Stand Up Paddle a Venezia

Il 30 settembre ho avuto il piacere di vivere un’esperienza unica: percorrere i canali di Venezia con il SUP.
In realtà avrei dovuto andarci molto prima ma, a causa di una sequenza irripetibile di rinvii, alla fin fine siamo riusciti a fissare per la fine del mese: uno splendido pessimo giorno di nuvole, vento e talvolta pioggia.
Capita, fa parte del gioco: se non capitava era chiaramente meglio.

Come

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Capiamoci subito: non funziona che si va a Venezia, si lancia una tavola in acqua e si gira per i suoi canali. Cioè puoi anche farlo (respect), ma dopo succede quello che succede. Gli arcinoti e mega amati canali della Serenissima sono sicuramente luogo perfetto per i tuoi scatti ma allo stesso tempo sono le sue vie del traffico: per girarli bisogna avere nozioni e capacità di navigazione in mezzo ad un sacco di altre barche. Che onestamente io non ho: se tu invece sei abituato alla sfida “tavola VS vaporetto” o meglio ancora “SUP vs Gondola” (con la possibilità di bozzare imbarcazioni fatte a mano che costano più della tua automobile), buon per te.

SUP in Venice

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E allora come diavolo si fa?
Si fa che si va sul vu-vu-vù (mi piaci tu), digiti www.supinvenice.com e fissi con Eliana un appuntamento per un tour di Venezia attraverso i canali più adatti agli eventi atmosferici, traffico del momento e (perché no) tue capacità.
Il costo è segreto?
Assolutamente no, è dichiarato nel sito ed è il seguente:

  • 50,00 € a persona se formate un gruppo di 4 rider
  • 65,00 € a persona se formate un gruppo di 3 rider
  • 70,00 € a persona se siete in due o da solo

È tanto? È poco?
Non lo so, è argomento soggettivo, ma tieni presente che si parla di noleggiare l’attrezzatura ed una guida qualificata per compiere un’avventura in un luogo unico al mondo, che ricorderai negli gli anni a venire: non stai prendendo un pedalò per andare 50 metri al largo di una spiaggia casuale.
Se ti sembrano troppi non c’è alcun problema, puoi invece scegliere di spendere 779 euro per il nuovo iPhone Plus 6S da 16GB: quelli sono spesi benissimo.

Hai preso malattie?


Più o meno questa è la domanda più frequente che ho ricevuto tra i commenti su facebook dopo aver pubblicato le prime foto del tour.
Cioè ragazzi, parliamone: in estate fate il bagno nei fiumi con più scarichi industriali della storia, nei canali con più scarichi di liquami ipotizzabili, nelle spiagge che annoverano più bandiere nere che un galeone dei pirati e mi rompete le balle perché ho si e no sfiorato con la pianta dei piedi l’acqua di Venezia?
Mollate il colpo dai.
Ad ogni modo, la risposta “secca” a questa domanda “umida” è NO.
Sembra che non abbia preso malattie, anche perché nell’acqua non mi ci sono mica immerso. Poi se deciderai di sguazzarci, berla e ne uscirai Splinter, te la sarai anche un poco cercata.

Carramba

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Dicevo che tra mille rinvii, mi sono trovato a pagaiare nella Stoccolma del Sud (non so: gli svedesi chiamano la loro capitale “Venezia del Nord“, magari vale anche al rovescio. Magari direi anche di no. Insomma cercherò altri sinonimi.) il 30 settembre. Capita che il 30 settembre mi sono trovato a pagaiare assieme ad una ragazza americana, ambassador di BIC SUP.

“Ho già visto da qualche parte il logo che hai sul cappellino, forse su Instagram”, dico io.
“Forse si, io sono @SupMermaids“.
“Cacchio, ma io ti seguo allora!”.
“E tu chi sei?”.
@onTheSup“.
“Ah si! Anche io ti seguo, bellissime le tue foto!”.

Ciao, Raffaella Carrà: carramba che sorpresa alla enne, SUPer level.

Esperienze

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L’acqua dei canali è tutt’altro che morta.
Cioè magari tu lo sai benissimo e mi stai dando dello stolto: fai bene. Io però non ne avevo assolutamente idea e, nella mia mente colma di vuoto pneumatico, li ipotizzavo fermi, morti e stagnanti. Invece hanno molta corrente e scoprendoli noterai la palese differenza tra pagaiarci contro o a favore. Nelle intersezioni tra diversi canali si formano vortici di tutto rispetto: non che ci siano particolari pericoli o che si creino risucchi modello Triangolo delle Bermude, ma comunque è necessario prestare attenzione. Come va data attenzione al passaggio di tutte le altre imbarcazioni, alla fin fine non è cosa solita convivere così da vicino con tutti questi mezzi a motore e non.

Insomma: non è un’esperienza strong, ma dimenticati di provare il sup una volta in spiaggia e poi di andare ad affrontare il dedalo di Venezia. D’altro canto nel sito è scritto molto chiaramente :”This activity is dedicated to over 14 years old expert paddlers only: No beginners-first time.”.
Però puoi sempre imparare: i miei amici Francesco Leggio (in quel di Lignano) e Jonatah Furlan (a Grado) saranno lieti di fare di te un paddler devastante, e poi sarai pronto per scoprire Venezia da un punto di vista unico.

Enjoy!

 

Disclaimer

Nel web ormai quasi tutto è marketta e di conseguenza il sospetto che un post sia sponsorizzato è più che legittimo. Ti dichiaro che questo non lo è: nessuno mi ha chiesto di scriverlo e nessuno mi ha pagato per farlo. Sono consapevole che sto pubblicizzando un’attività che prevede un costo di realizzazione, ma il mio fine primario è semplicemente quello di farti sapere che esiste questa possibilità per visitare in modo alternativo la città e condividere con te la mia esperienza. Più che scriverti la verità non posso, sta giustamente a te il giudizio finale.

stailuan

Andrea "Style1" Antoni è un grafico freelance ed un graffiti writer, ambassador di GoPro e Roberto Ricci Designs. Scrive post a tempo perso e perde tempo scrivendo post, ma vive di grafica. Nel febbraio del 2015 è uscito il suo primo libro "Trova la tua identità su Instagram e condividi foto uniche", pubblicato da Dario Flaccovio Editore. Nel 2017 è diventato per tutti "il grafico che gira il mondo fotografando le mazzette pantone" grazie all'improvvisa viralizzazione del suo progetto Instagram #STAILtone. More info

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