Pensieri e biciclette.

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Questo pomeriggio, dato il ritorno del bel tempo, sono andato in giro a fare cose (tanto per non essere vaghi) gironzolando in sella della mia bicicletta, attività fortemente legata alla mia persona.
Precisiamo che la mia bicicletta non è mia, ma è di mio papà, però ormai è mia. Mia? Mia. Il velocipede di mio padre è una splendida city-bike rossa bordeaux, Olimpia, modello ultraleggero in alluminio, cinque rapporti e che chi ne ha ne metta.
In realtà possiedo una mountain bike ed una bici da corsa (ne avevo due, ma una l’ho venduta al mio ex art-director) ma per i spostamenti cittadini non le uso mai perchè ho paura che me le rubino. Direi che più che paura, sono certo del fatto.
Insomma i punti salienti che si possono stilare da questo pomeriggio di traversate della città in bici sono i seguenti:
Io ho rispettato l’ambiente, ma l’ambiente non ha rispettato me. Mi sono fatto un aerosol di gas di scarico paragonabile a respirare direttamente da una marmitta.
La ruota posteriore era talmente sgonfia che il mio ex allenatore di ciclismo mi avrebbe preso a calci in culo per tutta la durata di uno dei suoi allenamenti. A ragione.
Questo lungo inverno mi ha trasformato: come il bruco diventa farfalla, io sono diventato ameba.
Sto seriamente ipotizzando di andare a lavoro in bici, per un totale di 50 km tra andata e ritorno. Il problema non sono tanto i km quanto la paura di essere investito a morte dalla gente che va a lavoro. Tutte le strade che portano a Gorizia hanno un elevato livello di pericolosità dovuto a traffico violento con velocità sostenute e condotta discutibile da parte degli autisti piloti. Me compreso.
In libreria sono stato 5 minuti, ma forse era uno solo, ma a me sembrava mezz’ora, davanti al libro di Vespa. Volevo comprarlo solo per il ricordo del periodo passato a scrivere minchiate in merito su Twitter. Poi ha prevalso la paura e le mie scelte si sono spostate su altri titoli.
Mi rendo conto che Twitter mi stà prosciugando le energie dallo scrivere sul blog. Idee che prima sviluppavo in un post, ora le comprimo in un tweet e nel giro di 2-3 battute le ho già bruciate. Peccato. per essere in tema #nuovetecnologie

stailuan

Andrea "Style1" Antoni è un grafico freelance ed un graffiti writer, ambassador di GoPro e Roberto Ricci Designs. Scrive post a tempo perso e perde tempo scrivendo post, ma vive di grafica. Nel febbraio del 2015 è uscito il suo primo libro "Trova la tua identità su Instagram e condividi foto uniche", pubblicato da Dario Flaccovio Editore. Nel 2017 è diventato per tutti "il grafico che gira il mondo fotografando le mazzette pantone" grazie all'improvvisa viralizzazione del suo progetto Instagram #STAILtone. More info

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