Tartarughe ovunque

Preambolo

Non tutti sanno che nel nord dell’Adriatico ci sono le tartarughe caretta-caretta, e pure molte. Io stesso non ci credevo, non avendole mai viste prima di iniziare ad uscire con il sup, poi pian piano ho iniziato ad avvistarle e, ormai, sono diventate non dico una cosa comune ma direi che un’uscita ogni quattro ne avvisto almeno una. In estate. In inverno non ho idea se vadano in letargo o se scendano verso la Grecia ed acqua più calde: nel caso tu ne abbia conoscenza, fammelo sapere che l’argomento mi interessa molto.

Introduzione

The biggest caretta-caretta I’ve ever seen into the water of my home-spot. 😍🌊🐢💙

Un post condiviso da Andrea Antoni (@onthesup) in data:


Nella serata di ieri ho deciso di fare come i veri-grafici-freelance e lavorare la notte. Non tanto perché fossi oberatissimo dal lavoro ma per chiudere un paio di progetti e avere la mattinata libera per poter uscire in mare con lo stand up paddle dopo alcuni giorni di pausa. Andato a dormire alle 2:30 mi sono svegliato alle 8 e ho deciso di stare a casa perché avevo sonnissimo. Dopo essermi auto-cazziato mi sono alzato, ho fatto colazione con 8 minuti di fette biscottate con la nutella e una moca da quattro di caffelatte e sono partito verso il mio spot di Marina Julia – Caregoni per una nuova uscita. Con me avevo tutto, come sempre, la mia splendida tavola Monotipo della RRD, il cappellino, la sacca portadocumenti waterproof, le ciabatte, l’acqua e la mia GoPro Hero5.
Ah no, la GoPro l’ho dimenticata a casa.

Partenza

Entrato in acqua inizio a rimurginare sul fatto che non potessi fare alcuna foto o video, ma concludo con un meraviglioso “Vabè, sticazzi: lo spot è sempre quello, sono 5 anni che lo fotografo e ormai l’ho mappato più di un satellite. Per una volta pazienza“.
Ma in cuor mio sapevo benissimo che non era pazienza neanche un poco: non a caso avevo già trattato alcuni mesi fa l’argomento con questa arguta infografica.

Il suo significato è molto semplice: ho la GoPro quasi sempre con me ma quelle poche volte che, per un motivo o per l’altro, la lascio a casa succede sempre qualcosa di incredibile che non sono in grado di imprimere nella memoria ma, soprattutto, nella mia SD.
Pagaiata dopo pagaiata cerco di non pensarci ma, pagaiata dopo pagaiata, inizia prendere piede la convinzione che da un momento all’altro una cometa diurna solcherà i cieli di Monfalcone scrivendo “STAILUAN STOCAZZO”.
Ed eccola: immancabile e puntualissima arrivare.
Sbuca davanti a me la testa di una tartaruga. Non troppo grande.
Vabè, amen dai, ciao, ti ho vista un sacco di volte.
Bella lì sorella, see you again into the water another time.
La tartaruga va sotto acqua ma anzichè scappare continua a venire verso di me ed esce con la testa a non più di un metro dalla mia tavola.
Non succede mai.
Basito, la guardo e le dico con voce composta “Ciò, ma te ga la mare impestada te sa?” (frase dialettale intraducibile, non troppo volgare ma nemmeno gentile nei confronti della madre della tartaruga).
Lei lo sa benissimo, mi guarda (non è vero, ma mi fa piacere scrivertelo e rende bene la situazione), si inabissa e come per farmi strada va verso il fondo che in quel punto è circa un metro e mezzo sotto all’acqua. La seguo.
Si, ha proprio la madre impestata ed è li che mi attend, una tartaruga enorme, veramente enorme, ferma sul fondo.
Io inizio a piangere. Penso alla GoPro a casa. E piango. Penso allo stocazzo. E piango.
È la prima volta che ho due tartarughe immobili sotto alla tavola).
Non contente arriva anche il papà e mettiamoci, perché no, il cugino.
Sono quattro, tipo i moschettieri.
E io sono un mix tra colui il quale tesse le lodi di quanto sia bello il creato e il diavolo veste prosciutto Praga che tira smadonni verso se stesso, il mondo, l’internet e il sonno che avevo la mattina.

Chi se ne frega dei social, vivi il momento!

“Follow me” 🐢💙

Un post condiviso da Andrea Antoni (@onthesup) in data:


Nel frattempo mi viene a mente questa frase di minchia che mi dicono spesso in molti. Mi faccio coraggio e resto li a guardarle.
Ma penso anche che il 90% dei miei clienti e delle collaborazioni che realizzo, arrivano perché condivido materiali di questo tipo. E quindi realizzo che la frase “Essere famosi sui social è come vincere al monopoli” funziona benissimo per chi deve rincuorarsi non raggiungendo alcun obbiettivo ma che, obiettivamente, è una puttanata colossale.
Rimango li a guardarle perché sono comunque uno spettacolo, ma penso anche che ok, vivo il momento ma nessuno mi crederà. Come sempre in questi casi.
Quando sarò anziano, se mai arriverò a data età, racconterò questa storia e se tanto mi da tanto mi chiuderanno in casa di riposo credendomi totalmente rinco.
Ecco, forse quindi farci un paio di foto sarebbe servito.

Il patto

La tartaruga gigante guarda me e io guardo lei, e le dico “ascolta, non voglio neanche vederti: facciamo che non ci siamo mai visti, io vado per la mia strada facendo il mio allenamento e voi andate a quel paese“. Lei di tutta risposta, mi emerge in face mega gangsta of da ghetto e mi guarda con disprezzo come a volermi dire “A @stailuan, inutile che tu faccia tanti il figo, qui ti caghiamo il testa da sotto al mare, prendi la tua tavoletta e sparisci“.
Mi sembra equo.
Sconfitto su tutti i fronti prendo e me ne vado.
Seguiranno altri 4 avvistamenti di tartarughe lungo il cammino, ignoro se fossero le stesse che continuavano a percularmi (bene ma non benissimo) o se fossero altre 4 (per un totale quindi di 8 in pochi minuti) per il record assoluto di tartarughe nello spot.

Conclusione

Non vi darò misure delle tartarughe, perché probabilmente finirei per esagerare, ma erano veramente grandi.
Negli anni il numero dei miei avvistamenti di carretta-carretta sono aumenti esponenzialmente: credo sia dovuto al fatto che io esca molto più spesso con lo Stand Up Paddle, ma non è da escludere che la loro popolazione sia aumentata.
Aggiungo che il punto in cui le avvisto, quest’anno, è quasi sempre il medesimo, localizzato in una ben precisa zona del Golfo che non andrò a svelarvi perché vorrei continuare a vederle vive e non trebbiate dai motoscafi come spesso accade.

Concludo ricordandoti di portare sempre con te la GoPro, che non si vivrà di social ma condividere esperienze carine come queste, senza necessariamente un fine utilitaristico, ma semplicemente per documentare il fatto che la natura sia viva e ci siano meraviglie a pochi passi da casa nostra è una delle funzioni più belle (e troppo spesso dimenticate) di queste piattaforme.

Enjoy!

stailuan

Andrea “Style1” Antoni è un grafico freelance ed un graffiti writer, ambassador di GoPro e Roberto Ricci Designs.
Scrive post a tempo perso e perde tempo scrivendo post, ma vive di grafica. Nel febbraio del 2015 è uscito il suo primo libro “Trova la tua identità su Instagram e condividi foto uniche“, pubblicato da Dario Flaccovio Editore.
Nel 2017 è diventato per tutti “il grafico che gira il mondo fotografando le mazzette pantone” grazie all’improvvisa viralizzazione del suo progetto Instagram #STAILtone.
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Commenti dal faccialibro


1 Response

  1. 20 dicembre 2017

    […] Beach“, nonostante nel tempo sia stata fortemente migliorata. Io non ne nego i problemi ma, da quando esco con il sup, ho scoperto anche i suoi pro. Tra questi c’è la peculiarità che è una zona meravigliosa […]

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