Pensieri & Caffelatte

il primo teorema stailuanico dei trasportatori

La vita è quella cosa che accade mentre aspetti l’arrivo del trasportatore.
@stailuan


Capita che ti svegli una mattina di maggio, apri la finestra e scopri esserci un sole che spacca le pietre, che illumina un cielo celestissimo il tutto corroborato da una temperatura di 20° destinati a salire.
Ti esalti e programmi tutto per uscire con il sup in mezzo al mare: realizzi le scadenze lavorative in tempi record e organizzi altri lavori per il pomeriggio in modo tale da avere due ore libere in mattinata.
Poi ricevi una email automatica che ti informa che il pacco è partito da Gorizia ed è in consegna. Visto che non tutti abitano in Friuli Venezia Giulia, il capoluogo isontino dista tra i 20 e i 25 km da casa mia: un’ora di bicicletta a media velocità.

trasporta-pacchi

E quindi che fai?
Beh aspetti. Aspetti perché il corriere arriverà presto e perché altrimenti inizia il gioco del “lasciato avviso – ripasso domani – domani non posso – vienitelo a prendere in magazzino” e allora tanti saluti: invece che la spedizione mi pagavo un taxi per andare a prendere direttamente il pacco senza che me lo inviassero.

Il problema è che il corriere non arriva mai prima delle 12.
Non ho nulla contro i trasportatori, categoria di lavoratori che stimo perché compiono il loro dovere sotto una quantità di stress e bestemmie mica da poco, però non si sa come sia possibile, ma consegnano tutti sempre e solamente alle 12. Avendo un furgone pieno di pacchi, è evidente che subito io vada a pensare che – a questo punto – Babbo Natale esista. Perché se tu, umile portentoso corriere, sei in grado di svuotare il tuo furgone da tutto il trasportato tra le ore 12 e le 12 e un minuto, Babbo Natale in una notte intera riuscirà a portare regali a tutti i bimbetti del mondo.
Why not.

frogster

Che poi lo schema è mefistico.
Le persone odiano i corrieri perché li aspettano per intere giornate. E non arrivano mai.
A loro volta i trasportatori odiano le persone perché non sono mai a casa.
Guidano in mezzo al traffico infernale, parcheggiano in tripla fila sopra ad una smart mettendo le 4 frecce, prendono il pacco dal marasma di scatole che portano, attraversano la strada rischiando di essere investiti almeno 10 volte (manco giocassero a frog), suonano il campanello e.
E tu non sei a casa.
E quindi ti odiano, e hanno solo che ragione.

Il fatto è che tu sei stato a casa per 8 ore a non fare una beata fava di nulla aspettandoli. Magari avevi dei lavori da fare ma dicevi “vabè, tra dieci minuti arriva non lo inizio neanche che poi devo uscire“. Ma i 10 minuti diventano altri 10 che diventano altri 10.
Ed è subito sera.
A questo punto ti sei sfavellato l’esistenza di mettere like a tutte le bitche di Instagram, hai vinto il FarmVille, fatto almeno due volte il giro di 9GAG e a quel punto esci.

E trenta secondi dopo arriva il corriere, che non ti trova a casa.
E son bestemmie da ambo le parti.

Ma è così, avessi una mente matematica scriverei un algoritmo (parlare di algoritmi a cazzo è molto trendy, “eh si google ha cambiato l’algoritmo”, ah capisco), invece la risolvo così: il corriere consegna il pacco alle ore 12:00, oppure nell’istante successivo in cui sarai uscito di casa.
La chiameremo “il primo teorema stailuanico dei trasportatori“, che molto volentieri andrei a confutare, ma per il momento vince.

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