Missione Posta – Il ritorno

Il ciclo Missione Posta fu probabilmente la prima serie di post che diedero una certa notorietà a questo blog (dove per “certa notorietà” si intende che qualcuno li abbia letti). Il motivo è semplice: i disagi portati dai disservizi vari delle poste sono notevoli e soprattutto condivisi da tantissimi italiani, di conseguenza l’argomento “tira” e le esperienze sono spesso similari.

Credevo di aver concluso una volta per tutte questo filone quando chiusi il banco posta, ma sappiamo benissimo che PosteItaliane è un ricettacolo di avventure mirabolanti e per un motivo o per l’altro, prima o poi, in un loro ufficio ci si ricapita: di conseguenza il post ci scappa sempre.

raccomandata ricevuta di ritorno

La raccomandata con ricevuta di ritorno.

Il tutto nasce con il fatto che ho stipulato un contratto online per la connessione internet aziendale. Tutto bello, tutto fatto, viva la modernità? Ma figuriamoci: sarebbe troppo facile.
Per concludere la procedura bisogna inviare il malloppo firmato e controfirmato, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno. Quindi dovendo andare in posta e vanificando qualsiasi idea di risoluzione dei problemi rapidamente da casa.

Gli uffici postali sono una sorta di gironi infernali spedizionieri, e quello della mia città non è da meno, di conseguenza non lo frequento più da almeno dieci anni dirigendomi (sempre più lontano) in uffici sempre più piccoli di località sempre più disperse.
Vado al primo ufficio postale e scopro come prima cosa di non aver portato il lucchetto della bici, e come seconda che è assaltato da ennemila pensionati famelici di pensione. #Ciaoproprio.
Giro la bici e mi dirigo in un altro ufficio, situato in posizione diametralmente opposta a questo.

Arrivo, entro, e scopro di essere solo.
È una scena epica, quasi eroica, a dir poco finta.
Però è tutto vero.

Da bravo cittadino prendo il mio numero: E26.
Mi guardo attorno e ci sono tre sportelli potenzialmente aperti: nel primo stanno servendo una ragazza, nel secondo un’incaricata sta spedendo un pacco dalla forma astratta e nel terzo un’altra signora sembra indaffaratissima a mettere a posto documenti di non si sa che tipo.
Resto in piedi #dietrolalineagialla e aspetto il mio turno, che sarà istantaneo immagino.

La tipa viene servita per 5 minuti, il pacco è sempre in spedizione, la terza addetta è sempre la che smanetta scartoffie.
Boh.
A un certo punto la ragazza conclude e se ne va dallo sportello.
Toccherà a me?
No, viene chiamato A16. Che potrebbe essere un’autostrada, ma in questo caso non lo è.
Vabè dopo toccherà a me?
No viene chiamato F40. Codice mitizzato dalla Ferrari, ma non è neanche questo il caso.
Insomma scatta il tweet:

Sono in fila in posta.
Cioè tutti gli sportelli sono liberi, ma io sono in fila.
Da solo.
In posta.

Ed è subito sera.

Da qui è una situazione di avanguardie: la tipa dietro al banco inizia a chiamare a manetta numeri successivi a lettere che io non ho.
Lei mi guarda e io la guardo.
F7, A8, C22.
Ad un certo punto la leggenda vuole che sia stata affondata la portaerei.
E ribadisco: in posta ci sono ancora solo io.
Finito il nostro alfabeto passano a chiamare numeri utilizzando quello fenicio e quello sumero.
Intanto una signora entrata dopo di me viene estratta sulla ruota di Venezia e viene servita immediatamente.
Io basitissimo continuo a guardare fisso la signora allo sportello che a un certo punto mi guarda e chiede “ma lei la xe qua per cossa?” – “mah, non so: un etto di mortadella“.

Il resto è storia nota: quattro euro e settanta per spedire una raccomandata con ricevuta di ritorno sono così tanti che la prossima volta prenderò seriamente in considerazione di consegnargli la busta io stesso a mano.

stailuan

Andrea "Style1" Antoni è un grafico freelance ed un graffiti writer, ambassador di GoPro e Roberto Ricci Designs. Scrive post a tempo perso e perde tempo scrivendo post, ma vive di grafica. Nel febbraio del 2015 è uscito il suo primo libro "Trova la tua identità su Instagram e condividi foto uniche", pubblicato da Dario Flaccovio Editore. Nel 2017 è diventato per tutti "il grafico che gira il mondo fotografando le mazzette pantone" grazie all'improvvisa viralizzazione del suo progetto Instagram #STAILtone. More info

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Commenti dal faccialibro


7 Responses

  1. fran ha detto:

    Grazie.
    Mi sono pisciata addosso dal ridere, grazie.

    • stailuan ha detto:

      E io ringrazio te per aver letto il mio post. 🙂
      Però ti assicuro che essere li è stato veramente allucinante 😀

  2. silvia ha detto:

    io ho appena scoperto che mi han clonato la postepay e ciucciato 60 iuri, per rappresaglia ora vo a dar fuoco alla posta sotto casa, vale?

    • stailuan ha detto:

      Si e no, sarebbe megliuo riuscire a dare fuoco a chi te l’ha clonata 😀
      MA hai forse dato i tuoi dati a qualche sito fasullo? Mi fa strano che lo abbiano fatto così dal nulla 🙂

      • silvia ha detto:

        dicono che le postepay siano sotto assedio ultimamente, conosco già due casi simili e molti altri confermati da uno della polizia.
        nessun dato, sempre pagato tramite paypal, già son “cista” di mio, se mi rubano anche quei pochi :/ per fortuna carico sempre pochi soldi e quando mi servono, sto giro m’han fregato da un giorno all’altro…

  3. anna b. ha detto:

    anche io mi sono accorta che il 25 agosto alle 8,30 circa che sul mio conto corrente postale era stato effettuato un prelievo di 300 euro allo sportello atm di un ufficio postale di s.giovanni a teduccio napoli.ho fatto denuncia alla polizia di stato perchè la polizia postale adiacente all’ufficio accetta solo denunce on-line.il polizzitto in servizio all’ingresso,alla mia richiesta di spiegare l’iter della denuncia mi ha risposto chiedendomi che lavoro facessi per osare chiedere ciò che è mio diritto sapere e che ognuno facesse il suo.chissà se le indagini daranno un qualche risposta e se rcupererò la somma persa.

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