Nello stesso fiume: il primo romanzo di Marco Fichera

• Ci conosciamo dai tempi del liceo scientifico che, per entrambi, fu un massacro. Io li continuo a descrivere a tutti come i peggiori anni della mia vita, sottolineando che tornerei forse volentieri all’università ma non vorrei mai più fare le scuole superiori. Non centra nulla, ma tu che ne pensi in merito?

Ciao Andrea, e grazie di questo spazio.
Ci siamo conosciuti al Liceo è vero, ma io ne ho frequentato solo un paio d’anni per poi spostarmi all’istituto d’Arte, in cui ho vissuto di rendita per almeno metà delle materie grazie alla poca attenzione prestata al Liceo. Per cui devo dirti che io di quegli anni ho dei ricordi bellissimi, e mi sono divertito un sacco, forse perché frequentavo gente più grande e folle di me. Certo, se avessi perseverato allo scientifico non ne sarei uscito sano di mente.
Sono stato fortunato a defilarmi al momento giusto, mettiamola così.

• Ti ho conosciuto come l’amico di un mio amico e, per tutti, eri quello che stava in un angolo a disegnare fumetti. Poi siamo diventati amici, abbiamo iniziato a dipingere assieme e, negli anni ci siamo persi di vista rimanendo però in contatto su Twitter, quella piattaforma che in molti dicono non servire più a nulla.
Insomma: fumettista, writer, grafico… in che modo è nata questa tua idea di provare a fare lo scrittore?

Diciamo che disegno e grafica sono sempre stati la mia passione primaria, quella in cui ho investito per costruire il mio futuro e ciò a cui sono gravitate attorno gran parte delle mie attività. Ma sono sempre stato un grande lettore, quand’ero un giovianastro magari più orientato verso il fumetto, ma comunque sempre un affamato lettore. E quando accumuli per anni e anni storie, storie belle e storie brutte, belle idee sviluppate male e pessime idee pompate come vangelo, ad un certo punto queste storie devi farle uscire.

Per qualche anno ho scritto racconti online, racconti pop divertenti, cinici e dissacranti, e potrei dirti che sono stati una sorta di palestra per mettermi alla prova, per capire se fossi stato in grado di scrivere qualcosa di “serio”. E con serio intendo con un capo ed una coda, beninteso.

Quando ho avuto l’idea buona, o almeno quella che mi era sembrata tale, mi ci sono buttato. Ho riempito quaderni di appunti, una lavagna di post-it ed ho tracciato la timeline degli eventi. Poi ho cominciato a scrivere. Il libro è raccontato in prima persona, e gran parte degli eventi accade assieme ad una spalla/antagonista. Una volta delineate le due personalità, si è praticamente scritto da solo.

• Il tuo romanzo contiene un sacco di rimandi autobiografici e, per chi ti conosce, nello scritto emergono palesemente dei tuoi modi di dire. Impossibile per me slegare il protagonista alla tua persona: non è che quello che scrivi sia tutto vero?

Essendo il primo romanzo che scrivo, la scelta più ovvia mi è sembrata basare il protagonista sulla mia personalità, per cui interessi e dialoghi sono molto contaminati dalla mia vita reale. In più, l’evento scatenante si basa su di un fatto realmente accaduto. Poi magari dovrò negarlo per questioni legali per cui resti tra noi ed i tuoi lettori: il primo capitolo è vero al 90%. Una pazza mi ha suonato il campanello, da lì il ritrovamento degli effetti personali appartenuti ad un defunto barista di bordo.

Da questi oggetti ho iniziato ad intessere la trama del romanzo. Naturalmente ci sono molte esperienze all’interno della storia che ho vissuto realmente, e quando descrivo le ambientazioni parlo solo di luoghi che ho visto con i miei occhi, da Creta ad Anversa e Malta. Per il resto, non credo di spoilerarti nulla assicurandoti che non sono mai partito alla ricerca di un manoscritto medievale assieme ad un folle senza una mano. Non ho ancora accumulato abbastanza ferie per farlo.

• Attualmente il progetto “Nello stesso Fiume” è un romanzo d’avventura, selezionato da bookabook per una campagna di crowdfunding per finanziarne l’edizione.
Come è nata l’idea di rivolgerti a loro per lanciare questa pietra miliare della tua vita?

Un po’ per caso per la verità, come le cose migliori del resto.
Quando ho terminato la correzione della prima stesura ne ho stampato tre copie per farlo leggere ad amici e conoscenti e raccogliere feedback, così un amico mi ha parlato di questa realtà editoriale.

Bookabook, per chi non lo sapesse, è la prima startup a sperimentare il crowdpublishing in Italia, e in rete ne parlano un gran bene. Così gli ho mandato il mio lavoro. Ho passato una prima selezione, una seconda, ed una terza. Poi mi hanno telefonato ed abbiamo pianificato assieme il lancio della campagna. Il loro metodo è piuttosto semplice: i titoli selezionati per la campagna hanno sei mesi di tempo in cui il libro può essere preordinato. Terminato questo periodo, se si raggiungono le duecento copie vendute ne esce un edizione per il circuito delle librerie, altrimenti viene prodotta un’edizione limitata per i soli sostenitori che hanno già preordinato.

• Mitologia, storia, rimandi alla grafica e tipografia: quando hai iniziato a studiare tutto questo?
Personalmente ero rimasto al disegno e allo studio della lettera.

Grafica e tipografia sono il mio pane quotidiano, sono ciò che ho studiato e ciò con cui lavoro quotidianamente. “Storia e Mitologia” invece fanno parte del mio bagaglio formativo, le mie letture sono sempre state ricche di riferimenti e riletture di storia e mito, penso a Pratt e Eco, a Gaiman e Cussler. Forse a causa loro ogni volta che viaggio scelgo sempre destinazioni ricche di storie e leggende, mi piacciono soprattutto quelle più underground, le meno conosciute, e cerco di approfondirle il più possibile.

Nel mio libro ne faccio emergere una buona manciata collocandole all’interno della storia, dando spesso loro un ruolo centrale, cercando di restituire la celebrità perduta.
Ora, siccome siamo sul www, vi sbobino una manata di tag random che troverete nel libro: #Voynich #HieronymusBosh #Thera #DeaMadre #DruonAntigoon #Mnajdra #Nembrot #Gesù #ShemsuHor #DiscoDiFesto #SirArthurEvans e un #OpelAscona ! Per dire.

• Perché una persona che non ti conosce dovrebbe leggere il tuo libro? A chi si rivolge?

Perché è divertente, prima di tutto.
“Nello stesso fiume” è un’avventura veloce, una lettura da spiaggia, o almeno così la collocherei io.
È un film anni Ottanta di Zemeckis che sconvolge un soggetto di Dan Brown, ma con dialoghi degni di Lansdale. È intrigo e leggenda, azione e follia.

Con un libro del genere mi rivolgo sicuramente chi ama la lettura d’intrattenimento, chi ha amato i peggio film che ci hanno regalato gli anni Ottanta e Novanta. A chi vuole evadere per qualche ora dalle miserie della quotidianità. Credo che sale d’attesa e file in posta siano il mio target di riferimento.

• Ebook o carta? Tanto per aizzare le masse.

Qui spariamo sull’ambulanza.
Carta tutta la vita.
Poi se volete leggervelo su un ebook, fate come volete, probabilmente a voi non cambierà niente. Personalmente, leggo solo su carta, accumulo carta e riempio la casa di carta. Quando ho cominciato a scrivere questo romanzo, il mio obiettivo era produrre un libro fisico e non un pdf, tanto che uno dei miei primi pensieri è stato che font utilizzare, e la sua resa su carta.
“Swift” di Gerard Unger, uno dei miei preferiti. Ma dubito che per l’edizione Bookabook mi lasceranno tenerlo.

• Eventuali saluti o precisazioni su cose importanti che dalle mie domande idiote non sono emerse ma ritieni utili comunicare.

Giusto un paio di cose.
Il romanzo si compone di dieci capitoli, ognuno dei quali è aperto da una mia illustrazione. Ogni illustrazione anticipa o introduce dei fatti raccontati, un po’ per creare l’atmosfera, un po’ per suggerire una chiave di lettura. E questo per bullarmi che ci ho infilato pure i miei disegnini. Se vogliamo apparire seri farei un’espressione intensa, mi schiarirei la voce e di tre quarti di direi “Sai com’è, mi sono sempre piaciute questo genere di facilities, mi ricordano i romanzi di Jules Verne, non vedevo l’ora di arrivare al capitolo successivo per vedere l’illustrazione successiva, e se l’avevo già vista non stavo nella pelle per scoprire di cosa si parlasse! Ho voluto trasmettere questo tipo coinvolgimento.

Altra cosa importantissima, per questa edizione mi sono rivolto all’illustratore ma soprattutto amico Jan Sedmak perché mi confezionasse una copertina, e mi realizzasse delle grafiche che utilizzeremo durante i mesi della campagna di crowdfunding, grafiche che pubblicherò assieme a curiosità ed estratti del libro sui canali social (Facebook, Twitter e Instagram), che troverete con il nome @stessofiume.

Ricapitolando, il libro è in preorder sul portale Bookabook a 12€ per la versione cartacea, 5,99€ per l’ebook.
Ordinate oggi, entrerà in produzione tra sei mesi, quando si apriranno le porte della tipografia.
C’è anche un sito internet, in cui troverete link per raggiungere il modulo di preorder e tutti i riferimenti social: www.nellostessofiume.it

stailuan

Andrea “Style1” Antoni è un grafico freelance ed un graffiti writer, ambassador di GoPro e Roberto Ricci Designs.
Scrive post a tempo perso e perde tempo scrivendo post, ma vive di grafica. Nel febbraio del 2015 è uscito il suo primo libro “Trova la tua identità su Instagram e condividi foto uniche“, pubblicato da Dario Flaccovio Editore.
Nel 2017 è diventato per tutti “il grafico che gira il mondo fotografando le mazzette pantone” grazie all’improvvisa viralizzazione del suo progetto Instagram #STAILtone.
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