuto, non un centesimo di più, e far pervenire la documentazione.

  7. Beatrice ha detto:

    Io come Letizia vivo a Londra, per il momento sono in Italia a fare dei lavori nella casa di famiglia, mia madre mi manda 1400Euri sul mio conto che da due settimane non sono arrivati. I soldi vennero mandati in automatico con i dettagli previamente in memoria, per cui era stabilito che funzionassero visto che la transazione precedente era andata in porto. Poi fu tutto controllato tramite ricevuta de visu..

    Ho perso un tempo cretino, con dei lavori in casa, ad aspettare al telefono per delle ore che qualcuno si degnasse rispondere.

    Chiamata 1 (mezz’ora di attesa) . Appena risponde l’operatore, la linea diventa di qualità esecrabile, lui dice che mi sente, io dico che non sento bene, chiedo di richiamarmi ma poi mette giù…

    Chiamata 2 (45 minuti di attesa) Il ragazzo gentile si presta gli do i dettagli, avanti indietro, il numero della transazione, poi mi chiede il numero CRO??? Non c’è’ sulla ricevuta, mentre guardo sulla ricevuta di nuovo, cade la linea…

    Chiamata 3 45min: risponde un’arpia con la puzza sotto il naso dicendo che non possono tracciare le transazioni una volta che avvengono, e che me la devo vedere con l’altra banca. L’altra banca l’avevo chiamata due volte, e mi rispondevano in 2 minuti per dirmi che non solo non c’erano sul conto (cosa che potevo vedere da me), ma che non c’era traccia di nessuna transazione in via di clearing, anche controllando con il dipartimento internazionale. Il fatto che mi dica cosi la dice lunga sulla sua ignoranza. Le leggi antiterroristiche sono chiare, le transazioni devo essere tracciate, specie se internazionali.
    Le cose sono due, o non e’ davvero capace di capire dove sono i soldi perché non sa lavorare, oppure sono in infrazione grande come una casa. Cosi le dico io, pero cade la linea… di nuovo!!!

    Se siete nello stesso caso con transazioni internazionali che durano più di una settimana, fatemi sapere, che vorrei capire cosa stanno facendo con i miei soldi mentre sono qui ad aspettarli?

    Ora che faccio, domani perdo altre 3 ore con loro, m’incazzo, mi scazzo, poi chiamo la Finanza, o chiamo la Finanza direttamente che faccio prima e mi risparmio l’incazzatura?

  8. Silvia ha detto:

    io sorrido pure di fronte ai racconti comici, ma poi rido perché vedo che tanti parlano senza sapere di cosa parlano, senza conoscere le procedure, le leggi e senza neanche leggere i contratti che hanno firmato. E allora lì la colpa sarà anche un po’ la vostra? 😉

    • stailuan ha detto:

      Assolutamente si: lunga vita alle poste italiane, eccellenza italiana ed esempio di buon funzionamento e morte al popolo ignorante.

  9. eli ha detto:

    sto cercando di chiudre il conto banco posta e la decima volta che vado ma oggi èvenuto fuori un altro problema carta didentita che non va bene ,sono passata subito in comune dove mi hanno detto che va tutto bene non c è nessun problema co il documento, sembra un odissea per chiudere un conto corrente.

  10. stailuan ha detto:

    Si, effettivamente per molti lo è.
    Io i problemi li ho avuti prima (e molti) ma poi per chiuderlo fortunatamente è andato tutto velocemente e senza intoppi 🙂

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